Nuda veritas
35 Commenti

A chi c’è stato per poco, ma resterà per sempre

Mi ricordo il ghiaccio dentro il cuore quando un medico, senza nemmeno guardami, mi ha detto che il tuo battito non c’era più. So di aver messo la mia mano sulla pancia, come a volerti proteggere, aggrappandomi ad un contatto che ormai non era più di carne e sangue.

Mi ricordo l’attesa spezzata. Ha lo stesso colore del neon della sala operatoria. Quello che per il personale era banale routine per me era uno strappo, un lutto prematuro. Un vuoto che si creava ingoiando le mie viscere e le mie speranze.

Mi ricordo le lacrime che mi sono rimaste incollate sul viso quando mi sono svegliata dall’anestesia. Le voci confuse nei corridoi amplificavano le urla soffocate del mio silenzio.

Il dolore può avere mille volti, ma il tuo visino potrò solo immaginarlo.

E ancora, la notte, ti piango.

Crediti foto: http://lauragiancarlo.blogspot.it/

35 Commenti

  1. Panta Rei dice

    Questa credo sia una di quelle cose che un uomo farà sempre fatica a capire. Sono in pochi, credo, a riuscire ad essere così intelligenti e a volerti così bene da immedesimarsi così tanto da riuscire a provare lo stesso tipo di dolore. Spero il tuo compagno fosse tra questi e ti abbia supportato al meglio, una donna in queste cose non dovrebbe essere lasciata sola, mai.
    Un abbraccio <3

    • Verissimo, Panta Rei. Si, mi è sempre stato accanto. Anche se sicuramente abbiamo vissuto la cosa in modo diverso. Per quanto si possa essere sensibili ed empatici, credo possa capire in profondità solo chi ci è passato. Ricambio l’abbraccio di cuore

  2. Però quell’immagine, il monumento al bambino mai nato, non si addice al tuo lutto: quello è il bambino volontariamente abortito, che perdona la sua mamma che non l’ha voluto, ma non è il tuo caso.

    Del trauma post aborto parlo qui, dove utilizzo un’immagine di quello stesso monumento, http://donnaemadre.wordpress.com/2014/02/08/il-trauma-postaborto/ , ma a te dedico questa, http://donnaemadre.wordpress.com/2007/07/10/per-un-bimbo-mai-nato/ , che parla del tuo stesso dolore.

  3. Ti abbraccio forte!
    Purtroppo ho vissuto lo stesso lutto e so quanto faccia male, ancora di più perché spesso è vissuto molto interiormente, mentre il resto del mondo ti dice, legittimamente, di guardare avanti…

  4. Sí, solo chi c’é passato sa di cosa parli. Ed é un dolore che rimane tra le pieghe del cuore. Ti abbraccio, se me lo permetti.

  5. lenny dice

    Io ho un fratellino mai conosciuto.e’ voluto nascere troppo presto e ha visto la luce x pochi minuti. Ma e’ una parte di me..quando lecose sono faticose so che c’e la sua presenza.. e anche il tuo bimbo rimane Cmq parte di te..un abbraccio forte

  6. Babi dice

    5 anni e 2 bimbi dopo, il mio cuore sanguina ancora un po’. Però mi piace pensare che mi abbia mandato due fratellini per farmi sentire un pochino meno la sua mancanza. Ti abbraccio, di uno di quegli abbracci che avrei tanto voluto avere io in quel periodo, quando sembrava che quel bimbo fosse esistito solo per me…

  7. alessiox1 dice

    Io sono un uomo quindi non posso capire neanche lontanamente cosa si possa provare , deve essere una cosa spaventosa, be pensare che un altro essere umano stia crescendo nella tua pancia e che si spenga cosi penso che sia una cosa terribile, il fatto di poter rimanere incinta e forse la cosa che “invidio” di può delle donne pensare che un altro essere umano sta crescendo dentro di te e che sarà li per 9 mesi e poi farlo nascere.

  8. Elsa dice

    Un aborto spontaneo al secondo mese. Una gravidanza extrauterina e la paura di non poter diventare madre. Poi è arrivato Matteo.
    Tuttavia il dolore per quelle due piccole vite che si erano spente dentro di me non passava. Allora, mentre guardavo commossa Matteo dormire sereno, ho inventato una storia per me.
    C’era una volta un superbebè partire dalla sua stella per raggiungere mamma e papá che lo stavano aspettando. La prima volta era troppo stanco e fu costretto a tornare indietro. La seconda sbagliò strada. La terza finalmente li raggiunse, anche se la sua astronave si schiantò all’arrivo (cesareo d’urgenza!)
    Poi un’altra gravidanza extrauterina ed è arrivato anche Giorgio.
    Per anni quando incontravo una panciona, mi sentivo a disagio. Come se non fossi stata tanto fortunata ad avere due bellissimi bimbi. Credo fosse ancora il dolore per quelle tre gravidanze troppo brevi. Comunque la favoletta un po’ ha aiutato.
    Un abbraccio.

Rispondi