Nuda veritas
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La felicità è sempre in agguato. Siamo noi che ci diamo da fare a scapparle

Non corro più dietro alla vita. Ho smesso di avere l’ansia di voler corrispondere all’immagine di chi credevo di voler essere. 

Ho buttato via i grembiuli inamidati della madre perfetta, gli abiti troppo stretti della moglie impeccabile, e i tailleurs grigio fumo della professionista onnisciente.

Ho trascorso periodi davvero buii, nella confusione delle maschere non capivo più quale fosse il mio vero volto. Poi, una gastrite più dilaniante del solito, mi ha imposto di mettere un punto. Che senso aveva proporre alle persone che avevo davanti una versione edulcorata e sintetica di me stessa?

Ho imparato a rilassarmi nello svolgersi degli eventi, a non pretendere nulla dagli altri – e un po’ meno da me stessa. A programmare la giornata e non a scadenzare la vita, a concedermi di essere imperfetta, distratta, confusionariamente metodica e una madre più buffona del previsto.

Quando ho realizzato che volevo essere autenticamente me e non una proiezione, ho iniziato a vivere. Sicuramente, anche l’accettazione della mia omosessualità, e la sempre maggior facilità con cui esprimevo il mio orientamento affettivo e sessuale mi hanno aiutato ad essere più serena.

Quando ho smesso di rincorrere la felicità, è stata proprio lei a lasciarsi scoprire. L’ho trovata negli occhi dei miei bambini, in una passeggiata col cane nel bosco, nell’abbraccio caldo della mia compagna, nel lavoro che amo e mi riempe di soddisfazione, nel profumo del caffè la mattina presto.

Forse ho solo capito che mi stavo accanendo in un qualcosa che non mi rappresentava. La felicità è sempre lì. Basta aver voglia di svoltare l’angolo delle proprie gabbie mentali.

E assestare due calcioni alle aspettative.

felicità

 

 

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  1. R.F.L.Ph. dice

    Grande veronica.. tutto vero e tutto giusto!
    Che poi, essere perfetti.. MA CHE NOIA!
    Grande vera! 🙂

  2. leggere queste tue parole mi commuove… spero di arrivarci anche io un giorno, lo vedo che la meta è vicina, ma sono ancora troppo ingabbiata nelle maschere :/

  3. Ci sto provando fortemente anche io Veronica, mi ritrovo molto nelle tue parole, vivere per piacere a se stessi e non agli altri, devo dire che per me non è istintivo ma certamente qualcosa su cui lavorare. Bellissimo pezzo e sono felice che tu ci sia risuscita. Buona settimana.

  4. A volte purtroppo durante il viaggio si diventa prigionieri di stessi come in un labirinto in cui forse la felicita’ corrisponde a quell’uscita che si rivela essere lo stesso punto da dove siamo entrati. Complimenti!

    “Happiness is like a butterfly; the more you chase it, the more it will elude you, but if you turn your attention to other things, it will come and sit softly on your shoulder…”

    ― H. D. Thoreau

  5. La felicità la sì riconosce nell’attimo in cui ormai è passata e così facendo rimaniamo nella trappola dei se e dei ma. Ma la sana consapevolezza è quella che aiuta a dirsi sereni e soddisfatti, anche e soprattutto di quelle che si pensano piccole cose, ma sono quelle più vere!

  6. Scoprire se stessi e cosa si desidera non è così difficile ma riuscire a trovare la libertà per riprendersi la propria vita e fare una scelta finalmente vera è più complicato. Per me non è stato facile capire di essere bisessuale e devo dire che in questo non ho avuto nessun aiuto se non quello dei libri che leggevo e che mi mettevano in testa molte domande. Al liceo mi facevo chiamare con un nome maschile e scrivevo anche al maschile, poveri professori! Chi l’avrebbe mai detto che sarei diventata una bella farfalla, mamma pure io? nessuno ci avrebbe scommesso nulla, lo so, eppure….

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