Nuda veritas
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La storia di Papavera – una favola per spiegare l’omosessualità

C’era una volta un prato. Un prato di quelli che sembrano dipinti da un pittore francese del 900. Un prato inondato di luce, bagnato dalle gocce di rugiada ed accarezzato dalla leggera brezza primaverile.

Vivevano, in questo posto così bello da sembrare fatato, dei fiorellini gialli, così graziosi con le loro coroncine color del sole e i loro steli verde acqua. A guardare meglio, in questa macchia gialla, si poteva notare un’unica, piccola macchiolina rossa.

Era Papavera, una fiorellina diversa da tutti gli altri, che spiccava in mezzo al prato, con il suo colore accecante e i suoi petali vermigli.

Fin da quando era spuntata, aveva suscitato i commenti perplessi dei suoi compagni. Tutti i fiorellini gialli la guardavano male e la prendevano in giro.

– Ehi, testa rossa, hai preso troppo sole?

Oppure:

– Ehi, corona di fuoco, perché non smetti di fare la diversa e ti fai crescere i petali gialli, come tutti noi?

La povera Papavera soffriva molto. A lei, i suoi petali color fuoco piacevano molto, ma a forza di essere presa in giro, aveva finito per odiarli. Avrebbe voluto sentirsi come tutti gli altri e non essere più vittima degli scherzi crudeli dei fiorellini.

 

Illustrazione by Marianna Marigo

I giorni passavano nel bel prato e la primavera avanzava a grandi passi. Papavera era sempre più triste, perché i suoi petali rosso fuoco continuavano ad essere motivo di scherno e di derisione.

Una mattina arrivò volteggiando una farfalla dalle ali arcobaleno. La più bella farfalla che i fiori avessero mai visto. Si posò leggiadra proprio vicino a Papavera e non riuscì a non notare le lacrime che le scendevano lungo i bei petali vermigli.

– Perché piangi? Dovresti essere felice e sorridere, sei un bellissimo papavero!

– Non riesco ad essere felice, perché sono diversa da tutti gli altri fiorellini e tutti mi prendono in giro. A volte, vorrei essere gialla anche io.

– Ma tu non devi essere diversa da come sei! Questi fiorellini gialli non sono cattivi, solo che non hanno mai visto un papavero. Qui vicino c’è un campo tutto rosso, sembra un incendio, da tanto è pieno di papaveri. E sono tutti uguali a te e sono bellissimi e felici.

Intanto i fiorellini gialli ascoltavano in silenzio le parole della farfalla.

– Dici davvero? E nessuno li prende in giro?

– Certo che no! Anzi, ci sono anche altri fiori bianchi, alcuni azzurri, ma tutti vivono insieme allegramente, soddisfatti di essere così diversi tra di loro e di riuscire a formare un prato così bello e colorato! Tutte gli animali del bosco e le persone si fermano ammirate a guardare un prato così variopinto.

Ora devo andare, però tu promettimi che non sarai più triste di essere diversa. Vedrai che anche i fiorellini gialli, che hanno ascoltato questa storia, avranno imparato la lezione.

E così dicendo, volò via, leggiadra come era arrivata.

I fiorellini gialli, effettivamente, iniziarono ad essere gentili con Papavera e a trattarla come uno di loro. Alcuni vollero persino che Papavera raccontasse loro la sua storia.

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E Papavera, da quel giorno, non si sentì più sola e triste e raccontava, a chiunque lo chiedesse, la sua storia

– Prima di arrivare qui, ero un semino trasportato dal vento e il mio più grande sogno era quello di abitare in mezzo a fiorellini come me. Poi un giorno arrivò una farfalla e…

E la storia la conoscete già.

19 Commenti

  1. Babi dice

    Meravigliosa! Posso rubartela e usarla come fiaba della buonanotte? C’è tanto bisogno di leggere storie così… Brava!

  2. Ma tu dici davvero che era un papavero in un campo di fiorellini gialli? Non mi convince. Penso che fosse un fiorellino giallo come tutti gli altri, solo che gli altri fiorellini stavano bene fermi lì nel loro prato, senza altri interessi. Invece quel fiorellino giallo voleva stare in mezzo anche agli altri fiori. Un prato di fiori colorati. Ecco.

  3. Davvero bellissima. Questa mattina l’abbiamo letta mentre aspettavamo che aprisse la scuola ed è piaciuta molto.

  4. Ti ho rubato la storia.. sto scrivendo un libro di filastrocche per la mia nipote/figlioccia. E visto che in famiglia l’argomento è taboo, ho pensato di trasmetterle il messaggio attraverso le rime.. Il mio è un papavero.. ma ve bene cmq no??

    IL PAPAVERO ROSOLINO

    Il papavero Rosolino,
    si sentiva solo e poverino.
    Viveva in un campo di gialli fiorellini
    piccoli, teneri e assai carini.
    Ma ogni giorno, sotto il caldo sole
    veniva preso in giro per il suo colore.
    “Sei rosso, un peperone, e noi gialli e belli”
    dicevano i fiorellini con l’aria da monelli.
    Non c’era nessuno a lui somigliante,
    con quel colore rosso sgargiante.
    Ma un giorno la farfalla Sicismonda,
    che amava i viaggi ed era giramonda,
    si poso’ sul fiorellino sconsolato,
    chiedendo perchè fosse ridotto in quello stato.
    Rosolino racconto’ la sua storia alla farfallina,
    la quale lo consolo’ con aria assai carina.
    “ Ma lo sai che qui vicino c’è un campo di fiori colorati?
    sono rossi, azzurri e alcuni screziati!
    Non sei da solo a essere rosso”
    e Rosolino fu felice a piu’ non posso.
    Anche i fiorellini gialli sentirono la storia che la farfalla aveva raccontato
    e capirono che non si erano comportati bene col papavero colorato.
    Da quel giorno Rosolino non si senti piu’ solo e rattristito
    perchè dei fiorellini gialli divento’ un sincero amico

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