A proposito di genitorialità ed omosessualità

Spesso mi arrivano mail di persone che si dicono preoccupate per la reazione dei figli in merito alla propria relazione omosessuale o spaventate per gli eventuali atti di bullismo che il bambino potrebbe subire nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza.

Ovviamente io non sono una specialista se non nel preparare la carbonara – piatto in cui raggiungo vette di virtuosismo pressoché irraggiungibili – e difficilmente troverete nelle mie risposte o nei post di questo blog dei consigli validi per tutti – a meno che non stiate cercando la ricetta della carbonara, appunto.

Io vi posso raccontare quello che è successo a me, cosa ho provato, come ho reagito, quali insegnamenti ho tratto da quel che mi è capitato, ma non potrò illuminarvi sul coming out perfetto o la retta vita dell’omosessualità da manuale. Perché io non lo so. Ognuno di noi cammina con le proprie scarpe ed è difficile passarle a qualcun altro dicendo – vai, son perfette per me, lo saranno anche per te [senza contare il disagio d’indossare scarpe puzzate da altri].

La mia vita è la somma di tante imperfezioni: la casa che non è sempre così linda e pinta come ci si aspetterebbe dal fatto che ci abitino due donne; le litigate che facciamo io e Nina perché siamo due femmine alfa nello stesso pollaio (l’ultima delle quali è stata scatenata dalla posizione di un quadro in salotto – cose serie, insomma); i bambini che non sempre sono sorridenti come nelle foto su Instagram, ma che a volte si scannano per un gioco o il posto a tavola; il cane che puzza moltissimo, ma dalle foto voi non potete saperlo; le bollette e le tasse sempre troppe alte e  pure un brutto eritema sulla guance che non accenna a placarsi.

Non è stato facile dire a mio marito che mi piacevano le donne, non è stato facile dire ai miei genitori che mi piacevano le donne e non è stato facile dire ai miei figli che mi piacevano le donne. E non perché ci fosse qualcosa di male nel fatto che a me piacessero le donne, ma per il fatto che vivo in Italia e se non si è etero si è, nella maggioranza dei casi, tollerati, studiati e guardati con curiosità.

Anche io mi sono grattugiata le gonadi con sensi di colpa giganteschi pensando che mio marito sarebbe morto di dolore, i miei genitori sarebbero emigrati in Nuova Zelanda e miei figli sarebbero stati degli sfigati additati a vista dai loro simili. Immagino che sia successa la stessa cosa ai primi coraggiosi divorziatori alla fine degli anni ’70.

Il mio ex marito non è solo sopravvissuto, ma è decisamente migliorato a prova del fatto che la mia presenza non gli giovava, i miei sono gli stessi di prima, e i miei figli non hanno subito ripercussioni per la mia scelta di separarmi e vivere la mia vita con una donna alla luce del sole.

Certo, non ho la sfera della preveggenza (sennò, a quest’ora, ero a godermi la scorsa estrazione del super enalotto) e magari i miei figli verranno sbeffeggiati per i capelli lunghi, per l’apparecchio, per gli occhiali e pure per quella lesbica di merda della mamma. È possibile, anzi probabile, che succeda. Quello che posso sperare è di essere stata così brava da essere riuscita a dar loro gli strumenti psicologici per affrontare il mondo e la sicurezza di essere amati e rispettati in casa. Di imbecilli è pieno il mondo, è impossibile evitarli, meglio imparare come rapportarsi.

Per cui, qualunque sia la vostra storia io sono stra felice di leggerla e anche di confrontarmi con voi, perché ho più da imparare che da insegnare.

Però, vi prego, non mettetemi sul piedistallo. Sono solo un’ottima cuoca di carbonare e una persona in apprendistato dalla vita.

genitorialità e omosessualità

 

34 commenti » Lascia un commento

  1. Storie MOOOOOOlto simili, considerazioni susseguenti identiche!
    E non aspettatevi che io sia un genitore che non dorme la notte, perchè devo dimostrare più degli altri genitori, visto che i miei figli partono svantaggiati per avere una mamma lesbica. No no, sbaglierò come tutti, ci beccherò come tanti…per il resto, sogni d’oro…soprattutto ai nostri figli!!

