Mese: aprile 2014

Una donna, una mamma, una lesbica: what else? La controfigura di Fantozzi

Titolo: Racconta la tua giornata di ieri Svolgimento: Sono le 7. Apro gli occhi e sento la pioggia battere sul tetto. Immediatamente il pensiero corre allo zaino che avevo lasciato fuori ad arieggiare. Pazienza, mi dico. Ormai sarà una piscina gonfiabile per gli storni. Mi alzo e mi dirigo verso la porta della mia camera. Inciampo sul gambo della sedia e sbatto un’anca contro lo spigolo della scrivania. Amen. Tanto non ambisco a fare la modella, posso tollerare un altro livido. Impavida e dolorante ho i soliti 15 minuti per: chiamare i bambini, preparare la colazione, sfamare i cani, ri-chiamare i bambini, dar loro la colazione, preparare la merenda, vestirmi, lavarmi giusto gli occhi incollati di sonno, spedire anche loro in bagno a lavarsi, controllare che si siano messi i vestiti nel verso giusto e i calzini non spaiati, inscarparli e caricarli nell’auto. Una volta in macchina realizzo che le chiavi sono rimaste dentro casa. Scendi – apri casa – cerca chiavi – trovate! – chiudi casa – risali in macchina. Mamma mi scappa la cacca …

I pensieri vengono al buio

– Mamma, io ho paura del buio. I genitori di Heidi e Spiderman sono morti e anche la mamma di Nemo e il papà di Simba. Lasci accesa la lucina? Così mi ricordo che tu ci sei e non faccio sogni brutti. Da quando ci sono i nani ho paura della morte. Sono diventata più angosciata, spesso sopraffatta dal terrore di non vederli crescere, di non poter essere accanto a loro nei momenti di bisogno, del non essere presente per godere dei loro successi. Del non essere più. E non è solo questo. Sono io che vivo nell’ansia perenne di perdere chi amo. Non sopporto gli abbandoni. Soffro gli addii. Mi mancano occhi, odori, ritualità. Volti che mi rimangono aggrappati come i fili d’erba quando ti siedi su un prato. E la notte li conto quei frammenti, ci gioco, li chiamo per nome. Mi sento sempre strappata quando la presenza si riduce ad un vuoto di non detti, di mai più. È un romanzo monco, una poesia interrotta, un canto soffocato. Vorrei diventare grande, un giorno. Ed essere serena davvero …

Cecilio – la bambola “queer”

– Mamma vieni a giocare con le bambole? Allora, tu fai la nonna e io faccio la mamma, va bene? – Mi sento ancora un po’ giovane per fare la nonna. Ma, proviamo – Allora lui è tuo nipote. Si chiama Cecilio e ama vestirsi di rosa. A volte si mette anche dei vestitini a fiori. Ti piace, mamma? – È davvero molto carino. E ora che facciamo con Cecilio? – Facciamo finta che andiamo al parco e lui si mette a giocare con i suoi amici: l’orsetto, Barbie Principessa e Hulk. Loro si divertono tanto insieme! Però Hulk è un po’ cattivello. – E perché? -Perché a volte prende in giro Cecilio per come si veste. Come è successo a quel tuo amico quando ero piccolo, che lo prendevano in giro perché giocava con le femmine e si vestiva di rosa. – E cosa fa Cecilio? – Lui non si mette a piangere. Una volta piangeva, ma ora no. Ora chiama la Barbie Principessa, che è campionessa di Karate e si mettono a parlare con …

Mamma cos’è la Festa della Liberazione?

– Mamma, perché oggi non si va a scuola? – Perché si celebra una Festa importante, si festeggia la liberazione dell’Italia dalla dittatura e la fine della guerra – Quindi ora tutti siamo liberi? – Magari amore. Saremo tutti liberi quando non ci sarà più bisogno di manifestare per i propri diritti. Quando non ci sarà più motivo di prendere in giro o ghettizzare chi è diverso. Quando i bambini abbandonati negli istituti verranno adottati da persone che li amano. Indipendentemente dal fatto che siano due donne, due uomini o un uomo e una donna. Saremo liberi solo quando le persone potranno scegliere se e con chi sposarsi, senza che la Chiesa e la Politica debbano decidere delle vite degli altri. Più che festeggiare, ci sarebbe da ricordare. Che la strada è ancora lunga e la vera Libertà esisterà solo quando verrà riconosciuta dignità ad ognuno di essere ciò che è. Buona Resistenza a tutt*.

Quando Lei mette su casa con Lei

Cosa c’è di più romantico del metter su casa con la propria compagna? Quella frase dal sapore indelebile, quel momento al limite dell’impennata di glucosio nel sangue, in cui lei fissa i suoi occhi nei tuoi e, quasi sussurrando, ti dice: – Amore, non sarebbe meraviglioso se andassimo ad abitare insieme in maniera stabile? Che senso ha dividerci tra due case? E, come nel più melassoso dei film americani, tu ricambi lo sguardo e l’entusiasmo rispondendo – Certo, amore. Casa mia o casa tua? Lei ti fissa per un istante – un istante in cui si percepisce che Lei sta pensando che sei più dura di un sasso – e replica: – Sai amore, sarebbe meglio una casa che fosse nuova per tutti. Per i bambini sarebbe un punto zero, in cui nessuno si sentirebbe d’invadere il territorio dell’altro. E anche per noi, sarebbe un nuovo inizio E lì inizia prima un tour di agenzie immobiliari, annunci sul web, proposte di amici. Trovate la casa dei vostri sogni – beh, certo, c’è qualche lavoro da …

Immagini che rubano gli occhi. E ti lasciano dentro un granello di bellezza

Era un signore anziano, seduto al tavolo accanto al nostro. Era solo. Mangiava lentamente il piatto che aveva ordinato e sorseggiava un bicchiere gonfio di vino rosso. Ogni tanto si fermava per guardare il panorama fuori dalla finestra. Una distesa di puntini luminosi, incollati nel buio della notte. Case e lampioni trasformati in coriandoli di luce. Un pensiero lontano pareva distrarre la sua attenzione. Un attimo. Cercò qualcosa nella tasca della giacca e tirò fuori un piccolo moleskine nero. Guardava fuori. E scriveva qualcosa con una mano non più ferma e una calligrafia esile ed arcuata. Sono rimasta rapita dal calore, appena intuito, della sua penna.

