Nuda veritas
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Banalità&Scempiaggini sulle persone LGBTIQ*

Quasi quasi pensavo di farne una rubrica apposita all’interno del blog. Il titolo potrebbe essere: Banalità&Scempiaggini sulle persone LGBTIQ*.

In testa alla classifica, il passpartout, frase che va di moda e che tutti gli omofobi bigotti hanno pronunciato almeno una volta – Ho tanti amici gay, ma – che è solo l’inizio di una serie ormai nota di banalità come: va bene che siano gay, ma non troppova bene che siano gay, purché non adottino i bambini che stanno meglio in istituti o maltrattati dalle famiglie d’origineva bene che siano gay, ma non chiamatela famiglia.

Qui sotto ne trovate un assaggio. Uno dei tanti.

omofobia 1 omofobia 2omofobia 3 omofobia 4

Un’altra nota folcloristica, che vede protagoniste le persone GLBTQI*, riguarda l’abbigliamento.

Secondo leggende abbastanza radicate sul territorio nazionale, i gay si vestono solo con colori sfarzosi, glitter, pantaloni attillati, si fanno sopracciglia, pelo&contropelo e potrete facilmente riconoscerli perché in estate girano così, col costumino monopalla (almeno secondo questa tizia).

outfit gay

Stessa sorte tocca alle lesbiche. Dette anche “mezze donne” o “uomini mancati”, pare – sempre secondo queste leggende italiche – che si diventi (o si scelga – udite, udite) di essere lesbiche per i seguenti motivi:

#1 trauma infantile – tipo che da piccole avreste voluto una macchinina per Natale, ma vi hanno regalato Barbie e la vostra lesbicaggine è frutto di una ribellione al regalo imposto.

#2 rapporto morboso/viziato/supercazzola con la madre – voi siete Edipo in gonnella, ma la colpa è della vostra amata madre che vi ha vessato in mille modi sin dall’infanzia.

#3 non avete trovato l’uomo (eh, sì, diciamo l’uomo) giusto – pertanto non avete il…ehm, metro…giusto per apprezzare il sesso. Quello vero (secondo loro).

Le povere lesbiche, dunque non possono che esprimere il proprio disagio interiore attraverso l’abbigliamento e la trascuratezza esteriore. Le riconoscete per le seguenti caratteristiche: capello amorfo, pelo ascellare ed inguinale  a lunghezza massima, niente trucco, niente smalto, niente gonna, niente tacchi. Niente. Solo l’abito del taglialegna. Preferibilmente confezionato da Lego.

lesbica taglialegna

Bene, care le mie personcine superficiali&ottuse, è ora di fare un ripasso. Userò un linguaggio semplice, che possiate comprendere ed una retorica stantia come quella che siete abituati ad adottare.

Gay e lesbiche si vestono come gli etero. C’è chi segue la moda, chi ama gli abiti comodi e le bretelle, chi predilige giacca e cravatta e chi, come me, è umorale e si veste sull’impeto del momento. Tipo con lo smalto, la gonna e i tacchi.

lesbiche con lo smaltoPer favore, evitate di commentare che così “sembro etero”. O inizierò a pensare che vostra moglie, quando gira in tuta, vuole comunicarvi che ha…ehm…altri interessi.

 

51 Commenti

  1. mela dice

    Purtroppo queste convinzioni sono legittimate dalla stereotipia che passa in televisione

    Nei programmi non fa colpo il gay comune, no,bisogna vedere la checca isterica sopra le righe, un bel prodotto confezionato che vuole le donne senza trucco e trasandate,gli uomini col Mascara,i vestiti colorati,la gestualità esacerbata e la mimica facciale da sotto acido

    Che poi uno avrà bene il diritto di vestirsi come gli pare,ma mediaticamente fa comodo istruire a un ruolo ridicolo in modo da suscitare una duplice reazione: da parte dei buonisti il “come sono illuminato,lo accetto anche se è così” e da parte dei bigotti “ma che vergogna,dove finiamo,che depravati”

  2. Silvia dice

    Ti sei dimenticata del baffo perenne e del fatto che le lelle sono tifose di calcio. Inoltre sono tutte prive di buone maniere, spesso emettono flatulenze da ogni orifizio e rasentano l’analfabetismo. Un po’ come Marguerite Yourcenar, Virginia Woolf, Marlene Dietrich o Greta Garbo. insomma, questi uomini mancati, visto che possono scegliere, che ritornino dai loro mariti!

