Mese: maggio 2014

La reazione di Lei alla consegna dell’anello

Dal momento che la saga dell’anello di fidanzamento vi ha appassionato, vi racconto come è andata a finire. [Se vi siete persi la prima parte, leggete qui]. Ero divorata dall’ansia di consegnare a Nina il brillante che,  dopo aver fatto più giri di un criceto sulla ruota, avevo comprato per lei. Avevo aspettato il fine settimana successivo. Tutto era organizzato nel dettaglio. Avevo prenotato un tavolo in un ristorantino molto romantico in riva al mare. La cena era stata semplicemente perfetta e il posto sobrio ed elegante. Dopo, l’avevo invitata a fare una passeggiata sul lungo mare. L’aria era fresca e non c’era molta gente in giro. Così, ci eravamo sedute su una panchina e a quel punto avevo tirato fuori l’anello. Lei mi aveva abbracciato al colmo della felicità, sussurrandomi “Ti amo”. Questo è quello che sarebbe dovuto accadere, almeno nel film che mi ero proiettata nel cervello. Immagino che non ci abbiate creduto. E avete fatto bene. Perché la realtà è stata ben diversa. Quindi, riponete i fazzolettini. Dopo aver girato tipo 3987497613 oreficerie, riesco a …

Quando Lei regala un anello di fidanzamento a Lei

E arriva quel magico momento, in cui, vittima di 30 anni di film romanticoni e romanzi strappalacrime, decidi di regalarle un anello di fidanzamento. Già il solo pensiero mette in subbuglio, impossibile prevedere che reazione avrà lei nel momento in cui le porgerai la fantomatica scatolina contenente il distillato del tuo ammmore. Nella mia mente si dipanano varie scene: #1 Lei, commossa, mi abbraccia con tenerezza e passione e mi dice che è il regalo più bello della sua vita #2 Lei mi guarda irritata e mi dice che sono demodè e avrebbe preferito un kit di brugole #3 Lei, commossa, mi abbraccia con tenerezza e passione. E mi dice che avrebbe comunque preferito un kit di brugole Vabbè, meglio non pensare. Mi metto alla ricerca del prezioso simbolo d’ammmore. Così mi faccio coraggio ed inizio la peregrinazione delle gioiellerie alla ricerca dell’anello giusto. Infilo il primo negozio. Una di quelle rinomate oreficerie del centro storico, con una vetrina sontuosa e luccicante. Mi accoglie una commessa di mezza età, con sorriso professionale e passo sinuoso. – …

Bambini che giocano sullo scivolo – mamme che giocano con lo smartphone

Ammetto che, come mamma, io sto alla perfezione come Cicciolina stava alla castità. Però alcuni comportamenti genitoriali mi lasciano perplessa. Ieri ho portato Britina al Parco. Un posto tranquillo, immerso nel verde e pieno di bimbetti urlo – saltellanti che correvano invasati da un gioco all’altro. Mi siedo su un panchina e mi guardo meglio intorno. Molti genitori e pochi nonni. Osservo meglio e noto che sono l’unica mamma che non ha la faccia incollata al telefono. Eh sì, che io sono una di quelle con l’iper connessione cronica. Sinceramente mi è venuta un po’ di tristezza a vedere tutti questi genitori alienati, intenti a dedicarsi alla loro vita sui social e non alle prodezze infantili dei loro figli. Qualche povero bambino cercava di ottenere l’attenzione, ma si arrendeva subito al terzo “Mmmm, bravo amore”, detto senza nemmeno guardalo in viso. Il Nobel per la genitorialità, però, va alla mia compagna di panchina. Quando sono arrivata lei era già lì, intenta ad interagire con il suo telefono. Dopo circa una ventina di minuti, alza gli occhi con fare …

Brita e i drammi dell’abbigliamento. Una cinquenne stilosa.

Da qualche tempo la mia cinquenne pare essere particolarmente attenta al suo abbigliamento e a quello altrui. Non c’è mattina che non si metta a discutere sull’abbinamento dei vari capi di vestiario, sulla scelta dei colori e delle fantasie. Coordina persino i calzini. No, dico… Per una madre come me, che la sera si sfila i pantaloni insieme a mutande e calze e che la mattina dopo recupera i vestiti sparsi a casaccio sul pavimento, è una vera tragedia. E le sue compagne di asilo non mi sembrano diverse. Oggi mi dice: – Mamma, a me piace tanto come si veste Linda, a te? – [Non avendo la minima idea di chi sia questa bambina] Non saprei. Cosa ti piace? – Lei si mette sempre delle cose rosa, ha delle gonnelline molto belle, tutte coi fiori e i cuori. – Sì, ma anche i tuoi vestiti sono belli. O no? – Sì…peròòòò lei oggi ha detto che la sua nonna le ha regalato un vestitino “da urlo” [—] – Mamma, ma se il vestito la fa …

Sii lesbica, ma con moderazione. Per una vita a misura di omofobo

Da poco, ho appreso che esiste un gradiente che misura il tasso di manifestazione dell’omosessualità consentito in una società eterosessuale. Ignoranza mia, mi sono detta. E sono subito corsa ai ripari e a documentarmi. Pare che, in codesto assurdo Bel Paese, alcune prassi della comunità GLBT siano considerate socialmente repellenti. Soprattutto per alcuni gruppi estremisti di catto-conservatori che amano fingere di leggere i libri di Bruno Vespa in piedi, in mezzo alle piazze. Quindi  per essere lesbiche – ma etero friendly, è bene attenersi ad alcune regole di savoir faire a prova di omofobo. #1 Don’t ask – don’t tell Ovvero, a meno che sul bus non ti fermi un intervistatore ISTAT e ti ponga la domanda in maniera diretta, evita di dichiarare il tuo orientamento sessuale ed affettivo. Non si capisce perché, ma parlare della propria compagna, pare susciti in questi soggetti (anche detti Sentinelle in Piedi) delle forme allergiche che si manifestano con calli alle piante dei piedi. #2 Vestiti come farebbe il camaleonte Rispetta gli stereotipi di genere, come fa il prossimo tuo (se etero – bigotto). …

