Nuda veritas
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Quando ero un soldo di cacio

Sono sempre stata una personcina curiosa, tutto mi appassionava e ficcanasavo ovunque.

Passavo ore ad osservare i formicai. Mi pareva incredibile, tutto quel via vai frenetico di esserini microscopici, che parevano correre illuminati da una fede cieca o da obiettivi chiari e definiti. Tutt’ora mi chiedo quali fossero. Ma la risposta, come per molte domande che mi ponevo a 3 anni, non è mai arrivata, ad illuminare la mia, di strada.

Mi sentivo molto più empatica nei confronti delle farfalle, volteggiavano vaporose di fiore in fiore, senza altro motivo apparente, se non la ricerca della bellezza. Potevo passare ore a guardare i loro voli.

Per me tutto ciò che era munito di ali era fantastico e sbalorditivo, mi uccidevo di “super quark” e i documentari sugli uccelli migratori erano i miei preferiti. Trovavo affascinante il fatto che animaletti così minuti, compissero quella ammazzata di viaggio verso l’ignoto, sospinti da un istinto irrefrenabile. Il semplice abbandonarsi alla propria natura e all’istinto, mi ammalia tutt’ora.

Ho imparato a leggere molto presto. E non sono più riuscita a smettere. Tutt’ora i regali che apprezzo di più sono i libri. Persino la ricreazione alle elementari, la passavo immersa in qualche racconto. E anche adesso, non esco di casa se non ho un libro in borsa. Che poi regolarmente semino in giro.

Amavo molto anche scrivere storielle che poi leggevo alle mie bambole, durante i pic nic che organizzavo per loro, nella cameretta che dividevo con mia sorella.

Giocavo con tutto: dalle lego alle Barbie. L’unico che non consideravo molto era Ken. Strano.

Per il resto: collezionavo peluches stravaganti e da grande avrei voluto fare l’esploratrice, la maestra, la mamma, la scrittrice e la cuoca. Direi, che alla fine, ci sono andata vicina.

A volte combinavo anche dei bei casini, per la gioia dei miei.

All’epoca abitavamo al quinto piano, in un attico che si affacciava in una piazza abbastanza trafficata. Spesso andavo dalla nostra vicina di pianerottolo a giocare. La sua casa era un piccolo regno delle meraviglie. Quadri e libri antichi, oggetti d’argento e sculture conferivano all’ambiente quell’aria di maestosità e rispetto che avrei trovato, da grande, solo nelle biblioteche e negli archivi.

Passavo molto tempo sul suo tavolo rotondo a leggere, scrivere e disegnare, aspettando l’ora della merenda, che spesso consisteva in due belle fettone di pane imburrato con le alici sott’olio. Occhei, lo confesso. È tutt’oggi uno dei miei comfort foods preferiti. Alla faccia dell’alitosi.

Un pomeriggio, decisi di esplorare il suo terrazzo. Era immenso e brulicante di piante di ogni tipo. Dovevo aver girovagato un po’, finché i miei occhi si posarono su una pianta che aveva dei fiori stranissimi. Ognuno era composto a sua volta di altri piccolissimi petali gialli e rossi. Inizia a strapparli uno per uno e a farli volare al vento come dei coriandoli. Fu una sonora pacca sulle chiappe a fermarmi.

– Saresti felice se ti strappassi i capelli e li buttassi di sotto?

Nella mia bimbesca incapacità di collegare causa – effetto non avevo pensato al fiore, ma solo alla bellezza del volteggio. Dovevo esserci rimasta parecchio male, per ricordalo ancora così nitidamente. Forse è da quel momento che detesto i fiori recisi.

A rileggermi, direi che non sono cambiata granché. Anche se ho smesso di indossare gonnelline rosa e farmi le codine ai capelli.
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39 Commenti

  1. Irene dice

    Più che su gonnellina rosa e codini, porrei l’accento sulla posa sbarazzina!!!!

  2. speakermuto dice

    “Tutt’ora i regali che apprezzo di più sono i libri.”
    Ecco, vedi che qualcosa di “strano” ce l’hai? :^)
    Io ho smesso di regalare libri. Le persone vicine a cui fare regali per Natale sono quelle con cui condivido meno interessi.

  3. Sveva dice

    Sembra la sagra della melassa. Ma un po’ di sana cattiveria e un filo di quell’opportunismo insano che è insito nella natura umana non c’è mai in questo blog? avresti molti più estimatori. Così rischi di emulare la Clerici.

  4. ElleBi dice

    stessa faccia da monella di mia figlia… e pure stessa acconciatura, anche se lei per ora ha 4 peli in testa.
    Bella la nuova grafica del blog

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