Nuda veritas
44 Commenti

Sarò la tua Geisha – ma anche no

Donne uccise dai propri compagni perché si rifiutano di essere considerate una mera proprietà.

Donne che si ribellano e chiedono aiuto ad una giustizia che non è in grado di difenderle.

Donne che nemmeno ci provano, a ribellarsi, per paura delle ripercussioni.

Donne lasciate sole ad abortire nei bagni degli ospedali, come fossero un rifiuto della società.

Donne che non si uniformano allo stereotipo di: femmina procreatrice + angelo del focolare e vengono demonizzate.

Uno Stato che non tutela, che non protegge, che non valorizza, che finge di non vedere.

Una Chiesa che demonizza, giudica e benedice delle mostruosità.

Questo è il panorama in cui devono crescere i nostri figli?!

Io sinceramente non riesco a tacere. Non riesco più nemmeno a ridere delle battute di quegli uomini che:

– Ah sei lesbica, che peccato!

– Fanculo. Quale sarebbe il peccato? Tanto non te l’avrei data nemmeno se fossi stata etero e tu l’ultimo uomo della galassia. Fai te.

Oggi sono arrabbiata, lo so.

Perché alle bambine regalano le pentoline e ai bambini le armi? Perché le madri continuano ad assecondare questi modelli? Quando Ariele era piccolo, ci chiese in regalo una cucina giocattolo. Ancora mi ricordo la faccia schifata della mia ex – suocera. Perché?

Leggiamo favole in cui delle principesse – fighe di pongo – passano tutta la giornata a guardarsi allo specchio, in attesa che arrivi il minchione del principe azzurro a liberarle.

Che poi, voi omofobi che ce l’avete tanto con la comunità LGBT, mi spiegate come riuscite a conciliare il vostro machismo con l’immagine di un uomo efebico, con lunghi boccoli biondi, labbra scarlatte, vestito con leggins e camicia con maniche a palloncino?! Fatevi du’ domande, se non è omofobia interiorizzata la vostra, vah!

Illustrazione by Marianna Marigo

Il Kimono è mio e lo gestisco io. Guarda un po’.

44 Commenti

  1. Mio fratello, vittima di una diabolica sorella maggiore, giocava con le Barbie e con le pentoline giocattolo (santa mia madre che ci dava farina e acqua per giocare). Io d’altronde ho giocato a calcio con lui e i suoi amici fino ai 14-15 anni. Facevamo indifferentemente ogni tipo di gioco, bastava che ci piacesse (o che io avessi deciso così). “Da maschio” o “da femmina” è sempre stato relativo, in casa nostra, tanto che quando lui faceva il muratore si rammaricava dei pregiudizi, perché sosteneva che tutto quello che fanno i “bocia” io sarei riuscita a farlo anche meglio, e avrei guadagnato di più che facendo la cameriera o lavapiatti.

  2. Ma è successo qualcosa di scatenante o è tutto normale ? No perchè che la giustizia non funziona, orami è chiaro, ma non funziona per gli omicidi degli ubriachi al volante, non funziona per le bancarotte fraudolente che lasciano la gente senza lavoro, non funziona per i femminicidi, non funziona nemmeno per chi uccide i propri figli.

  3. Irene dice

    Proprio ieri ho comperato un libro per i bambini; si chiama ‘nei panni di zaff’ ed è la storia di un bambino che vuole fare la principessa (con il pisello!) e si scambia di ruolo con la principessa sul pisello che vuole essere un portiere di calcio!
    Gli spereotipi di genere hanno fatto e fanno danni!…a tutti! Agli omossessuali e agli eterosessuali!!!
    Una volta uno psicologo mi ha detto che ‘la società siamo noi’ e credo che sia proprio vero. Ognuno, nelle proprie possibilità e capacità deve darsi da fare! E io, come madre, me ne assumo volentieri la responsabilità!

