Nuda veritas
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E si fa presto a dire “bidet”

Il bidet. Alzi la mano chi non lo conosce. Per noi italiani è uno di quegli oggetti che, nella vita, inizi a dare per scontato fin dalla tenera età.

Cori – poco angelici – di mamme di svariate generazioni ci hanno perseguitati, nelle fasi idrofobe della vita, con il richiamo ancestrale di:

Ti sei lavato tutto? I denti? I piedi? E ti sei fatto il bidet?

E il bidet si fece verbo. Perché, se non si vuol rischiare di essere prosaici, il vaso da abluzione intima, diventa la parafrasi più politically correct dell’ampolloso “lavarsi le pudenda” o “lavarsi il sedere + l’oggetto che avete sulle retrovie anteriori”. Ci siamo capiti, non sollecitate la mia toscanità verace.

Dicevamo. Codesto oggetto, facendo un rapido giro sul web, è considerato indispensabile principalmente dagli italiani, a seguire dai greci, dai brasiliani, dagli argentini e dagli spagnoli. Quasi del tutto sconosciuto o poco apprezzato dal resto dell’umanità.

Ha un nome francesissimo et très chic, perché il suo inventore è stato un tale Christophe Des Rosiers che in pieno barocco decise che, alla Reggia Di Versalilles, il bidet sarebbe dovuto diventare uno di quegli oggetti mai più senza. Invece gli disse male e i francesi lo snobbarono al grido di:

Liberté, Égalité, Fraternité…pas de bidet!

E fu così che dalla Reggia Di Versailles sparì nel giro di pochi decenni. E la sua presenza venne relegata nelle case di malaffare. Dal che si desume che le donne da postribolo fossero molto più attente all’igiene intima della Regina. Ma tant’é.

Perché mi sono messa a scrivere l’ontogenesi del bidet?

Perché mi sono autoconvinta che nella mia casa abbia preso dimora un perfido fantasma francese, molto rivoluzionario e poco amante degli sciacquettamenti alle parti basse.

Nel giro di una settimana, di bidet, ne abbiamo fatti fuori ben due.

bidet 1

Bidet fracassato numero uno

Il primo è stato squartato da una bocciona di soluzione fisiologica (che usiamo per le lenti a contatto) che improvvisamente ha deciso di suicidarsi gettandosi dalla mensola. Per fortuna siamo una famiglia di zozzi e in quel momento, a cavalcioni del bidet, non c’era nessuno.

[Che poi ho scoperto che il bidet si dice anche “pony”. Ora, io non me la voglio immaginare nemmeno, una frase del tipo:

Tranquilla mamma, mi sono fatto il pony. Ora posso andare a dormire.

Se è universalmente noto come bidet, meglio così e non indaghiamo oltre.]

Bidet 2

Bidet fracassato numero due

Il secondo, invece, si è sfranto (bello nuovo di pacca) mentre stavamo cercando di incassarlo nel muro. È scivolato e ciao. Adieu, mon petit bidet.

Attendiamo con ansia di vedere se riusciremo a montare il terzo. Anche perché in 5 – con un bagno e senza bidet – è una sfida che non siamo in grado di affrontare.

Nel frattempo mi  è venuta in mente questa bellissima canzone della BandaBardò – Il bidet e la rivoluzione. Se non l’avete mai sentita, merita un ascolto.

non si può nulla contro l’ignoranza
ma l’igiene si può salvare

Io sto facendo del mio meglio. Il prossimo slogan del blog sarà non più “Una donna – una mamma – una lesbica” ma “Contro l’ignoranza, più diritti e bidet per tutti”.

Che poi, in questo Paese, di facce che la mattina potrebbero essere lavate nel bidet ce ne sono anche troppe.

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  1. “pas de bidet” LOL.
    Comunque per completare il quadro storico, pare che lo avessero i Borboni a Napoli, il siddetto miracoloso oggetto. Ma quando giunsero i Savoia per unificare l’Italia, pare che catalogarono il bidet come “oggetto di uso sconosciuto a forma di chitarra” (fantasiosi?).
    Le roi est mort, vive le bidet!

