Nuda veritas
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Quando i figli se ne fregano della tua logistica

Eh, già. Io e Nina ormai ci sentivamo al riparo e tranquille di aver stabilito una routine che ci permettesse di incastonare i vari impegni lavorativi, personali e familiari. E invece loro (i figli) hanno boicottato le nostre sofisticate strategie organizzative.

Qualcuno si ricorderà con quale gioia vi avevo annunciato (qui) che avevamo imposto sollecitato i tre virgulti affinché scegliessero il nuoto come sport comune. Per noi era stata una svolta: stesso posto, stessa ora e il nostro ruolo di brave mamme era salvo anche per quanto riguarda la voce “sport”.

Inizialmente il compromesso ha funzionato, ma poi sono emerse le prime ribellioni.

Brita ha iniziato col dire che la piscina le faceva venire la pelle raggrinzita sulle dita delle mani e che lei sapeva nuotare benissimo e non necessitava di partecipare a nessuno stupido corso di nuovo. Tralasciamo il fatto che sappia fare solo il morto a galla.  La realtà è che lei voleva a tutti costi andare a danza e avrebbe volentieri bruciato il costume in favore di un più vaporoso tutù. E così è stato. Alla fine ci siamo arrese e l’abbiamo iscritta a danza. Ciao.

Ita è in una fase idrofoba per quanto riguarda la doccia e soprattutto il lavaggio e l’asciugatura della montagna di capelli che ha in testa. Il suo boicottaggio è stato più sottile. Ogni volta stava 25 minuti sotto il phon della piscina per uscirne coi capelli bagnati, spettinati e senza il cappello che aveva cura di dimenticare ora a casa, ora in borsa, ora a scuola, ora nel boschetto della mia fantasia. Tutte le sue compagne di classe vanno a pallavolo. Quindi abbiamo capitolato e l’abbiamo iscritta dove desiderava. Ciao.

L’ultimo rimasto era Ariele, che ha continuato l’impegno in piscina trascinandosi in vasca come un condannato a morte. Lui ha usato il jolly dei compiti: ho troppo da studiare, la piscina è lontana, non ho voglia di aspettare il mio turno per la doccia. La soluzione che ci ha proposto è stata: facciamo che provo pure io ad andare a pallavolo. Ovviamente ad orari diversi da quelli di Ita. Iscritto alla nuova palestra anche lui. Ciao.

Ciao. E noi?! Noi praticamente siamo diventate due tassiste abusive che trascorrono i pomeriggi a scorrazzare i tre eredi tra palestre e scuola di danza. Senza contare le visite dagli amichetti, i compleanni, le feste di carnevale et similia. Ci piace l’idea di aver trasmesso loro l’indipendenza ed incentivato l’intraprendenza personale priva di condizionamenti. Però.

Stiamo seriamente pensando di trovare una ragazza alla pari. Perché iniziamo a non battere più tanto pari nemmeno noi.

Ciao.

logistica familiare

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  1. Ma ciao, Chi può resistere a quel meraviglioso tutù?!
    Io bimba ne ho solo una, ma soprattutto ho un meraviglioso papà alla pari che IERI è finalmente andato in pensione, e avrà taaaaaaaaaaanto tempo libero per la sua amatissima nipotina!!! 😉

  2. Pero’ è carinissima con quel tutu, ammettilo!

    (Pensa a mia madre che si senti’ dire “non voglio più andare in piscina, voglio fare free climbing!”)

  3. Io ero la gioia di ogni madre, la massima attività sportiva che facevo da bambina era mangiare il gelato e guardare tanta santa “tata” TV con i suoi meravigliosi cartoni animati giapponesi!!! … non che adesso le cose siano cambiate, mangio ancora tanto gelato, guardo ancora la TV (dopo il lavoro) e non faccio alcun tipo di attività fisica… e chi ce l’ha il tempo 😛 Se però vi serve una tata chiedete pure l’ho fatto per anni e con i figli che non sono tuoi è più facile scarrozzarli a destra e manca 😉

  4. Fortunatamente mia figlia già dalla prima media si era ritirata da qualsiasi attività fisica, la pallavolo le sottraeva tempo alle sue attività preferite: stare davanti allo specchio e farsi le unghie.

    Invece mio figlio l’ho dovuto seguire fino a quasi 19 anni in quei gironi infernali chiamati campi da calcio: i genitori di un bambino che gioca a calcio appena salgono su gli spalti di un campo sportivo azzerano il cervello a modi “Italiano medio”, a confronto gli hooligans inglesi anni ’80 erano dei novizi.

  5. Anche io piscina, ma credo di averlo già scritto all’epoca del primo post. Felice leggevo sugli spalti il mio bel libro mentre i nonni coccolavano il piccoletto. Fino alla gara di natale. Quando la gialla ha deciso di diventare la pellegrini ed è stata presa in agonistica.
    Ecco ora vivo in piscina, e dalla disperazione mi sono iscritta anche io.
    Voi correte in giro, io staziono sotto un tendone umido con genitori che cronometrano le vasche, i capelli che nemmeno in thailandia e gli occhiali appannati.
    Ridete pure.

  6. Mi avevi fatto morire dal ridere con il post del nuoto, che ricordo perfettamente 🙂 e adesso non posso fare altro che compatirvi un po’ 😉 per la fine del vostro tempo diciamo libero e inchinarmi e fare la hola dinnanzi al vostro mettere comunque davanti al resto le esigenze/desideri dei figli (che non è da tutti). Un abbraccio

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