Nuda veritas
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10 anni fa. Come cambia la vita

Dieci anni fa mi sono laureata. Il 21 luglio 2004. Avevo 23 anni, un marito, un bambino di un anno e tanti progetti che avrei voluto realizzare.

Concludere gli studi non è stato facile. Quando sono rimasta incinta avevo 21 anni e mi mancavano 10 esami. Evidentemente un numero ricorsivo nella mia vita.

Nonostante il panico del momento, non mi sono mai arresa. Non potevo rinunciare alla mia borsa di studio e al raggiungimento dei miei obiettivi. Studiavo nei momenti in cui Ariele dormiva. Era a lui che leggevo la tesi man mano che procedevo e sempre a lui ripetevo le lezioni prima dell’esame. E lo portavo con me in facoltà, perché lo allattavo in attesa di essere interrogata.

E per non farmi mancare niente, ho scelto pure una tesi sperimentale. Non a caso, in sede di discussione, il mio relatore mi definì “un carrarmato”.  È stato pesante, non lo nego, ma era proprio Ariele a darmi la forza di andare avanti. E Giuseppe. Mi ha sostenuto sempre e comunque. E per questo non posso che essergli grata, dato che continua a farlo anche adesso.

A 23 anni non avevo idea di quanto sarebbe cambiata la mia vita. E la loro. Avrei voluto scrivere per vivere ed essere felice. E la mia gioia più grande, adesso, è rendermi conto che ci sono riuscita.

Certo, non potevo immaginare che di lì a pochi anni da quel 21 luglio 2004, sarebbe nata Margherita, mi sarei resa conto di essere lesbica, avrei stravolto la vita della mia famiglia, avrei incontrato la mia compagna e sua figlia.

Ho perso amici, ho perso il sonno e l’appetito. Ho pianto tanto di notte e sorriso di più il giorno seguente. Ho trovato amici nuovi e nuovi equilibri. Anche nei momenti di buio e sconforto, sapevo che sarebbe andato tutto bene.

Se mi guardo indietro, vedo tanta fatica. Ma anche tanto Amore.

laurea veronica

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  1. Complimenti!!! le parole esprimono poco rispetto alla stima che giorno per giorno aumenta!!!
    non tutti ci riescono ad essere carri armati (spero si scriva così), non tutti sono così portati a esserlo sempre!!!

    un complimenti anche a chi in questi anni ti ha sostenuto, perché il carro armato non va senza benzina!!! sono questi post dove ti ricordano quanto la volontà di arrivare, la forza e il coraggio sono fondamentali per guidare il nostro percorso ma se aggiungiamo un pizzico di altri ingredienti, come certe persone attorno, si può arrivare ancora più lontani!!!!

    • Sì, è corretto carro armato, ma il mio prof. lo pronunciava tutto d’un fiato 🙂 Grazie, Ana. Anche quando ho temuto di non farcela, ho sempre avuto accanto persone che mi hanno sostenuta ed incoraggiata. Ad onor del vero, c’è stato anche chi ha goduto nel remarmi contro, ma ho imparato a lasciar andare la gente negativa ed invidiosa.

  2. Dan dice

    Carri armati o carriole..si è quel che si è, in fondo cigolano entrambi avanzando.
    Il lavoraccio è proprio avanzare, non fermarsi se non per rifiatare e ricominciare senza farsi cogliere da uno stato di premorte che in fondo non giova a nessuno. Men che meno alla cucciolata.

    Quindi, oltre al “Volere è potere” un bel “chi si ferma è perduto” (oops molto da ventennio fascista) ed un “Volare è potare” che sdrammatizza un pochino :-P.
    Magari a potare ci pensa NIna. 😀
    :-*

  3. Ma che bello questo post. Trasmette tanta voglia di fare e di non arrendersi mai, anche quando si ha tutto o tutti contro. N bocca al lupo allora per i prossimi altri 10 anni! E altri!

  4. Pinzalberto dice

    Mentre ti laureavi noi stavamo rientrando dal viaggio di nozze, tutti e quattro. Abbiamo faticato per lo sconto “luna di miele” poiché avevamo i figli al seguito….. in 10 anni molto è cambiato, le famiglie allargate etero sono all’ordine del giorno e quelle omosessuali sono viste già con occhi diversi, magari fra 10 anni potrete sposarvi. Peccato, una mamma gli anni della stupidera difficilmente li recupera. I papà sono diversi, i maschi rimangono stupidi per sempre!

