Mese: ottobre 2014

Come sopravvivere anche alla preparazione della zucca di Aulin (leggi Halloween)

– Mamma, facciamo la zucca di Aulin? Ecco com’è andata. # 1 Fingo di essere guarita ed in forma scattante per i tre virgulti – che mica puoi non fare la zucca per Halloween ( o Aulin, come lo chiama Brita – decisamente più in linea con la salute del periodo). # 2 Acquistiamo una zucca inutilmente vuota – che lo zuccaro ha detto che quelle da mangiare s’intagliano male – e la pago 15 volte il suo valore. [Ma poi – che ne so come si intaglia una zucca? Per fortuna c’è google]. #3 Faccio un po’ di ricerche con le 3 meraviglie che mi riempono il tablet di ditate e dopo un lungo brain storming scegliamo il modello da copiare. # 4 Cerco di prendere tempo, facendo fare un disegno a tema “Testa di zucca – disegna la tua preferita” # 5 Sorteggio uno dei disegni. Mi congratulo con la fortunata Brita e cerco di contenere le ire dei non sorteggiati. Si sa, il fato è imperscrutabile. E soprattutto insindacabile. [E poi dovevo distrarli mentre mi bevevo il caffè] …

Benvenuti al lazzaretto

Ogni volta ce n’è una. E sempre nei momenti di massima concentrazione di cose da fare. Questa settimana abbiamo il Lucca Comics & Games, il compleanno di Nina – da festeggiare in duplice data (sabato sera tra di noi e domenica a pranzo con la mia famiglia), le feste di Halloween, i riti di Samhain, finire il cambio di stagione e farmi crescere i denti davanti – te ne prego bambino Gesù. Ovviamente è scattata l‘ecatombe moment. Voi non lo sapete, ma quando L’Egitto fu colpito dalle piaghe bibliche, il Faraone aveva appena pianificato un viaggio intorno al mondo e comprato il biglietto per il concerto di Madonna. Mosè non gliel’ha perdonato e si è accordato col capo per zaccagnare la popolazione e costringerlo a rimare(ci). Coi bambini funziona più o meno così. Quando non hai niente da fare godono di una saluta degna di Ercole nel periodo aureo e quando hai degli impegni: zac. Scatta l’ecatombe. E i programmi stabiliti ti fanno ciao con la manina. Ieri sera Ariele è tornato zoppo con una caviglia gonfia. Non …

Lei non è mia madre! Cronaca di uno shock annunciato

Quando Nina ed io abbiamo deciso di vivere insieme, eravamo entrambe ben consapevoli che non sarebbe stato semplice. Già la convivenza tra due essere umani adulti è un’esperienza devastante. Dover rinunciare ai propri schemi, trovare un compromesso tra ritmi ed abitudini diverse, comporta una buona dose di voglia di mettersi in discussione per un progetto comune. Ed anche un bel po’ di stress. Decidere di convivere ad un’età relativamente matura, portando in dote 3 figli non fratelli tra di loro e di età compresa tra i 5 e gli 11 anni è una sfida quotidiana. Da sempre lucide e consapevoli che se il mulino è così bianco è perché c’è chi lo lustra con fatica ed olio di gomito, siamo sempre state disilluse – seppur ottimiste, circa le possibili reazioni dei tre bambini. In questi pochi mesi abbiamo tutti preso le misure con le novità, saggiato le asperità altrui e cercato di dare il meglio. Non è stato, soprattutto per loro, solo un cambio di casa e di città, ma un vero e proprio stravolgimento …

