Mese: agosto 2014

Adescaggio 2.0 – cretini virtuali

Facebook sta all’adescaggio come io alla golosità. Niente di nuovo. Proprio mentre stavo ragionando su alcune “categorie” umane presenti sui sociaI, ecco che mi arriva una richiesta d’amicizia seguita a breve da un messaggio privato. Stavolta non ho resistito e ho dato un po’ di corda, nonostante fosse palesemente un “fake”. Già m’infastidiscono le persone che usano, nelle chat, solo le consonanti – del tipo: D dv sei? O d dv dgt? O la “k” al posto del “ch“. Perché mi sono sempre chiesta se questo risparmiare sulle vocali sia dovuto ad un’ottimizzazione del tempo, ad una parsimonia alfabetica o ad un amore per i codici fiscali. Ormai, ho acquisito una certa esperienza e generalmente questi contatti li blocco con la stessa velocità con cui starnutisco. Etciù e non ci sei più. Questi soggetti si possono suddividere in due macro categorie: Lesbiche alfa assatanate – dette anche “‘ndo cojo, cojo” Effettivamente sono donne e sono lesbiche. Il che parrebbe rassicurante. Ma. Ma in questa categoria troverete solo quelle affette da rimorchiosità compulsiva. Donne che credono che il loro …

L’estate che verrà

E l’estate è scivolata via, senza che riuscissi minimamente a cucirla da nessuna parte. È stata un’estate stancante, frizzante, malinconica, faticosa, gratificante, ma soprattutto languida. Passata la frenesia del trasloco, c’è stato il tempo per rimettere in ordine gli oggetti e i vestiti, meno i ricordi, i pensieri e le emozioni che affiorano tramite messaggi in codice che non riesco a decifrare. E che sono ancora lì sospesi tra i granelli di polvere. Una nuova vita è una grande opportunità, ma adattarsi ai nuovi ritmi, ai nuovi odori e alle nuove prospettive, richiede delle energie che ora iniziano a scarseggiare. Luglio e agosto, per me sinonimo di cibo sano e movimento, sono stati, quest’anno, la demo delle 3P: Plaid&Polenta coi Porcini [unico dono degno di questa estate che non c’è]. Non mi sono affatto ricaricata, sono stanca. Una stanchezza che non è malessere, ma voglia di letargo. Per cui lascio che il mio cuore venga straziato dai lunghi singhiozzi dei violini d’autunno e mi preoccupo di coccolare la pancia. Ho abiurato le diete e preferito le coccole …

L’avventura del Parco Avventura

Approfittando di una di queste rare domeniche soleggiate, abbiamo deciso di portare i bambini in montagna, al Parco Avventura. Ora, chi mi conosce, sa bene quanto io sia portata per la lettura acrobatica sul divano e le abbuffate pantagrueliche di pizza, come unici sport degni di considerazione. Ma essere la compagna di una ex atleta spesso mi porta spesso a stringere dei compromessi. Cosa non si fa per amore. Ci siamo alzati presto, preparato i panini e caricato gli zaini. I bambini tutti entusiasti della gita della famiglia espansa in versione adventure. Io ho iniziato a ridere già al momento di fare i biglietti. – Buongiorno, quanti biglietti? – 9 in totale – 4 adulti e 5 bambini – Bene, allora potete usufruire dello sconto comitive. Dovete compilare il modulo. Siete una famiglia? – Sì Faccia basita della bigliettaia. Che ha guardato Giuseppe con un certo stupore. Di sicuro avrà pensato che fosse una specie di sultano un po’ slavato in gita con le 3 mogli e la sua numerosa figliolanza. Compiliamo il foglio e …