  3. Dalla premessa, per un momento, ho creduto di trovarti nell’ultima foto in lingerie stile magic america ….. invece una mano smaltata su una coscia con una velata calza a duemila denari…..se credi in qualcosa fai fino in fondo, caxxo!!!!
    Hai dimenticato di dire che gli uomini gay si riconosco dai pantaloni, portano la cucitura che s’infila in mezzo le chiappe (me lo ha detto una mia collega).

  4. ElleBi dice

    valutare le persone dal loro aspetto fisico, ad un primo approccio, fa parte della natura umana. Bello-brutto, grasso-magro, alto-basso, bianco-nero… e poi passando all’abbigliamento, se una ragazza porta una gonna corta è sicuramente una facile, se ha una gonna sotto al ginocchio e una camicetta allacciata fino al collo è una suora. Non mi stupisce il fatto che le persone LGBTIQ finiscano in questo stereotipo. Questo pero dovrebbe essere solo un primo approccio e le persone intelligenti non dovrebbero fermarsi qui… le persone intelligenti…
    Comunque ogni volta che leggo una tua descrizione delle lesbiche mi ci vedo all’80%… iniziero a farmi delle domande 😀

  5. Lucrezia dice

    Ecco perché! Io a natale volevo il libro: Harry Potter e la pietra filosofale e mi è stata regalata Barbie Magia delle feste… Ora mi è tutto più chiaro!
    Ma poi questo pregiudizio trito e ritrito che le lesbiche sono solo mascoline vogliamo una volta per tutte accantonarlo?
    Non si contano le volte in cui nella mia vita ho dovuto controbattere a questa frase:
    “Ma come! Sei così femminile! Ti trucchi e ti metti la gonna! Non può essere, vedrai è solo una fase ( a tutti piace sperimentare) ma un giorno incontrerai l’uomo dei tuoi sogni!”
    Mi sono talmente scocciata che non controbattere più xD

  6. MaryEly dice

    ahaha io e la mia compagna non so quante volte ci siamo sentite dire “non sembrate lesbiche, avete i capelli lunghi!” forse devo pensare che tutte le donne con i capelli corti siano lesbiche?! :-/

  7. Posso fare come il Dr. Farnsworth e dire “I don’t want to live on this plante anymore!!!!!!”?

    Stupidaggini a parte, sarà il ‘down’ da lunedì mattina, ma mi son davvero cascate le braccia…..

  8. Gilly dice

    Dimentichi una categoria: INGENUE CHE SI FANNO FARE IL LAVAGGIO DEL CERVELLO DALLE AMICHE LESBICHE….
    Questo è quello che sento dire più frequentemente da quando sto con la mia fidanzata, 19 mesi, per me spettacolari ma per qualcun’altro passati a cercare un colpevole della sua omosessualità scoperta da lei dopo 5 anni di fidanzamento con un uomo….
    Penso che basterebbe parlare con le persone invece che giudicare e farsi mille film….
    Comunque a saperlo prima di questo mio potere magico di riuscire a convincere la gente a fare quello che voglio avrei fatto molti danni

  9. ValeriaP dice

    A quelli che “I bambini in coppie omosessuali crescerebbero confusi perché non hanno una figura maschile e femminile di riferimento!” sono anni che rivolgo la stessa domanda:
    Spiegatemi in cosa consistono la “figura maschile” e la “figura femminile” senza scadere in stereotipi sessisti del padre che porta a casa la pagnotta e quando torna la sera si siede sul divano a grattarsi i gioielli di famiglia, e della madre “angelo” del focolare che si prende cura di tutto e tutti.
    Sono anni. Non ho ancora ricevuto una risposta che alla fine della fiera dopo mille giri non torni agli stereotipi sessisti. *sarcasm mode ON* Ci chiediamo tutti come mai. *sarcasm mode OFF*

    In generale odio gli stereotipi, sono la rovina del genere umano. Le persone che “ragionano” per stereotipi non potranno mai capire la complessità dell’animo umano, quanto ogni persona sia unica e inimitabile. E mi fà una tristezza immonda.

