Mese: marzo 2015

L’ennesimo coming out familiare

Spavaldi e coraggiosi ieri abbiamo sfidato l’ora legale (che per me è un trauma che si trascina fino al nuovo cambio dell’ora) e abbiamo approfittato di sole, uccellini, fiorellini e quelle tipiche robe primaverili, per portare i nostri pallidi visi e le nostre chiappe inflaccidite dall’inverno a fare una lunga scarpinata sulle colline. Orario di ritrovo alle 8,30 (che per me saranno sempre le 7,30 – hasta l’ora solare siempre) Bambini svegliati all’alba per essere puntuali: preparare panini e snack ipercalorici da gita, fila per il bagno – che – è – sempre – occupato, portare fuori Iole a fare i bisogni ed impedirle di devastare il tappeto, recuperare materiale marciscente sul fondo dello zaino rimasto lì ad imperitura memoria dalla gita precedente, colazione + caffè di rinforzo e via. All’appello ci siamo tutti: Nina, Giuseppe, io, i bambini e pure Iole e Botolo. Insieme a noi un’altra ventina di persone:  l’escursione non è particolarmente impegnativa e quindi ci sono state parecchie adesioni. Durante il tragitto Brita e Ita hanno socializzato con due bambine loro coetanee sollevandoci dalla nenia compulsiva …

Educazione sessuale nelle scuole – perché sono favorevole

Ultimamente mi capita sempre più spesso di discutere con altre mamme sull’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole. Io sono da sempre favorevole. La sessualità è una componente intrinseca della nostra biologia di essere viventi. Già da piccoli i bambini manifestano una naturale predisposizione alla scoperta dell’anatomia del proprio corpo e di quello dei loro coetanei. Trovo sciocco e disonesto il tacere o addirittura il negare questa parte della vita della persona. Ai miei figli non ho mai parlato di api e fiorellini, né di cicogne e cavoli. Ho risposto sempre con precisione alle loro domande, utilizzando un linguaggio e dei concetti coerenti con la loro età. Capisco che non tutti i genitori riescano a parlare dell’argomento senza imbarazzo, senza tabù culturali e con la giusta preparazione in materia. Proprio per questo accoglierei di buon grado che ci fosse una persona competente a spiegare questo tema ai bambini ed ai ragazzi. L’argomento è sicuramente delicato e necessita di preparazione scientifica, ma anche di capacità di adeguare la comunicazione. Questo accanimento nel rifiutare quella che per me è una grande …

Sul gender, le lobby gay, la conquista del mondo ed altre oscenità

Di questo sparuto e tetro movimento di omofobi invasati, che gira per le piazze e le sale parrocchiali, avevo letto cose aberranti sul web, ma ho voluto toccare con mano e così sono andata ad una di queste riunioni. Tutto ciò che avevo letto non solo è vero, ma è talmente tanta la violenza, l’aggressività e la menzogna del loro progetto che stentavo a credere alle mie orecchie e ai miei occhi. Questi tizi hanno creato a tavolino una teoria – chiamandola teoria del gender – manipolando, di fatto, un concetto sociologico molto più complesso ed esteso. Cercherò di sintetizzare i pensieri da loro espressi: #1 Il mondo è comandato da una lobby gay che vuole imporre ai bambini l’inversione dei ruoli maschio e femmina e distruggere la famiglia tradizionale. [non c’è dato sapere come, il tono da setta misterica ha reso impossibile approfondire l’argomento] #2 Questa lobby ha una fitta agenda gender [se è in commercio, la voglio anche io. Solo il nome è uno spasso] con obiettivi smart quali: conquistare il mondo, invertire i sessi, soverchiare …

Dyson DC52 Allergy: l’aspirapolvere per tutte le famiglie (recensione) #MAKEDIRTMATTER