Brita nel Paese delle Meraviglie

Tieni in braccio il tuo battuffoloso Bianconiglio e ti avvicini saltellando da leprotto quale sei.  Mamma, lui si chiama Nuvola. È il più piccolo di tutti i suoi fratelli e sorelle e io gli faccio più coccole che agli altri. Gli piace essere preso in braccio e quando lo accarezzo mi guarda con degli occhietti così teneri che mi viene da mangiarlo di baci. Ma solo di baci, perché mica me lo mangerei davvero! Te l’ha detto papà che la sua mamma è morta? All’inizio Nuvola era triste, ma poi ha iniziato a fare amicizia con gli altri coniglietti e la loro mamma ha iniziato a fare le coccole anche a lui. Praticamente ha due mamme. Una in cielo e una nuova mamma qui nel prato. E poi ha i suoi fratelli e questi nuovi fratellini – che non sono proprio fratelli. Anche lui ha una famiglia speciale, perché ci sono tanti conigli che gli vogliono bene e anche io gli voglio bene. Mamma, è vero che le famiglie vere sono quelle dove ci sono …

Green is the new black

Da che ho memoria il mio colore preferito è sempre stato il viola – eccetto una breve parentesi fucsia, ma erano pur sempre gli anni ’80. Ho tutto viola, dall’orologio alle mutande alla tazzina del caffè. Nella mia famiglia l’arcobaleno impera. In tutti i sensi. Ognuno di noi ha il proprio colore d’elezione. Nina ama l’arancione, Ariele il nero, Ita il blu e Brita l’azzurro. Quest’estate travestita da primavera ci ha regalato moltissimo verde. Il giardino è una piccola foresta amazzonica sul punto di scoppiare. Più lo guardo, più mi sembra un panciotto troppo tirato da tanto è saturo. Le colline sono un’unica distesa di varie sfumature di verde che si rincorrono, si sovrappongono e si aggrovigliano. Il bosco vicino casa sembra una giungla di acacie fitte e impenetrabili. Persino il ruscello gorgoglia satollo d’acqua. A volte mi sembra di essere in Irlanda. E noi tutto questo verde ce lo appiccichiamo addosso, sulle pieghe dei vestiti, sulle ciocche dei capelli. E nei ricordi. Vorrei nascondere qualche ciuffo d’erba anche nei miei pensieri e conservarli. È la …

Sembro o non sembro lesbica? La questione del capello

Il cambiamento di capigliatura è il primo segnale che una donna – più o meno consapevolmente, lancia al mondo come vessillo di mutamento in corso. Che sia una separazione, un trasloco, un nuovo amore o un guizzo d’umore, qualunque esponente del gentil sesso può – e deve, sentirsi libera di accanirsi sui propri capelli senza dover fornire spiegazioni urbi et orbi. Nella mia trentennale esistenza ho cambiato colore e taglio così tante volte che, guardando le fotografie, a volte stento a riconoscermi io stessa. A dieci anni ho sconvolto i miei genitori facendomi tagliare i capelli a spazzola. Poi li ho fatti ricrescere. Poi ritagliati. E così via. Nessuno ha mai detto niente. Unico episodio: mio padre, vedendomi arrivare a casa a 20 anni con i capelli rasati a 6 mm ha esclamato – Non sapevo ti avessero preso i Marines. Ti dona questa acconciatura da culetto peloso. Ma, finché ero considerata una rispettabile moglie e madre eterosessuale, a nessuno è mai venuto in mente di commentare il mio capello corto con un sembri lesbica. Commento estremamente arguto che invece mi …

E la famiglia si allarga

E sì che gli impegni non ci mancano. Ed è vero anche che, con tre figli e tre cani in totale, il caos regna sovrano. È che non abbiamo resistito. Quando ci si è presentata la possibilità di adottare questa piccola pallottola nera e pelosa, ci siamo inteneriti tutti. La signorina si chiama Frida. E sa il fatto suo. Si è già impadronita degli spazi importanti di casa nostra. Ha valutato letti, cuscini e il divano. Nel dubbio ha deciso che li gestisce tutti lei e forse avremo l’onore di condividerli. I bimbi sono esaltati. E anche noi. Nonostante Frida abbia appena sparpagliato le crocchette su tutto il pavimento dello studio. Nonostante stanotte io abbia allungato una mano nel letto e le mie dita abbiano riscontrato una palla pelosa nel letto. Nonostante Ita&Brita se ne stiano contendo i favori e litighino per tenerla in braccio come due vecchie zitelle acide. Nonostante, girando scalza, abbia appena pestato una pipì in corridoio. Nonostante il divano sia diventato il suo tiragraffi preferito. Nonostante tutto. La amiamo amorevolmente.  