  5. Laura dice

    Ma che brava! Io non so come tu abbia fatto… Con un figlio, mi sono fermata al diploma….ma che rammarico….. Sei un modello, davvero. Grazie! Su che ti sei laureata? ❤️

  6. Giorgia dice

    Apri ciò che pensi sia un articolo di giornale da una pagina di facebook e…ti ritrovi ( lo comprendi dopo aver letto altri due “articoli correlati”) invece a leggere tra le pagine di un blog di una persona misconosciuta. Poiché i famosi “articoli” della suddetta misconosciuta ti sono piaciuti e hanno attirato la tua attenzione, ti viene in mente di capire meglio e curiosare tra le pagine del blog appena scoperto. E come fare se non cominciando dal primo post pubblicato? E poiché uno tira l’altro…ecco che mi sono ritrovata a leggerli tutti in soluzione unica! Beh..che dire? Innanzi tutto complimenti per la famiglia armoniosa che siete riuscite a creare…siete tutti molto carini e avete dei bambini fantastici. In secondo luogo: complimenti a te..all’idea del blog, al modo ironico e arguto di scrivere e descrivere, al tuo modo di rapportarti con i bimbi e con ciò che vi circonda…i tuoi “articoli” sono molto scorrevoli e direi quasi magnetici. Credo che questo blog dovrebbe essere letto da quante più persone possibile in quanto rappresenta un piccolo spaccato di una normale (non so come si metta la sottolineatura) famiglia benché composta da una coppia di omosessuali. Ed è proprio la composizione della coppia che dovrebbe balzare agli occhi a dimostrazione del fatto che non solo dovrebbe essere ridefinito il concetto di famiglia in Italia, ma anche che in tali famiglie vi sono le medesime problematiche di quelle formate da eterosessuali…probabilmente con l’aggiunta di un pizzico di sensibilità, apertura, ironia, simpatia e maturità che spesso manca alle seconde. Detto ciò, naturalmente adesso non potrò che continuare a leggere le vostre avventure, a ridere, ma soprattutto a sorridere con voi come ho fatto nelle precedenti due orette…e a render partecipi di questo blog, nel mio piccolo, altre persone.

    Giorgia

    P.s. un giorno dovrò raccontarti quando ho dato un anello di fidanzamento alla mia compagna…la scena è stata al pari, se non peggiore della tua

  7. Lisa dice

    Anche a me la scoperta i questo blog ha fatto lo stesso affetto di Giorgia…e leggendo questo post, la mia stima nei tuoi confronti è aumentata ancora di più.
    Io quando ho capito definitivamente di essere lesbica, gli studi li ho lasciati e mi sn nascosta per un scco di anni..preferendo la solitudine piuttosto che vivere la mia vita…poi a 27 anni ho incontrato la mia compagna che mi ha stravolto la vita..ma dopo tre anni ancora mi “gelo” se mi parla di matrimonio..non perchè non lo voglia, ma più che altro per paura..quindi….hai avuto coraggio, forza e grinta…
    hai fatto decisamente la scelta giusta…ed è anche grazie al coraggio di persone come te che piano piano viene fuori il mio!

    perciò…complimenti e grazie mille…anche perchè i tuoi racconti così ironici danno la giusta dimensione ad una “famiglia arcobaleno”…e cioè la dimensione della normalità!!!

    lisa

    • Grazie, Lisa. Io sono fermamente convinta che ognuno abbia i suoi tempi. Per i coming out, così come per terminare gli studi (se è quello che vuoi). Mi sento solo di aggiungere che non bisognerebbe mai lasciare agli altri il potere di influenzare il nostro giudizio su noi stessi. E mi pare di capire che tu ci stia riuscendo alla grande 🙂 Un abbraccio.

