Nuda veritas
64 Commenti

La propaganda eterosessista

Appena nati, le femmine si vestono di rosa.

I maschi di azzurro.

Le femmine poi, hanno lunghi e soffici capelli lunghi.

I maschi corti.

Alle femmine si regalano pentoline a bambole, affinché imparino ad accudire la casa ed i figli che, SICURAMENTE, avranno non appena si sposeranno. Loro sogno più ambito.

Ai maschi, invece, si donano armi, macchinine e costruzioni: dovranno difendere e mantenere la prole e la loro consorte.

Ai bambini, sia maschi che femmine, si leggono favole che finiscono sempre con la principessa che tocca l’apice della felicità, sposando il principe che l’ha salvata. Anche se a lui puzzava l’alito.

Se nasci in una famiglia cattolica, nemmeno troppo praticante, ti toccano comunque 2 ore di religione a settimana + catechismo che-ci-vanno-tutti e se-non-fai-la-comunione-a-te-niente-regalo. E lì, ti spiegano che le donne devono servire i loro mariti e che la famiglia non si sfascia, nemmeno se “lui” paga due minorenni per fare sesso o ti picchia dalla mattina alla sera.

Non c’è scampo. Se non ti omologhi gli altri ti prenderanno in giro, ti derideranno e ti picchieranno pure. Meglio non far rumore e fingersi ciò che non si è.

Pèntiti! – perché l’omosessualità è contro natura e gli omosessuali vanno tollerati come dei difettati di fabbrica, povera gente che è nata sbagliata. Che si saranno messi in testa? Di volere gli stessi diritti delle famiglie normali? E per di più ora pretendono pure che, se qualcuno li aggredisce o li insulta, queste persone vengano punite? Non bastava quel cialtrone di Darwin? Ma non sapete che la terra è piatta, le streghe vanno torturate ed arse vive e bisogna incentivare l’ordine medievale?

Sapete, io ad allinearmi ci ho pure provato. A seguire i dettami sociali – culturali – clericali, ma alla fine, mica ci sono riuscita. E non è stato facile dichiararsi a 30 anni, come immagino non lo sia a 15. Perché l’omosessualità la DEVI spiegare, la DEVI argomentare, la DEVI rendere comprensibile…accettabile.

Io, l’unica cosa che reputo accettabile, è la legna per accendere il camino. Io, gli eterosessuali mica li accetto, o li tollero.

Questo Bagnasco che arringa le plebi come Savonarola e Toccafondi [nomen omen], così preoccupati che gli omosessuali vadano ad istigare i bambini nelle scuole per farli diventare gay, mi fanno pena – schifo – e ridere. In misura variabile.

Questi sono lì che aspettano ancora l’abiura. Ma la terra non è piatta, l’evoluzionismo è una realtà e l’omosessualità è “una cosa di natura”.

Fatevene una ragione.

Amen.

20140101_135400

Il Maestro

64 Commenti

  1. Credo che la mia famiglia ti sarebbe piaciuta un sacco. La propaganda di cui sopra, nonostante il cattolicesimo, me la sono risparmiata.
    Fra l’altro, per dare l’idea dell’assurdità, rovesciando le parti tu e la tua compagna dovreste fare il lavaggio del cervello ai vostri figli per convincerli che l’omosessualità è l’unica realtà giusta. Da quello che racconti, non vi ci vedo.

  2. Su alcuni punti hai ragione, su altri non è educazione sessista, ma stupidità.
    Quello che le donne devono stare a casa ad accudire i figli è stupidità, non è propaganda.
    Certo che quando (come ha chiesto il sottoscritto) vai dal tuo capo a chiedere i giorni di paternità e ti ride in faccia allora capisci che non è omofobia, ma stupidità.
    E per quanto riguarda la chiesa, quella è propaganda, ma secondo me non è omofobia. In un sistema in cui le donne non possono celebrare messa,come si può pretendere che accettino le coppie gay ?

