Mese: novembre 2014

Ariele ed M. – un’amicizia al di là degli stereotipi di genere ed una gara di rutti –

Ariele è in prima media. È un ragazzino più maturo dei suoi 11 anni, a volte mi fa quasi impressione la sua serietà. Ma non è un bambino noioso. Ha molti interessi: le moto, la meccanica (la sua camera è un disastro di attrezzi sparsi su un tavolo che si è fatto installare appositamente), ripara gli oggetti rotti e le vecchie biciclette. Suo padre ed io siamo addirittura usciti commossi dai colloqui con i professori. Mentre loro parlavano, io e Giuse ci guardavamo in faccia, increduli. E poi, un figlio bravo a scienze e matematica non me lo sarei aspettato. Non io, che ancora litigo con le tabelline e di nascosto conto con le dita. Bravo, diligente, socievole, critico ma non impertinente, curioso. Così l’hanno dipinto. Sono uscita da scuola salutando come la Regina d’Inghilterra e impettita come se avessi un comodo rastrello…lasciamo perdere. Sono molti i motivi che mi rendono orgogliosa di lui. Fin da piccolo ha fatto di testa sua, non si è mai fatto influenzare dalle mode o da ciò che facevano i …

Ho litigato con i miei dettami pedagogici

Non sono una mamma perfetta. Nessuna lo è. Nonostante gli sforzi, la formazione teorica e pratica, ogni tanto la calza tirata della madre impeccabile si smaglia. Viviamo centrifugati in un mondo che tiene un passo troppo veloce e spesso finiamo per perdere di vista i diritti dei bambini confondendoli con i nostri e mascherandoli dietro ad alibi di produttività ed efficienza. Anche nelle situazioni più stancanti e stressanti lotto con tutta me stessa per non far ricadere la frustrazione sui miei figli. Cerco di dedicare loro tempo ed attenzione, ma non è mai quanto vorrei e forse neppure quanto basta loro. A volte la mia presenza è un’assenza mentale. Non sempre riesco a rimanere concentrata sui loro racconti e sui loro bisogni. C’è sempre una mail cui devo rispondere o un sugo che si brucia mentre Ariele vuole ripetermi la lezione di storia, Ita mostrarmi i compiti di matematica e Brita il disegno che ha fatto a scuola. Ci sono giorni in cui mi sento terribilmente in colpa. I miei figli mi cercano e gli eventi …

Ma voi cosa fate la domenica?

Mi pare evidente, visto lo stato di cose, che per riposarsi si debba essere Dio. O almeno aver creato un mondo in sei giorni e poi sdraiarsi a panza al sole a fine lavori. (Effettivamente il creazionismo è rassicurante). Eh sì che non sono una scansafatiche, o almeno, non mi è concesso esserlo. Io che con Oblomov condivido più di una peculiarità, mi sono ritrovata, per un’inesorabile legge del contrappasso, a vivere questa vita da formichina operosa. Lavoro, impegni familiari, poco tempo per me stessa e per gli amici e l’ozio contemplativo è finito nel dimenticatoio. Schiacciato da plichi infiniti di liste di cose da fare, beghe da risolvere, incastri da trovare. Vegeta in fondo al cassetto insieme ai sogni irrealizzati e ai pacchi di “Cioè” di quando avevo 13 anni. Tanto per rendere meno oscuro ciò che voglio spiegare, questo lo svolgimento più o meno fedele della domenica appena trascorsa. Sveglia alle 8. I bambini non distinguono giorni feriali e lavorativi e per quanto siano autonomi nella gestione dei loro risvegli, sono silenziosi come un pullman …

Ma quanti siete in questa casa?!

