Nuda veritas
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Eccesso di discrezione o omofobia mal celata?

L’altro giorno mi è capitata questa cosa. Ero ad una cena, in una tavolata di gente mista. Quegli inviti estivi a cui spesso mi sottraggo volentieri. Che poi non ho mai capito perché questa stagione inciti le persone a creare questi eventi sociali in cui la metà delle persone non si conosce – e se si conoscesse si eviterebbe – e l’altra metà risolve il problema, passando la serata ad ubriacarsi.

Comunque. Già la prima presentazione parte malissimo. O forse ero io che avevo la modalità acida inserita. Fatto sta che si avvicina una mia conoscente, trascinando una ragazza per la mano. E ci presenta con un:

– Vieni Carla, ti voglio presentare Veronica. Sai la mia amica lesbica di cui ti ho parlato?

La mia amica lesbica?! Eh che sono? Un animaletto esotico? Un alieno? Tipo Vieni, ti presento la mia amica con i tentacoli e le squame verdi di cui ti ho parlato. Che poi. Io non è che presento la gente declinandole l’orientamento sessuale. Chessò:

– Vieni Pinco Palla, ti presento Gigia, l’amica etero di cui ti ho parlato.

Stringo la mano con rassegnazione alla povera Carla, anche lei imbarazzata dalla presentazione anomala, con malcelato disinteresse e fastidio.  Mi siedo ed ascolto varie conversazioni di generici, quanto noiosi, argomenti di circostanza. Quelle chiacchierate sul tempo – la crisi in Europa – il gelato che non è più buono come quello di una volta e il nuovo taglio di capelli di una persona assente che non conosco. Avrei di gran lunga preferito un documentario sull’alimentazione serale delle scimmie della Papuasia.

Ad un certo punto mi si avvicina Cinzia, una mia ex compagna dell’università. Si siede accanto a me, sulla sedia lasciata vuota dalla mia vicina che è uscita a fumare e bisbigliando con fare malizioso, mi dice:

– Senti, Vero. Ieri ho visto Paola, ti ricordi? Quella che faceva Storia Medievale con noi, moretta, con gli occhiali? Così, parlando, è uscito fuori il tuo nome e lei mi ha chiesto di te, cosa fai, dove abiti etc. Oh, io non gliel’ho mica detto che hai una compagna e vivi con lei. Anche se mi sa che sospettava qualcosa, magari ha letto in giro o qualcuno gliene ha parlato. Ma io sono stata vaga, eh! Sono cose delicate!

Sono cose delicate?! Lo sarebbero, magari, se io non vivessi alla luce del sole il mio essere lesbica, il mio avere una compagnA, se i miei figli non sapessero di me o se ne facessi un mistero sul luogo di lavoro. Ma non mi pare davvero questa la circostanza.

E poi il tono con cui l’ha detto. Quasi fosse complice di una cosa segreta – e neppure troppo decorosa – che non è il caso di divulgare. A me è venuto un po’ il vomito.

Tant’è che le ho risposto piccata:

Facciamo un gioco, vuoi? Immagina per un attimo che invece di Nina, avessi un compagno: Nino, così non devi sforzarti troppo. Pensi davvero che saresti stata generica con Paola?! Io non credo proprio, sai. Questa non è discrezione. È ipocrisia. O, peggio ancora, omofobia.

E di persone come Cinzia, purtroppo, ne ho già incontrate diverse. Solo che mi sono anche stufata di stare zitta e fare sorrisetti di circostanza per la pigrizia di dover dare spiegazioni agli ignoranti e ai bigotti.

Zitta non ci sto.

zitta mai

 

 

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      • Io e mio figlio eravamo per mano a Mirabilandia. A un certo punto abbiamo visto due ragazzi che si baciavano. Ho osservato il suo stupore muto e subito gli ho chiesto:”hai visto quei due ragazzi che si baciavano? Sono omosessuali” lui mi ha risposto che lo sapeva poi nei bagni col padre ha urlato: “papà ho visto due omosessuali”. Mio marito l’ha sgridato per l’indelicatezza.
        Il giorno dopo abbiamo riaperto il discorso ma io mi sono chiesta e lo chiedo a te: avrei dovuto far finta di niente?

  1. Per voi diversamente etero si potrebbe pensare non so, un’applicazione che vi segnala appena vi avvicinate a qualcuno, una sorta di tecnologica stella di David cucita sul vestito. Servirebbe per togliere dall’imbarazzo tutti i diversamente omosessuali dal fornire bisbigliate spiegazioni. Anzi, l’allargherei un po’ a tutti e m’immagino anche un ipotetico profilo: Il Pinza, eterosessuale che a volte non disdegna i trans gender maschi non operati sopra alla quarta di reggiseno. Ho reso l’idea? Se fossimo veramente obbligati a presentarci con i nostri orientamenti sessuali……..