Lesbiche e stregoneria applicata

Nei secoli passati la donna era considerata consorella privilegiata del demonio, preda d’istinti animaleschi che dovevano essere sopiti e contenuti dalla gerarchia patriarcale ed ecclesiastica. Venivano considerate streghe tutte coloro che si distaccavano dal modello base di moglie asservita al maschio dominatore, parrocchiana devota ed allevatrice di (numerosa) prole. Bastava poco per essere utilizzate al posto della diavolina (sempre nome femminile – che caso) per accendere la pira: una caratteristica fisica, morale o semplicemente un interesse culturale. Le guaritrici – coloro che conoscevano le proprietà di erbe e fasi lunari, erano bollate col termine di strega ed arse vive. Qualche passo avanti (forse) la nostra civiltà l’ha fatto. Anche se ci sono parecchi focolai di regressione ancor oggi molto fecondi (basti pensare alle dichiarazioni di certi nostri politici, o ai fanatici che girano per le piazze a manifestare contro i diritti altrui). Insomma, tornando a noi, abbiamo deciso che se – rogo x rogo x 3,14, al fine di ascendere dignitosamente al ruolo di streghe sovvertitrici dell’ordine familiare, culturale e cosmico – tanto valeva apprendere le antiche e misteriose arti …

Come organizzare lo sport dei figli passando dalla frustrazione all’egocentrismo genitoriale

Mentre c’è chi si chiede come facciano a sopravvivere i figli degli omosessuali, se vengano o meno acquistati e come facciano a non pippare crack all’asilo, data la situazione di degrado familiare vissuta, noi andiamo avanti. E combattiamo non solo contro l’ignoranza della folle, sorrette dall’affetto di amici, parenti e persone intelligenti, ma anche contro una logistica che vede due mamme lavoratrici impegnate a gestire i propri impegni personali e professionali con quelli delle tre adorabili creature. Gli orari scolastici non ci aiutano affatto. Avere tre figli che frequentano tre scuole diverse sta mettendo a dura prova il nostro metabolismo e persino la nostra soglia di sopportazione al caos. Ma, ovviamente, cerchiamo di far fare loro almeno il minimo sindacale. Da sempre fan della noia e contraria al riempire l’agenda dei pargoli di una fitta sequenza di cose da fare, sport da sporteggiare, strumenti da strumentare e feste da festeggiare, abbiamo dovuto comunque fronteggiare la scelta dello sport. Le richieste sono state le più disparate. Dai più banali nuoto, piscina, pallaqualcosa fino a robe esotiche come il …

La postina bussa sempre un fracco di volte

Le complicazioni non finiscono mai, ma noi ci ridiamo sopra. Appena ci siamo trasferiti, in mezzo al delirio delle tante cose da fare, il nostro ultimo pensiero (nel senso che veniva persino dopo la scelta dei calzini che avrei indossato al mio funerale) era quello di mettere i nomi sul citofono o sulla buca delle lettere. Anzi, a voler essere proprio precisi, la buca delle lettere non l’abbiamo avuto fino a quindici giorni fa, finché Nina non si è stufata e ne ha comprata una su internet. Anche perché la mia Signora non ne voleva una semplice alla chissenefrega. No, ne voleva una rossa, del tipo americano che si trova nelle strisce dei Peanuts. In effetti questa casa assomiglia vagamente alla cuccia di Snoopy. Comunque, torniamo alla postina. Ogni qualvolta doveva consegnarci pacchi o bollette (in effetti le lettere chi le scrive più?) si attaccava al campanello furente. Ma, insomma, vi volete decidere a mettere i nomi? Qui ci sono sempre nominativi diversi e il solito indirizzo! E noi, obbedienti per amor di postina, abbiamo …

Brita & Ita: creative che rielaborano il dizionario e non solo

I bambini sono dei creativi nati, ma forse i nostri esagerano. Ita (nel video di Saverio Tommasi) ha ammesso che da piccola confondeva la parola lesbica con licantropa e il termine trans con tram. Nell’immagine seguente, trovate due mie fotografie: dopo e prima del caffè. La trasformazione in licantropa e viceversa è repentina. Perciò evitate lesbiche durante il periodo di luna piena. Come i ben informati sanno, le lesbicantrope sono sempre affamate. Alzi la mano chi di voi non ricorda le imprese stellari di Capitan Harlock? L’uomo con la benda più figo del cosmo, che non perdeva un colpo nemmeno sul punto di morire. Un personaggio valoroso, che infondeva un’insana voglia di guerre planetarie per il Sommo Bene. E Brita? Saltella contenta per il salotto cantando a spacca orecchie Fammi rubare Capitano un’avventura dove io son l’eroe che combatte accanto a te Capitan Tarloooo – zan zan – Capitan Tarlooooo Evidentemente l’ha contattata direttamente un’azienda di disinfestazione lignea per la creazione del nuovo slogan aziendale. E come non ricordare di quando, appena ieri sera, mi ha abbracciata nel suo …