  8. Giorgia dice

    eh..la curiosità è…donna! e sono nata curiosa anche io.
    La storia dell’anello…ehm..già rido. Dunque…premetto che donai l’anello a quella che, ad oggi, è stata la prima donna e fidanzata (si deduce facilmente che ora non lo è più) ..il primo grande amore. Come puoi immaginare, data la premessa, ero, nonostante i miei 27 anni, inesperta ma anche gioiosamente e liberamente innamorata..e ..da grande romantica quale sono..credevo fosse l’amore della mia vita tanto da decidere di sancire questo amore con il dono di un anello di fidanzamento. Ideai la serata perfetta per compiere il grande passo. Il primo step fu la scelta dell’anello: qualcosa di semplice ma allo stesso tempo elegante. Andai in una gioielleria e, dopo aver visionato quanto di più pacchiano esista, finalmente lo trovai! Era un piccolo anellino di oro bianco con dei delicati impercettibili intarsi. Sei anni addietro non avevo ancora la serenità per spiegare al gioielliere che si trattava di un mio regalo alla mia donna…così inventai che ero un’amica di un fidanzato che cercava un anellino di fidanzamento. Naturalmente potevo mai sapere quale misura portasse? EH NO. Allora gentilmente il gioielliere me ne diede uno di misura media e mi disse che non appena questo anello fosse stato provato, l’interessata, presentandosi lì, avrebbe potuto cambiarlo qualora la misura non si fosse adattata. Il secondo passo fu: scelta del ristorante per una cenetta intima. Non ci furono particolari problemi ..era un giorno della settimana e Palermo è una città così grande che in quel ristorante sicuramente il posto ci sarebbe stato. Il problema maggiore fu: come presentarglielo? Mi venne in mente un’idea che consideravo geniale: comprai un libro (uno dei miei preferiti di poesie ), presi l’anello e con un taglia balza, aiutandomi con l’anello stesso, ricavai un cerchio perfetto dentro il quale incastonarlo senza che si vedesse immediatamente all’apertura del libro. Poi mi ispirai ai sentimenti che provavo nei suoi confronti e sulla prima pagina del libro le scrissi una poesia dove era abbastanza chiaro che le stessi facendo una grande dichiarazione d’amore ma soprattutto una promessa d’amore. La mia intenzione era, una volta finita la cena, andare al mare…luogo in cui mesi prima le avevo dato il mio bacio in una notte stellatissima fregandomene clamorosamente di esser stata sempre l’amica eterosessuale del gruppo omosessuale ( vabbè che in alcuni casi nemmeno mi ero resa conto che alcune lo fossero e che avessero una relazione). Dopo un pomeriggio travagliato tra taglia balza e poesia…arrivò finalmente l’ora della cena. Ero raggiante..intenzionata a fare in modo che la serata fosse perfetta. Il suo esordio fu: non mi portare a cena in un posto troppo lontano che stasera non posso fare tardi. E fin qui…poteva anche starci nonostante pensassi che ..beh..non erano certo le parole che mi potevo aspettare come inizio di quella che doveva essere la serata perfetta. Arrivate al ristorante, tra un boccone e l’altro cominciò la sua disquisizione solita tipica da ragazza che richiede attenzioni: eh perchè tu sei sempre molto dolce però a volte non capisco se mi ami davvero. Dentro me pensavo ” ah sapessiiiiii che ho in serbo per te stasera…alla faccia che non sai se ti amo”. Tra una discussione e l’altra in cui venivo bacchettata per non essere una che elargisce grandi gesti e affettuosità, termina la cena e le dico di andare in spiaggia a continuare la serata ….” ma sei matta???? E’ lontano..ed è già tardi..ti ho detto che domani devo alzarmi presto…la solita EGOISTA”. Cerco di convincerla..ma nulla. Allora dico ” beh facciamo un giro”. A quel punto mi sono messa a girare in macchina come una deficiente…senza meta..perchè in realtà la mia era stata boicottata. Non sapevo proprio dove darglielo. Improvvisamente fermo la macchina poco prima di un semaforo..accosto al marciapiede e le dico: beh sai io volevo fosse una serata speciale..ma lo è ugualmente..volevo darti un pensierino. Prendo il libro e glielo allungo. Lei scarta il regalo..apre il libro ..lo guarda perplessa e mi dice: ma mi hai regalato un libro in polacco??? [il libro era un libro di poesie di Wislawa Szymborska con testo originale e traduzione nella pagina a fianco]. La mia faccia, come si può immaginare, era simile ad un personaggio dei cartoni animati con tanto di gocciolina sopra la testa “EH?”. Dunque..non si era accorta della traduzione, non aveva comunque apprezzato il libro ( e come si fa?!?!? ), non si era accorta della dedica-poesia e soprattutto non aveva notato l’anello. Ora..va bene che era messo perfettamente più o meno a metà libro ..in modo tale che bisognasse sfogliarlo per vederlo..ma insomma..non accorgersi de graffi del taglia balze..BAH. Allora le dissi ” beh ma sfoglialo”…così provando a sfogliarlo vede l’anello…e che fa? Chiude concitatamente il libro e si ammutolisce…lo riapre e lo richiude ” ma ..ma …ma..” ” ma ma…è un anello!??!?!”. Le dico: si che lo è…non ti mangia mica..guardalo..vedi se ti piace..provalo. Lo sgancia dal vano che avevo creato e lo prova e mi dice “amore è bellissimo…semplice ed elegante come piace a me…però…è tutto graffiato”. Io: graffiato? impossibile…sono intarsi fatti di proposito”. Lo guarda attentamente e mi dice ” no..non sono intarsi..l’intarsio c’è..ma questi sono graffi”. Lo prendo per controllare e….LO AVEVO GRAFFIATO TUTTO CON IL TAGLIA BALZA nel tentativo di di ricavare lo spazio perfetto per incastrarlo. La gocciolina sopra la testa era diventata una tempesta invernale con goccioloni di ..grandine! Peraltro quello era l’anello di prova ..non me l’avrebbero mai sostituito tutto graffiato. Ero disperata..ma ancora evidentemente non abbastanza! Le dico di leggere la dedica..e lo fa..parte un bacio e un abbraccio. Cominciamo a dirigerci verso casa…guidavo con il mente il pensiero: ma avrà capito l’importanza del mio gesto? cosa rappresenta per me? Ad un certo punto …improvvisamente…accosta la macchina. Mi guarda tutta sconvolta e mi dice: quindi questo anello significa che tu ami me? cioè..me? no perchè tu lo dici..ma insomma..non pensavo che mi amassi così seriamente. La tempesta si era appena trasformata in un ciclone. “Cosa? ma è ovvio, no? Questo anello non significa solo che ti amo..ma è una promessa d’amore anche per il futuro”. Lei che è sempre stata quella che si dichiarava la “lesbica seria fuori dal coro” mi guarda con gli occhioni spaventati e mi dice: ma ma siamo giovani..mica so ancora se voglio sposarti”. Ed io: ma chi te l’ha chiesto scusa? non ti sto certo mettendo un cappio forever and ever! E’ un anello eh..un anello importante che rappresenta una promessa..ma che vuol dire ancor prima che ti amo e penso che continuerò a farlo per lungo tempo…tutto qui eh. Lei: ahhh ..va bene…scusami..è solo che non me lo aspettavo da te. A quel punto ci siamo salutate ..ognuno a casa sua..ed il mio era diventato un ciclone con terremoto annesso. Bilancio della serata perfetta pessimo: luogo della consegna boicottato, libro non apprezzato, regalo nemmeno notato, anello graffiato non sostituibile e talmente largo da poterlo mettere praticamente solo nel pollice, poesia travisata-non apprezzata, fidanzata terrorizzata. OLE’
    Ora non dirmi che non è quasi peggio della tua storia 🙂

