Mese: settembre 2014

Maledetta parrucchiera

– Mamma, lo sai che hai dei capelli orrendi? – Davvero, mamma. Ma che testa hai ultimamente? – Vero, credo tu abbia bisogno di una spuntatina – Effettivamente, amore, una sforbiciatina non sarebbe male Dopo un tale accanimento di: figlia, figlio, figliastra, compagna (mancava mia mamma, ma solo perché non era presente), mi sono decisa. Chiamo la parrucchiera. La mia parrucchiera di fiducia del momento (con questa categoria sono mutevole, ne ho cambiate a bizzeffe e nessuna mi lascia pienamente soddisfatta. Ah. Sì, ho provato anche gli uomini, ma non mi hanno appagata nemmeno loro) è una tipetta sulla cinquantina abbastanza arzilla. Poche domande, abbastanza intuitiva e – vivaddio, piuttosto economica. Che poi, una cosa che io ODIO, è la messa in piega. Ho i capelli che sono un vivaio di serpenti, un agglomerato caotico di tentacoli e le rare volte in cui li ho fatti lisciare, i riccioli malvagi si sono palesati alla prima micro variazione di umidità. Persino controllando l’acqua a bollore della pasta, subiscono un’impennata igroscopica. E il risultato è spesso terrificante. Raramente …

Quando cucina Lei

Che in questa famiglia cucini chi ha voglia e tempo ormai ve l’ho già raccontato. Quello che invece vorrei descrivere è la cena di ieri sera preparata dalla mia Signora. Già tempo addietro avevo scritto un post sulla sua caparbietà ed ostinazione nel voler svolgere lavori di bricolage al limite della sopravvivenza umana. Tipo quella volta che si è messa ad aggiustare il pedale della frizione con un vecchio fil di ferro ed un elastico per capelli, guadagnandosi l’imperitura stima del mio meccanico. Perché lei è la lesbica che non deve chiedere mai. Potevo forse aspettarmi una cena normale?! Comunque. L’idea era di cucinare un polpo. Come lo fate, voi, il polpo? Lesso, in insalata, al pomodoro, con il risotto, con le patate e alla via così. Sul web c’è n’è per tutti i gusti. Naturalmente lei si è scelta una ricettina facile, facile che richiedeva 27 ore + il tempo di un caffè bevuto in piedi. La sera precedente l’ho beccata in cucina con un polpo in una mano e una bottiglia di plastica nell’altra. No, …

Era una casa molto carina…e senza tv

Quando abbiamo ristrutturato casa, avevo poche idee – che fossero chiare, per impostare una nuova vita in 5. Una piccola ed esigua base indispensabile per iniziare una convivenza di due madri con 3 figli. Un abstract della mia insopportabilità, insomma. #1 Cucina chi ne ha voglia. Tu, vero? #2 Il/la bambino/a che piange la notte è sempre il tuo #3 A colazione non mi si deve rivolgere altro che un ampio sorriso. E stop. Fino al secondo caffè. #4 A chi si avvicina al mio pc, vengono amputate le dita chiudendole nel portatile che ho fatto laminare e ungere di sciolina #5 Il bucato è tuo. L’ultima volta che ho lavato il mio maglione preferito è diventato della taglia giusta per l’orsetto di Brita #6 Visto che non posso dipingere arcobaleni su tutti i muri, mi vendicherò lasciando sovente il tubetto del dentifricio strizzato dall’alto #7 Se trovo il tubetto del dentifricio strizzato dall’alto, m’inacidisco #8 La coerenza non è il mio forte. Riesco a cambiare i programmi in continuazione. Non è colpa mia. Sono aggiornamenti …