  2. Mi hai fatto scompisciare dal ridere! Il boccione suicida e’ pericolosissimo!!! Nel mio ultimo trasloco, nonostante l’affitto, ho deciso di cambiare i sanitari, il corriere ha distrutto ben due lavandini Ikea, la gentile azienda svedese credo lo rimandi ad oltranza (modificare l’imballo no?) ma la maledizione del lavandino mi ha perseguitata. La terza e’ stata la volta buona, abbi fiducia

  3. ElleBi dice

    la prima volta che sono stata in Francia (3 anni fa) sono rimasta sconvolta di non trovare il bidet nei bagni. Ora in Francia ci vivo e per il momento convivo con questa mancanza, anche se sto già progettando di ristrutturare uno dei due bagni di casa e di mettercelo. Una mia amica che vive in Francia da piu di 10 anni lo mette in cima alla classifica delle cose dell’Italia che le mancano di piu, seguito a ruota dalla panna da cucina. Liberté, Égalité, Fraternité…pas de bidet! è geniale, quasi quasi mi ci faccio una maglietta.

  4. Vorrei dare anche il mio contributo. Non ricordo, ma credo che fosse in Brasile… ne trovai uno che aveva il getto piazzato nel centro, fisso e orientato verso l’alto. Mi chinai per aprire l’acqua ed il getto mi finì direttamente sulla faccia!

  5. Quando si ristrutturò la casa, e si doveva rifare i solai, si prese un appartamento in affitto, una notte cascò lo specchio del bagno con tutta la sua cornice, prima sul lavello, incrinandolo poi sul bidet dividendolo in due.. lo specchio, rimase integro, almeno i 7 anni di disgrazia ce li siamo salvati.. il bello che il proprietario ci aveva detto di stare attenti al bagno, che l’ aveva rifatto nuovo.. perché l’inquilini precedenti lo avevano mezzo distrutto.mezza giornata a raccontarci la storia di quel bagno… e noi si.. si.. tranquillo! Tanto ci si stà solo qualche mese… 🙂

  6. Io, anni fa in vacanza a Sharm, rimasi scioccata nel vedere il water con un doccino interno per lavarsi. Ma che schifooooooo. A Parigi, mia cugina nel suo appartamento in affitto, ha una stanza solo con water. Il resto che di solito trovi nel bagno è dall altra parte del corridoio. Gente strana in giro…

  7. pierangelo dice

    mia cara ti ricordo che il tuo prossimo nido d’amore sarà dotato si’ di un bagno regale
    con bidet ultraconfort ma al p.primo mentre al p.terra troverai un servizio igienico
    molto carino (con un lavandino in stile Mexico e arredi coordinati) ma con un triste doccino
    esterno al water.

  8. Eh, non ci sono più i bidet di una volta! Quello anni ’70 della prima casa dei miei era indistruttibile, ci cascava dentro di tutto e non era lui ad avere la peggio…inoltre era dotato dello spruzzo al centro, con effetto fontana irresistibile per noi piccini 🙂

  9. Blossom dice

    Io il bidet lo odio, è inutile, è scomodo, ruba spazio, fa schifo! Tutti i bidet del mondo devono morire ed i bidettari – gli amanti del bidet – vanno convertiti a tecnologie e tecniche migliori, piú efficaci, comode.

  10. lellacasa dice

    Pare che Bidet fosse il nome del cavallo dell’inventore appunto perché “si cavalca”: Seppur nato in Francia, nelle case dei francesi latita perché in uso nelle case di tolleranza era considerato un oggetto “sporco”. Noi non ne possiamo dare a meno e quando prenotiamo all’estero ci fidiamo solo degli hotel con foto del bagno completa dove il bidet sia ben visibile! 🙂

  11. io ho vissuto a Londra per alcuni anni e là in nessuna casa c’era il bidet ma il motivo era il fatto che ogni giorno ci si fa la doccia e quindi è pressocchè inutile tenere un sanitario che non si userebbe mai. Quindi io faccio la stessa cosa adesso che sono in italia e mio figlio anche. Credo che l’uso del bidet sia più importante per certe persone che vedono sempre qualcosa di sporco proprio là, e poi si lavano così spesso da distruggere persino la flora vaginale e causarsi da sole mille patologie anche gravi. La pulizia è importante ma l’ossessione è cosa ben diversa. Del resto in ogni casa abbiamo una doccia o una vasca da bagno e si può lavarsi mattina e sera non tralasciando nulla.

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