Nuda veritas
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Escatologia della fine dell’anno vecchio e fisiognomica dell’anno appena iniziato

[Per chi si sta chiedendo cosa cavolo c’è scritto nel titolo – si può riassumere con le parole di mia nonna, che per Capodanno se ne usciva sempre con la massima “Buona Fine e Buon Inizio”]

Non sono mai stata brava con i bilanci. Non riesco ad essere parziale ed oggettiva nemmeno con i miei desideri. E poi mi spaventano: odio darmi degli obiettivi che non sono sicura di riuscire a raggiungere, ma odio sognare col freno a mano tirato. E quindi evito i convenevoli di chiusura e pure gli auguri di buon inizio. Anche con me stessa.

Quello appena concluso non è stato un anno né brutto né bello, con i suoi giorni né brutti né belli. Non mi piace schierarmi a favore degli anni. Ho sempre amato il trascorrere del tempo, spero che ogni istante che passa mi depositi addosso un po’ di polvere di saggezza in più.

Guardo i bambini che crescono implacabili, saluto con simpatia le rughe nuove quando le scovo sul mio viso o su quello di Nina (se stasera mi mette a dormire sul divano, potete immaginarne il motivo); misuro a spanne le giornate che vorrei trascorrere in maniera diversa; mi faccio prendere dalla malinconia delle cose passate che non tornano, se non attraverso il ricordo mai sincero che ne conserviamo; gioisco della mia nuova casa e della mia famiglia anche se a volte vorrei chiudermi in una grotta in montagna e sentire solo il rumore delle cascate e del silenzio.

Abbiamo atteso la fine dell’anno con una cena fatta di cose semplici e persone buone – passato e presente fusi in unica grande realtà. Amici strettissimi – quasi aderenti – ed entrambi i papà, perché nessuno voleva rinunciare a godersi la festa coi bambini e tutti insieme ci divertiamo davvero tanto. I più piccoli hanno resistito stoicamente ad aspettare il conto alla rovescia, improvvisando un cineforum accampato tra coperte e cuscini di una stanza vuota.

piccole pesti

Paolo e Giuseppe si sono addirittura offerti di fare da testimoni di nozze a Nina e me (tanto con le lungaggini dell’Italia è più probabile che si muoia di vecchiaia prima di riuscirci). Ma noi siamo ottimiste e ci aiutiamo anche con le lanterne cinesi.

fine dell'anno

 

Il primo giorno dell’anno nuovo, invece, ci ha svegliate tardi e lasciato giocare in pigiama con Just Dance, il regalo che la Befana ci ha consegnato in anticipo. Credo di non aver mai riso tanto come a guardare i 3 folletti impegnati in sfide coreografiche degne delle più drammatiche puntate di Amici degli anni ’90. Anche Nina ed io ci siamo date da fare, tant’è che oggi ho dolore a dei muscoli di cui non avevo più notizie da almeno un decennio.

just dance

E fino alla Befana ho in mente un programma di tutto relax. Oggi s’inizia con un bel fine settimana solo Nina ed io.

Credo che non mi leggerete fino a martedì.

Confido sulla vostra comprensione e solidarietà.

P.S.

Com’è andato il vostro Capodanno? Capodogli spiaggiati per il troppo cibo o atletici e scattanti pronti a depennare la lista de buoni propositi?

 

10 Commenti

  1. Buon anno!!! Se i testimoni ce li avete già, prendo un attestato da Reverendo con un corso lampo su un qualsiasi sito americano e vi sposo io……

  2. Gli amici con cui do solito festeggiavo hanno deciso questo anno di fare la mezzanotte in piazza,ma io col cavolo che aspettavo a 4 sotto zero! Insomma a casa con mamma e papà..una superzuppadipesce un paio di partite a carte e poi i geriatri sono crollati alle 22.30. Io mi sono infilata sotto il piumone…filmetto e a mezzanotte mi sono fatta l auto conto alla rovescia mi sono fatta gli auguri e mezzanotte e dieci sono crollata! Generosa la vostra befana!!!! Se avesse portato just dance a me mi sarei trasformata io in befana! Buon anno a tutti voi e alla vostra superfamiglia!

  3. Daniela dice

    Ieri al Gongyo di inizio anno una persona ha detto una cosa molto bella: nel buddismo non ci sono feste, a parte quella che inaugura il nuovo anno che è più un incoraggiamento che altro, perché per un buddista la festa è ogni giorno.
    E’ vero, ogni giorno è motivo di festa, con le sue possibilità di essere felici e le possibili cose da realizzare, nel lavoro, nella famiglia, nel mondo, ma soprattutto dentro di noi. Non l’ho riportato in nessun social network poiché in quei contenitori ogni cosa viene esasperata e allo stesso tempo sminuita dalla gratuità dei “mi piace”. Però questo è l’augurio che voglio inviare a voi che forse non siete buddisti ma avete certamente trovato la stessa chiave di lettura della vita. Vi auguro di vivere intensamente ogni momento del vostro 2015 e della vostra vita come unico ed irripetibile momento di crescita e condivisione.
    Grazie. Non smetterò mai di ringraziarti per questo piccolo spazio in cui le emozioni si condensano in parole per poi riacquistare la loro forma originaria una volta uscite dallo schermo. Grazie, perché ciò che più desidero per questo nuovo anno è di ritrovare la semplicità delle cose e qui ho modo di annusarne un po’ ogni volta che per un motivo o per un altro mi perdo e ne perdo di vista la sostanza.
    Felice anno nuovo

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