La felicità è sempre in agguato. Siamo noi che ci diamo da fare a scapparle

Non corro più dietro alla vita. Ho smesso di avere l’ansia di voler corrispondere all’immagine di chi credevo di voler essere.  Ho buttato via i grembiuli inamidati della madre perfetta, gli abiti troppo stretti della moglie impeccabile, e i tailleurs grigio fumo della professionista onnisciente. Ho trascorso periodi davvero buii, nella confusione delle maschere non capivo più quale fosse il mio vero volto. Poi, una gastrite più dilaniante del solito, mi ha imposto di mettere un punto. Che senso aveva proporre alle persone che avevo davanti una versione edulcorata e sintetica di me stessa? Ho imparato a rilassarmi nello svolgersi degli eventi, a non pretendere nulla dagli altri – e un po’ meno da me stessa. A programmare la giornata e non a scadenzare la vita, a concedermi di essere imperfetta, distratta, confusionariamente metodica e una madre più buffona del previsto. Quando ho realizzato che volevo essere autenticamente me e non una proiezione, ho iniziato a vivere. Sicuramente, anche l’accettazione della mia omosessualità, e la sempre maggior facilità con cui esprimevo il mio orientamento affettivo e sessuale mi …

Ma lo sapevi che la fidanzata di mia madre…[fare il figo con le medaglie altrui]

Ariele è rapidamente passato dalla fase Chissenefrega come mi vesto e come ho i capelli a quella Mamma, ho un brufolo – sono brutto – tutti rideranno di me con una rapidità tale, che non ho avuto neppure il tempo di metabolizzare il cambiamento. Ieri è voluto andare a scuola con una vecchia tuta di Nina di quando era un’atleta (devo dire – ad onor di cronaca, che l’unico gesto atletico che le ho visto compiere da quando stiamo insieme è alzare rapidamente le chiappe dal divano quando le dico che la cena è in tavola). E così, all’uscita di scuola, si è avvicinato tutto baldanzoso all’insegnante di educazione fisica: – Scusi, Prof [mi dissocio da questo modo di abbreviare il docente ndr], ha visto che ho la tuta da ginnastica delle Fiamme Azzurre? – Ah, sì! E come mai ce l’hai? – Perché la fidanzata di mia madre è una ex atleta di pentathlon moderno. Ha vinto anche 3 medaglie d’oro! – Ma dai! Che bello! E perché non me la presenti? Magari la invitiamo una …

Coming out elementare

E con la nuova scuola s’inaugura ufficialmente anche la nuova stagione di coming out. Ieri è toccato a Ita. – Scusa, ma tua sorella si chiama Margherita come te? – In realtà io dico che è mia sorella, ma non è mia sorella. – E chi è allora? – È la figlia della fidanzata di mamma – Ma tu non ce l’hai il papà? – Sì, ce l’ho. Ma i miei sono separati. Poi mamma ha avuto altre fidanzate – che però non avevano figli. E poi si è fidanzata con Veronica, che di figli ne ha due e la più piccola si chiama Margherita. Come me. – Ahhhhhh. Ohhhhhhh. E non vi sbagliate col nome uguale? – No, no. Lei si chiama Brita e io Ita. Che sono i nomi con cui ci chiamavamo quando eravamo piccole e non riuscivamo a dire i nostri nomi per bene. – Certo che stare con due mamme mica è bello – E perché? – Perché se si arrabbiano come si arrabbia la mia è un bel disastro. …

Primo giorno di tutto – famiglia espansa e staffetta mattutina

Non siamo una famiglia normale. Semmai vi fosse balenato per sbaglio nella mente. Click. Spegnete questa immagine. Mai che ci riesca una cosa fatta bene. O, almeno, vagamente coerente con i programmi prestabiliti. Oggi. Primo giorno di Ariele alle medie. Primo giorno di Ita in quinta elementare. Primo giorno di Brita all’ultimo anno di asilo. Scuola nuova per tutti. La sveglia suona alle 6,45. In un attimo ho pensato di aver sbagliato era geologica nel programmare lo smartphone. Io e Nina ci trasciniamo giù dal letto e ci dividiamo i figli da chiamare. Tu piano sopra Ari – io bambine Del resto, appena sveglia, a malapena respiro. Figuriamoci se riesco ad articolare frasi di senso compiuto. Muovetevi. È tardi. Hai cambiato le mutande? Hai preso la cartella? Cazzo, il caffè sul fuoco! Amore, magari mi lavo gli occhi prima di uscire?! Prendi il gatto che è uscito? Io con su il trucco della sera prima (mi sono dimenticata di struccarmi e stamani l’effetto panda estinto era evidente). Ho inforcato gli occhiali da sole da diva, …