Premessa Questo blog ha una chiara vocazione sociale e politica, NON è un blog che ha tra i propri obiettivi la recensione di prodotti. Questa è la mia prima volta (e forse unica, ammesso che non mi venga proposto qualcosa di veramente valido da un’azienda in linea con i miei valori ed ideali). Devo ammetterlo, sono un po’ emozionata. Cosa c’è di emozionante nel recensire un aspirapolvere? Per me, due validi motivi. Il primo valido motivo Si sente tanto parlare di brand che si stanno avvicinando a target di famiglia “diversi” da quella comunemente considerata tradizionale; da Findus a Vodafone, sono sempre di più le aziende che, a differenza della politica, si rendono conto che il concetto di famiglia è molto più variegato e non può essere banalizzato nell’unico paradigma di uomo + donna + figli. Così, quando Flavia di TTV mi ha contatta per chiedermi se avevamo voglia di testare il DC52 Allergy, ho risposto di sì. Se Dyson risolve il problema di polvere, acari, muffe e non ha pregiudizi sul modello genitoriale, ben venga. Il secondo motivo altrettanto …

Crescere in una casa tutta al femminile

Ariele rappresenta, in questa casa, la quota azzurra minoritaria. Condividere la quotidianità con quattro donne, crea spesso risvolti buffi. Già la faccenda del bagno in comune genera qualche disagio. Ariele è infatti l’unico che si chiude a chiave nel gabinetto. Pure se deve lavarsi i denti. Puoi morire. La tua vescica può essere sul punto di esplodere come un gavettone a ferragosto, ma lui niente. Non ti apre. Eppure non è cresciuto con tabù sul corpo e sulla nudità. Sarà l’età. (Trallallero trallallà). Alle faccende di casa ha un approccio polifunzionale, passa con scioltezza dall’apparecchiatura della tavola, alla preparazione di torte, al bricolage. Ha sempre avuto chiaro che non esistono lavori da femmine e da maschio, ma che la casa è di tutti e ogni componente del team ha delle mansioni per tenerla in ordine e pulita. (Occhei, forse il marketing mi ha preso la mano). Durante la cena di ieri sera, dopo qualche minuto di silenzio, ci ha guardate con serietà e ci ha detto una cosa che trovo giusto riportare, senza commentarla. Ho sempre pensato che essere l’unico …

Storie di passaggio

Domenica, di ritorno da una trasferta lavorativa, ho scoperto che uno sciopero del personale ferroviario mi avrebbe paralizzato in un limbo di attesa, impedendomi di rientrare a casa. Pur essendo una persona mediamente ansiosa, quando mi rendo conto di non aver alternativa il mio cervello si quieta. Entro in uno stato di grazia dovuto all’impossibilità di apportare alcuna modifica a quello che sta succedendo. Così ho fatto l’unica cosa che potevo fare in quel momento. Ho aspettato. Invece di buttarmi a capo fitto nel lavoro arretrato e anestetizzarmi dietro lo schermo dello smartphone, ho camminato lentamente. Sono arrivata al bar, trascinandomi dietro il bagaglio. Intorno a me gambe veloci e ruote saettanti di valigie colorate e di varie dimensioni. Ho atteso con calma il mio turno alla cassa. Ho ordinato un caffè. Mi sono ipnotizzata per qualche secondo di troppo sulle piccole onde increspate dal cucchiaino nella tazzina. L’ho assaporato lentamente, godendomi la sensazione amarognola che si adagiava sulla parte posteriore della mia bocca. Sono uscita come sono entrata, a passi piccoli e misurati. La stazione …

L’importanza di metterci la faccia

Aprire e mantenere in vita questo blog è, spesso, una gran fatica. Non ho più argomenti con le amiche, che sono così aggiornate che neppure mi telefonano più. Non ho più segreti con i miei genitori, tant’è che mia madre mi chiama per dirmi se il post le è piaciuto o meno. Non ho più una vita privata, almeno in buona parte. Molte persone a me vicine mi hanno consigliato di lasciar perdere, di non sprecare energie, di vivere la mia vita senza mettere in piazza le mie vicissitudini familiari. Se vivessi in un Paese che rispetta la mia vita, la mia famiglia, la mia sessualità e la mia affettività impiegherei il mio tempo per altro. Invece ho scelto di non stare zitta e di metterci la faccia. Stiamo vivendo in un clima di pericolosa regressione culturale, in cui la parte marcia del cattolicesimo sta ingaggiando una battaglia affinché i nostri figli continuino a vivere all’epoca di Giovanna d’Arco, i diversi vengano bruciati sul rogo, le donne siano sottomesse al marito e via così. Vi metto …