Da piccola amavo il nascondino. L’idea di perdermi in mezzo a tanta gente ed essere poi ritrovata, mi dava la percezione di trovarmi sempre in compagnia, lasciandomi però la sensazione di godere del dono dell’invisibilità. In questa nuova dimensione familiare sono riuscita a ricreare la stessa atmosfera. La casa dove abitiamo è molto vecchia. Le stanze si rinconcorrono e si intersecano su corridoi, falsi piani e scale. Pur vivendoci in cinque riusciamo a ricavarci delle nicchie di silenzio e d’intimità. Quasi sempre. La nostra casa ci rappresenta. È un circo domestico. Sul palcoscenico del salotto si svolgono diverse situazioni che passano dal buffo, al comico, al semi tragico. I bambini amano trascorre lì i momenti condivisi. Spesso il tappeto all’ingresso diventa l’arena di lotte di solletico all’ultima risata o il ring di zuffe all’ultima lacrima. Stiamo valutando di inserire un distributore automatico di pop corn e uno di noccioline. La nostra casa è un via vai di volti, sorrisi e caffè. A tutte le ore del giorno ci sono amici di passaggio, parenti, vicini di casa e amici dei bambini. A volte …

Il mio debutto come rappresentante di classe. Ovviamente diffondo le teorie “gender”

Quest’anno mi sono trovata a fare la rappresentante dei genitori per la classe di Ariele. Insieme a me, in questa avventura: un altro papà ed un’altra mamma. L’altra mamma è simile a me. Non nel senso che è lesbica. Siamo simili nell’approccio alla vita, amiamo il pensiero critico, siamo contrarie all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali e condividiamo lo stesso modello educativo. Non è un caso, infatti, che sua figlia ed Ariele siano diventati subito amici e passino quasi tutti i pomeriggi insieme. (No, non si piacciono. Ma su questo scriverò un’altra volta). La riunione è fissata per le 15,30. Io non sono pronta. Sono ancora in pigiama da stamani (a volte lavorare da casa è deleterio) e così, quando M. suona alla porta, le metto su un caffè per distrarla ed io corro in bagno a cercare di lavarmi almeno gli occhi, ammansire la medusa che ho sulla testa e mettere dei vestiti. Arriviamo alla riunione alle 15,35. Accanto a noi un uomo distinto, in completo blu, cravatta ed agenda di pelle: il terzo rappresentante dei genitori. …

Per fortuna sono cresciuta con i cartoni animati degli anni ’80

Ho sempre sognato di avere un’alabarda spaziale e le tette rotanti di Venus. Le mie, di tette, probabilmente non sono mai tornate, dopo averle lanciate. Sono vent’anni che aspetto che ritornino, ma ancora guardo invano fuori dalla finestra. C’è chi mi reputa una persona molto coraggiosa. Aver affrontato la mia vita e aver deciso di essere me stessa, piuttosto che una copia sbiadita delle aspettative altrui, per alcuni mi rende un’eroina. Non sono così. Sono una persona estremamente paurosa, introversa e riflessiva. Penso che le persone coraggiose siano altre, al mondo. Io mi reputo solo una persona corretta. Non avrei potuto gestire una doppia vita, mi sarei guardata morire. Sono anche estremamente smemorata. Avrei retto ben poco a raccontare panzane. E soprattutto, non avrei potuto sostenere lo sguardo di chi avevo davanti. Mi sarei sentita una bottiglia di vetro ingiallito, vuota e sporca. Dalle batoste, nella vita, ho imparato a socializzare con le cicatrici. Ci parlo, le coccolo, rammentiamo insieme il tempo passato e la Veronica che fu. A volte ci prendiamo anche delle belle sbronze immaginarie e la buttiamo in caciara. …

Essere lesbica è trendy (?!)

Era una giornata “buia e tempestosa” ed io me ne stavo rintanata nel mio studio. Nina si affaccia ad una finestra del secondo piano a sbattere una coperta. La sento parlare con qualcuno, giù in strada. Frammenti di frasi smangiucchiate che non riesco a ricostruire. Curiosa come un macaco le chiedo lumi. – Si è fermata una signora che ha perso il cane. Mi ha chiesto se lo avevamo visto in giro. Archivio la faccenda nella cartella “Cose di cui non mi frega una cippa” e mi rimetto a lavorare. Verso l’ora di pranzo vado a farmi una passeggiata nel bosco. Dista poco da casa e devo solo percorrere una strada di campagna scarsamente abitata. Vedo venirmi incontro una macchina rossa. Prendo Botolo (il cicciometiccio di Nina) prima che si faccia schiacciare. Il finestrino si abbassa e una signora mi chiede se ho visto un cane marroncino, il suo, che è scappato e non riesce a trovarlo. Ed io: – Ah, sì certo. Sei passata prima da casa a chiederlo! No, mi spiace non l’ho …