Sono spompata dall’idiozia

Sono stanca. Sarà l’autunno che m’invoglia a dormire più di un ghiro, sarà il mio cuoricino aritmico che ogni tanto va per i fatti suoi, sarà la fatica di dover gestire lavoro, casa, commissioni, impegni con tre bimbi pieni di vitalità. Sarà quel che sarà (citazione di una certa cultura – concedetemela), fatto è che sono proprio spompata. Mi perdo nei miei pensieri e mi metto ad inseguirli come fa il gatto con il pulviscolo. Ne riemergo affaticata e persa. L’altro ieri ho anche dimenticato una pentola sul fuoco. Quando me ne sono ricordata, assomigliava decisamente al paiolo delle streghe e per poco non ho incendiato la casa. La mia mania di tenere tutto sotto controllo a volte ritorna e mi lascia senza fiato e priva di energie. Alla ricerca della ricetta magica per gestire tutto al meglio, a volte dimentico di respirare. Per fortuna ci sono i bimbi e il bosco a riportarmi alla realtà. Anche la stanchezza di dover spiegare l’ovvio mi esaurisce. Chi mi segue su facebook sa di una penosa discussione con …

Il mio buongiorno preferito

Io sono quella dal risveglio lento. Molto lento. Dallo sbadiglio prolungato fino all’ultimo brandello di sogno. Dell’odore di caffè che deve raggiungermi nella fase onirica, prima che nelle narici, non posso fare a meno. Alzarmi di scatto per me è impossibile, ho 5 sveglie e riesco a riaddormentarmi tra una e l’altra senza muovere un solo ciglio. M’appallottolo tra le lenzuola cercando ancora il calore di lei, che invece è già scesa in cucina a preparare la colazione. Mi godo i primi respiri della casa che lentamente scricchiola nel risveglio. Adoro rimanere nel letto ad ascoltare le voci dei bambini che sono un’esplosione di vita già dalle prime luci dell’alba. Guardo la luce che aumenta a poco nella stanza. Lascio che i pensieri mi attraversino fruscianti senza lasciare impronte sul cuscino. Poi sento zompettare passettini leggeri sul legno del pavimento. – Mamma, posso venire nel letto con te? – No, sto dormendo – E come fai a rispondermi se dormi? – Parlo nel sogno – Allora vengo lì accanto a te. Anche io sono qui …

Una famiglia semplicemente…famiglia

Anche se per questo Paese siamo considerate una non realtà da infilare sotto i tappeti insieme alla polvere e ai peli del gatto, noi esistiamo. E come noi, tante altre famiglie formate da due mamme, due papà, una sola mamma o un solo papà. Famiglie come tante, che fanno la spesa il sabato mattina, la fila alla posta, portano i bambini al parco, dal pediatra e a scuola. Famiglie che tagliano il prato la domenica mattina e preparano i biscotti fatti in casa. Famiglie che lottano per essere famiglia e non Genitore Biologico e Nessuno. Famiglie che devono spiegare sempre e perché sono famiglie a chi non le considera tali. In un Paese come quest’Italia, in cui ci sono persone che si sentono in diritto di manifestare contro il nostro diritto ad esistere ed amare è uscito questo video. http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VDSxvuSwh96ErbGa Grazie. Non solo a Saverio Tommasi, ma a tutti voi che leggete la storia di questa famiglia che, secondo alcuni, non esiste.