  2. Mi mancano le cene estive in cui conoscere gente nuova…ma è vero che c’è sempre il rischio di conoscere dei noiosi o, peggio, dei cretini. Mi pare che ti sei trovata in una classica situazione in cui per delle menti limitate l’orientamento sessuale è uno dei pochi argomenti di conversazione interessante (così come il pettegolezzo generico).
    Poi, vabbé, sicuramente in Italia non sono ancora diffuse regole di bon ton per situazioni che altrove non costituiscono più “un’eccezione” (e non dovrebbero costituirlo più neanche qui, ma ahimè mi sa che la strada è lunga). Io lo provo quotidianamente nel lavoro, facendo un mestiere considerato ancora da moltissimi “maschile”. E pure io sono incorsa in figuracce cosmiche (e anche comiche) con conoscenti omosessuali…

      • Uh, mi sa che ci dovrei scrivere un post a puntate! 😀
        Il mio nick non è casuale, sulle questioni sentimentali (mie e altrui) diciamo che non sono tanto intuitiva.
        Ad esempio, poco tempo fa sono entrata nell’ufficio di un collega e c’era lì con lui un apparente ragazzino. Nei periodi di chiusura scuole capita spesso che i colleghi ospitino i figlioli per qualche ora. Come faccio sempre mi sono presentata con modi gioviali e, sentendo che il giovine era straniero, ho pensato bene di scambiare quattro chiacchiere molto basic sulla scuola e su quello che voleva visitare in città. Devo dire che le risposte mi avevano stupita un po’, ma poi è intervenuto il collega dicendo “Ti ricordi che l’anno scorso sono stato in America Latina, ero ospite della sua famiglia e adesso ricambio”.
        Nella mia mente il ragionamento ha seguito il suo corso, con gli indizi ambigui e la base molto “tradizionale” del mio ambiente di lavoro, ho sbottato: “Ma che bella cosa, lo hai adottato!”.
        In un sol colpo ho unito il maggior numero di figure dimmerda possibili.
        A mia discolpa c’è da dire che il collega non aveva mai fatto coming out e io sono una persona molto discreta, quindi non mi capita di elucubrare (da sola o in compagnia) sulla vita privata dei conoscenti…

          • Anche mia moglie è così, nel dubbio il consiglio è di star zitti, finché almeno non conosci meglio una persona. Esempio: mia moglie ad uno stagista: “Ma che capelli ti sei fatto, tua mamma non ti dice niente?” Risposta: “No….. “attimo d’imbarazzo totale “…. è morta l’anno scorso”. Non puoi entrare nella vita di una persona sfondando la porta con un caterpillar senza pensare che potresti scassare qualcosa.

  3. francyfilippelli dice

    io sono una persona facilmente annoiabile…anche a me ste finte serate rompono e non sai quanto. Se le persone non mi nutrono io non ci so stare! …e poi alle amiche suggerisci di vedere il film ”le fate ignoranti”…magari un po’ si svegliano! un abbraccio grande veronica

  4. speakermuto dice

    “Il fatto è che non ci sono riferimenti culturali nemmeno per i bambini. Favole o cartoni animati in cui i protagonisti dimostrano affettività verso persone dello stesso sesso.”

    Ma la casa editrice Lo Stampatello? 🙂

    • Sì, ma in quanti la conoscono? A casa nostra li abbiamo più o meno tutti i libri editi da loro, ma gli amichetti dei miei figli non sanno nemmeno che esistono. Io mi riferivo in larga scala. Anche se ci sono dei miglioramenti (penso agli ultimi della Disney).

  5. Ciao,
    non ti avevo mai letto prima, quindi non volermene se non conosco iil tenore dei tuoi post precedenti o il tipo di lettori di questo blog.
    La premessa è questa: concordo dall’inizio alla fine con quello che hai scritto. Però permettimi di chiederti una cosa: nell’header del blog leggo “una donna, una mamma, una lesbica”.
    Ti chiedo, senza polemica, ma con sano spirito critico: non è già questa un’autodiscriminazione? Non stai, in qualche modo, legittimando una persona estranea a “catalogarti” come lesbica?
    Ripeto: non ho intenti polemici, ti ho letto con molto gusto – e probabilmente continuerò a farlo.

