Nuda veritas
37 Commenti

Ma non te ne potevi accorgere prima?

Se avessi ricevuto una monetina per tutte le volte che mi sono sentita rivolgere questa domanda, a quest’ora sarei a panci’all’aria a godermi una vita di ozio e sollazzo.

Chissà perché si pensa ci sia una data, una scadenza nel prendere coscienza ed acquisire consapevolezza di ciò che si è.

Probabilmente sì, avrei potuto capire prima di essere lesbica, se fossi vissuta in un Paese che equipara l’omosessualità all’eterosessualità. Un Paese che non pone su piani diversi le inclinazioni affettive e sessuali di una persona, che non giudica “sbagliato”, “immorale”, “contranatura”, “deviato” il non essere eterosessuali.

Ho sentito questa domanda così tante volte che ho finito anche io per pensare a come sarebbe stata la mia vita se mi fossi resa conto di essere lesbica a 16 anni, invece che a 29.

Non avrei sposato Giuseppe, avrei viaggiato molto di più, avrei vissuto il dramma di sentirmi diversa in un contesto forse ostile ad un’età problematica, non avrei avuto Ariele e Margherita, non avrei dovuto dire all’uomo che ho sposato “ci dobbiamo lasciare, a me piacciono le donne”, magari mi sarei realizzata prima nella mia professione. Chissà. Non c’è un meglio o un peggio.

La consapevolezza di sé è un lavoro minuzioso, sofferto e voluto. E guardarsi dentro è iniziare una caccia al tesoro gravida d’imprevisti e colpi di scena. In una società in cui l’eterosessualità viene data per scontata e come unica categoria socialmente accettata, è molto più semplice chiudere gli occhi e seguire la corrente che accontenta le aspettative altrui.

C’è chi sceglie di continuare a vivere ad occhi chiusi per tutta la vita, per non deludere i propri cari, per non avere problemi sul luogo di lavoro o con i propri amici. C’è chi si abitua al buio perché guardare la verità può anche essere doloroso.

C’è chi apre un occhio solo e poi lo richiude perché ha bisogno di più tempo per abituare la vista.

C’è chi, come me, ad un certo punto realizza di essere ad occhi chiusi da troppo tempo e li apre di colpo e continua a tenerli aperti fin quando non ha messo tutto a fuoco per benino. E coglie pure l’occasione per comprarsi un nuovo paio di occhiali da sole.

Ognuno di noi è una storia a sé. La mia, di storie, è andata così. E non saprò mai cosa sarebbe accaduto se avessi capito di amare le donne quando ero adolescente. Non rimpiango niente, perché so di aver messo davanti a tutto la sincerità e il rispetto per me stessa, prima e di conseguenza, quello per le persone importanti.

E poi, dai. Alla fine mi verrebbe sempre da rispondere con quel simpatico detto toscano che dice:

Sì, e se la mi’ nonna avea le rote, era un caretto.

mamma lesbica

37 Commenti

  1. Quando da piccola dicevo a mio padre “hubiera….” (se avessi…) lui rispondeva “le hubiera no existe” (Se avessi non esiste). Per me questo è servito a cercare di affrontare senza contorcersi nei magari che possono peggiorare la situazione o lasciarla come è ma mai migliorare.
    Buona giornata!!!

  2. lenny dice

    Io l’ho scoperto relativamente tardi a 28 anni.ho passato una vita a fare la cacciatrice di maschi, quella col poster del figaccione in mutande in camera..ma davanti alla mia prima storia tutto si e’ fermato..stare con un uomo non era come immaginavo, era il ragazzo che cercavo eppure c’era qualcosa che non andava.. e dopo essermi liberata dell’etichetta della “sfigata sentimentale”, dopo che mi ero fatta la mia storiella e mi sentivo “normale” ho capito con i miei tempi e un lungo percorso che le donne erano realmente ciò che cercavo..ogni uno con i propri tempi e con le proprie capacità se vuole esce allo scoperto.. ma da rispettare anche chi non lo fa..

