Immagini che rubano gli occhi. E ti lasciano dentro un granello di bellezza

Era un signore anziano, seduto al tavolo accanto al nostro. Era solo. Mangiava lentamente il piatto che aveva ordinato e sorseggiava un bicchiere gonfio di vino rosso.

Ogni tanto si fermava per guardare il panorama fuori dalla finestra. Una distesa di puntini luminosi, incollati nel buio della notte. Case e lampioni trasformati in coriandoli di luce.

Un pensiero lontano pareva distrarre la sua attenzione.

Un attimo. Cercò qualcosa nella tasca della giacca e tirò fuori un piccolo moleskine nero.

Guardava fuori. E scriveva qualcosa con una mano non più ferma e una calligrafia esile ed arcuata.

Sono rimasta rapita dal calore, appena intuito, della sua penna.

22 commenti » Lascia un commento

  1. …faceva così anche mio nonno, vedovo da quando aveva 35 anni, festività escluse, ha per sua scelta pranzato solo tutti giorni della sua vita, al ristorante, ed anche lui tirava fuori la penna e scriveva poesie…ne abbiamo ritrovate così tante, dopo, da sciverci un paio di libri.
    Mi piace pensare che anche lui venisse guardato con occhi come i tuoi, ed abbia anche lui lasciato granelli di bellezza a qualche sconosciuta. 😉
    ciao Erika

  2. “..E poi ci sono quelli che potrebbero essere definiti gli scrittori impressionisti. La loro dote consiste nel trovare storie. Osservano quello che succede intorno a loro e raccolgono situazioni, stati d’animo e singole scene come ciliegie da un albero. Un gesto, un sorriso, il modo in cui qualcuno si tira indietro i capelli o si allaccia le scarpe. Istantanee che nascondono storie.Immagini che si trasformano in racconto. Vedono due innamorati che passeggiano di sera nel Bois de Boulogne e pensano a dove li porterà la vita. Siedono in un caffè e osservano due amiche che chiacchierano animatamente e “sanno” già che presto una tradirà l’altra con il suo fidanzato. Si chiedono dove andrà la donna con gli occhi tristi seduta in metropolitana con la testa appoggiata al finestrino”.

    Appena ho letto questo frammento nel libro che sto leggendo mi è venuto in mente questo post. 🙂

  3. grazie 🙂 Vorrei chiederti se tu scrivi storie oltre a scrivere qui sul blog. Ma forse è una domanda invadente.

  4. me lo immaginavo 🙂 in realtà volevo chiederti un’altra cosa 🙂 ma magari te la chiedo poi in privato.

  5. ogni volta che lo leggo mi piace, come fosse la prima volta. Posso chiederti cosa ne pensi delle casualità? o forse è più giusto dire degli incontri casuali, non so. Per esempio quando finisci lezione all’università e fai quello che devi fare, vai in bagno, ti sistemi i capelli, tiri fuori la maglia più pesante che hai nello zaino e poi esci dalla facoltà. E proprio lì, fuori dalla facoltà, vedi una persona che già hai visto in un altro momento, tempo fa. E incroci il suo sguardo. E sorridi, pensando alla bellezza della vita.

  6. Non lo so, il destino mi fa pensare a qualcosa di necessariamente determinato, mentre il caso a qualcosa che è stato ma poteva anche non essere, legato alla contingenza. E forse certi incontri possono essere spiegati proprio dal caso, cioè una persona fa quello che deve fare e l’altra persona lo stesso e poi per caso si incontrano.

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