Nuda veritas
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Ma voi cosa fate la domenica?

Mi pare evidente, visto lo stato di cose, che per riposarsi si debba essere Dio. O almeno aver creato un mondo in sei giorni e poi sdraiarsi a panza al sole a fine lavori. (Effettivamente il creazionismo è rassicurante).

Eh sì che non sono una scansafatiche, o almeno, non mi è concesso esserlo. Io che con Oblomov condivido più di una peculiarità, mi sono ritrovata, per un’inesorabile legge del contrappasso, a vivere questa vita da formichina operosa. Lavoro, impegni familiari, poco tempo per me stessa e per gli amici e l’ozio contemplativo è finito nel dimenticatoio. Schiacciato da plichi infiniti di liste di cose da fare, beghe da risolvere, incastri da trovare. Vegeta in fondo al cassetto insieme ai sogni irrealizzati e ai pacchi di “Cioè” di quando avevo 13 anni.

Tanto per rendere meno oscuro ciò che voglio spiegare, questo lo svolgimento più o meno fedele della domenica appena trascorsa.

Sveglia alle 8. I bambini non distinguono giorni feriali e lavorativi e per quanto siano autonomi nella gestione dei loro risvegli, sono silenziosi come un pullman di gitanti di mezza età all’autogrill. Manca solo la fila alla cassa, ma ad occhi chiusi si riesce ad immaginare benissimo anche quella.

Il meteo ci ha regalato una tregua tanto per farci asciugare la branchie, come non approfittarne. Impossibile tenere le belvette chiuse in casa e così abbiamo organizzato una spedizione marittima sulla spiaggia (andata e ritorno con il fido Botolo che ha ben pensato di rotolarsi in una cacca prima di risalire in macchina). Abbiamo raccolto: 34 conchiglie bruttine del tipo avanzo tellinico dello spaghetto allo scoglio dei ristorante davanti, 4 palle pelose di alghe putride, 5 stecchini di legno e una bambola senza testa che alle bimbe pareva brutto lasciare in spiaggia.

spiaggia

 

Una volta a casa abbiamo frugato la credenza per riuscire ad assemblare un pasto frugale che sfamasse i 3 pozzi senza fondo cui l’aria salmastrosa aveva innalzato la soglia dell’appetito rendendola simile a quella degli squali preistorici.

Quando finalmente potevo godere di un attimo di relax post prandiale, ci ha pensato Nina a trascinarmi giù dal divano nel quale mi ero inglobata, armata di copertina, sperando di non essere vista. Niente da fare.

tutto fare

Nina mentre mi mostra sadicamente il lavoro che dovrò fare

 

Per prima cosa mi ha messo un piccone in mano con la speranza che io potessi distruggere la ceppa di cipresso vicino al muro di confine. Giuro di averci provato seriamente. Al terzo colpo di piccone ragliavo come un My Little Pony in amore. La fatica fisica non fa per me. Ho mollato tutto, piangendo sui calli delle mie povere mani di bionda indefessa, dicendo: ‘Sta ceppa non si muove, non è il mio destino.

Non paga di aver piagato le mie povere mani, la Mia Signora mi ha intimato – come solo lei sa amorevolmente fare – di preparare la catasta di legna. Io l’ho guardata come se mi avessero di colpo scaraventata dal mio scranno di Principessa Fancazzista Delle Fiabe Radical Chic in una puntata di Don Chuk Castoro, in cui il protagonista costruisce dighe a mani nude e a dentate. L’unica cosa che sono in grado di accatastare con un certo garbo, io, sono i fogli A4 sulla scrivania.

Nina in versione motosega piroettante

Nina in versione motosega piroettante

Stanca morta invoco il diritto alla merenda, che in questa casa è molto rispettato, e riesco a divincolarmi. Provo a riappallottolarmi sul divano, ma vengo richiamata all’ordine da una vocina insistente che mi ricorda di aver promesso che oggi avremmo preparato gli addobbi natalizi in feltro: Vero, mammaaaaaaa?

lavoretti natalizi

Trangugio in fretta il mio tè e mi accascio al tavolo della sala da pranzo, in mezzo a fili, stoffe e bottoni. Ho cucito alberelli fino all’ora di cena. Ora in cui sono stata graziata dalla pizza. Unica vera consolazione della giornata.

Sono davvero orgogliosa della mia famiglia iper produttiva e contraria agli stereotipi di genere (Ariele cuce meglio il feltro di quanto facesse Penolope con la sua tela, mentre Nina è l’asso della motosega piroettante).

Però.

Però sono felice che oggi sia lunedì.

24 Commenti

  1. Sveva dice

    Pensa a me, che ho dovuto prendere un caffè seduta a un tavolino con degli amici e poi mi son trovata la cena preparata. Banale e pigro. 🙂

  2. C’è stato un periodo che anch’io aspettavo il lunedì per andare a lavorare e finalmente riposarmi 🙂 Periodo che adesso non rimpiango, anche se rimpiango le voci e i rumori di casa..

  3. ElleBi dice

    ieri domenica oziosa, approfittando del fatto che i due bambini piu grandi erano con la loro mamma e che la piccola era mezza malata, quindi piu calma del solito. A parte mia madre che ha telefonato alle 3 del pomeriggio buttandoci giu dal divano, per il resto siamo riusciti a riposarci un po’.
    Nei weekend in cui abbiamo i 3 bambini invece è sempre il delirio: sabato sveglia alle 7.30, colazione, scuola, spesa, scuola, pranzo, pallamano + solitamente altri 1000 impegni (commissioni da fare, feste di compleanno, tornei….). Domenica una sola parola d’ordine: COMPITI o_O
    Invidia per il mare. Non è che vi avanzano delle decorazioni natalizie cosi evito di farle?

  4. Sono felice di avere una sola bambina, ed un compagno che la domenica russa per 24h filate. Io il mio ritaglio di divano+libro+sferruzzata a maglia+tv, riesco ancora a concedermelo!!! 🙂

  5. pierangelo dice

    meno male che c’e’ Super Nina!!!
    E’ riuscita a distruggere la ciocca di cipresso che impedisce di proteggere adeguatamente
    dal freddo inverno il contatore acqua?

  6. pierangelo dice

    assolutamente no!!!!!! fatti regalare un trattamento adeguato in una spa adeguata……..

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