  3. ericagazzoldi dice

    “Sì, e se la mi’ nonna avea le rote, era un caretto.” Caro, vecchio e ruspante buonsenso toscano… Lo spirito che ci vuole per rispondere alle domande inutili. 😉

  4. “C’è chi sceglie di continuare a vivere ad occhi chiusi per tutta la vita, per non deludere i propri cari, per non avere problemi sul luogo di lavoro o con i propri amici. C’è chi si abitua al buio perché guardare la verità può anche essere doloroso.

    C’è chi apre un occhio solo e poi lo richiude perché ha bisogno di più tempo per abituare la vista.”

    Come si aprono gli occhi? Come ci si fa delle domande giuste per capire chi si è?

  5. Sveva dice

    Ti correggo dal Granducato: “Se la mi’ nonna l’avea le ròte, l’era un carretto”, “Se i’mi nonno gl’avea tre palle gl’era un flippe”. Imparerai mai?

  6. Diciamo che sei un pochino ritardata….. 🙂 Ma alla fine vi è andata bene ugualmente, entrambe siete riuscite a figliare con un atto d’amore senza dovervi nascondervi all’estero, chiedere semi in prestito ed infilarvi siringhe a caso e vi siete ritrovate una bellissima famiglia allargata con padri, madri, matrigne, compagne, fratelli, fratellastri….. un gran bel casino! Vorrei entrarci anch’io, a che età potrò farmi adottare come nonno? Sessanta saranno sufficienti? Un’adeguata educazione sessuale magari sarebbe d’aiuto ma se aspettiamo le istituzioni….

  7. Il detto della nonna è una risposta a molte cose. E comunque “avessi e fossi è il potere dei grulli”, sempre a proposito di saggezza popolare.

  8. A parte che tutti abbiamo qualche rimpianto,eh…non vedo perchè fare la morale a te.
    Tutti sbagliamo, impariamo, cresciamo…e poi, un tegamino di affari propri no?
    Si vede lontano un kilometro che vuoi bene ai tuoi figli , hai mantenuto ottimi rapporti con Giuseppe, dovrebbero invidiarti piuttosto! Meglio lesbica “tardiva” ma felice che repressa ed infelice per sempre.

  9. olè, altra tardona a rapporto! Complimenti per questo gran post (ti seguo da tempo, ma è la prima volta che commento).
    Per rispondere a qualche commento, tipo quello sulle domande che ci si fanno: è vero, è importante ascoltarsi, ma è vero anche che non è così semplice – e lo dici anche tu. E infatti io non so se smetterò mai di farmi domande sul mio orientamento sessuale, ma so anche che al fondo la questione mi interessa poco: sto proprio bene con quella là. Le etichette arrivano dopo.
    Poi vabbè, la questione dei bambini… io ci ho provato, ridendo e scherzando, a convincerla che il mio orientamento “sfumato” potrebbe essere utile alla causa, ma lei sembra essere gelosa: non mi spiego come mai! E allora, se e quando sarà, viva la provetta 😛
    (ero ironica, semmai fosse sfuggito, ma l’ultima frase è seria.)

  10. francy dice

    povera veronica!! quanti robot dovrai ancora veder parlare!! ma non è detto che dovrai ascoltare e rispondergli….
    <3

  11. Io da bambina ero attratta da maschi come da femmine, da adolescente da maschi e da femmine, da adulta da maschi e da femmine, da vecchia, da maschi e da femmine…in pratica sono sempre stata attratta, o innamorata dalle persone e non dal loro sesso.. Qualcuno mi ha detto: Deciditi.. e perchè mi devo decidere? In pratica mi trovo in una situazione senza status, sono considerata o una “lesbica repressa”, oppure “un’etero delusa”.. ma in realtà io sono io.. Comunque non è stato tutto così semplice: quando finalmente mi sono convinta che ero lesbica, ho incontrato un uomo e ci ho fatto insieme due figli.. dopo diversi anni, mi ero convinta che ero etero e facevo la brava madre e moglie, ho incontrato una donna.. e ho rimesso tutto in discussione….conclusione: ho incontrato nella mia vita, diverse belle persone, uomini e donne, ed è stato bello fare sesso con loro.. l’amore non ha gerarchie, non c’è l’amore giusto ne quello sbagliato c’è solo l’amore.. l’unica cosa che non sono riuscita ancora ad accettare che l’amore finisce, che la persona da te amata possa desiderare un’altra persona.. ma ci stò lavorando, il cantiere è già aperto..
    Comunque se me lo dicevi prima. Prima quando? Prima no!

