Nuda veritas
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Come creare il panico in uno studio dentistico

Di tre bambini, ne avessimo uno con i denti dritti. Ognuno di loro ha una dentizione fuori norma e necessita di apparecchio. Ari e Ita hanno concluso il primo ciclo di apparecchio mobile ed ora devono passare al fisso, Brita ha il morso da piranha con tanto di mandibola un po’ in fuori.

E così abbiamo iniziato a fare qualche giro di ortodontisti nella nostra zona. Ieri è toccato ad uno non troppo lontano da casa, da cui vanno anche M. (l’amica di Ari) e suo fratello.

Entriamo in sala d’aspetto. L’attesa è noiosa per noi grandi (non è vero – per me non lo è – ne approfitto per leggere, scrivere, fare di conto e ricordarmi di telefonare a mia madre), figuriamoci per i più piccoli. Dopo aver commentato per bene tutte le riviste a disposizione: guarda questa com’è vestita, questa che brutta borsa che ha, questo che faccia da scemo; i 3 mostrini hanno pensato bene d’iniziare a canticchiare a bassa voce “Attenti al Gorilla” di De André. Per fortuna l’assistente del dentista è entrata in quel momento a chiamarci.

Siamo entrati in 5 nello studio, scatenando più di un’occhiata interrogativa. Ita ha proposto di scegliere da chi si dovesse iniziare: O partiamo dal più grande o dalla più piccola (chiamala scema, la sorella “mezzana”). Ariele si offre volontario e si immola per la causa. La segretaria porta al dentista i moduli compilati. Girata di spalle, la vediamo passare con lo sguardo da un modulo all’altro e poi a quello seguente. Io e Nina evitiamo di guardarci perché ci rendiamo conto che è in difficoltà. Dopo qualche minuto si gira verso di noi chiedendoci:

– Maaa, avete sbagliato a compilare il modulo. Qui c’è due volte Margherita

– No no, è giusto. Si chiamano entrambe Margherita, ma il cognome, come vede, è diverso

– Oddio! Scusate! Non avevo visto! Ah, quindi loro si chiamano tutte e due Margheritaaaa. Beeeneee.

La malcapitata guarda il terzo modulo, si gira a guardare Ariele e poi di nuovo il modulo. Ci risiamo, anche lei pensa che Ariele sia un nome da femmina. Sempre più in crisi. Passano altri minuti di silenzio. Alla fine, la tenta. La segretaria prende un bel respiro, si volta verso Ari e gli dice:

– E quindi tuuuu, seiii?!

Lui la guarda basito e scandisce con voce grave:

– A r i e l e

Nel frattempo mi pesto un piede per non scoppiare a ridere. Ariele mi guarda e sta per esplodere a ridere anche lui. Per fortuna il dentista inizia a lavorare, riportando l’attenzione altrove.

Ci fa qualche domanda, giusto per capire come mai siamo lì io e Nina con 3 bambini di cui 2/3 fratelli tra di loro e completa le misurazioni di rito delle 3 fauci.

Al prossimo appuntamento io non ci sarò perché so già di essere fuori per lavoro. Andranno Nina e Giuseppe con tutti i bambini. Chissà cosa succederà…

cme fare impazzire il dentista

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  1. L’infermiera starà ancora riguardando i moduli e scuotendo la testa… va già bene che non sono arrivati al punto clou de “Attenti al Gorilla” 😀

  2. Nicoletta dice

    Cara Vero, a saperlo potevi portarli da me…sono un’esperta di trattamenti ortodintici in nanetti più o meno pestiferi!!! e avreste evitato tutti questi convenevoli nella fase raccolta dati anagrafici 😉
    ..peccato per i millemila km di distanza…cmq…in bocca al lupo a grandi e piccini!

  3. dal dentista dove andavo da bambina c’era una scrivania con album da disegnare…se li da voi non c’e’ niente magari potreste pensare a portare qualche libro e/o album la prossima volta 🙂

  4. …come Gabriele, Michele, Emanuele… d’altronde una volta io ho conosciuto una Ariela e le ho chiesto “ma il nome non era Ariele?”. Errori di gioventù

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