Nuda veritas
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Benvenuti al lazzaretto

Ogni volta ce n’è una. E sempre nei momenti di massima concentrazione di cose da fare. Questa settimana abbiamo il Lucca Comics & Games, il compleanno di Nina – da festeggiare in duplice data (sabato sera tra di noi e domenica a pranzo con la mia famiglia), le feste di Halloween, i riti di Samhain, finire il cambio di stagione e farmi crescere i denti davanti – te ne prego bambino Gesù.

Ovviamente è scattata lecatombe moment. Voi non lo sapete, ma quando L’Egitto fu colpito dalle piaghe bibliche, il Faraone aveva appena pianificato un viaggio intorno al mondo e comprato il biglietto per il concerto di Madonna. Mosè non gliel’ha perdonato e si è accordato col capo per zaccagnare la popolazione e costringerlo a rimare(ci).

Coi bambini funziona più o meno così. Quando non hai niente da fare godono di una saluta degna di Ercole nel periodo aureo e quando hai degli impegni: zac. Scatta l’ecatombe. E i programmi stabiliti ti fanno ciao con la manina.

Ieri sera Ariele è tornato zoppo con una caviglia gonfia. Non ho fatto in tempo a mettergli il ghiaccio che un Mammaaaaaa a 8000 decibel mi ha fatto sobbalzare. Era Brita, che non aveva fatto in tempo a raggiungere il bagno e ha vomitato stile bambina dell’esorcista su tutto il parquet della camera. Le provo la febbre: 38,7. Mentre Nina sparecchiava la tavola ed io pulivo il pavimento, dopo aver immobilizzato Ariele ghiaccio – munito sul divano, ci ha raggiunto un altro urlo. Ad Ita si era conficcata una spina di pesce nella gola. E quindi: molla lo straccio e la Brita, corri di sotto: Ita bevi, mangia una mollica, tossisci, guarda in sù, guarda in giù. Niente di grave, ma la spinetta non ne voleva sapere di uscire. E così è rimasta a gnolare sul divano per un paio d’ore perché si sentiva graffiare la gola.

Chi si lamentava di là, chi piangeva di qua, chi strillava di sopra. Ad un certo punto ho pensato di mettermi a piangere pure io. Ho resistito solo per quel brandello di decenza che mi era rimasto aggrappato per sbaglio.

La nottata non è andata meglio: i tre malconci virgulti si sono alternati in un viavai senza sosta in camera nostra: Mamma mi gratta la gola, Mamma mi fa male la caviglia, Mamma ho i brividi e male alla testa. Mammaaa! Più o meno verso le 3 ho pensato di alzarmi definitivamente ed aspettare le chiamate seduta sulle scale.

Effettivamente ormai è inutile che beva caffè. O passo alle anfetamine o m’iscrivo ad un corso di sopravvivenza.

O entrambe.

bimbi malati

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  1. Racconti Fotografici Libera Photografia dice

    Accidenti che notte movimentata..
    Vi abbraccio tutte e anche Ariel ovviamente.

  2. ElleBi dice

    anche a me piacerebbe andare a Lucca comics una volta nella vita, ma meglio non programmare 😉
    Lo scorso weekend è iniziato per me all’insegna della jella: andiamo a prendere la pargola dalla tata che ci apre con faccia sconvolta perchè mia figlia (nemmeno due anni) le aveva sputato addosso e le aveva tirato una sberla, molto bene. Arriviamo a casa, mangiamo e la piccola decide bene a fine cena di fare la scena dell’esorcista, ma, invece che sul pavimento, sulla tavola. Poi aspettavamo mia suocera (e già questa è una sciagura) che è arrivata con 5 ore di ritardo e si è ben guardata da avvisare.
    Forse preferisco ancora i bambini ammalati nello stesso momento 😀

  3. Spero esista una divinità apposita da evocare in questi momenti. Quella specie di incantesimo da stress per cui se devi fare mille cose riesci a farne duemila alla perfezione, e quando invece hai un unico compito e tanto tempo da dedicarvi, va a finire che non ce la fai. Almeno a me capita.
    Buona Lucca! Fate tutti e quattro i giorni?

  4. comunque è matematico… i week-endsss superimpegnati e organizzati vanno a farsi friggere causa malanni vari!!
    io il mio l’ho passato in casa causa tonsillite e febbre a 38.5°.. praticamente, come i bambini!! ;0)
    buon inizio d’autunno!!!

  5. Cecilia dice

    Boia considerato che samhain è l’inizio dell’anno, con i tre pargoli malandati si parte bene! Auguri di pronta guarigione a tutta la combriccola

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