    • La stupidità e l’omofobia, così come non accettare la richiesta dei giorni di paternità, è ignoranza. Che affonda le radici in un sistema di poteri che in quell’ignoranza sguazza. E la propaganda basata sul terrore del diverso, è pericolosa. I massacri delle minoranze li hanno sempre benedetti così.

  3. E’ un problema dell’intera società, il bisogno di uniformare, di plasmare, di rendere tutti uguali. E se il diverso esiste, bisogna nasconderlo, celarlo per bene a fronte di una facciata irreprensibile.
    Io ci combatto quotidianamente, contro il mio bisogno di facciata.
    Tu la tua l’hai distrutta e sei finalmente libera di vivere la TUA vita, non quella che gli altri hanno deciso per te! Ti stimo tantissimo per questo 🙂

  4. Irene dice

    Purtroppo, loro partono dall’assurda convinzione che l’omosessualità sia una scelta di comportamento,non una forma della natura, e regolata da un interruttore on/off. Da qui, sono convinti che qualunque persona possa essere indotta, tramite opuscoli informativi, a essere omosessuale. Per questo sono contrari alla divulgazione della realtà che ‘il mondo è bello perchè è vario’!
    Ma voglio andare oltre: perchè pensano che si possa indurre e portare una persona a comportarsi da omosessuale? Perchè è esattamente il loro modo di approcciare e operare, cioè indottrinare e indurre con precetti che vanno accettati come tali, e comportarsi di conseguenza, anche se non condividi e non ti senti così. Devi comportarti così perchè le scritture dicono così…e se desideri la donna (:-)) d’altri sei brutt*, sporc*, e cattiv*, e brucerai all’inferno colpito da lame rotanti per tutta l’eternità…e anche dal lancio dei componenti di Venusia (magari!!!).
    E purtroppo, noi che abbiamo realizzato la nostra natura omosessuale in età ormai adulta, in un certo modo rafforziamo la loro tesi di partenza….siamo state con uomini, e ad un certo punto ‘scegliamo le donne’. ‘Ah ah’ -direbbero- ‘visto? hai scelto di essere omosessuale, perchè prima non lo eri!’.
    Il problema è: come glielo spieghiamo quel disagio psicologico che avevamo dentro perchè ci sentivamo in un certo modo inadeguate e inadatte, perchè se sei nata femmina dal primo giorno ti vestono di rosa e ti indottrinano a essere quella che loro vogliono che tu sia, pena quell’eternità infernale di cui sopra?
    Concludo con uno stupido esempio che vuole comunque essere una forma di rispetto nei confronti dei credenti: i miei figli non sono battezzati e non fanno religione. Essere credenti ed avere fede, non va insegnato, va sentito. Loro sanno bene che esistono le religioni, e mi fanno domande in merito,e io non rispondo ‘lascia perdere sono tutte stronzate’. Se quando avranno piena coscenza di sè, sentiranno ciò dentro di sè, per la loro mamma non credente, andrà bene comunque, perchè la loro fede non mi obbligherà ad avere fede.
    Signori, la mia libertà finisce dove inizia la vostra, ma vale anche per voi eh!
    Amen

  5. libertà nel rispetto, ma sembra così lontana a volte….non fa solo schifo, fa rabbia. Ma come ha scritto benissimo Irene, anche io non demonizzo le religioni, ma cerco di spiegarle anche se non pratico…perchè non bisogna aver mai paura di conoscere e spiegare…è questo che vorrei che i miei figli capissero…chi rifiuta ha paura.