Uccelli di rogo: accendetevi una pira, prima di continuare a leggere

Ciao. Mi chiamo Veronica. Ho i capelli rossi. Ho un gatto nero. Faccio pozioni a base di erbe. Leggo e m’informo. Questo fa di me l’eretica perfetta. Cos’ho fatto per meritarmi tale epiteto [di cui vado fiera, mica da tutti essere accomunati a Giordano Bruno]? Mi sono imbattuta in una discussione su facebook in cui gli omosessuali venivano bollati come: contro – natura, pervertiti e figli del peccato. A rincarare la dose: indegni di allevare figli che sarebbero cresciuti nella perversione, né più né meno dei figli di separati, divorziati o di chi ha prolificato senza essere benedetto dal sacramento di Dio. Ognuno è libero di credere a ciò che vuole. Io sono atea con tendenze animiste e pagane e credo nello Spirito Critico più che nello Spirito Santo. Rispetto chi la pensa in maniera diversa della mia, tant’è che non m’intrufolo nelle chiese sfidando il prete e nella speranza di convertire i suoi fedeli. Perciò rimango sempre basita della verve da crociati dei cattolici fanatici, che niente hanno a che invidiare a quelli di altre religioni. Per …

Come mimetizzarsi ad un compleanno di 5enni, fingendo di essere un paravento

Chi ha figli conosce il mio dramma: il compleanno degli amichetti dei propri amorevoli pargoli. Da che ho memoria li eviterei come la peste, spero sempre che mi venga un virus intestinale che mi permetta di non portarli alle feste, senza essere dilaniata dai sensi di colpa. Lo ammetto, preferisco essere dilaniata dal cagotto. Purtroppo questo raramente accade, in genere il cagotto mi affligge in momenti delicati tipo: il colloquio di lavoro che sconvolgerà la mia vita rendendola agiata come quella di una Paris Hilton – ma senza la faccia da ubriaca perenne; un appuntamento galante in cui ho pure deciso di indossare gonna&tacco; una cena seduta ad una tavolata lato muro per cui per raggiungere il bagno s’impiegano dai 20 ai 35 minuti. Quindi mi armo di Santa Pazienza (ne ho svariati santini nel portafoglio) e vado. Per evitare di dover celendarizzare una trentina di compleanni in un anno, faccio stilare la top 5 compleanni imperdibili e stop. Per gli altri 25 ci diamo malati o scomparsi. Poi, da quando sono separata da Giuseppe, la …

Il ragnetto pauroso – la paura della diversità si può superare

Viviamo in campagna da sempre, i miei figli la sera sono talmente infangati che avrei bisogno di un’idropulitrice per lavarli. Gli insetti e gli animali sono una presenza più o meno discreta, ma comunque costante. Con Ariele non ho mai avuto particolari problemi con gli insetti, anzi. Quando ha sentito che proprio gli insetti sarebbero diventati la proteina del futuro mi ha portato in cucina un bel barattolo zeppo di lombriconi per farne un ragù. [No, niente tagliatelle al verme. Li ho liberati tutti come da manuale del FNLL – Fronte Nazionale Liberazione Lombrichi]. Ita e Brita sono un po’ più delicate [si scrive delicate – si legge rompiballe] e parimenti all’amore che nutrono per BarbieFigaLessaSmaltiImprobabili e Il GattaccioSenzaBoccaKitty sono terrorizzate dai ragni. Ieri sera Brita mi ha chiamata in lacrime in camera sua. Tanto terrore era dovuto al fatto che un ragnetto nero e grassoccio la guardava minaccioso, arrampicato eroicamente sul paralume. Non mi sono scomposta e le ho raccontato questo: Brita, non piangere più. Non vedi com’è spaventato questo ragno? Sicuramente lui ha molta più …