Nuda veritas
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Come trasformare un errore in un’occasione educativa (forse)

A volte mi cullo nel pensiero che, se ho la testa tra le nuvole, è perché sono stanca e ho più attività da gestire che ore in cui metterle in pratica. Poi mi metto la mano sul cuore e mi dico che no, sono sempre stata aerea e persa nei miei pensieri. O come dice mia mamma con tono poetico “So’ nata rincojonita“.

Dimentico ricorrenze, nomi e non riesco a fare più cose contemporaneamente. Vengo assorbita dal lavoro, dalle riflessioni, dagli sguardi e dalle foglie che crepitano sotto le scarpe. Odio essere interrotta mentre scrivo o leggo, mi sembra di essere svegliata in piena fase R.E.M. Ovviamente, con tre bambini in casa, rimanere concentrata di giorno e dormire 8 ore di fila la notte è impossibile.

Quindi salta di qui, zompa di là: Brita ha fatto la cacca, Ariele esce da scuola, metti su la pasta a Ita, il cane ha mangiato i lacci delle scarpe, il latte sul pentolino si è bruciato e il caffè è freddo, Nina è fuori per lavoro, il bucato è da raccogliere. 

Così l’altro giorno ne ho combinata una delle mie. Brita ha due zainetti, entrambi sui toni dell’azzurro. In uno c’è tutto il necessario per la danza: body, scarpe, calze, lacci per i capelli (e un mini pony); nell’altro ci sono un po’ di giochi, libri, quaderno e matite per quando si annoia in macchina.

Secondo voi quale zaino le ho preso per andare a danza? Esatto! Quello con i giochi. E naturalmente ce ne siamo accorte non quando l’ho presa dall’asilo, non quando sono ripassata da casa a prendere il telefono (sì, avevo dimenticato pure quello) e neppure mentre ero dal benzinaio. Praticamente ho realizzato l’errore quando, infilando il braccio nello zaino per prendere il body, mi sono trovata a rigirarmi in mano il diario segreto delle Winx.

Brita è scoppiata in lacrime – Io oggi danza non la faccioooooooo! Voglio andare viaaaaaaa – Il tutto ad un volume folle che non riuscivo a silenziare, cercando d’impedirle almeno di disturbare la lezione. Io, invece, avrei voluto la botola portatile: batti il tacco due volte sul parquet lucido delle scuola, la voragine si apre e  tu scompari. Ho attraversato un’ampia gamma di emozioni: senso di colpa, rabbia, vergogna, imbarazzo, pessimismo e fastidio. Brita incollata alla mia gamba destra non mollava la presa e seguitava a sbraitare, io cercavo di mantenere la calma e l’equilibrio. Più che un sinuoso fenicottero rosa, però, mi sentivo una bufala con la sciatalgia.

Insomma, alla fine ho tirato su Brita, con i suoi occhi all’altezza dei miei e le ho detto con voce calma, ma ferma:

– Tu adesso smetti di piangere e entri a fare danza. Ballare ti piace, le tua amiche ti aspettano e quello che importa non è il vestito, ma divertirsi facendo una cosa a cui tieni tantissimo. Io ti prometto che la prossima volta farò più attenzione a prendere lo zaino giusto e tu controllerai prima di partire da casa che sia proprio quello.

Fortunatamente la frase ha funzionato e lei, imbronciata, ha seguito la maestra nella sala da studio. Quando sono andata a riprenderla era raggiante.

– Mamma, avevi ragione. Oggi abbiamo fatto dei passi bellissimi, sarebbe stato brutto non venire!

– Visto? L’esteriorità non conta! Cosa importa dei vestiti? Bisogna imparare a fregarsene!

– Sì, mamma. Quindi non è un problema se prima non ti ho detto che sei uscita con la giacca macchiata, vero?

– [@@@£$&%$£###çç@@@]

trova le differenze

 

33 Commenti

  1. R.Hahn dice

    Brava: questa è educazione che lascia il segno. Molto meglio avere testa e lucidità per queste cose, anche se poi ogni tanto si è tra le nuvole. Il che in realtà è un pregio!

  2. Bellissimo episodio raccontato in modo divertente. Anch’io ho la testa fra le nuvole ultimamente, dormo poco e di giorno recupero i sogni persi di notte. Come farò? Smack. Ketty

  3. Quella della giacca è chiaramente una vendetta! 😛
    (P.S. se tieni il conto delle moke bruciate, possiamo vedere chi vince fra te e mio padre)

  4. Sono due zainetti diversi! Diversiiiiii!!!! Ma tranquilla, io una volta ho portato mia figlia all’asilo senza scarpe. Nel senso che è uscita di casa in ciabatte, e ce ne siamo accorte arrivate all’asilo. Bè, ha avuto una giornata comoda, e allora!?!? 😉

  5. Sissi dice

    Grazie di alletarci le giornate con il racconto delle tue/vostre peripezie. Io sono sempre distratta, stanca, assonnata e non ho la scusa di avere 3 figli… E nonostante il fatto che ogni scarrafone è bello a mamma soja, le mamme sono sempre pronte a spendere una buona parola per sollevarci il morale… 😉

  6. daniela dice

    Veronica se ti può consolare ti racconto la mia ultima:
    lunedì sera mi sento con la mia attuale (ahimè) ex, dopo che mi sono trasferita:
    lei: “sono arrivata a casa tardi lo stesso perché sono andata dal meccanico e al ritorno ho preso l’autostrada nell’altro senso”
    io: “ok ma eri stanca, ti ho fatta stancare per il trasloco”
    lei: “no, sono io che sono rincojonita”
    io: “ti ricordo che io sbaglio strata 3 volte su quattro, mi stai dando della rincojonita”
    lei: “no no”
    io: “ti saluto che mi serve il telefono per il navigatore, non so ancora bene la strada di casa”
    Secondo te come è finita? navigatore alla mano ho sbagliato strada tre volte e ci ho messo 45 minuti al posto di 15 per arrivare a casa.
    P.s. io per non sbagliare borsa appena mi viene in mente (anche due giorni prima) metto quella giusta davanti alla porta, i momenti di lucidità vanno colti al volo

  7. sandra dice

    ora mi mandi a quel paese, ma te lo dico lo stesso :). secondo me dovrebbe essere Brita a prendere lo zaino, con queste piccole azioni i bambini e le bambine iniziano a responsabilizzarsi.

  8. Oggi sono uscito senza cellulare. Mi accorgo solo di una cosa, quando dimentico le chiavi della macchina. Quanto ti capisco……

  9. ericagazzoldi dice

    “Quindi non è un problema se prima non ti ho detto che sei uscita con la giacca macchiata, vero?” Un’occasione educativa… per chi? 😉 Comunque, io dormo anche più di 8 ore a notte, non ho bambini… e ne combino di peggiori. 😉 Solidarietà da parte mia e della Rete Internazionale dei Testalunati (aka “Quelli Che Hanno La Testa Sulla Luna”). 😉

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