  2. Gli imbecilli stanno dappertutto e se la prendono con tutti: le tue preoccupazioni di mamma sono le stesse che ho io, i miei figli verranno presi in giro per altri motivi magari, ma prima o poi incontreranno queste mitologiche figure sul loro cammino. E allora, che tu sia gazzella o leone, che tu sia una mamma etero o arcobaleno, ti alzi la mattina e speri che abbiano una buona giornata, forti dell’amore e degli insegnamenti che gli abbiamo dato.

    Ps. Ma quanto sono curiosa di assaggiare ‘sta carbonara?

  3. E hai dimenticato di dire che sei pure una quattrocchi di merda!
    Che se io saprei che mio figlio mi diventerebbe un orecchione, pocco il mondo che c’ho sotto i piedi….

  4. Non potendo assaggiare la tua fantastica carbonara, vogliamo almeno la ricetta… e ti prego, dimmi che non ci metti la panna, altrimenti avro perso la mia battaglia in suolo francese.
    Per il resto, non sono lesbica, ma essere genitori è sempre difficile e tutte le scelte che facciamo per i nostri figli, anche quelle che a noi sembrano piu stupide, possono avere delle conseguenze sul loro sviluppo psichico. E magari da grande tua figlia ti dirà che il suo piu grande trauma infantile non è stato il divorzio dei suoi genitori o l’omosessualità di sua madre, ma non aver ricevuto in regalo la barbie pincopalla… e vi farete una risata insieme 🙂

  5. Beh, non è che si scannano SOLO i figli delle “pericolosissime” mamme lesbiche, eh 😀
    Ok, volevo mettere una cretinata, buongiorno Veronica XD
    Il commento serio lo rinvierò a quando l’omogenitorialità smetterà di farmi rimbalzare una G nella testa (non sono impazzito, ma neanche mi va di dire di più….se vuoi scrivimi in FB!).

  6. Una virtuosa di cucina? Pasta alla carbonara? *_* Di’ a Nina di essere gelosa, perché tutto ciò mi interessa assai… 3:-) Comunque, intanto ti faccio i complimenti per il coraggio che hai avuto nel guardare in faccia la realtà e nel prenderti le tue responsabilità. Per i bambini… se io ne avessi, temo che impronterei la loro educazione sulla base del “tutti dobbiamo imparare a spaccare culi, per un verso o per l’altro”. Se qualcuno avesse dato della “lesbica di merda” a mia madre, quando ero adolescente, temo che si sarebbe preso una rispostaccia memorabile… del tipo “la passera è una bella cosa e lei ne ha vista certamente più di te”. 3:-) Poi, certo, le “meritate rispostacce” debbono essere declinate a seconda di età e orientamento sessuale… 😉 Ma anche a cinque anni non sarei stata zitta di sicuro, conoscendomi. O:-)

  7. Io insegno alle superiori da un ragguardevole numero di anni e di famiglie ne ho viste davvero di tutti i tipi. Posso dire che, statisticamente, i ragazzi che se la cavano meglio (nella vita, non necessariamente a scuola!) sono quelli che sono stati amati e accuditi, ma anche educati ad affrontare i problemi, sviluppando le proprie risorse, senza ricorrere continuamente alla “copertura” dei genitori. Affrontare i problemi ha un grande valore formativo, mentre oggi la generazione dei genitori-amici tende a spianare la strada il più possibile ai figli. Questo sì che fa grandi danni…. non certo i genitori omosessuali.

  8. Anche il mio ex, è migliorato, ha perso anche un pò di pancetta, da quando stà con una che è dodici anni più giovane di me..

    Con il caprino hai provato?

  9. Infatti, di imbecilli è pieno il mondo e per questi c’è sempre un motivo per criticare e sbeffeggiare gli altri… io sono stata pesantemente presa in giro dalla terza elementare alla prima media perché ero sovrappeso, il modo più carino con cui mi chiamavano (non tutti, ma tanti) era palla di lardo (che per una bambina non è il massimo da sentirsi dire). La cosa giusta è quello che hai fatto tu (e che probabilmente hanno fatto anche i miei): fornire ai figli gli strumenti psicologici per affrontare gli imbecilli.
    Ciao!

  10. ma come???????????????? sei la special one de la carbonara?ed io lo vengo a sapere ora e in
    questo modo……………………….ma daaaaaai!(pero’ meglio tardi che mai)

  11. Fare bene la carbonara mi pare un motivo più che sufficiente per la piedistallazione 😛

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