    • Ciao, Goccio. Benvenuto. Ti rispondo molto volentieri 🙂 Gli headers dei blog sono – per loro natura – categorizzanti. Se avessi deciso di scrivere un blog di cucina o di fotografia, avrei messo comunque una frase che aiutasse i lettori a capire in breve quali fossero gli argomenti trattati. Sarebbe stato una roba tipo: “Una cuoca, una pasticcera” oppure “Una fotografa con gli occhiali”. Insomma la categorizzazione qui serviva ad orientare. Se sei una sentinella in piedi, magari il mio blog non t’interessa e vai oltre.

      E poi, oltre a “Una donna, una mamma, una lesbica” c’è il “what else” – come a voler far intuire che ovviamente non sono solo questo (sono pure una golosa amante della pizza, una divoratrice di libri, una curiosa cronica – ma non potevo scrivere tutto ;). E nella scelta di definire, inevitabilmente si discrimina.

      Spero di leggerti ancora 🙂 Grazie del commento

      • Se ci fosse stato “cuoca” nell’header, e magari la tua amica ti avesse presentato come tale, non sarebbe esistito questo post. Quello che voglio dire è che se per autodescriverti scegli proprio la parola “lesbica”, allora non è un po’ come cucirsi addosso una discriminante sessuale?
        Se io scrivessi feticista (o ritenessi la parola “feticista” come una di quelle in grado di descrivermi), allora forse non mi meraviglierei se mi presentassero con un “lui è il mio amico feticista”.
        Grazie della risposta!
        p.s.: ho letto altri post nel frattempo, complimenti per il blog e l’arguzia.

        • Io dubito che la mia amica si sarebbe sperticata a presentarmi come Veronica – la cuoca. La parola lesbica non è discriminate di per sé, ma dipende dal contesto in cui viene usata. Il feticismo è un comportamento sessuale, non un orientamento. Sono questioni diverse 😉 Grazie, sono felice ti piaccia il blog 🙂

    • Hime dice

      Beh, si è anche catalogata come mamma, ma la sua “amica” non ha detto Ti voglio presentare Veronica. Sai la mia amica madre di cui ti ho parlato?

  6. Frafru dice

    Mio figlio di 4 anni un giorno è venuto a casa e mi ha chiesto se ci si può sposare solo tra maschio e femmina. Io gli ho spiegato che purtroppo in italia Sì, ma che in altri stati invece si sposa la persona che si ama, perché quello che conta è amare e rispettare. Sono riuscita a fargli capire il concetto e a passare il messaggio che non si fanno categorie, al punto che qualche giorno dopo mi ha detto di punto in bianco con tono esasperato ” ma basta, basta, basta con le storie solo maschio e femmina! Anche maschio e maschio o femmina e femmina si vogliono bene, che noia solo maschio e femmina!” . Io davvero spero che la sua generazione faccia la differenza nel futuro prossimo venturo, e che tra venti anni non si senta più il bisogno di classificare una persona in base all orientamento sessuale: ma il problema sono sempre i genitori.
    Mio figlio sa che ci sono uomini che amano donne, uomini che amano donne, donne che amano uomini, donne che amano uomini, donne in corpo di uomo, donne con gli occhiali, uomini biondi, uomini mori, donne alte, donne basse. E quindi? Cioè davvero, e quindi che differenza c è, cosa frega a noi se uno ha i capelli rossi o è gay? che differenza c è? Sono tratti personali che non ci riguardano!

      • Frafru dice

        Io davvero a mio figlio cerco di insegnare a partire dal mio esempio che non esistono codici unici e che nessuno va mai preso in giro perché è diverso da noi: anche noi siamo diversi dagli altri! Lui sa che non c è motivo di prendere in giro chi ha gli occhiali o le protesi (il papà è miope, io sono sorda), chi ha una pettinatura particolare, chi guarda una cosa alla tele, chi si veste in un certo modo.
        Quando capitava di descrivere una persona di colore, non abbiamo mai fatto riferimento alla sfumatura della pelle perché volevamo che non la usasse come prima descrizione, quindi cercavamo di fargli ricordare l occasione in cui l avevamo vista, cosa aveva fatto. Solo di recente abbiamo aggiunto appunto il colore della pelle, ma come potremmo aggiungere se ha i capelli lisci o ricci.
        Idem per la sessualità: la cosa che conta, l unica cosa, è l amore, il rispetto, la tenerezza.
        Sa che ci sono donne che si amano, mamme e papà che si vogliono bene ma solo come amici e non vivono più insieme, uomini che vanno dal dottore che li aiuta a sembrare anche fuori le donne che loro si sentono perché la natura a volte si sbaglia e fa pasticci, come se lui si sentisse tizio e invece quando si guarda allo specchio si vede Caia.
        Ha 4 anni ma tutti questi concetti li ha fatti suoi con grande naturalezza perché noi, spero, siamo riusciti a trasmettere il rispetto per la persona e il giudizio per come si comporta dal punto di vista etico, e non in base a come si veste, a dove vive, a chi ama