La festa di compleanno doppia carpiata

I miei due nani sono nati entrambi a maggio. Ariele il 14, Margherita il 20. Perché io sono una mamma previdente e partorisco a primavera. Come le alci, i cervi e gli unicorni. Ora, io adoro i bambini, ma non sopporto le feste. Mi fanno male le orecchie solo al pensiero. Credo di essere affetta da una singolare patologia che risponde al nome di partyphobia. Praticamente inizia a venirmi un gran mal di testa, mal d’orecchie e senso di vertigini. Nei casi più gravi anche un attacco di febbre immaginaria per svicolare dagli inviti. Tutto questo preambolo serve in realtà a giustificarmi, perché da quando è nata Miss Brita viene realizzata un’unica festa per ambo i nani. Praticamente funziona così: ognuno di loro invita i propri compagni di classe, buffet condiviso, ma due torte distinte da soffiare al momento clou della festa. La location è un prato in campagna, nella casa dove abitava la mia nonna. Uno spazio molto grande tra gli abeti e la zona del cortile. È fantastico girarsi e trovare bimbetti di età …

Quando fai coming out anche con la segreteria didattica dei tuoi figli

È un po’ che rimando la telefonata alla segreteria didattica. Cambiando scuola tutti e tre è arrivato il momento di sincerarmi che le varie iscrizioni siano andate a buon fine. Così mi decido a vincere la mia atavica pigrizia con le robe burocratiche. – Buongiorno, sono Veronica Barsotti, vorrei avere conferma dell’iscrizione dei bambini – Buongiorno, certo. Mi dica i nomi e la classe – Allora, Ariele Bianchi in prima media – Aspetti…sì, è arrivato il modulo d’iscrizione. Vedo che ha scelto inglese e non i rientri pomeridiani – Bene, poi dovrebbe controllarmi anche Margherita Bianchi, per l’ultimo anno della scuola dell’infanzia – Vediamo…sì, tutto apposto anche per lei. Grazie e buonagior… – ASPETTI! me ne manca una: Margherita Rossi – Scusi signora, ma non era Margherita Bianchi? – Sì sì, quella va bene, ma volevo sapere anche di Margherita Rossi. Per la quinta della scuola primaria – Mmm, scusi ma lei è la madre di chi? – Dei Bianchi, Margherita Rossi è la figlia della mia compagna – Scusi?!?! – Si, ha capito bene. …

A chi c’è stato per poco, ma resterà per sempre

Mi ricordo il ghiaccio dentro il cuore quando un medico, senza nemmeno guardami, mi ha detto che il tuo battito non c’era più. So di aver messo la mia mano sulla pancia, come a volerti proteggere, aggrappandomi ad un contatto che ormai non era più di carne e sangue. Mi ricordo l’attesa spezzata. Ha lo stesso colore del neon della sala operatoria. Quello che per il personale era banale routine per me era uno strappo, un lutto prematuro. Un vuoto che si creava ingoiando le mie viscere e le mie speranze. Mi ricordo le lacrime che mi sono rimaste incollate sul viso quando mi sono svegliata dall’anestesia. Le voci confuse nei corridoi amplificavano le urla soffocate del mio silenzio. Il dolore può avere mille volti, ma il tuo visino potrò solo immaginarlo. E ancora, la notte, ti piango.

Auguri alla mia mamma

Auguri mamma, anche se probabilmente non sono come mi avresti voluta Auguri mamma, perché mi hai insegnato ad essere forte attraverso le tue fragilità Auguri mamma, che non ti rassegni ad essere mamma di una donna e non più di una bambina Auguri mamma, che non te lo dico spesso, ma ti voglio bene    

Sono una brutta persona. Anzi, pessima

Chi pensa che il mio più grande problema sia essere lesbica, si sbaglia. Il vero dramma della mia vita è il mio pessimo carattere. Sono eccessivamente impulsiva e sanguigna, generalmente agisco d’istinto e poi mi trovo a dover raccattare i coccetti dei miei disastri sparsi per il mondo. A questo si alleghino pure i sensi di colpa, che bussano puntuali ogni volta realizzo di aver ferito qualcuno. Sono maldestra, anche emotivamente. Mi commuovo con facilità e rido spesso. Addirittura mi faccio delle fantastiche battute interiori per le quali gioisco in compagnia del mio Ego. Sono spesso con la testa altrove, a volte rispondo a scoppio ritardato perché mi distraggo a seguire discorsi troppo lunghi. In macchina sono una pessima dama di compagnia, mi metto ad ascoltare la musica e guardo fuori dal finestrino. Se qualcuno mi chiede attenzione in quei momenti, come minimo, provo pessimismo e fastidio. Vedo il buono ovunque. Probabilmente non riuscirete a convincermi che Joker fosse davvero così cattivo, secondo me ha solo avuto un’infanzia infelice. Sono convinta che l’Ammore aggiusti tutto – sempre – e …