    • mela dice

      Quello della figura di riferimento viene usato in modo scemo da gente scema identificando come riporti tu,ma assolutamente in psichiatria non è questo il concetto.
      La figura si intende come padroni della propria sessualità,e infatti la consapevolezza della propria appartenenza a un genere non va confusa con l orientamento sessuale
      Ci sono gay molto virili-femminili e ci sono etero effemminati-mascoline
      Per identità sessuale si intende la consapevolezza di essere uomo o donna,non se si è gay o etero

      Le differenze tra uomo e donna ci sono a livello psichico ed emotivo, e non per questo è uno stereotipo

      Un bambino che cresce in una coppia sana, che sia etero o gay non ha importanza, avrà davanti agli occhi un esempio sano di persone con chiara la loro sessualità intesa come essere uomo o essere donna

      Per me è malata ad esempio la coppia etero dove l’uomo fa il bullo aggressivo e la donna offre alla prole l’esempio di oca rifatta senza cervello asservita al maschio e totalmente centrata sul sedurre gli uomini

      Quanto alla figura di riferimento, in una coppia gay il sesso opposto può benissimo essere identificato dal bambino in qualcuno tra amici parenti insegnanti, in modo del tutto sano e magari anche di più che non in certe famiglie tradizionali dove si passa una divisione dei ruoli retrograda e un modo di essere uomo e donna malati da un punto di vista strettamente psicologico!

  10. Guarda che quella della prima serie di commenti parla di “copie omosessuali”, ergo del complotto di qualche lobby di clonazione gay per omosessualizzare il mondo. O forse oltre che col buon senso, ha litigato anche con la grammatica…

  11. Nessa Alcarin dice

    Mia cara vogliamo parlare dei capelli, quando mi sono ritagliata i capelli corti c’è stato il terrore negli occhi delle persone ” Non le piaceranno di nuovo le donne ” , come se fosse così impossibile comprendere che A. si, m’innamoro di come sono le persone dentro, il loro sesso non c’entra e l’aspetto fisico anche, ma questo è un’altro discorso ” B. non ero malata quando stavo con le donne C. I miei capelli non sono la firma di come mi sento in questo momento.

    P.s sta per iniziare la nuova campagna che ti dicevo ti scriverò appena parte

  12. eleish dice

    A me è capitato il contrario. Siccome tra i 16 e i 27 anni portavo i capelli molto corti, indossavo solo pantaloni lunghi e comunque abiti larghi, praticavo arti marziali, mi piaceva faticare all’aria aperta e non avevo alcun interesse nella vita sentimentale ero sicuramente lesbica.
    E’ stato il grosso pettegolezzo su di me al liceo, s’è materializzato nei corridoi dell’università e persino uno psicologo c’è cascato in pieno. Lesbica repressa perchè non lo accettavo.

    A dire il vero io la domanda me l’ero anche posta, molto seriamente e a più riprese, ma la risposta è sempre stata che sono banalmente etero. Solo mi andava di infagottarmi e non c’avevo voglia di intrallazzi sentimentale.

    Poi a un certo punto m’è venuto lo sbirlo di avere i capelli lunghi, di truccarmi, di portare vestiti più gentili con la mia figura, di avere rapporti sessuali con uomini e nessuno ha più avuto da dire sul mio orientamento sessuale, dato ormai rientravo nel tranquillizzante tracciato eteronormativo. Questo nonostante abbia ancora tendenze da maschiaccio, continui a praticare arti marziali e faticare all’aria aperta. Sarà stato il capello corto, chissà perchè a Charlize Theron non capita =p

  13. nothingleftolose dice

    Infatti io che ho i capelli lunghi e mossi, mi vesto sempre maniacalmente abbinata, pratico danza classica da 15 anni e, a detta delle persone, sono anche ben educata dovrei essere etero al 100% ahahah come se poi le ragazze etero fossero davvero tutte perfettine ed educate…
    Questi stereotipi non finiranno mai di stupirmi 😀