Quando i figli sono dai loro papà

L’arrivo di un figlio è uno di quegli eventi che rovesciano la vita di una persona come fosse un calzino. I primi tempi il giorno e la notte, i giorni della settimana, il sopra e il sotto perdono di significato e l’unico argomento che accomuna i neo genitori è il nuovo arrivato. Poppate, cacche, pannolini diventano parte di un dialogo che assume sempre più la connotazione di un mantra. Spesso la neo mamma si guarda allo specchio e tra i vestiti macchiati di rigurgiti e le occhiaie fucsia, scopre di assomigliare in maniera inquietante alla zia settantenne di sua madre. I dialoghi col partner assomigliano a delle liste della spesa e spesso si è talmente stanchi che ci si accartoccia esausti sul divano. Quando è nato Ariele, mi sono addormentata su una panca all’università mentre aspettavo di essere interrogata ad un esame. E quando mi hanno svegliata ho chiesto se fosse già l’ora della poppata. E quando i bimbi crescono la gestione diventa ancora più complessa. Essere 2 mamme di 3 figli che hanno 2 padri diversi, è la formula matematica del …

Perché è figo convivere con una donna

Per capire le più intrinseche ontogenesi di questo post così profondo, dovete aver letto quest’altro. Detto ciò, possiamo iniziare l’elenco: Le sincronette Avere il ciclo sincronizzato significa che si possono programmare le vacanze al mare e in piscina, senza che l’altra sia – come diceva mia nonna – “indisposta” [termine che ho sempre trovato terrificante insieme a Ho le mie cose o È il mio periodo]. Non trascurabile il fatto di potersi strafogare insieme di cioccolata e patatine fritte mentre si piange all’unisono sul dvd di “Up”, pensando che la vita è davvero crudele a recapitarti un ragazzino rompipalle mentre ti godi la vecchiaia. Ordine e disciplina Due donne, si sa, is meil che uan, quando si tratta di riordinare e pulire casa, fare la spesa giusta spendendo il giusto e cucinare piatti gustosi ma sani. Io ci sto ancora sperando, mentre guardo la dispensa e conto 8 barattoli di lenticchie e nemmeno una confezione di caffè. O mentre sono al bagno e trovo nel cassetto sotto il lavandino: 3 disciplinanti per ricci medi, uno per ricci riccissimi, uno …

La storia della Principessa Guerriera (o Gelataia, fate voi)

Mamma, guarda che bello! Ho disegnato una principessa, ma questa è speciale. Lei si chiama Viola. Ha dei poteri magici: fa sparire le persone cattive e al suo posto fa comparire delle palle di gelato. I gusti sono diversi. A chi piaceva il cioccolato, diventa una palla di cioccolato. A chi piaceva la fragola, una palla alla fragola. Capito? E Viola viveva in un castello freddissimo (sennò il gelato si scioglieva) e ogni tanto qualcuno cercava d’invadere le sue terre. Riusciva quasi sempre a difendersi da sola perché la sua mamma le aveva detto che non bisogna mai farsi intimorire dagli arroganti. Ma a volte, se non ci riusciva, chiamava la sua famiglia. E aveva una famiglia molto grande. Nei castelli vicino al suo ci stava la sua mamma con la sua fidanzata, poi in un altro ancora il suo papà con la sua fidanzata, poi uno con suo fratello e uno con la figlia della fidanzata della mamma – che è una specie di sorella. E lei, quando c’erano troppi arroganti da combattere, li …