  12. Io l’ho capito a 15 anni. Poi ho fatto finta di nulla fino ai 35: ho semplicemente chiuso a chiave il mio “mostro” (così lo chiamavo) e ho nascosto la chiave, vivendo la mia vita da etero più o meno convinta. Poi però è arrivata una donna che ha ritrovato la chiave, ha aperto il cassetto del “mostro” e l’ha fatto uscire con suo sommo piacere. E con tutte le conseguenze del caso – oltre ad uno scombussolamento psicologico che non auguro a nessuno.
    Ho vissuto quindi per un paio d’anni una doppia vita che a pensarci adesso non la rifarei nemmeno se mi pagassero. Non capivo più nemmeno chi ero io. Mi trovavo davanti ad un bivio e mi ostinavo a non voler andare né da una parte né dall’altra. E più mi ostinavo a stare nel mezzo più tutto andava a puttane.
    Alla fine il “mostro” ha avuto il sopravvento, perchè dopo vent’anni di prigionia era giusto che ne avesse piene le palle di cacciar fuori la testa ogni tanto e poi basta. E adesso, a dirla tutta, non è nemmeno più un mostro, ma semplicemente è quello che finalmente sono io, nel bene o nel male.

    Del resto, chi nasce tondo non muore quadrato.

  13. io l’ho scoperto a 23 e già mi sembrava relativamente tardi.. ho lasciato il ragazzo con cui stavo da 5 anni e adesso vivo quello che non ho vissuto a 16 anni (problemi in famiglia compresi). sicuramente qualche domanda già me la facevo da più piccola, ma il Paese non aiuta, i genitori di religiosi non aiutano, la società non aiuta. anche se i miei amici sanno di me e mi vogliono più bene di prima, la situazione rimane difficoltosa. Fossi nata in Spagna sarei stata sicuramente più tranquilla..
    “se mia nonna aveva le ruote, era una carriola” alla faccia dei congiuntivi. 😀

  14. Daniela dice

    no, se non me ne sono accorta è perché non sarebbe stato possibile. Certo, mi sarei risparmiata il dolore di una persona a me molto cara (il mio ex marito) e tante altre cosette burocratiche tra cui avere una casa in comune con lui che ora vale molto meno di quando l’ho comprata con il risultato che ora non è vendibile se non mettendoci dei soldi di tasca mia per estinguere il mutuo.

    Quello che più fa la differenza in tutto questo, in senso positivo ovviamente, è che da adolescente non ce l’avrei mai fatta a sopportare la prepotenza e l’omofobia di mia madre, non avrei mai saputo rimanere centrata sul rispetto per me stessa e sull’accettazione di quello che sono, non avrei mai saputo che il mio valore (cosa su cui ho cominciato a lavorare seriamente solo da poco) non dipende da quello che gli altri pensano di me. Probabilmente non sarei stata una giovane suicida, ma la mia stabilità mentale sarebbe stata distrutta. Già così è stato difficile. E non avrei mai saputo concedere una carezza, seppur casta, o un abbraccio in pubblico alla persona con cui sto. La mia ragazza è una persona forte e consapevole, eppure l’omofobia di sua mamma l’ha segnata per sempre ed ancora oggi non riesce a farmi una tenerezza in pubblico senza sentirsi gli occhi di tutti addosso (anche in una strada deserta!!)
    E poi a me nessuno aveva detto che si poteva amare un’altra donna. Davvero non lo sapevo. A questo punto mi viene da chiedere “non potevate dirmelo prima??”

  15. non c’è un tempo stabilito per accorgersene.. Avviene in modo così naturale che quasi ti disarma

Rispondi