  7. L’altra sera si scherzava col mio compagno, sua sorella e il fidanzato di lei. I due giovincelli ci chiedevano cosa avremmo fatto avendo figli omosessuali, il mio compagno si è girato verso di me e con tono serio e preoccupato mi ha chiesto “Ma tu cosa faresti se tua figlia venisse a dirti Mamma, sono etero?”
    Tutti a ridere, ma ha reso benissimo l’idea.

    • ElleBi dice

      Vedo che questa cosa dei figli omosessuali sta diventando una specie di ossessione per alcuni. Poco piu di un anno fa, in visita con mia figlia di 2 mesi ad un’amica incinta lei mi chiese se io e il mio compagno avessimo già pensato al futuro di nostra figlia e a quali sarebbero state le cose che ci avrebbero dato fastidio. Davanti alla mia faccia stranita e perplessa lei aggiunse (manco a dirlo): a noi darebbe fastidio se nostra figlia fosse lesbica, anche perchè ultimamente è diventata una moda (questa ve la spiego un’altra volta). Irritata dalla situazione e considerando che questa persona è molto religiosa io risposi “a me darebbe fastidio se mia figlia fosse bigotta”.

      • Non è difficile da capire. Molti fanno sfoggio di apertura mentale, ma solo perché la situazione non li tocca da vicino; chi pone questa domanda spesso si sente punto sul vivo, si sente in colpa per non essere altrettanto aperto, e quindi colpisce là dove pensa faccia più male.
        La risposta del mio compagno, infatti, era più che altro mirata a far capire l’idiozia della domanda, come se gli avessero chiesto “E se tuo figlio fosse basso cosa faresti?”

      • ElleBi dice

        questa tizia sostiene che al giorno d’oggi molte donne rimaste sole (divorziate, etc.), con figli, si professino lesbiche e vadano a convivere con un’altra donna per condividere spese, gestione dei bambini e cosi via, ma che in realtà non siano veramente lesbiche. Confessa Veronica, lo fai solo per risparmiare soldi 😀 bah!

        • Aspè. Fammi capire. Questa sostiene che una si professi lesbica per mascherare la tirchiaggine?! E per quale motivo dovrebbe attirarsi le ire di 3/4 della società civile, quanto potrebbe convivere con un uomo e non avere problemi? [Sì, beh, io ovviamente lo faccio per moda&convenienza :D]

      • ElleBi dice

        non è solo per risparmiare soldi, ma secondo lei è piu facile condividere una casa con un’altra donna, che ha piu o meno i tuoi stessi problemi… ci si capisce meglio, etc. Il che puo anche essere giusto, ma da questo a far finta di essere lesbiche non vedo davvero cosa ci si guadagni. Ci fosse una legge che favorisce le unioni omosessuali potrei anche capire. Forse fa rimorchiare piu uomini? 😀

  8. figuraccia fatta da me: incontro Giulia, compagna delle elementari, sotto casa mia. saluti baci e abbracci poi mi dice “sono qua perché la mia compagna lavora in quel bar lì” e io “ma… quella che ha la bimba?”, “e cosa vuol dire se ha una bimba?” (era già, GIUSTAMENTE, sulla diffensiva) e io “te la sei presa giovane!!! avrà 30 anni!!!!”…. “no, 28…”

  9. Ma la cosa che scazza, passami il termine, collega, è la necessità di “classificare” un rapporto, come si fa con una provetta di un qualsiasi farmaco generico. Quasi a dire :<> E’ diventato quasi un dovere, una buona maniera. Io credo di essere ancora troppo giovane per sapere cos’è l’amore, ma di certo so che un rapporto, homo, etero, o via dicendo, se è amore amore resta. Poi le classificazioni non servono a niente.

  10. Teresa dice

    Brava Veronica! La “risposta piccata” valeva la serata secondo me. Ben fatto 🙂

  11. scusatemi, ma lo “stupore muto” del fanciullo non è degno di nessun commento, non ha alcun valore umano?

  12. Diego dice

    In Italia siamo un po’ indietro con la mentalità , ma per evitare qualche altra cena noiosa organizziamo una cena self service, dove la gente si deve cucinare e almeno si evitano una buona parte di discorsi cretini . 😉

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