Nuda veritas
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Transfobia in autogrill

La pazienza è come la pipì – Prima o poi scappa a tutti. Questa era una delle citazioni preferite di mia nonna, una donna energica, determinata e con pochi peli sulla lingua. In famiglia era nota con il soprannome amorevole di “Generale”. Effettivamente le calzava alla perfezione, proprio come quelle vestagliette a fiorellini che indossava in ogni stagione.

A me ieri, invece, la pazienza stava per scapparmi contemporaneamente alla pipì. E questo non avrebbe potuto prevederlo la mia lungimirante e canuta nonnina.

Scenario: Un autogrill sulla A1. Ora di pranzo.

Riparto da Roma intorno alle 12 circa, non prima di essermi fatta una bella scorta di pizza al taglio + 2 supplì per affrontare il lungo e tedioso viaggio. Non c’è niente da fare – per me i supplì e la pizza romana sono come la madeleine per Proust. Solo che io, invece di scrivere la Recherche, al massimo scribacchio due cazzate sul blog. Però, almeno il godimento sensoriale e mnemonico è il medesimo.

Tra i miei svariati punti deboli debbo annoverare anche una noiosa propensione ad essere di vescica debole, cosa che mi porta a dover cercare spesso dei bagni. O, detto con le parole di mia nonna: sono una pisciona.

Accartocciata su me stessa per non farmela addosso e pregando che non ci fossero troppi dossi sul manto autostradale, ho costretto Nina ad una sosta – pipì fuori programma. Davanti alle porte dei bagni dell’autogrill si snoda una fila chilometrica che arriva fin quasi al distributore. Un intero serpentone di donne con pipì ritenuta, il che implica un tasso di acidità tale che se fosse passato un aereo a lanciare bicarbonato dall’alto, non avrebbe ottenuto alcun risultato.

Quando sei in fila per il bagno il tempo si blocca. Gli attimi si dilatano fino a raggiungere i contorni dell’eternità e la percezione è che tutti passino almeno 30 minuti chiusi nella toilette.

Davanti a me le persone parlano poco. Quasi tutte sono immerse nei propri cellulari. Tranne me [all’università mi cadde il telefono nel wc della facoltà…una storia triste e poco igienica che vi risparmio – per cui evito di tenerlo nelle tasche].  La fila, con un tempo che pare infinito, inizia a a ridursi. Davanti a me solo due persone. Uno dei bagni occupati si apre ed esce una ragazza trans, impossibile non notarla: una stangona di due metri, occhi verdi, capelli lunghi biondi e un fisico da paura. Con passo da Grace Kelly si avvicina al lavandino e aspetta che se ne liberi uno. La tizia che sarebbe dovuta entrare nel bagno libero tituba, quella immediatamente dietro le dice:

– Guarda che quel bagno è libero! Che non ci vai?

La tizia si gira inviperita:

– Certo che non ci vado! A me mi fa schifo andare nel bagno di “quel coso”. E poi questo è un bagno per le donne!

La ragazza trans si gira, io sto per tirare fuori una scimitarra dalla bocca, ma la signora davanti a me – una rubiconda valchiria sulla sessantina – mi precede e le risponde:

– Seeee, vabbè! Te nun stai bene! A te manco se te rifanno tutta come Frankenstein…Mo fattela sotto e  levete dar cazzo, che ce vado io ar bagno, che a me, me farebbe schifo entrà’ dove sei annata te!

Ok. Stavo quasi per farmela nelle scarpe. Però è stata davvero una scena da film. Avrei anche voluto offrire il caffè alla valchiria romana, ma quando sono uscita dal bagno era già andata via.

Grazie, Valchiria. Ci vorrebbero più persone come te.

transofobia

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  1. Che bello, che bello, menomale che esiste la gente normale. Grazie di avermelo ricordato: Ché a natale saranno pure tutti più buoni ma a me mi si piglia lo sconforto…

  2. Ma te tu un pensierino con sta Grace Kelly ce l’hai fatto? Non vorrei entrare nei dettagli, non so neanche come chiederlo senza sembrare…… non so neanch’io come, ma una transgender potrebbe garbarti? Non sto parlando di sentimenti, l’amore va al di sopra di qualsiasi genere, sto parlando solo di sesso, attrazione sessuale. Te pijerebbe?