  6. Ahahahaah interessante vedere che tu hai racchiuso in un post quella che è stata la mia tesi di laurea, di circa 270 pagine, sull’importanza di insegnare nella scuola primaria fiabe oltrecanone. Non a caso nel mio progetto concludo con una Unità didattica dal titolo “Scoop! Cenerentola salva Azzurro dal drago” <3

  7. Paolo dice

    questa demonizzazione delle fiabe tradizionali non mi convince sino in fondo (sinceramente a me le hanno raccontato e non mi hanno impedito da grande di essere favorevole, ad esempio, al fatto che tutte le coppie etero o gay possano sposarsi se lo vogliono)..io ai miei figli (se ne avrò) le racconterò assieme ad altre.
    se una bambina vuole giocare con le bambole lasciate che ci giochi, se vuole i gormiti lasciate che giochi con i gormiti e se vuole entrambi va bene lo stesso idem coi maschi senza farsi paranoie.. Questa è l’educazione che servirebbe

    • Non demonizzo la fiabe tradizionali. L’antropologo culturale che è in me non ci riuscirebbe mai :D. Il post volutamente è polemico. Ai miei figli leggo ANCHE le favole tradizionali. È su questo ANCHE, vorrei fosse posta l’attenzione. La verità non è mai una ed una sola, così come non esiste un’unica realtà, ed è dovere sacrosanto di chi educa (genitore, insegnate, zio, babysitter) presentare più modelli.

  8. Paolo dice

    e una donna può avere capelli lunghi, corti come vuole ed essere libera e autentica

  9. Come ho scritto oggi: sono stato battezzato a mia insaputa e nessuno mi ha detto che la comunione non era obbligatoria…..quindi…che dire? Hai ragione 😀

    Alex

  10. Boh forse io la penso diversamente da tutti voi. Io credo che si nasca tuti uguali e che sia un po il nostro DNA e un po l imprinting che subiamo nella nostra vita a farci diventare quello che siamo. Non mi piacciono le parole etero e gay le trovo limitative. Conosco persone che frequentano entrambi i sessi, quindi non ha senso definirsi una sola cosa.
    Anche se non ce ne accorgiamo subiamo l imprinting dai nostri genitori dai nostri amici dai nostri colleghi di lavoro. Lo uso anche io con mia figlia, quando fa qualcosa di sua iniziativa che approvo, gli do un premio senza farglielo capire . E vi giuro che funziona. Farà quel comportamento molto più spesso senza accorgersene.
    Forse le persone che si accorgono col tempo di essere gay, non si sono mai accorte di aver subito un imprinting nel tempo.
    Almeno questo è quello che penso io.

    • No, Luca, non è così per l’orientamento sessuale ed affettivo. Se così fosse, io, cresciuta con imprinting “etero” sarei dovuto essere etero. L’imprinting funziona per un comportamento, ma l’essere etero o omosessuali o bisessuali dipende dalla nostra natura più profonda. E te lo dico con cognizione di causa, non solo per esperienza diretta, ma come studiosa 😉

      • Non ho detto che è tutto legato all imprinting, una parte è anche legata al proprio dna.
        Dicevo invece che il tempo che si impiega a capire la propria natura, quello è legato di più all imprinting cha abbiamo avuto.

  11. MissKappa dice

    Una volta lessi, se non ricordo male, un pezzo di Paolo Rigliano in cui sosteneva che l’omossesualità è la conseguenza dell’omoaffettività. Ovvero la tua prima esperienza affettiva (al di là dei propri famigliari) provata da bambino/a è quella che condiziona poi il futuro.
    Io in pratica dovrei aver avuto la mia prima esperienza affettiva con una bambina.Sinceramente non me lo ricordo. O forse si. Sarà mica stata colpa di Agnese, la maestra di religione in prima elementare? Ricordo che la pensavo sempre. Ops.

  12. Ho appena abbandonato una discussione in facebook sulla recente proposta di sospendere i corsi anti-omofobia. L’aveva postata una mia amica insegnante indignata all’idea che si possa eliminare qualcosa di utile per i suoi allievi. Ovviamente è arrivato il paladino della “famiglia naturale” a postare esempi dell’indottrinamento che la lobby-gay vorrebbe praticare agli adolescenti, e non sono riuscita a fermare le dita quando ho letto “La scuola non deve sostituirsi all’insegnamento delle famiglie!”. Ho scritto “Invece insegnare religione fin dall’asilo va benissimo, eh?”. Ho quindi scoperto grazie ad uno sconosciuto di essere una intollerante, molto meno aperta e moderata dei suoi amici gay. Almeno così sono stata giudicata da poche righe. Ho replicato un paio di volte ma poi abbandonato, soprattutto perché ero ospite di una bacheca non mia. Ma a che serve parlare con chi possiede LA VERITA’??

