Nuda veritas
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Scusa se ti chiamo amore – ma siete in troppi

In molte culture il nome di una persona ha poteri magici ed evocativi. Come nello sciamanesimo amazzonico, in cui il nome di un individuo cambia nel corso della vita a seconda della varie fasi che si trova ad affrontare. O nella cultura latina in cui il detto Nomen Omen era una concreta realtà (e infatti provate a chiamare un figlio Bruto – poi vedete che succede).

Anche tra i Nuer del Sudan, per esempio, è un delirio.  Non vi lamentate, o voi che al massimo vi siete rimbambiti a scegliere il nome del vostro erede su una banalissima guida. Tzé.

Quando nasce un bambino Nuer la famiglia ed il clan si riuniscono e decidono: un nome con cui lo chiameranno il padre, i parenti e gli amici del padre; ma anche un altro nome con cui lo chiameranno la madre, i parenti e gli amici della madre. Come se non bastasse, nell’adolescenza riceverà il nome di uno dei buoi di cui si prende cura e questo nome potrà essere usato tra i suoi coetanei. Ah. Riceve pure il nome del clan, che viene però usato solo nelle cerimonie ufficiali. Sticazzi, eh?!.

Anche nella mia famiglia non ci andiamo leggeri.

La mia compagna Nina, in realtà si chiama Antonietta, ma il suo nome non le piace e si fa chiamare così da una ventina d’anni. Quindi: amici e familiari acquisiti la chiamano Nina; i suoi zii e cugini Antonietta. Nome che figura anche nelle cerimonie ufficiali. Io no. Io la chiamo Nina in mezzo alla gente, Antonietta quando mi fa incazzare.

Per far prima la chiamo Amore.

Poi abbiamo Ariele, il cui nome ancora crea crisi di panico perché molti ignorano che sia un nome da maschio. Ormai lui stesso rimane impassibile quando gli chiedono “Ah, ti chiami come la Sirenetta?”. A questo aggiungete che in casa lo chiamiamo Ari, Ajeje, Ariel – fredda – lo sporco – e – accarezza- i – colori. Nelle cerimonie ufficiali figura come Ariele.

Per far prima lo chiamo Amore.

Segue Margherita, mia figlia. Detta anche: Marghe, Maggie, Meg dai nonni materni, paterni e cugini; Brituzzi, Marguzzella, Brituscky, Margherina da me e dal padre; Brita dal resto del clan; Margherita nelle cerimonie ufficiali.

Per far prima la chiamo Amore.

Infine c’è Margherita, la figlia di Nina  (Antonietta – Amore). Detta Marghe, Margot, dai parenti materni; Ita dalla madre e da tutto il resto del clan; Margherita nelle cerimonie ufficiali.

Per far prima chiamo Amore pure lei.

amore

[Per tutti quelli che – “ma così svilisci il senso del termine Amore” e poi chiamano “tesoro” pure gli addetti alla lettura del contatore del gas – passatevi una mano sulla coscienza]

32 Commenti

  1. Che detto fra noi, quelli che elargiscono un “tesoro” a tutti, sconosciuti compresi, sarebbero da condannare senza possibilità di appello…

  2. In realtà il nome della sirenetta è’ unisex 🙂 io pur avendo il nome corto non scherzo a nomignoli: glo, glory, gloriette (come una parte di schoembrunn…glorietta lo aborro passati i 10 anni invece)

    Io odio gli estranei che esordiscono con “Cara” lo accetterei solo da eventuali interlocutori anglosassoni perché’ da loro è’ molto più comune che da noi.

  3. io ho 4 nomi, sono stati registrati in spagnolo (il primo, secondo e quarto se fosse registrato in italiano avrebbero le doppie) per cui ana, il primo, è quello che usano tutti ma mia madre mi chiama anna… in più siccome non si ricorda mai il nome delle persone mi scambia e mi chiama con il nome di mia sorella.

    ma le persone che non mi conoscono in messico generalmente dico -piacere ana e rispondono -anita….. come lo odio quando mi chiamano anita, sopratutto se non mi conosci !!!

  4. Mia figlia e il mio compagno sono entrambi “amore”, e sono certa che lo stesso accadrà col pupo/a in arrivo. Poi lui chiama “amore” sia me sia mia figlia, e allora si passa a specificare le dimensioni dell’amore in questione…

  5. Leggo sempre con piacere i tuoi post da quando ti ho “scoperta”!!!
    A volte fanno sorridere, altre pensare… è sempre piacevole!
    Io ho sviluppato negli anni in cui lavoravo in disco un metodo infallibile per ricordare i nomi di tutti i clienti e le persone che ti presentano:
    Io: “Piacere di conoscerti, sono Marco”
    L’altro: “Piacere, io sono Altro!”
    Io: “Bene ma sappi che non ricorderò il tuo nome… ho difficoltà con i nomi!”
    E ormai, se serve, associo una caratteristica alla persona! Ahahah

    Buona giornataaa!!! 🙂 🙂

  6. E non chiami nessuno “scusa” o “senti”? Sei avanti.
    Comunque confermo, anche quando sei poliamoros*, iniziare a chiamare la gente “amore” e “tesoro” ti risolve un sacco di problemi e di pronomi.

  7. Se chiami amore anche me, mia figlia e il mio compagno, prometto di imparare a distinguere le due Margherita (che ancora non mi riesce!) :*
    Buon anno a tutti voi! Amori!!! 😀

  8. ma sono sul serio i tuoi Amori quindi stai svilendo il significato di quella parola!!! Come sempre articolo pieno di gioia e allegria…altro che le famiglie naturali voi siete un bellissimo esempio di famiglia frizzante 😀

  9. ilaria dice

    Antonietta è il nome ufficiale di mia nonna, così la chiama però solo mio nonno. Il resto della truppa la chiama con il grado di parentela: nonna, mamma, zietta,comare. Quello che lei non sa è che “Antonietta” è diventato un modo di dire in famiglia, quando qualcuno ha dei momenti in cui la vena dittatoriale prende il sopravvento : sei un’antonietta, ti stai antoniettizzando. Se lo dovesse scoprire, io non ho mai detto niente. :p

  10. Paola Renna dice

    uhuhuh… io chiamo “tesoro” e “cara” tutti quelli di cui non mi ricordo il nome (circa il 95% di quelli che mi circondano)

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