      • Alla fine, molto diplomaticamente, non mi hai risposto…… Mi rendo conto che era la tipica domanda da bambino curioso ma è un campo che non conosco. Il poco che so l’ho imparato da te conoscendoti tramite il blog.

        Ne parlavo proprio qualche settimana fa mentre ero a pranzo dal compagno di un mio amico. Negli anni, fra la nostra numerosa compagnia d’infanzia, solo in 4 hanno fatto outing, una percentuale bassina a mio avviso e quei quattro sono tutti maschi. E le femmine del gruppo? Sta di fatto che il mondo gay, il modo di pensare, lo conosco abbastanza ma quello lesbo zero assoluto, non ho mai avuto la possibilità di un riscontro diretto. Allora mi vengono fuori le domande cretine…. 🙂

        P.s. Ho appena ritirato gli esami. A parte il solito colesterolo e altre robe date dalla cattiva alimentazione, gli esami prostatici sono perfetti! Ero preoccupato per la mia continua pisciarola…..

        • Non ti ho risposto non per diplomazia, ma per per mancanza di prove 😀 Non mi è mai capitato di essere attratta da donne trans, anche perché ne conosco – in maniera diretta solo due ed entrambe sono fidanzate (il che, per me, fa diventare qualsiasi essere umano asessuato). Dici che dovrei preoccuparmi per la mia di pisciarola?
          P.S.
          (Se un omosessuale dichiara il proprio orientamento è più corretto usare l’espressione coming out. L’outing è quello che fa qualcuno parlando dell’orientamento di un’altra persona. Uno “sputtanamento” per dirlo nella lingua di Cesare) ((Questo per erudirti nel complesso mondo LGBT))

          • Grazie, faccio na’ confusione con tutti sti inglesismi. Non ho mai cambiato lavoro solo perché non capisco gli annunci, che cavolo di posiìzione è un key account manager senior financial projet specialist??? Non era più facile quando pubblicavano un “Cercasi Ragioniere”?

  3. Mio Dio!
    Davvero un’apertura che non ci si aspetta da una signora di 60 anni! 🙂 Grande!

    p.s.
    Hai detto pizza al taglio e suppli’? mmmm

  4. Noto che veniamo da una famiglia di ufficiali. mia nonna veniva chiamata “colonnello”.
    In francia ho trovato nelle aree di servizio bagni unisex. Certo qualche cretino/a ci sarà sempre, e non si può sperare sempre in Brunilde.

  5. C’è qualche speranza per il mondo se oltre alle testedica**o iniziano a diffondersi anche le persone di buonsenso che hanno la battuta pronta 🙂

  6. e poi dicono che la gente “di una certa eta’” certe cose non le puo’ capire: a volte son piu aperti loro di tanta altra gente piu giovane

  7. Mi verrebbe da aprire un papiro gigante, ma prometto di contenermi e fare il bravo bambino….
    Questo post andrebbe fatto leggere a ragazz* transgender/transessual* che vorrebbero fare comunità a sé e staccarsi da LGB; ma andrebbe fatto anche leggere agli “uomini” e alle “donne” biologic* e imprigionat* nel loro becero maschilismo/sessismo/omofobia introiettata.
    Il tutto con un bel calcione ciascuno… quanno ce vo’, ce vo’!!

  8. daniela dice

    Facciadaculo come sono io avrei gridato alla valchiria “Brava! Se non l’ha già preso le offro un caffè”. Parola mia, l’ho già fatto in un altro contesto.

  9. The Intersectional Self dice

    L’ha ribloggato su The intersectional selfe ha commentato:
    1,2,3..TRANS*: come sopravvivere nei bagni degli autogrill, un bell’esempio dal blog Fuori Luogo – Una donna. Una mamma. Una lesbica. What else?!

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