Nuda veritas
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” Vuole fare lo stilista da grande, quindi è finocchio”

I bambini, per fortuna, non hanno preconcetti se non quelli che noi adulti infiliamo a forza nelle loro teste.

Non nascono con l’idea delle “cose da maschi” e delle “cose da femmine”, siamo noi adulti a rovinare la magia del gioco e delle aspirazioni lavorative. Che una donna ingegnere possa godere della stessa dignità del collega maschio o che un uomo casalingo non debba essere sinonimo di sfigato è , purtroppo, un concetto ancora estraneo alla nostra cultura.

Ieri Ita è stata mandata, insieme ai suoi compagni che non fanno religione, ad aiutare i bambini di terza elementare a fare i compiti. A lei piace questo ruolo di tutor, di bambina grande che insegna. Mentre offriva il suo contributo di docente in erba, il bambino che stava assistendo si è fermato, l’ha guardata e avvicinandosi al suo orecchio le ha bisbigliato:

– Lo vedi quello lì? Quello in prima fila con la felpa grigia? Quello è finocchio

E Ita, impassibile:

– Ah, sì. E cosa vuol dire?

– Vuole dire che invece delle femmine, gli piacciono i maschi e sai perché? Perché dice che da grande vuole fare lo stilista!

– Scusa, ma che c’entra il lavoro che vuol fare da grande con il fatto che gli piacciono i maschi?

– Boh…però papà dice che è un lavoro da finocchi

– Guarda che il lavoro che vuoi fare non c’entra proprio niente! Mia mamma ha un amico che fa il dottore all’ospedale ed è fidanzato con un uomo e ne ha un altro che fa il ballerino che invece ha la moglie

– Ah. Non lo so, ma papà dice che…

– Senti, anche i genitori a volte si sbagliano. In fondo mica sono perfetti. Anche loro sono esseri umani, come noi! E poi non si dice finocchio, mica è una verdura, è una persona e si dice gay. E per finire anche se fosse gay che male c’è?

Ammetto che sono rimasta a lungo indecisa se essere più fiera della reazione di Ita nei confronti degli stereotipi di genere o se bearmi delle mia giustificata imperfezione di essere umano.

Una cosa è certa. Sempre più spesso preferisco la logica dei bambini a quella degli adulti.

http://www.nytimes.com/2012/12/23/opinion/sunday/gender-based-toy-marketing-returns.html?_r=0

Img credits: http://www.nytimes.com/

 

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  1. Figliogrande all’età di 5 anni ha sentenziato: io da grande voglio progettare giardini. L’hanno sfottuto alle elemantari, deriso ogni volta in cui invece di un videogioco si è fatto regalare una serrra o un semenzaio, bullizzato alle medie e menato alle superiori, da sempre additato come gay, finocchio e non vado oltre, solo perchè amava (ama) i fiori. Anche all’istituto agrario, cosa che trovo assurda. L’anno prossimo andrà all’università per diventare un disegnatore di giardini. Un’ infanzia assurda solo perchè ha sempre detto con fierezza cosa volesse fare. L’unica consolazione è che la farà. Viviamo in un mondo di merda e la famiglia purtroppo non basta, c’è tantissimo lavoro da fare, davvero tantissimo affinchè un bimbo non venga mai più etichettato per una passione o perchè indossa un colore o gioca con giochi non “adatti”. Fino a che nelle famiglie si continuerà a professare come un culto la differenza di genere non ne verremo mai a capo.

  2. mela dice

    Tua figlia è favolosa. E tu anche.
    I bambini purtroppo ripetono le bestialità che sentono in casa. Figurati che a me diverse persone dissero che avrei fatto diventare mio figlio gay perché l’ho allattato oltre due anni a parte che, se proprio, gli avrei fatto venire la fissazione delle tette, anche se fosse gay che problema sarebbe?

  3. Mi sono sempre chiesto una cosa: cosa può capirne uno stilista gay nel fare diventare sexy una donna?? 🙂 M’immagino un Berlusconi stilista, manderebbe in giro le donne conciate da prostitute thailandesi……. :-/

  4. Ho un amico che ha fatto un sacco di soldi progettando giardini, si chiamano architetti di esterni. Ha progettato anche giardini reali a Dubai, cmq gira il mondo. Lui e un altro amico si erano iscritti ad agraria con l’intento di diventare guardie forestali e adesso uno fa l’architetto e l’altro il giardiniere.

  5. Ti piace vincere facile… da tutte le cose splendide che si leggono qui, Ita non poteva che venir fuori così 😀

  6. ” Senti, anche i genitori a volte si sbagliano. In fondo mica sono perfetti. Anche loro sono esseri umani, come noi! ”
    la adoro! 😀

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