Nuda veritas
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Quando cucina Lei

Che in questa famiglia cucini chi ha voglia e tempo ormai ve l’ho già raccontato. Quello che invece vorrei descrivere è la cena di ieri sera preparata dalla mia Signora.

Già tempo addietro avevo scritto un post sulla sua caparbietà ed ostinazione nel voler svolgere lavori di bricolage al limite della sopravvivenza umana. Tipo quella volta che si è messa ad aggiustare il pedale della frizione con un vecchio fil di ferro ed un elastico per capelli, guadagnandosi l’imperitura stima del mio meccanico. Perché lei è la lesbica che non deve chiedere mai.

Potevo forse aspettarmi una cena normale?!

Comunque. L’idea era di cucinare un polpo. Come lo fate, voi, il polpo? Lesso, in insalata, al pomodoro, con il risotto, con le patate e alla via così. Sul web c’è n’è per tutti i gusti.

Naturalmente lei si è scelta una ricettina facile, facile che richiedeva 27 ore + il tempo di un caffè bevuto in piedi.

La sera precedente l’ho beccata in cucina con un polpo in una mano e una bottiglia di plastica nell’altra. No, non ho osato farle domande.

L’ho osservata smanettare col polpo bollito e dividere in due la bottiglia, affaccendarsi a tagliarla, a pigiare al suo interno il povero tentacolato e ravanare nei cassetti di cucina alla ricerca di un peso che poi ha schiaffato sulla bottiglia stessa, dopo averla segata in due.

Lì per lì ho creduto si trattasse di un suo modo di scaricare l’aggressività e un certo senso di sadismo. Poi, in silenzio, ha riposto tutto nel frigo e se n’è andata a dormire.

Pensavo fosse un modo alternativo di seppellire il polpo. E invece.

Verso le 5 del pomeriggio di ieri ha riesumato la salma imbottigliata. Giuro di averla vista coi miei occhi sbucciare la bottiglia e tirarne fuori un cilindro rosato e tentacoluto.

Con uno sguardo vittorioso si è impegnata a tagliare il cilindropolpo e l’ha pure guarnito con una salsetta verdesina.

Ora. Io non critico mai niente che assomigli ad un pasto pronto. Il tempo mi ha insegnato che se una cosa è nel piatto è ancor più buona, se l’ha cucinata qualcun altro.

Però. Mi dovrò mica preoccupare di questa sua mania di voler aggeggiare con strumenti impropri persino in cucina?

E io che mi sentivo eroica quando montavo gli albumi a neve.

quando cucina lei

 

P.S.

Non lo ammetterò mai. Ma il Carpaccio di Polpo era davvero buono e se volete la ricetta la trovate qui.

31 Commenti

  1. Fabiana Cek dice

    Quella della bottiglia è una delle tante tecniche!altrimenti si usa la pellicola,ma ik primo mezzo è più “duro a morire”!

    Complimenti all’amore che vince sempre, soprattutto sui polpi in bottiglia ;p

  2. R.F.L.Ph. dice

    Ma daaaaaaaaiiii! ADORO LE SPERIMENTAZIONI POST-FUTURISTICHE IN CUCINA!
    Viva la creatività! Brava Nina! 🙂

  3. “lavori di bricolage al limite della sopravvivenza umana” mi fa pensare ad una scena di Fantozzi XD Geniale la tua Signora! Sia per il polpo che per la frizione…attenta pero’ a non ritrovarti un giorno il pedale della frizione nel piatto o il polpo al posto del pedale ehehe Si sa che l’immaginazione dei creativi non ha confini 😀

  4. Preparazione che mi era stata suggerita da una mia collega… quindi non temere, è una ricetta nota a platee abbastanza vaste, considerato che la conosco io che essendo cresciuta lontano dal mare al massimo mi cimentavo con le trote…

  5. Pare che sia normale. O meglio, che fosse normale. Mia madre, nei tanti aneddoti della cucina degli orrori, racconta che sua nonna cuoca in cucina aveva un ceppo (“il ceppo delle esecuzioni”) su cui sbatteva ripetutamente il malcapitato octopus prima di cucinarlo. Serve a spezzare i nervi e a rendere la carne morbida, secondo gli esperti del secolo scorso. Poi non so, eh. Il mio eroismo in cucina si limita alla sfoglia delle lasagne 😛

  6. Nella bottiglia non ci avevo mai pensato.. io lo facevo nelle lattine smaltate all’interno, tipo quelle dei pelati.. ma il problema è farlo uscire..effettivamente la bottiglia di plastica si può tagliare e risulta più pratica..

  7. ahahah secondo me ha scelto questa tecnica per unire la necessità, lo sfamarsi, alla sua passione, il bricolage!
    io lo ribattezzerei polpo DIY!

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