Nuda veritas
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Maledetta parrucchiera

– Mamma, lo sai che hai dei capelli orrendi?

– Davvero, mamma. Ma che testa hai ultimamente?

– Vero, credo tu abbia bisogno di una spuntatina

– Effettivamente, amore, una sforbiciatina non sarebbe male

Dopo un tale accanimento di: figlia, figlio, figliastra, compagna (mancava mia mamma, ma solo perché non era presente), mi sono decisa. Chiamo la parrucchiera.

La mia parrucchiera di fiducia del momento (con questa categoria sono mutevole, ne ho cambiate a bizzeffe e nessuna mi lascia pienamente soddisfatta. Ah. Sì, ho provato anche gli uomini, ma non mi hanno appagata nemmeno loro) è una tipetta sulla cinquantina abbastanza arzilla. Poche domande, abbastanza intuitiva e – vivaddio, piuttosto economica.

Che poi, una cosa che io ODIO, è la messa in piega. Ho i capelli che sono un vivaio di serpenti, un agglomerato caotico di tentacoli e le rare volte in cui li ho fatti lisciare, i riccioli malvagi si sono palesati alla prima micro variazione di umidità. Persino controllando l’acqua a bollore della pasta, subiscono un’impennata igroscopica. E il risultato è spesso terrificante. Raramente mi piaccio con la piega che mi fanno. Preferisco un’asciugatura al naturale, come il tonno. Anche se poi te la fanno pagare come una messa in piega normale. Preferirei che mi presentassero il conto tipo così:

– Taglio 15 euro

– Asciugatura del cavolo 5 euro

+ 10 euro così, perché non hai voluto la cofana

Probabilmente pagherei più volentieri.

Ma non è questo il punto. Il dramma che si è consumato sabato è ben diverso. Mi accomodo su un bel divanetto, circondata da due matrone intente a commentare non ricordo cosa nè con chi.

Dopo più di 20 minuti di attesa, vengo chiamata al lavatesta. La tizia mi bagna i capelli con l’acqua, mi versa lo shampoo e inizia ad imprecare.

– E che palleeeee! L’acqua è gelata! Ma non ci posso credere. Si è rotta di nuovo la caldaia! No, via, oggi non ci siamo! Aspè’ che chiamo il tecnico.

E io lì, col collo a cigno morente nel lavandino e la testa bagnata.

La tizia si attacca al telefono e torna dopo 5 minuti.

– Oh tesoro, scusa! Eccomi, allora ho provato a sbloccare io ora vediamo se parte, eh?!

E si rimette lì, ad aggeggiare col rubinetto. Apre e chiude, apre e chiude. Nulla. Altri minuti scorrono via, inutilizzati. Tento un approccio risolutivo:

– Senti, capisco, può succedere. Ma non potrei alzare almeno il collo? Mi sta venendo una cervicale invalidante ed ho freddo.

– Oddio, poverina, hai ragione. Vieni, ti asciugo i capelli, intanto. Mi sa che qui si va per le lunghe.

Mi alzo e mi siedo su una poltroncina. Lei inizia ad asciugarmi i capelli. E poi, illuminandosi:

– Ahhhh, sai che faccio? Vado al bar qui accanto e mi faccio dare un secchio d’acqua calda, mentre arriva il tecnico. Purtroppo non sarà qui prima di un’ora. Guarda! Che tragedia! E pensa se avevi le mèches!

E mentre io m’immagino con ciuffi di capelli bruciati tendenti al color stoppa tardiva, mi fa riaccomodare (mai termine fu più errato) al lavatesta.

Scompare e dopo qualche altro minuto riappare con un secchio di acqua fumante.

– Via, oggi si lavano i capelli come una volta!

– Un peccato che non abbia della cenere al posto dello shampoo….

Commento io con un sarcasmo che evidentemente lei non coglie, tant’è che rilancia:

– Davvero, bimba! Una volta con cenere e acqua calda, la mi’ nonna faceva di quei bucati!

Evidentemente, i miei capelli le debbono sembrare un lenzuolo perché quasi mi ustiona con l’acqua.

