Come organizzare lo sport dei figli passando dalla frustrazione all’egocentrismo genitoriale

Mentre c’è chi si chiede come facciano a sopravvivere i figli degli omosessuali, se vengano o meno acquistati e come facciano a non pippare crack all’asilo, data la situazione di degrado familiare vissuta, noi andiamo avanti.

E combattiamo non solo contro l’ignoranza della folle, sorrette dall’affetto di amici, parenti e persone intelligenti, ma anche contro una logistica che vede due mamme lavoratrici impegnate a gestire i propri impegni personali e professionali con quelli delle tre adorabili creature.

Gli orari scolastici non ci aiutano affatto. Avere tre figli che frequentano tre scuole diverse sta mettendo a dura prova il nostro metabolismo e persino la nostra soglia di sopportazione al caos.

Ma, ovviamente, cerchiamo di far fare loro almeno il minimo sindacale. Da sempre fan della noia e contraria al riempire l’agenda dei pargoli di una fitta sequenza di cose da fare, sport da sporteggiare, strumenti da strumentare e feste da festeggiare, abbiamo dovuto comunque fronteggiare la scelta dello sport.

Le richieste sono state le più disparate. Dai più banali nuoto, piscina, pallaqualcosa fino a robe esotiche come il lancio dello scarpone subacqueo e l’arrampicata sulle piante succulente.

Abbiamo creato curve gaussiane, diagrammi di Gantt, grafici a torta, a stella e pure a meringa. Ma niente. Non c’era verso di organizzarci per essere contemporaneamente a chilometri di distanza nello stesso istante per assecondare le velleità sportive dei tre virgulti. Del resto l’ubiquità è un dono contro natura che non possediamo.

E così abbiamo iniziato una lenta e feconda politica dissuasiva.

– Ariele, certo che la pallaqualcosa free climbing è in un postaccio. Sai, ieri ci sono passata e la palestra era davvero fatiscente. E poi, guarda, ho letto questo articolo secondo il quale ogni 11enne che si rispetti fa nuoto. Allarga le spalle, potenzia pettorali e quadricipiti e favorisce la memoria e l’intelligenza. Molto adatto a menti scientifiche e tecnologiche come la tua. Ora, scegli tu – che mica ti vogliamo influenzare.

– Ita, ma lo sai che la piscina è piena di bambine simpatiche?! Io ho conosciuto quelle che fanno hip pop marsicano, ma sono proprio acide. Pensa che c’era una che pensava solo ai capelli e ascoltava Violetta. Magari in piscina potresti conoscere bimbe divertenti che odiano Violetta e stringere più amicizie. Ora, scegli tu – che mica ti vogliamo influenzare.

– Brita, certo che potresti andare a imparare a ballare sul ghiaccio della granita, ma ti ricordi la favola della regina del ghiaccio? Mi sono scordata di leggerti la parte in cui si diceva che la protagonista diventava stupida a forza di vedere la propria immagine riflettersi sul ghiaccio. Non è più divertente andare in piscina a giocare con gli altri bambini  e sguazzare nell’acqua? Ora, scegli tu – che mica ti vogliamo influenzare.

E così, alla fine li abbiamo iscritti tutti e tre in piscina. Stesso giorno. Stesso orario.

Ora, non venitemi a dire che non li abbiamo lasciati liberi di scegliere – che mica li vogliamo influenzare.

P.S.

Vi prego, aiutateci. Voi come fate a coordinare tutti gli impegni dei vostri figli? Nemmeno il mio manuale di Project Management ha offerto speranze.

sport dei figli

54 commenti » Lascia un commento

  1. un disastro. Lavoro lontano da casa, esco alle 7 del mattino per rientrare alle 19 e quest’anno volevamo incastrare anche il teatro. Piscina al sabato mattino e teatro?
    Trovare un corso in orari decenti è veramente impossibile. poi ci è venuto incontro l’asilo (evviva!), e ora l’organizzazione prevede che un giorno a settimana la CaraMamma esca prima dal lavoro e il giorno dopo recuperi.
    Cosa non si fa per i figli 😛

  2. Non per fare la bastian contraria, eh, ma quando avevo 13 anni mia madre mi iscrisse d’ufficio a pallavolo (per togliermi dalla testa il freeclimbing) e… non credo di avergliela ancora perdonata 😀

    In compenso i miei ebbero la fortuna che mio fratello mi seguiva come un’ombra e faceva tutto quello che facevo io, dal baseball all’atletica.