C’è aria di…

Da poco ci sono stati i colloqui con le maestre dei 3 nani. Tutti bravi, sereni, volenterosi e brillanti. Figo, mi sentivo quasi a disagio mentre guardavo le maestre con la faccia da ebete e pensavo “si vede han preso da un lontano antenato”. – Mamma, firmi il 10+1 a matematica? Tende pure all’infinito, ma la maestra ha pensato di non ingigantire il mio Ego. – Mamma, ti piace il disegno che ho fatto all’asilo? Rappresenta l’incontro tra Dante e Beatrice, come puoi osservare, lei ha gli occhi di una madonna del Mantegna, mi piaceva conferirle un’aurea di purezza ed elegiaco distacco. Come se fosse antani la barella anche per due, con lo scappellamento a sinistra. – Mamma, a scuola ho ricostruito un plastico della Piramide di Cheope, con dovizia di dettagli, anche delle parti che non sono state ancora rinvenute. Sarà esposto al Museo Egizio al Cairo. Ora se ti sbrighi a prepararmi la merenda, che tra mezz’ora ho una conferenza in mondovisione. Ehehe, verosimile, no? A leggere certi articoli, come questo: “Chi scoreggia …

Il coming out più difficile – dire a mio marito “sono lesbica”

Ho aspettato un po’ a scrivere questo post. Non riuscivo a trasformare in parole quello che è stato il mio scoglio più difficile. Perché aldilà delle avvisaglie giovanili a cui non avevo dato importanza, il nostro era un rapporto autentico, voluto e desiderato da entrambi. Ci siamo conosciuti e sposati prestissimo e il nostro primo figlio è arrivato praticamente subito. Un matrimonio sincero, fatto di condivisioni d’interessi, della stessa visione del mondo e dell’educazione dei figli. Un matrimonio di discussioni, di rappacificazioni, sempre vissuto sulla scia di una forte complicità. Ma c’era qualcosa di “rotto” in me, un’insoddisfazione sgretolante a cui, per anni, non ho saputo dare un nome. Quando ho incontrato quella che è stata la mia prima ragazza, quell’inquietudine ha avuto un nome. Ero lesbica. E nel vortice delle tante opinioni altrui urlate, sussurrate, mormorate, ho deciso di ascoltare la mia voce. Ho intrapreso un percorso di consapevolezza che mi ha aiutato non solo a smantellare la mia omofobia interiorizzata, ma anche a voler bene a quella parte di me che premeva da dentro per …

10 principi fondamentali di filosofia zen per lesbiche (e non solo)

Qualche giorno fa mi sono imbattuta nell’ennesimo decalogo sul web. Quest’ultimo era particolarmente carino, anche se decisamente ovvio e scontato, un po’ come tutti gli elenchi. Potevo forse esimermi dal fornire a voi, mie amate lettrici ed esimi lettori, questo concentrato di banalità e non proporvi la mia personale ricetta inutile e leziosa?! Ovvio che no. Bene, assumete la posizione del cane con la testa in giù e leggete. Prima di rivolgerle qualsiasi domanda, assicurati che abbia preso almeno il secondo caffè della mattinata. Il terzo chakra tarda ad aprirsi allo spuntare del sole Non fare mai paragoni tra la sua cucina e quella di tua madre. Rischi letteralmente di finire dalla padella…al tazza del w.c. E non ci sono trascendenze che tengano Dille sempre che è la più bella del Reame. Ricorda che lo specchio veritiero fece una brutta fine. Concentrati. E dissimula. Anche se è mattina e lei ha i capelli di Jim Morrison a fine concerto e l’alito dell’uomo tigre Non contraddirla MAI, non c’è possibilità di spuntarla. Nella migliore delle ipotesi lei ti concederà …

La mia fidanzata è Macgyver

Metti che pianifichi una bella gita fuori porta domenicale, in una fantastica location in mezzo alle verdi colline lucchesi. Una bucolica passeggiata in mezzo ad installazioni di arte contemporanea con tutti e 3 i nani al seguito. Arriva l’ora di pranzo e ricarichi i 3 virgulti iper eccitati in macchina. Metti in moto e il pedale della frizione esala l’ultimo “stiò” della sua longeva vita. E il pedale cade esangue sul tappetino. La macchina è ufficialmente priva di frizione. Naturalmente inizia a piovere copiosamente e i nani sono lagnosi ed affamati. Prendo in mano la situazione e propongo, con somma felicità dei piccoli, di fermarci a pranzare nel ristorante più vicino ed aspettare di farci aiutare da qualcuno. La mia fidanzata, presa da orgoglio lesbico, inizia a smanettare col suddetto pedale. Armata di pinze, filo di ferro arrugginito -raccolto in una vigna – e coltello. Io mi godo la scena di lei vestita figa, mentre con le sue esili manine sporche di grasso, aggeggia senza sosta, sperando di riuscire a risolvere il problema e riportare …