Nuda veritas
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Il ragnetto pauroso – la paura della diversità si può superare

Viviamo in campagna da sempre, i miei figli la sera sono talmente infangati che avrei bisogno di un’idropulitrice per lavarli. Gli insetti e gli animali sono una presenza più o meno discreta, ma comunque costante.

Con Ariele non ho mai avuto particolari problemi con gli insetti, anzi. Quando ha sentito che proprio gli insetti sarebbero diventati la proteina del futuro mi ha portato in cucina un bel barattolo zeppo di lombriconi per farne un ragù. [No, niente tagliatelle al verme. Li ho liberati tutti come da manuale del FNLL – Fronte Nazionale Liberazione Lombrichi].

Ita e Brita sono un po’ più delicate [si scrive delicate – si legge rompiballe] e parimenti all’amore che nutrono per BarbieFigaLessaSmaltiImprobabili e Il GattaccioSenzaBoccaKitty sono terrorizzate dai ragni.

Ieri sera Brita mi ha chiamata in lacrime in camera sua. Tanto terrore era dovuto al fatto che un ragnetto nero e grassoccio la guardava minaccioso, arrampicato eroicamente sul paralume. Non mi sono scomposta e le ho raccontato questo:

Brita, non piangere più. Non vedi com’è spaventato questo ragno? Sicuramente lui ha molta più paura di te. Anzi. Sono certa che ora correrà dalla sua mamma e le dirà “Mamma, c’era un essere mostruoso che mi guardava. Era grandissimo! E aveva solo due occhi giganteschi ed azzurri. Dei peli sulla testa lunghi e marroncini. E stava in piedi su due zampe ed emetteva dei suoni paurosissimi. Da oggi non voglio più vedere un umano. Sono brutti e cercano sempre di farci del male! Avevi ragione tu, era meglio non uscire dalla ragnatela!”

Al che Brita ha smesso di piangere e ha sorriso.

Sai, mamma. Non ho mai pensato che i ragni potessero trovarci brutti e spaventosi. Poverino. Allora da oggi alleverò ragni e darò loro un nome.

Ecco, l’allevamento dei ragni non l’avevo contemplato, come soluzione all’aracnofobia. Ma è pur vero che il diverso spaventa solo chi non lo conosce. Credo sia una lezione che dovremmo imparare tutti.

Senza necessariamente allevare aracnidi in casa.

Ragni

 

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  1. Carina la storiella del ragno pauroso, ma io continuo a chiamare i miei pazientissimi vicini per scortare i ragni fuori dal mio appartamento… (No, non li schiaccio, in ottemperanza alle direttive del FNLR e di mia nonna che sosteneva che il ragno porta guadagno)

  2. Io e mio fratello da bambini avevamo un allevamento di chiocciole, praticamente un grande vaso di terracotta coperto da un sottovaso con foro centrale (scarti di mia madre), dove le creature venivano quotidianamente rifornite di erba e insalata fresca. Tanto il giardino era grande più di un campo da calcio. E io me le facevo pure camminare sulle braccia.
    Mia figlia strilla se vede una mosca o una cimice e ogni volta mi chiedo se la provincia di Milano sia un posto adatto a crescere dei bambini…

    • Se vuoi organizziamo un campeggio estivo da noi 😀 Effettivamente non stando a contatto con gli animali porta a temerli, ma non credere. Il papà di Brita è entomologo, eppure a lei gli insetti fanno mediamente orrore.

      • Già le permanenze da mia mamma in Lunigiana (dove è addetta a togliere le lumache dalle piante del giardino) e da mio padre sulle prealpi Orobie un po’ mitigano, ma da quello che vedo tende ad assorbire l’atteggiamento dell’ambiente circostante, che qui si potrebbe riassumere in “Oddiiiiio, che schiiiiiiifo!”

  3. Eh, beh noi alleviamo serpenti… cioè, mio marito li alleva con Matilde, io li guardo da lontano. Mati gioca con topi e serpenti da quando è nata. È tutto molto relativo, la conoscenza del mondo porta per forza di cose alla conoscenza della diversità. I nostri figli saranno liberi quando non avranno più bisogno di accettare il diverso, perché non avvertiranno più nessuno estraneo ad essi…

  4. Io sono sempre vissuta in città, poi l’università mi ha portata in campagna (mi piace andare controcorrente, sì).
    E l’ho fatto tante volte con me stessa questo discorso del ragno che ha più paura di me, ma non attacca. 🙁 Io non vado a zampettare a casa dei ragni e a svolazzare dentro le stanze delle vespe, questi insetti sono invadenti e minacciosi e non rispettano la proprietà privata.
    Scherzo, solo che mi rende isterica tutto quello che striscia, ronza, vola, zampetta, punge, brucia. Vorrei imparare dalle tue figlie!

  5. Noi ne abbiamo adottato uno in casa, si chiama Melchiorre.
    Ma i miei cinque gatti hanno problemi con lui, credono sia un gioco, infatti è un po che non lo vediamo… sospetto si sia fatto adottare da un’altra famiglia

  6. Mio figlio è un omone di 19 anni grande e grosso, ex calciatore e futuro palestrato. Eppure emette dei gridolini isterici quando vede i ragni.

  7. ElleBi dice

    la figlia del mio compagno si fa venire veri e propri attacchi di panico alla vista dei ragni… io rido, pensando che io sono quella cresciuta in una grande città e non ho paura delle bestie e lei è cresciuta in campagna (quella vera, 2 case nel raggio di km e km) e strilla come una mammoletta

  8. Io convivo con la diversità quotidianamente. E la paura e la diffidenza di chi non sa guardare oltre, oltre l’estetica, oltre quello che sembra e non è. 😉

    I nani sono terrorizzati dai cani. Non mi chiedere perchè che non te lo so spiegare, lo associo ad un qualcosa di oscuro che è successo mentre ” erano dal papà “.
    Ho pensato di prenderne uno, lei mi ha chiesto un cane finto bianco e il piccolo ha iniziato a cercare qualcuno che adottasse il nostro gatto.
    Non ha funzionato!

      • Ma ci si prova 😀 tutti i santissimi e fottutissimi giorni ( si puo’ scrivere fottutissimi? ).

        Che non è che il finale ” vissero tutti felici e contenti ” lo si puo’ avere così con facilità, eh?
        Ce lo hanno insegnato praticamente appena nate che la vita è sacrificio, che bisogna aspettare e avere pazienza, e credere nelle fatine, e perdere la scarpetta proprio davanti ad un principe, e tutte quelle storielle lì…. 😀

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