    • Secondo me hai detto una verità scomoda. Ma siccome, spesso, questi integralisti posseggono verità più veritiere, hai fatto bene a mandarli a spigare. Purtroppo parlare coi bigotti e gli ottusi è inutile. Per loro formazione non tollerano il confronto, perché poveri di tesi da portare in discussione.

  13. ElleBi dice

    Io vengo da una famiglia (non i miei genitori, la famiglia in senso lato) di cattolici praticanti, in cui la figura di riferimento era lo zio prete di mio padre, che è anche colui che mi ha battezzata.
    Quando arrivo’ per me l’epoca di andare a catechismo, mio padre disse che lui era contrario, avrebbe voluto lasciar decidere a me, una volta adulta. Ma mia madre non volle mettersi contro tutta la famiglia e alla fine feci comunione (vestita come una mini sposa O_O) e pure cresima. Ricordo una frase di mio padre “se fossi stato vedovo tu a catechismo non ci saresti andata”. Quella vedova ora è mia madre e in chiesa non mette piede da decenni.
    Ho contestato aspramente la scelta di uno zio che, mai andato a messa nella sua vita da adulto, ha mandato a catechismo le figlie “che-ci-vanno-tutti e se-non-fai-la-comunione-a-te-niente-regalo”. Evviva la coerenza.
    Sono stata la prima della famiglia a fare un figlio senza essere sposata e mia figlia non è battezzata. Porto i capelli corti e convivo con un uomo che ha i capelli lunghi fino quasi al sedere.
    Almeno per il momento non vesto mia figlia di rosa (come ho già avuto occasione di dire :)), ma ovviamente non le impediro’ di farlo se lo vorrà. Cerco di comprarle giochi di tutti i generi, bambole, peluches, macchinine, costruzioni, etc. per farle godere appieno della diversità di scelta.
    Sono stata educata “da cattolica”, ma in parallelo mio padre mi parlava sempre di scienza e quando la mia insegnante di catechismo mi disse che i dinosauri non sono mai esistiti, che sono un’invenzione degli scienziati, io, bambina di 8 anni, capii subito che ci insegnava cose non vere.
    Se la famiglia insegna i giusti valori e le giuste idee, la chiesa non puo soppiantarle. Io ne sono un esempio 😉

  14. La mia bimba a tre anni disse “mamma, ma pecché le pubblicità delle cose pebbimbe sono così rosa e così stupide?”, e io le ho detto la verità: che ci vogliono ebeti.
    C’è ancora speranza, secondo me.
    P.S. ti ho conosciuta grazie a Enrica e non ti mollo più 🙂

  15. pierangelo dice

    veronica barsotti:persona sincera e secondo me molto ma molto intelligente,realista, pratica,sincera
    coraggiosa,spontanea!!!!!!!!!!!!!!!!Pierangelo.

  16. Seppur sono cresciuta, purtroppo con questi ideali… per fortuna con i miei figli non sto facendo questo errore.. mio figlio 4 anni gioca con le pentole, si mette le gonnelline (l’ho visto conciato così al nido l’anno scorso), guarda Sofia la Principessa… ma allo stesso tempo gli piace giocare a calcio. Mio figlio gioca senza condizionamento … e non penso nemmeno che mio figlio sia gay… è troppo piccolo .. e comunque anche se lo fosse non mi scandalizzerei se questa è la sua natura