Non riesco a trattenere un urletto e commento:

– Con quell’acqua così calda la mia, di nonna, ci spiumava i polli dopo averli uccisi

– Ahahahah! Come sei simpatica! Dai, ho finito! Certo, sei un po’ pallidina! Ma non ti senti tanto bene?!

– No, no. È che non mi aspettavo di rischiare la rottura del rachide cervicale e una polmonite fulminante tutta in un’unica seduta.

L’unica ad essersi divertita è stata Ita. Che non ha smesso un attimo di sghignazzare.

maledetta parrucchiera

 

34 Commenti

  1. Pinzalberto dice

    Ahahahahahah!!!!!! La mi nonna usava anche l’acqua avanzata dal lavaggio degli stracci da mestruo per concimare le piante…..

  2. Racconti Fotografici Libera Photografia dice

    Ahahahahah!!!!
    Devi ammettere che se avevi la tinta era davvero un disastro 😀
    Comunque, anche io, ogni volta che entravo dal parrucchiere la mia domanda era: chissa’ come ne esco!
    Poi ho risolto: rasoio faidame 😀
    Intanto Brita si e’ divertita.. Vuoi mettere?
    Grande Vera davvero!

  3. ahahaha oddio una tortura non un parrucchiere!!
    Per fortuna la mia ha orari accettabili per me (il giovedì sera alle 21) e non devo mai aspettare!! altrimenti sclererei. Il sabato pomeriggio non si tocca eh!!

  4. Ciao, ti ho scoperta per caso, piacere di conoscerti. Io ho sempre avuto un pessimo rapporto con i parrucchieri. Ogni volta non mi fanno mai i tagli che voglio così ormai da molti anni li lascio crescere lunghi e liberi, e pare mi stiano bene, dicono. Ma tu che taglio preferisci di solito? Mai provato qualcosa di estremo tipo queste nuove versioni punk che ci sono in giro e son tanto di moda adesso?

  5. Io sabato ero invitata a un matrimonio, perciò ci sono andata venerdì. Con la pargola. Immagina… saltellava attorno alla sedia mentre la parrucchiera passava il rasoio a lama libera sul mio collo.

  6. Io sono dell’idea che il look “ciospo selvaggio” possa fare tendenza, se lo adottiamo in blocco con la scusa che sia alternativo e tanto naturale.
    Io non vado dal parrucchiere da credo dieci anni, non ce la faccio, è un’impresa troppo grande per le mie forze. Quando i miei capelli hanno passato il limite della decenza, mia madre approfitta dei miei rari transiti alla casa paterna per scorciarmi le punte (dopo aspra contrattazione con la sottoscritta).

  7. ElleBi dice

    spero la tua parrucchiera sia davvero economica, visto il trattamento. Io avevo finalmente trovato il mio parrucchiere ideale a Milano, sosia di George Michael in tutto e per tutto e ovviamente mi sono trasferita… ora forse ho trovato qualcuno che puo competere, ma shhhhh, non diciamolo a voce troppo alta 😀

  8. Io ci vado una volta l’anno, per le feste di Natale.. c’è chi fa il presepe, chi l’albero e chi va dalla parrucchiera.. più che altro ci vado per tenermi aggiornata sulle corna e le malattie degli abitanti del paese….

  9. la mia parrucchiera e quella prima a Milano mi tagliano i capelli e basta. Io odio pagare per le acconciature e ogni volta che entro dico solo taglio, e lo ripeto talmente tanto che alla fine me lo tagliano e basta. La parrucchiera nuova per compassione me li asciuga un po con il phon (che io odio per cui dico sempre di no). Ma magari potrebbe servire anche te, ripetere solo taglio e ti costa 10 invece di 30

    • Qui non riesco a spuntarla. Una volta, una commessa mi si è pure girata viperina e mi ha sibilato: È impossibile, mandarla via con i capelli non “Piegati” sarebbe un’offesa per il nostro negozio. . Ovviamente non ci ho più messo ciuffo.

  10. Io una volta mentre ero al lavaggio della testa, mi sono trovata nel bel mezzo di un litigio tra fidanzati, ma una cosa davvero pesa, cioè lui era una sorta di stalker che perseguitava la lavatesta, brrrr…

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