  9. E fu così che…per leggere un post, lessi tutto il blog!
    E mi accorsi di aver letto uno o due post tempo fa!
    C’è un modo per seguirti? Sei troppo simpatica!

    • Grazie, Rick! Per seguirmi puoi iscriverti con la mail (la trovi in home – riquadro a sinistra) e ogni volta che pubblico un post ti arriva la notifica sulla posta elettronica. Altrimenti c’è la pagina Facebook, che è sempre aggiornata. Oppure twitter: _FuoriLogo O ancora Fuori Logo su Google +.

  10. Giorgia dice

    una domanda che non c’entra nulla né con il tuo post né con ciò che ti ho scritto ma a cui pensavo un attimo fa in seguito ad una discussione avuta tra pseudo amici. Perché molte ragazze omosessuali chiamano le altre per cognome tipo cameratismo militare?

  11. ElleBi dice

    assente dal tuo blog da qualche giorno per motivi di lavoro torno a leggere e trovo questo bellissimo post. Auguri per i tuoi 10 anni di laurea. Avevi alternative? si, in molti rinunciano alla laurea per dedicarsi al figlio inaspettato. Tu non l’hai fatto, e questa è l’ennesima dimostrazione di quel carattere forte che emerge dai tuoi post. Sono d’accordo con te su una cosa, conquiste come una laurea o un successo nel lavoro sono di solito il frutto dell’aiuto, supporto, sostegno delle persone che ci stanno vicino

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