Nuda veritas
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La mia fidanzata è Macgyver

Metti che pianifichi una bella gita fuori porta domenicale, in una fantastica location in mezzo alle verdi colline lucchesi.

Una bucolica passeggiata in mezzo ad installazioni di arte contemporanea con tutti e 3 i nani al seguito.

Arriva l’ora di pranzo e ricarichi i 3 virgulti iper eccitati in macchina. Metti in moto e il pedale della frizione esala l’ultimo “stiò” della sua longeva vita.

E il pedale cade esangue sul tappetino. La macchina è ufficialmente priva di frizione.

Naturalmente inizia a piovere copiosamente e i nani sono lagnosi ed affamati.

Prendo in mano la situazione e propongo, con somma felicità dei piccoli, di fermarci a pranzare nel ristorante più vicino ed aspettare di farci aiutare da qualcuno.

La mia fidanzata, presa da orgoglio lesbico, inizia a smanettare col suddetto pedale. Armata di pinze, filo di ferro arrugginito -raccolto in una vigna – e coltello.

Io mi godo la scena di lei vestita figa, mentre con le sue esili manine sporche di grasso, aggeggia senza sosta, sperando di riuscire a risolvere il problema e riportare tutti a casa sani e salvi. Passano i quarti d’ora, ma l’equipaggiamento improvvisato del meccanico de’ noantri, non sortisce l’effetto desiderato.

– Passami il coltello che creo un collegamento con il filo del pedale, utilizzando il laccio del casco da bicicletta di Brita e un elastico per capelli.

La guardo come avessi visto la madonna che gioca a calcetto.

Per me, la “frizione” è solo un massaggio del corpo praticato in maniera energica. Ma lei non demorde, io mando le nane a correre in un prato e lascio lei ed Ariele a giocare ai meccanici incompresi.

Dopo vari tentativi, stranamente non fruttuosi, la mia amorevole fidanzata, zozza di grasso, decide di chiedere aiuto.

Chiamiamo San Giuseppe (il mio ex- marito)  che arriva con pinze e filo di ferro.

Nina ha la stessa perseveranza di Colombo nello scoprire le Indie, non si arrende. E si rimette a smanettare. E per questo che lei ha vinto delle medaglie d’oro e io perdevo pure a “un, due, tre, stella!”.

Intanto mi annoio e vado al bar con i bambini. Dopo pochi minuti mi arriva un sms:

La macchina è pronta, ora funziona. Ingrata.

Torniamo al parcheggio e me la trovo tutta sorridente e trionfante, sempre con le mani sporche di grasso. Soddisfatta come se avesse salvato tutti i passeggeri del Titanic – tranne Leonardo Di Caprio.

Sotto mia insistenza ha comunque portato la macchina dal meccanico, ma con l’aria rassegnata di chi fa qualcosa “per far star zitta la moglie”.

20140413_130854 (1)Anche io ho avuto le mie soddisfazioni, come lo spiegare al barista un po’ troppo gentile che a riparare la macchina non c’era mio marito, ma la mia fidanzata.

26 Commenti

  1. speakermuto dice

    Se lo legge mia moglie, questo post, sono fregato. Mi rinfaccerà per sempre di come ho fallito nel riparare una serranda.

  2. Io chiamo mio padre, in queste circostanze. Mio padre è elettrauto, ma quando dico che lo chiamo non intendo dire che arriva a intervenire (anche perché è piuttosto lontano), ma che mi dà istruzioni per telefono. Ci ho fatto partire la macchina collegando i fili, in questo modo. Non so se mi spiego…

  3. francyfili dice

    Ammazza! brava Nina. Prudenza però, non dobbiamo sostituirci a tutti ad ogni costo, specialmente quando siamo con i bimbi in auto.

    In tutta l’avventura, consentimi Vero, chi si merita una lode è il tuo San Giuseppe che ha dato dimostrazione del Vero Amore! Io (forse, mai dire mai) al suo posto sarei venuta in soccorso dei ragazzi e a voi due avrei detto fate come potete…magari prestatevi un asinello! =D =D

  4. Complimenti a Nina! E a casa dei miei tutto ciò che è bricolage/riparazione è sempre effettuato da mia madre, con aiuto della sottoscritta ove possibile.

  5. pierangelo dice

    ora capisco perchè oggi quando le ho chiesto(a Nina) il motivo dell’auto diversa lei è stata molto vaga,dicendomi che aveva combinato un casino poi pero’ risolto “BRILLANTEME”
    ma rimandando tutto alla lettura del blog nelquale avrei trovato sicuramente risposte certe con
    contorno di dettagli particolareggiati
    E non avevo dubbi!!!!FORMIDABLE!!!!!!

  6. ericagazzoldi dice

    Ok, complimenti a Nina *_* … Io so a malapena usare il coltello da tavola… 😉 Mio padre, invece, è un dio del bricolage. Credo di essere il suo fallimento genetico-educativo. xD

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