Nuda veritas
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Come trasmettere le proprie paranoie ai figli attraverso l’esempio

Considerando l’alto tasso di bimbetti presenti in casa mia, mi trovo spesso a frequentare altre mamme. Ed altri bimbetti.

{mi sono svegliata con un senso della logica particolarmente brillante}

Se dovessi definirmi come madre, mi infilerei senza indugio in quel gruppo di genitrici che hanno fatto del dubbio una categoria epistemologica. Una mamma cartesiana, per capirci. Non mi stanco mai di leggere, documentarmi, informarmi e mettermi in discussione. Un po’ per formazione, un po’ per cagacazzismo interiore.

Per natura sono anche un tipo pauroso, non mi sono mai lanciata negli sport, non mi sono mai lanciata in robe avventurose, non mi sono mai lanciata. Punto. E questa caratteristica, per un certo tempo della mia vita, mi ha impedito di sentirmi come i miei coetanei, di sperimentare, di capire ciò che poteva piacermi e cosa no. Per paura di sbagliare, spesso mi sono privata del vivere. Così, ho deciso che avrei fatto del mio meglio per non trasmettere questo lato di me ai miei figli. Trovo giusto non replicare gli stessi nostri errori su di loro, preferisco commetterne di diversi, vuoi mettere la gioia della creatività?

Il mio lato da antropologo è sempre vigile e non posso fare a meno di osservare i diversi comportamenti umani.  Nell’ultimo fine settimana tra parco giochi e attività varie, mi sono appuntata questi commenti, pronunciati da madri con cui ho dovuto avuto modo d’interagire:

– Stai attento al cane! Non ti avvicinare, potrebbe morderti (il cane in questione pesa 5 kg col pelo bagnato ed è aggressivo come un peluche)

– Non  correre, che sudi e poi ti viene la febbre (variante di “corri, ma non sudare”)

– Spostati da sotto l’albero, potrebbe cadere una pigna da un momento all’altro

– Non toccare la neve, è fredda!

– Vieni qui, che quel bambino ha la tosse e poi te l’attacca

– Non lo mando all’asilo, perché ho saputo che ci sono i pidocchi e voglio stare tranquilla

– Non giocare con la terra, che ci sono i batteri

È vero, viviamo in un periodo d’incertezza sociale, tutti navighiamo a vista nel lavoro, nella vita familiare e persino con i figli. Il momento storico ha come matrice l’instabilità, sotto ogni punto di vista e capisco che sia umano cercare di proteggere i propri figli.

Però penso anche che non sia rinchiudendoli in scatole asettiche che riusciremo a rendere la loro vita migliore. Le persone dovrebbero crescere sì indirizzate, ma libere di capire chi sono, cosa vogliono e perché. I bambini dovrebbero avere le unghie nere e i fili d’erba tra i capelli, dovrebbero potersi ammalare e allenare il loro sistema immunitario, dovrebbero stare con il gruppo dei loro pari e giocare, dovrebbero cadere ed imparare a rialzarsi asciugandosi le lacrime sulla manica della giacca, dovrebbero poter toccare la neve, la sabbia, l’acqua del mare, i sassi del fiume e il fango della terra, dovrebbero osservare gli insetti ed imparare a non averne ribrezzo.

I miei figli hanno i grembiuli macchiati, i capelli spettinati dal vento e due donne che si prendono cura di loro, non crescono con la fobia del diverso e dello sconosciuto, sanno che la vita è cambiamento e che la famiglia è composta da persone che si amano e si rispettano.

È anche per loro, che sto cercando di diventare meno fifona e sto imparando a vivere senza preoccuparmi dei risultati. Sono in cammino, ma so che arriverò.

trasmettere le proprie paure ai figli

 

10 Commenti

  1. Poi esiste anche il modello di mamma francese che guarda con amore il figlio unenne strisciare il ciuccio per un intero vagone del treno e poi ciucciarlo con gusto. Ma quello forse è un po’ estremo…

  2. Ahahahah!!!! E’ per un’espressione come quella della foto che mi mancano terribilmente i bambini piccoli in casa!

    Potrei dissentire su alcuni punti del post?

    Primo, per essere un tipo pauroso che non si è mai lanciata non te la cavi proprio male. Hai frequentato sia uomini che donne e sei riuscita a capottare completamente la tua vita e quella della tua famiglia, non mi sembra una cosa da tutti, fossi stata un’audace che cavolo avresti combinato?

    Secondo, tu non sai cosa si annida nella terra, pazza! Sopravvivono per anni le uova dei parassiti portati dalle feci di animali ed è un attimo pigliarsele. Ma non guardi mai “malattie misteriose” e “io e i miei parassiti”?? Mia moglie me li propina tutte le sere….. 🙁

    Terzo, la mia cagnolina di 7 chili se ti prende un bambino te lo sbrana….. sbrana…… due canini sulla mano te li lascia….. non ama particolarmente i bambini, chissà perché….. 🙂

  3. Consolati con il fatto che la maggior parte di queste assurde fobie le hanno praticamente solo i genitori italiani (che poi magari sono gli stessi che i bambini non li fanno vaccinare). I miei nipoti e figli di amici che vivono all’estero si infangano, mettono in bocca di tutto, corrono e sudano, si rotolano abbracciati ai loro amici a due e quattro zampe e seguono solo le indicazioni del medico per la profilassi legata ai rischi del singolo paese, oltre che le minime regole igieniche (quando hanno l’età per farlo). Non mi pare che si ammalino più dei bambini che vivono in Italia.

  4. Ho giusto un filmato di mio nipote che a pasqua di qualche hanno fa salta dal tetto della sua casetta a piedi nudi in una pozzanghera di fango (costruita insieme al nono) mentre orgoglioso mostra come all’asilo gli hanno insegnato a contare fino a 8!!
    Commento del nonno con gli occhi a <3 "basta poco per far felice un bambino"
    Agli occhi di mia mamma è un bambino che cresce senza regole, io invece lo invidio tantissimo per la fame di scoprire e di imparare che ha che non lo fa stare fermo!

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