    P.S. Io sono quella dell’attività sportiva alternativa…

  3. ma in fondo si sa che il nuoto è uno sport completo 😀
    voi siete dei geni! mia figlia ancora non ha iniziato con gli sport, ma io tremo al pensiero dell’organizzazione

  4. Stessa storia. Scampati nell’ordine la pallavolo, la scherma, il pattinaggio sul ghiaccio ( che a Roma è facileee da trovare, eh, che la gialla pensava di poter avere piste tipo quella di central park ).
    Piscina per tutti che fa bene e aiuta a respirare 😀
    eh, lo so qualcosa dovevo pur inventarmi!

  5. E il calcio per Ariele invece di pallaequalcosa e piscina? Il calcio fa bene e ti fa venire un pisello enorme! Mia mamma purtroppo non mi ha mai voluto iscrivere per non farmi prendere freddo e mi sono dovuto accontentare di un pallaequalcosa. Glielo sempre rinfacciato! n.b. mettiti l’animo in pace, ho galoppato per i figli fino alla maggiore età ed oltre.

  6. E tu pensa che io ne ho una – solo una! Ma per lo sport devo demandarla ai nonni, santissimi nonni, che la smazzano in piscina. A saperlo la iscrivevo insieme ai tuoi tre, così me la portavi tu 😛

  7. “Mica li vogliamo influenzare”… Monaca di Monza docet. 😉 Almeno, i vostri figli sono minorenni… 😉 In ogni caso, il nuoto è un ottimo sport. L’unico che io abbia mai amato sinceramente. xD

  8. per esperienza non personale…
    – mamme che lavorano part time e passano i pomeriggi a recuperare, portare, scarrozzare i figli
    – i nonni in tutte le salse
    – le mamme degli altri bambini compagni di sport e robe varie
    – il sabato, che qualche corso lo fanno… ma in effetti..
    di NUOTO!!
    che sono a favore di “obbligare”, anche se avevo mal di pancia ogni volta che dovevo andarci (obbligata!)
    PS. mio nipote, e anche in altre scuole, ci andava nell’ora di ginnastica in alcuni anni delle elementari!!

  9. Madre mi ha tolto dal corso di nuoto perchè ogni due per tre ero malata…così ho scoperto l’atletica…poi ho scoperto il karate…poi ho scoperto gli scout…poi il frisbee…poi la pallavolo…poi il calcio…poi l’equitazione…poi lo sci…l’arrampicata…il basket…poi ho capito l’infinita pazienza di padre e perchè sono figlia unica!
    L’organizzazione del ti porto/ti raccatto si è evoluta negli anni: dalle ore di attesa, ti viene a prendere la mamma di tizio, macchine con 9 persone evitando i vigili nelle vie più improbabili, ci troviamo tutti insieme e andiamo a piedi, forse è meglio in bici, a toh l’autobus che bella invenzione!

  10. io non ho figli, ma ho due cani e quando li porto in giro passo puntualmente davanti a un campo di calcio e a uno di tiro con l’arco, in entrambi si allenano ragazzini e ragazzine, dalla percentuale dei decibel, preferisco senza dubbio gli arceri.

  11. questo post mi è troppo piaciuto! per l’ironia, per il tentativo di organizzarsi (ben riuscito e senza influenzare nessuno mi sembra di capire eheheheheh), per la fantasia sui nomi degli sport 😀
    vi seguo!
    emy

  12. Pingback: TOP OF THE POST #9 – AMICHEMAMME | AmicheMamme

  13. Se poi per caso sono bravucci e passano all’agonismo uno si può sparare. Parola di mamma con un revolver in mano!

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