Nuda veritas
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Un punto per una fuga in prospettiva

In prospettiva, il punto di fuga è quel punto verso cui le rette parallele sembrano convergere.

O giù di lì.

Per me no. Adesso ho solo bisogno di un punto da cui fuggire, nella prospettiva di ricominciare.

Mi sono impuntata al punto tale, di voler mettere un punto grosso e grasso a questi mesi di rincorse, corse, diversi punti interrogativi, molti esclamativi, pochissime virgole e tanti accapo.

Un periodo troppo lungo e troppo faticoso. La necessità di un punto è diventata un’impellenza alla quale non mi potevo più sottrarre.

Due donne, tre bambini e un trasloco infinito fatto di buoni propositi ed energie che si sono assottigliate fino al punto di lasciarci in lacrime la sera. Così stanche, che persino trovare un fazzoletto era troppo faticoso e ci toccava ripiegare sulla carta igienica, per soffiarci il naso. [E poi uno si chiede perché ti viene la faccia da…schiaffi. Ho detto schiaffi, non culo. Mica sono così volgare. Non direi mai culo nel blog. Eh.]

Mesi di sposta, prendi, carica, scarica, smonta, rimonta, organizza, imprevisti, ricalcola, programmi, bambini, spesa, i papà, i nonni, i prozii, i cani e i gatti.

E poi. E poi punto. Ci siamo guardate negli occhi rossi e stanchi e abbiamo deciso che meritavamo quel punto. Un punto per riposarci, per ritrovarci, per respiraci di nuovo e riconoscerci anche sotto strati di polvere e occhiaie violacee.

Il punto è il punto più alto di un periodo. La chiusura che prepara un nuovo inizio.

Una necessità per riscoprire di nuovo la gioia di passare del tempo insieme. Io. E lei. Senza bambini, senza distrazioni. Un punto arroccato in cima ad una montagna in Friuli. Per farci ammantare dal verde e dai boschi, per annusarci tra le foglie dei larici, per passeggiare cercando le sfumature di colore cangianti dei suoi occhi tra le foglie che iniziano ad assorbire i colori dell’autunno.

Perché in questi mesi mi sono sobbarcata di fatiche estreme per quegli occhi. Quegli stessi occhi che non avevo più avuto il tempo di guardare con la calma e l’amore necessari.

Il punto dura poco. Fino a sabato. So che mi perdonerete per un po’ di latitanza dovuta solo ad una piccola fuga, in prospettiva di un nuovo inizio.

fuga di un punto

 

 

29 Commenti

  1. Anch’io uso sempre la carta igienica, dici che è per questo motivo che mi è venuta una riga in faccia? Nel dubbio latita. Sono 10 anni che non imbianco in sala e trovo sempre una valida scusa. Con sto tempaccio erba e siepi crescono a dismisura e io latito. Ma un bel week-end stravaccate in spiaggia? Era troppo rilassante?

  2. R.F.L.Ph. dice

    OOOOOhhhh!! Finalmente…! Vi immagino in questa romatica parentesi e faccio il tifo per voi!
    Buon meritato riposo 🙂
    Abbraccione!

  3. Se vai a Gorizia o su l’Isonzo,
    Incontrerai certamente madame Chardonnay e I suoi Picolit.
    Oppure Muller Thurgau e Traminer Aromatico che discutono con il Riesling Italico.
    E il nobile decaduto, tutto solo e triste, che una volta tutti lo chiamavano Tocai, oggi il Friulano, uno straniero in patria.
    Che dire delle famiglie Pinot Bianco, Grigio e Nero e quella dei Cabernet , Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon. Ma soprattutto l’unico e indiscusso, fratello maggiore di Ribolla Bianca, la Ribolla Nera che i frontalieri chiamano Schioppettino e in Slovenia, Pocalza.

    Un abbraccio e a presto …

  4. daniela dice

    Cito un messaggio (tra l’altro inaspettato) ricevuto mentre partivo per una improvvisata vacanza in un posto lontano:
    “ti auguro di trovare quello che cerchi in questo viaggio. Buona lontananza.”

  5. ElleBi dice

    buona vacanza, buon riposo e buon punto!
    P.S.: aspettiamo i tuoi racconti fantozziani 😉

  6. Il punto di fuga è quello da cui partono infinite linee: basta seguirle, per scoprire altrettante realtà, dimensioni, mondi. Non è solo un modo per fuggire, ma anche per capire quanto siano risibili le cose che ci sembrano assolute, se appena le guardiamo da lontano. E tornare, serve a riguardarle da vicino con occhi diversi.– Pino Cacucci – dal libro “Punti di fuga”

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