  17. Allora discorso lungo, il motivo per cui inizialmente si fanno vestire le bambine di rosa e i bambini di azzurro, potrebbe essere per disgiungere con sicurezza il sesso del bambino/a, ovviamente questo vale quando sono piccoli, crescendo non ha senso mantenere questa differenza sono due colori come tanti, sul discorso delle fiabe be bisogna anche considerare quando sono state scritte cioè secoli fa, quindi al epoca il maschilismo era molto forte e le donne di potere quasi non esistevano senza considerare che molti ruoli gli erano preclusi , oggi siamo nel 2014 e molte cose per fortuna sono diversa, certo al epoca certe cose era anche normale che le donne non le potessero fare non per discorsi maschilisti ma per discorsi pratici , come le donne soldato, al epoca le armi erano pesanti e ingombranti, il combattimento si basava sulla forza fisica, senza considerare che se le donne non facevano figli i villaggi potevano decadere praticamente, bisogna anche considerare questi aspetti, che poi ormai nei film e nei telefilm vanno vedere sempre più donne in ruoli importanti,donne come protagoniste donne che combattono ecc…….

  18. Riccardo dice

    Estratto di una e-mail che ho mandato a Veronica che abbiamo deciso di rendere pubblico:
    “Ciao, sono Riccardo, anche io gay fin da quando alle elementari iniziai a giocare con piccoli animaletti e bamboline (non che stia stereotipando a mia volta un omosessuale, sarebbe controproducente), che preferivo alle classiche macchine con tutte quelle piste attorcigliate; voglio dire, come puoi preferire vedere una macchina girare per quella pista quaranta volte alle infinite avventure che puoi far vivere a Barbie?
    In ogni caso, ho scoperto il tuo blog da pochissimo tempo, grazie al post di ieri che parlava proprio dell’inquadramento che la famiglia cattolica si autoimpone (e cerca di imporre) come comportamento giusto, oppure forse nemmeno se ne accorge, perchè non va ad esplorare gli altri casi di famiglie, non va a scorgere la felicità che porta la libertà di essere se stessi all’interno soprattutto di una famiglia. Ma forse loro sono se stessi, fortunati del fatto di essersi trovati esattamente nella posizione in cui volevano stare; e allora perchè domandarsi altro? perchè guardare altro?
    La cosa che ha subito attirato il mio occhio sono state queste frasi: “Appena nati, le femmine si vestono di rosa. I maschi di azzurro. Le femmine poi, hanno lunghi e soffici capelli lunghi. I maschi corti.”
    Queste affermazioni non mi hanno mai fatto sentire un maschio, quando ero piccolo. Mi hanno recato insicurezza, specie a scuola, quando i maschi giocavano ai loro giochi che io non condividevo, e preferivo stare con le bambine, mi piaceva di più, mi sentivo più a mio agio. Ed il problema è che ancora oggi (cresciuto e consapevole della società in cui viviamo) sento la parola “maschio” come qualcosa di lontano da me, come qualcosa che in un certo senso mi rimbalza addosso.
    Volevo i capelli lunghi, li adoravo. Volevo pettinare i miei capelli! che senso aveva avere dei capelli così corti da non poterci fare nulla? lasciarli lì come qualcosa che ci fa fastidio e lo togliamo? io volevo creare con i miei capelli!
    Per non parlare quando si devono fare quelle meravigliose cene con i parenti, dove mi incitavano a dare bocconi più grandi al cibo piuttosto che mangiarlo piano, perchè era considerato da femmina.
    Gli stereotipi fanno male, soprattutto ad un bambino. E se ad una bambina piace il blu e ad un bambino il rosa? si deve nascondere? ci fa soffrire nasconderlo, anche una piccolezza, perchè quella piccolezza è una parte di ciò che siamo. IO AMO IL ROSA, punto.”

      • Paolo dice

        è bene dire (scusate la banalità) comunque che la lunghezza dei capelli di una persona ecc.non è legata all’orientamento sessuale.