Come trasmettere le proprie paranoie ai figli attraverso l’esempio

Considerando l’alto tasso di bimbetti presenti in casa mia, mi trovo spesso a frequentare altre mamme. Ed altri bimbetti. {mi sono svegliata con un senso della logica particolarmente brillante} Se dovessi definirmi come madre, mi infilerei senza indugio in quel gruppo di genitrici che hanno fatto del dubbio una categoria epistemologica. Una mamma cartesiana, per capirci. Non mi stanco mai di leggere, documentarmi, informarmi e mettermi in discussione. Un po’ per formazione, un po’ per cagacazzismo interiore. Per natura sono anche un tipo pauroso, non mi sono mai lanciata negli sport, non mi sono mai lanciata in robe avventurose, non mi sono mai lanciata. Punto. E questa caratteristica, per un certo tempo della mia vita, mi ha impedito di sentirmi come i miei coetanei, di sperimentare, di capire ciò che poteva piacermi e cosa no. Per paura di sbagliare, spesso mi sono privata del vivere. Così, ho deciso che avrei fatto del mio meglio per non trasmettere questo lato di me ai miei figli. Trovo giusto non replicare gli stessi nostri errori su di loro, preferisco commetterne …

” Vuole fare lo stilista da grande, quindi è finocchio”

I bambini, per fortuna, non hanno preconcetti se non quelli che noi adulti infiliamo a forza nelle loro teste. Non nascono con l’idea delle “cose da maschi” e delle “cose da femmine”, siamo noi adulti a rovinare la magia del gioco e delle aspirazioni lavorative. Che una donna ingegnere possa godere della stessa dignità del collega maschio o che un uomo casalingo non debba essere sinonimo di sfigato è , purtroppo, un concetto ancora estraneo alla nostra cultura. Ieri Ita è stata mandata, insieme ai suoi compagni che non fanno religione, ad aiutare i bambini di terza elementare a fare i compiti. A lei piace questo ruolo di tutor, di bambina grande che insegna. Mentre offriva il suo contributo di docente in erba, il bambino che stava assistendo si è fermato, l’ha guardata e avvicinandosi al suo orecchio le ha bisbigliato: – Lo vedi quello lì? Quello in prima fila con la felpa grigia? Quello è finocchio E Ita, impassibile: – Ah, sì. E cosa vuol dire? – Vuole dire che invece delle femmine, gli …

Keep calm &…una famiglia ricostruita, arcobaleno e numerosa

Bella la famiglia numerosa! Le voci argentine dei bambini che risuonano nelle stanze della casa, i loro giochi ovunque che mettono allegria e rendono la casa vissuta. Vero. MA Le corse frenetiche per rispettare la logistica? Le montagne e montagne di roba da lavare, stendere, raccogliere e piegare?  I 3 pranzi a 3 orari diversi quasi tutti giorni? La spesa che finisce velocemente nonostante i sistemi di stoccaggio più sofisticati? I programmi che saltano perché i bambini si ammalano a turno? Fin qui, niente di nuovo. In tutte le famiglie è così. Credo. Forse. Chissà. Fatto sta che sono allo stremo delle forze. A questo si aggiunga che i tre bambini non sono fratelli tra di loro, hanno abitudini diverse e spesso la convivenza richiede doti di intermediazioni che, con la stanchezza, diventano quasi impossibili. Convivere è un lavoro e a volte mi viene da pensare che l’amore è eterno finché ognuno vive a casa propria. Va bene, forse così è esagerato. Allora facciamo che ritrovarsi a convivere da grandi con figli provenienti da relazioni precedenti è decisamente provante. …