Nuda veritas
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Scale, scale. Scale ovunque.

Si sa che la scala è una metafora della vita. L’immagine per eccellenza dell’impegno e della fatica necessari a raggiungere un obiettivo importante.

I nostri modi di dire abbondano di “scale”: le scale del Paradiso – il mondo è fatto a scale, chi le scende e chi le sale – adagio che le scale sono di vetro. E via così.

E pure di aforismi più o meno celebri: il momento migliore dell’amore è quando si salgono le scale sull’ultimo piolo, la scala del successo non è mai affollata. Si sono scomodati a parlare di scale persino quel simpatico cocainomane di Freud –  Scale, scale a pioli, scalinate e rispettivamente il fare le scale, tanto in salita quanto in discesa, sono rappresentazioni simboliche dell’atto sessuale e perfino quel baffuto scorbutico di  Nietzsche – Vergognarsi della propria immoralità: è un gradino della scala, al termine della quale ci si vergognerà anche della propria moralità.

Neppure quel gran romanticone di Shakespeare ha resistito – È provato che l’umiltà servì sempre da scala all’ambizione, quando questa è giovane, e chi sale le volge sempre il volto; ma poi, raggiunto l’ultimo gradino, volta il dorso alla scala, e guarda in alto sdegnoso ormai degli umili gradini grazie ai quali è salito fin lassù.

E perfino mia nonna amava dire – La vita è come la scala di un pollaio: corta e piena di merda. Per dire.

Ogni volta che ho dovuto affrontare dei cambiamenti importanti: gravidanza a 21 anni, separazione, coming out urbi et orbi, lavori nuovi, mi sono sempre sentita dire: ne hai da fare di scale!

Sarà colpa dell’imprinting, dunque? O è una persecuzione? Perché io oggi mi sono resa conto che ho abitato sempre&solo in case dotate di scale.

Da piccola vivevo in un attico al V piano: scale. Poi i miei genitori hanno acquistato una villetta: scale. I miei nonni abitavano in una villa degli anni ’30: scale. La prima cosa dove ho abitato con Giuseppe era un “terracielo”, una casa strutturata su 3 piani con le stanze impilate una sull’altra – quindi: scale. La mia casa attuale, idem: scale. La casa in cui sto per trasferirmi con Nina, pure: scale.

Con tutti questi anni trascorsi a far su e giù dalle scale, uno si aspetterebbe un lato B degno di Rihanna. E invece sticazzi.

Mi sa che io, delle scale, ho colto solo il lato metaforico.

scale

 

18 Commenti

  1. Ahahahahahah!!!!!! ti piace scalare la piramide alimentare? E a chi non piace? Che belle le nonne, non la sapevo quella del pollaio.

  2. Lo sai come si dice
    che il mondo è fatto a scale
    che c’è gente che scende
    che c’è gente che sale
    però se accetti il gioco e sei anche tu della partita
    ricorda che rinunci a dare un senso alla tua vita. (Claudio Lolli)

    Ora, io ho un amore incondizionato per Claudio Lolli, ma mi stai istigando te!

  3. Che poi è tutto soggettivo, noi arrampicatori diciamo “tranquillo, passato quel punto è una scala!” per farci coraggio.
    Vale un po’ meno quando devo portarmi a casa la spesa al 5 piano 😀

  4. Viva la nonna! 😀
    Io invece le prime vere scale le ho incrociate in tarda età. Mi lasciai abbagliare dai pregi dell’appartamento trascurando la mancanza di ascensore. E c’è gente che continua a dirmi che fa benissimo al lato B, nonostante siano passati anni ed evidentemente di ‘sti miracoli di rassodamento non v’è traccia. Sto iniziando a cercare altrove…

  5. la prima casa in cui ho abitato sola io, invece, aveva il bagno fuori. quando ho telefanato per chiedere come mai “l’affitto costasse così poco” e mi hanno risposto “perché il bagno è fuori” ho riso cinque minuti al telefono (già mi vedevo, con la neve, attraversare un cortile in accapatoio, stivali di gomma berretto e guanti). in realtà era semplicemente sul pianerottolo. l’ho affittata. dopo due anni l’ho lasciata. sfinita. ogni volta che andavo a far la doccia correva l’obbligo della bella conversazione con qualche vicino di casa 😛

    • ilaria dice

      Due anni? Massima stima. Ho passato 12 giorni in vacanza in una casa col bagno sul pianerottolo (alternativa:ingresso dal terrazzo, ma considerando i 10giorni di pioggia che mi hanno accolto era impraticabile), e al mio rientro a casa ho baciato la porta del mio amato bagno.
      Ah, oltre ad avere il bagno fuori, anche pas de bidet. Che aggiungere? Ah si, senza ascensore.

  6. Dan dice

    Hai fatto bene a evitare Dante “è duro calle / lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”…adesso queste scale sono tutte tue!!
    Vai, che dalli e dalli, il lato B se ne avvantaggia! 😀

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