Nuda veritas
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Bambini che giocano sullo scivolo – mamme che giocano con lo smartphone

Ammetto che, come mamma, io sto alla perfezione come Cicciolina stava alla castità.

Però alcuni comportamenti genitoriali mi lasciano perplessa.

Ieri ho portato Britina al Parco. Un posto tranquillo, immerso nel verde e pieno di bimbetti urlo – saltellanti che correvano invasati da un gioco all’altro.

Mi siedo su un panchina e mi guardo meglio intorno. Molti genitori e pochi nonni.

Osservo meglio e noto che sono l’unica mamma che non ha la faccia incollata al telefono. Eh sì, che io sono una di quelle con l’iper connessione cronica.

Sinceramente mi è venuta un po’ di tristezza a vedere tutti questi genitori alienati, intenti a dedicarsi alla loro vita sui social e non alle prodezze infantili dei loro figli.

Qualche povero bambino cercava di ottenere l’attenzione, ma si arrendeva subito al terzo “Mmmm, bravo amore”, detto senza nemmeno guardalo in viso.

Il Nobel per la genitorialità, però, va alla mia compagna di panchina.

Quando sono arrivata lei era già lì, intenta ad interagire con il suo telefono. Dopo circa una ventina di minuti, alza gli occhi con fare smarrito e mormora

– Ma i miei figli? Sono spariti!

Al che mi aspettavo che alzasse le chiappe e si mettesse a cercarli. Macché. Riabbassa lo sguardo sullo smartphone e continua la sua attività.

Nel frattempo mi alzo, metto Brita sull’altalena, la spingo, raccogliamo un mazzolino di fiori e mi rimetto a sedere.

La tipa è ancora lì.

Passano almeno altri dieci minuti e lei mi ripropone la stessa scena.

– Ma i miei figli? Boh…

A quel punto, con estrema lentezza, ripone rassegnata il telefono in borsa e si alza a cercare la sua prole.

Non l’ho più vista tornare.

Chissà se li ha ritrovati. Magari erano andati a comprarsi un cellulare per poter riuscire finalmente ad interagire con la loro mamma.

parco giochi

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  1. Premesso che io calzo alla perfezione alla stessa equazione, solo, forse, nel ruolo di Moana, mi affianco a te nella tristezza. A volte però, per fustigarmi sempre un pochino e non perdere l’allenamento alla menata mentale, penso che i miei figli, con i miei occhi sempre incollati, perdono in indipendenza. Certo, però, magari sceglierei un libro se proprio dovessi perderli di vista al parco. Cosa impossibile, del resto, che il Tigre gironzola dalle mie parti, in cerca di pietre e foglie da portare in regalo ai suoi camaleonti e la Pulcetta non farebbe a meno delle spinte all’altalena di sua madre neanche per tutto l’oro del mondo.

    • Sì, ma infatti nemmeno io gli sto incollata. E ogni tanto occhieggio anche al telefono. Però alienarsi è triste. Alla fine crescono così velocemente 😉

      • Già! Non so tu, ma io non lavoro e quindi ci passo molto tempo. E, anche se reclamo il mio tempo “da adulta”, e’ bello anche raccogliere dei fiori assieme, giocare a rincorrerli, guardare fra le foglie. Per la totale indipendenza avranno tempo. E per l’indifferenza da parte del genitore, mi dispiace ho capito che non sono tipo. 🙂

        • Io lavoro, ma ho la possibilità di organizzare i miei tempi e potermi prendere cura di loro. Hai detto bene, un conto è educarli all’indipendenza, un conto è abituarli all’indifferenza.

  2. Tristezza al cubo…
    Io ne avrei da raccontare di cose che ho visto e sentito…poi ci si stupisce che i bimbi crescano con tare e problemi.
    Sono dell’opinione che molta gente dovrebbe fare un esame di coscienza prima di figliare.
    Io l’ho fatto, sarei una pessima madre anche se sono un’ottima zia.
    I danni si dovrebbero prevenire…tutti così assorti in sé stessi, se non si ha un minimo, dico un briciolo di propensione alla rinuncia di sé per un’altra creatura meglio lasciar perdere.
    Poi cosa ci sarà dietro lo schermo quando davanti hanno la vera e pura meraviglia?
    Mah…

    • Verissimo. Ci si può realizzare come donne facendo anche a meno della maternità. Non che io sia ineccepibile, non mi fraintendere, ho mille cose da fare, spesso sono una persona con la testa fra le nuvole, però cerco di essere “presente” con loro. E soprattutto mi piace farlo, anche se a volte è stancante 😉

  3. effe dice

    allucinante, eh?
    io non ho l’età per essere mamma, ma ho fatto la baby sitter per anni (nonchè zia di numerosa prole) e quando portavo la bimba al parco sotto casa la scena era la stessa!!!
    e qui ci sono così tanti genitori che hanno perso i figli, che ormai ci sono 4 coppie di vigili che passeggiano per il parco a fermare “bimbi smarriti”!!!

    certi genitori sarebbero da denuncia!

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