Per le mie sposine – un augurio che sa di Chianti

Che il vostro Amore sia più forte della noia delle bollette da pagare e della spesa del sabato mattina Che il vostro Amore sia saldo, non come quello che sputa il mio sportello del bancomat, ma decisamente più positivo Che il vostro Amore sia presente ogni giorno. E non faccia mai forca e non s’inventi degli scioperi per l’embargo a Cuba per fare vacanza Che il vostro Amore sia leggero, come la brezzolina di questo settembre che arruffa i baci, ma non li disperde Che il vostro Amore sia soleggiato, come le panchine dei parchi dove i vecchietti mettono a riposare la memoria Che il vostro Amore siano tante nottate ebbre di passione e vorticose come il tagadà, ma senza la nausea del “dopo” Che il vostro Amore sia libero e che rimanga lì dov’è senza costrizione, ma con il piacere di chi si ferma senza sentirsi perduto Che il vostro Amore vi risplenda negli occhi anche quando vi sfilerete le dentiere e cercherete di riuscire ad infilarle nel bicchiere Che il vostro Amore sia …

Ma non te ne potevi accorgere prima?

Se avessi ricevuto una monetina per tutte le volte che mi sono sentita rivolgere questa domanda, a quest’ora sarei a panci’all’aria a godermi una vita di ozio e sollazzo. Chissà perché si pensa ci sia una data, una scadenza nel prendere coscienza ed acquisire consapevolezza di ciò che si è. Probabilmente sì, avrei potuto capire prima di essere lesbica, se fossi vissuta in un Paese che equipara l’omosessualità all’eterosessualità. Un Paese che non pone su piani diversi le inclinazioni affettive e sessuali di una persona, che non giudica “sbagliato”, “immorale”, “contranatura”, “deviato” il non essere eterosessuali. Ho sentito questa domanda così tante volte che ho finito anche io per pensare a come sarebbe stata la mia vita se mi fossi resa conto di essere lesbica a 16 anni, invece che a 29. Non avrei sposato Giuseppe, avrei viaggiato molto di più, avrei vissuto il dramma di sentirmi diversa in un contesto forse ostile ad un’età problematica, non avrei avuto Ariele e Margherita, non avrei dovuto dire all’uomo che ho sposato “ci dobbiamo lasciare, a me piacciono …

Divorzio breve e matrimonio egualitario. Voglio tutto.

Eccola là. La patata bollente lanciata nel calderone del web. Questa calda estate settembrina è una contraddizione di termini assoluti. Non mi dilungherò sui perché e sui per come, sui dibattiti politici e non tratterò la questione con competenza tecnica e analisi socio politiche. Questo blog non è il luogo più adatto. È semplicemente il mio angolo di Carosello. Questo calduccio ha risvegliato in me un po’ di ruzze che erano rimaste a sonnecchiare sotto innumerevoli scatoloni, buoni propositi e qualche chilo in più preso in un’unica settimana di vacanza. Vabbé. In breve. Il divorzio breve langue al Senato, per cui ancora non ci è dato sapere se riusciremo a diventare un Paese civile in cui si potrà divorziare dal caroconiuge dopo 6 mesi – in caso di separazione consensuale o 12 mesi – in caso di separazione giudiziale. Ma si sa, gli ostacoli lanciati da Santa Madre Chiesa popolano il cammino del progresso. Di questi tempi, se volete divorziare dal vostro nonpiùamato partner, è decisamente più probabile che la morte vi separi ben prima della …