Nuda veritas
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Brita e i drammi dell’abbigliamento. Una cinquenne stilosa.

Da qualche tempo la mia cinquenne pare essere particolarmente attenta al suo abbigliamento e a quello altrui.

Non c’è mattina che non si metta a discutere sull’abbinamento dei vari capi di vestiario, sulla scelta dei colori e delle fantasie. Coordina persino i calzini. No, dico…

Per una madre come me, che la sera si sfila i pantaloni insieme a mutande e calze e che la mattina dopo recupera i vestiti sparsi a casaccio sul pavimento, è una vera tragedia.

E le sue compagne di asilo non mi sembrano diverse. Oggi mi dice:

– Mamma, a me piace tanto come si veste Linda, a te?

– [Non avendo la minima idea di chi sia questa bambina] Non saprei. Cosa ti piace?

– Lei si mette sempre delle cose rosa, ha delle gonnelline molto belle, tutte coi fiori e i cuori.

– Sì, ma anche i tuoi vestiti sono belli. O no?

– Sì…peròòòò lei oggi ha detto che la sua nonna le ha regalato un vestitino “da urlo”

[—]

– Mamma, ma se il vestito la fa urlare, vuol dire che le fa male???

brita e l'abbigliamento

#muoro

Però, forse, ho dei margini di speranza. Vero che non diventa una figa di pongo?

21 Commenti

  1. Il vestito che fa male è una battuta ottima, credo che la riciclero’ col suo permesso. Visto che anche i miei abbinamenti sono da urlo, ma è più un urlo di terrore, essendo anche io una cultrice del vestiario sparso ovunque a fine giornata e recuperato al buio la mattina successiva.

  2. Giulia dice

    Ma no che non diventa una figa di pongo, è solo in quell’età in cui essere “uguali agli altri” è la cosa più importante 😉

  3. francesca filippelli dice

    Mio figlio di 8 anni è quello che ”porta” la novità (che poi la copia dai cugini piu grandi di lui di 10/15 anni) e non solo i compagnetti di classe lo ”copiano” ma anche molti altri.

    Mia figlia quasi 13 enne è sempre stata poco esigente ma anche un po’ insicura; vuole un abbigliamento diverso tutte le mattine (da quanto aveva 4 o 5 anni) ma la responsabilità è mia: vi lascio immaginare se dai compagni riceve un’eventuale critica poco carina…povera me!!

    Al nuovo acquisto, il piccolo sceglie molto in base al suo vero gusto; la sorellina si attiene di piu a quello che vede tra le coetanee.

    Insomma fare la mamma è molto difficile ma…anche divertente tanto figo e spesso da ”URLIiiii”: oggi indossi questo e bastaaaa!!

    (( p.s. sono le zitelle che fanno vera vita sana! 😉 ))

  4. Si sta esercitando a essere una persona, e non solo una figlia. Perché non prenderla sul serio?
    (Che poi magari le resta in gola il desiderio dei cuori e fiori rosa. E se ne esce a 35 anni con un fanatismo per Hello Kitty).

    • Lo spauracchio del fanatismo per il gatto senza bocca mi ha impietrito. E, scherzi a parte, concordo che sia giusto farle esprimere i propri gusti 😉

  5. ElleBi dice

    se ti puo consolare, anche io intorno ai 5 anni ho attraversato la mia fase “rosa”… fase che si è esaurita entro i 7 anni. Da allora il rosa lo detesto (vedi svariati commenti a precedenti post)

  6. Non sperare che i tuoi figli crescano a tua immagine e somiglianza, ne rimarresti delusa. Puoi dare a loro dei valori, ma se diventerà o meno una figa di pongo non puoi prevederlo. Ho l’esempio di mia figlia, a dodici anni passava mezz’ora allo specchio prima di uscire per andare a scuola, trascorreva le giornate a limarsi le unghie e stirarsi i capelli. Il resto lasciamo perdere, fino ai 16 anni è stato un incubo……. Poi si è tranquillizzata, ma ci ho messo del mio…. Si è un po’ affievolita quella speranza che avevi acceso? 🙂

    • Ahahaha. No, anzi ; ). Non vorrei davvero trovarmi due “mini me”, di questo sono certa. Però, sinceramente, mi dispiacerebbe crescesse con l’ansia dell’apparire 😉

  7. Mia figlia le mode le fa. Nel senso che la sua migliore amica la copia. Ora, alla soglia dei 5 anni, è nella fase smalto, mani e piedi sempre smaltati, dita comprese perché non sta ferma. Però ha i suoi gusti, che io cerco di instradare perché intollerabilmente kitsch…diciamo che non mi somiglia ma troviamo un punto di contatto.

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