  14. Il primo grande stereotipo presentato in questo post è il concetto stesso di famiglia tradizionale. Si parla tanto di questa famiglia tradizionale composta da madre, padre, figli.
    Stando a questa definizione, non sono famiglie, pur essendo etero:
    – Vedova con figli a carico.
    – Vedovo con figli a carico.
    – Ragazza madre con figlio.
    – Ragazzo padre con figlio. (…) si vabbe uno lasciato all’altare per esempio…
    – Madre, padre, uno dei due o entrambi sterili.
    Posso continuare con altri esempi ma poi mi dimentico cosa voglio scrivere.
    A tutte queste persone, però, è permesso sposarsi e/o di adottare un bambino. Nonostante non rientrino nella categoria “famiglia tradizionale”.
    Rientrano, invece, i seguenti casi:
    – Padre alcolizzato che picchia madre e figlio.
    – Madre zocc**a che tradisce il padre.
    – Genitori assenti e figlio a crescere con la tv o la tata.
    Anche qui potrei continuare, ma poi mi direbbero che ce l’ho con la famiglia tradizionale! (Avrebbero ragione!).

    E’ questo il problema: se non hanno chiaro ancora ‘cosa’ sono loro, come possono capire quello che siamo noi?
    Voglio dire, siamo nel 2015 e un omosessuale chiama un altro omosessuale “sfranta, passiva, checca”, che diciamocelo è omofobo al massimo, come possiamo quindi pretendere che una persona eterosessuale non cada nello stesso errore?
    Così l’omosessuale è quello che veste come neanche Renato Zero ai tempi di Triangolo, mentre una lesbica è il nonno di Heidi…

    E’ solo tanta (ma tanta eh…) ignoranza.

  15. R.Hahn dice

    Il problema è che tutti vogliono giudicare ciò che non conoscono; questo vale per tutti gli aspetti della vita. Giudicare per stereotipi è molto facile: non implica cose come pensare, riflettere, dubitare… E ti fa sentire pure appagato, perché sei confortato dal “mucchio” di quelli che pensano per stereotipi. Così vanno le cose, almeno in Italia! E non so se riusciremo mai a cambiare qualcosa.

  16. ericagazzoldi dice

    “Le povere lesbiche, dunque non possono che esprimere il proprio disagio interiore attraverso l’abbigliamento e la trascuratezza esteriore. Le riconoscete per le seguenti caratteristiche: capello amorfo, pelo ascellare ed inguinale a lunghezza massima, niente trucco, niente smalto, niente gonna, niente tacchi. Niente. Solo l’abito del taglialegna. Preferibilmente confezionato da Lego.” Praticamente, fino ai miei 23 anni d’età (e oltre), io sono stata lesbica e non lo sapevo… 3:)

  17. ericagazzoldi dice

    Soprattutto, a questo punto, vorrei capire come sia il look da bisessuale. 😉 Giubbotto in pelle e fuseaux glitterati per i signori? Jeans e tacchi a spillo per le signore? 😉

  18. Su, ho letto il tweet, quello dei conigli.. una persona molto modesta, che si fa chiamare “Dio”. Allora: i conigli non hanno una religione, non vanno in chiesa e non hanno un papa, almeno credo. I conigli non si sposano, e non so nemmeno se si divertono quando si accoppiano, anche perchè è risaputo che il maschio è molto veloce, e questo a volte può essere anche un bene. La famiglia è una struttura sociale, quindi non ha nulla a che fare con la biologia, non ha caso una volta, c’era la distinzione tra figlio legittimo e figlio naturale, il naturale era quello nato fuori dalla famiglia. La funzione naturale della famiglia, è quello di accudire e proteggere i “cuccioli”, perchè non sono come conigli, appunto che nascono e dopo una settimana sono indipendenti dai genitori, al cucciolo umano, occorrono molti anni. Io ho due figli, te hai due figli, per avere figli non è necessario essere etero, ne essere sposati, anzi la fecondazione eterologa è molto diffusa, non a caso la religione di riferimento del papa, parte dalla fecondazione eterologa, cioè avvenuta fuori dalla coppia, per opera di un tipo che si chiamava spirito santo.
    Io ho molti amici etero, ma…
    Non ho nulla contro gli etero, ma non li sopporto quando esternano troppo la loro eterosessualità, potrebbero farne a meno.
    Io mi vesto quasi sempre di nero, perchè snellisce, al massimo il grigio e il celeste, perchè come diceva la mia nonna; “il grigio e il celeste tutti i bischeri riveste”..
    Una cosa è vera; non ho mai avuto un buon rapporto con mia madre, anche perchè lei era ipercritica, aveva sempre da criticare tutto e tutti.

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