      • Riccardo dice

        Paolo ma io il commento l’ho scritto proprio per ribadire quello che dici tu, che purtroppo, ancora oggi, non è chiaro a tutti. Molti genitori si spaventano (e sì, si “spaventano”) se il figlio maschio vuole i capelli lunghi, o vuole fare danza classica o preferisce cantare anzichè andare a calcio. Oppure se la femmina è un po’ maschiaccia, ma su questo c’è un po’ meno preoccupazione, perchè ahimè ancora c’è molto maschilismo in giro

  19. Comunque gli studiosi dicono che l’orientamento sessuale più comune fra gli essere umani sia la bisessualità, solo il 10% della popolazione può essere considerata totalmente etero o totalmente omosessuale , ma il 90% oscilla , infatti gli studiosi hanno fatto una scala 1 erano gli etero al 100% e 7 omosessuali al 100% ma da 2 a 6 le persone sono bisessuali, il motivo per cui lo nascondono le persone e per via di come la società vede ancora la omosessualità, infatti se la mettiamo dal punto di vista fisico ( e non parlo di fare bambini) basti vedere dove sono situati il punto g e il punto l(in particolare quest’ ultimo dovrebbe fare capire come in realtà gli essere umani siano fatti per essere bisessuali) , e come stimolarli 😉

    • Paolo dice

      sì alessio, quella di cui parli deve essere la scala kinsey, molto interessante..poi lasciamo che siano le singole persone a definire se stesse

  20. leny dice

    mi sa che io sono una pecora bianca allora.. faccio la catechiesta in parrocchia. e l’anno scorso, visto il mio ruolo educativo ho deciso di parlare col don di come stavano le cose. quando ho finito tutto il mappone che mi ero preparata lui mi guarda e mi dice: puoi continuare a fare tranquillamente la catechista.. il problema insomma me l’ero fatto io..

  21. Eppure a me è capitato di venire “discriminata” per i miei capelli corti.
    La tizia che mi ha fatto il colloquio sarà stata certamente una cretina ma quel “stavi meglio con i capelli un pò più lunghetti” mi ha lasciata alquanto interdetta,,,se le avessi anche detto che sono bisex mi avrebbe buttato addosso dell’acqua santa?

  22. alessandro dice

    be se parliamo di stereotipi basti pensare quello sulle lesbiche vengono rappresentate o come “oggetti sessuali” oppure come punk che odiano e disprezzano gli uomini

  23. alessiox1 dice

    Che poi quelli che magari sono contro gli omosessuali e contro dare loro dei diritti , però poi si guardano i filmetti a luci rosse con le lesbiche, oppure guardano video musicali con atteggiamenti lesbo , che poi approproposito di propaganda e omosessualità , il video di shakira e rihanna e stato definito da politici colombiani(la nazione di shakira) come propaganda omosessuale…….. e lei ha risposto prima ironicamente che la colpa era di suo marito che non voleva vederlo in un video con un altro uomo poi più seriamente che la colombia ha problemi molto più gravi dei suoi video musicali.

  24. Zeste dice

    Scopro oggi il tuo blog, e mi piace, ma su questo post…
    Io cambierei “cattolica” con “italiana”… Perchè io sono cresciuta in Francia, genitori cattolici, sempre fatto cattechismo, e nessuno mai mi ha detto che la terra fosse piatta (cosa che sapevano da tantissimo tempo, ciò per cui la chiesa lottava era il sistema geocentrico), o altre castronerie del genere.
    Una bella feta del cattolicesimo italiano ha dei problemi, non capisco perchè la religione dovrebbe essere insegnata a scuola, è una cosa che si fa fuori…
    Poi, mi nescerà un/a nipote a dicembre, e spero tanto che mio fratello e la sua ragazza non seguano gli stereotipi di genere… Ma non mi preoccupo tanto, mio fratello da piccolo ha fatto danza, la sua ragazza giocava a calcio fino a qualche anno fa’, ed è lui che supplica lei di andare a ballare il rock&roll, ma lei rifiuta !
    Ah, e per le fiabe.. Mi sono sempre piaciute, ma poi da piccoli quando facevamo giochi di ruolo, io facevo sempre una parte maschile, visto che le principesse secondo me si annoiavano e basta mentre i principi facevano cose divertenti come andare a cavall, cacciare draghi e quant’altro !

Rispondi