  4. SEI UN MITO VERONICA.COME SEMPRE COLPISCI NEL SEGNO.NULLA DA ECCEPIRE O DA AGGIUNGERE.UNA VERA GRANDE PERSONA.
    TUTTA LA MIA AMMIRAZIONE NONCHE’ STIMA DI SEMPRE RINNOVATE.
    E SE SU FB MI SONO AUTO ESILIATA E AUTO LIMITATA NEI CONTATTI,CIO’ NON SIGNIFICA CHE IL MIO RISPETTO PER CIO’ IN CUI CREDI E CHE PORTI AVANTI VENGA MENO.
    ANZI,GRAZIE COME SEMPRE DAVVERO DI TUTTO.
    BUONA GIORNATA.
    CIAO A TE E A TUTTI,W IL KIMONO INDIPENDENTE E AUTOGESTITO ,W LA TOPA, MA SOPRATTUTTO W LE PERSONE INTELLIGENTI,TRA CUI VOGLIO SPERARE CI POSSA ESSERE ANCORA ANCHE QUALCHE RISCONTRO SUL FRONTE MASCHILE MENO MACHISTA.QUESTO TE LO DICO DA IBRIDA CONSAPEVOLE-LUCIDAMENTE CONFUSA CURIOSA E FELICE.
    BEN VENGA TUTTO CIO’ CHE POSSA ILLUMINARMI.
    PER QUESTO TI DICEVO GRAZIE E PER QUESTO TI MANDO UN SODALE ABBRACCIO DISINTERESSATO CHE VALGA PER TE E PER LA TUA FAMIGLIA.
    A PRESTO,PROSSIMAMENTE SU QUESTI SCHERMI.
    CIAO DA ANNARUST’E GRANDE KAPO ESTIGAZZ’!

  5. Sai cos’è strano? mi sembra che la differenziazione di genere sia più forte adesso che quando noi eravamo piccoli (almeno parlo per me, cresciuta negli anni 70-80 e pure nel sud Italia). Anche vedendo le foto d’epoca, non c’era grande differenza nel modo di vestirci e nei colori fra bambini e bambine. Anche noi facevamo squadre “maschi contro femmine” (penso che il riconoscersi in un gruppo faccia parte del normale sviluppo) ma giocando allo stesso gioco e io avevo sia bambole che macchinine. Il vero problema iniziava con l’adolescenza, quando la sessualità diventava palese, quando nonostante le buone intenzioni i tuoi genitori ti trasmettevano un modello tradizionale e le pressioni psicologiche non venivano solo dagli adulti (“una brava signorina non si comporta così”) ma iniziavano ad arrivare anche dai coetanei. Continuando per tutta la vita.
    Tralascio dettagli ed episodi personali, ma secondo me non ha alcun senso imporre il “politically correct” quando pregiudizi e “imprinting” sono radicati in noi, magari venendo fuori nei tempi e modi più inaspettati. E lavorare su se stessi e sulle persone care è durissimo. Come fare?

      • Si, e passa anche per la consapevolezza e sicurezza che purtroppo spesso devono essere la prima conquista.
        Io non ho figli, ma comunque ho avuto anni di esperienza a contatto con i bambini/ragazzi, per cui non mi ritengo completamente a digiuno sulla materia. Eppure arrivo quasi sempre alla rissa anche con la sorella che, alle mie considerazioni sulle scelte di far frequentare ai suoi figli “solo cose da maschi” mi risponde che io non posso saperne nulla perchè non ho figli e sono sempre stata “particolare”…
        Tre discriminazioni nella stessa discussione!

  6. ElleBi dice

    Io odio il rosa… è un colore che proprio non mi piace. Ho attraversato una breve fase rosa verso i 5 anni, ma già alle elementari dicevo a tutti che il mio colore preferito era l’azzurro. Ho una figlia, femmina, e dato che il rosa non mi piace nemmeno sui neonati cerco sempre di comprare dei vestiti “neutri”… arancio, verde, giallo, rosso, etc. Il risultato è che tutti pensano sia un maschio. Io me ne frego, ma perchè la società ci deve stereotipare fin dalla nascita?

  7. Paolo dice

    semplicemente bisognerebbe regalare ai bambini i giochi che vogliono senza preoccuparsi se vuole i soldatini, le pentoline o entrambi.
    Quanto alle fiabe tradizionali(che comunque, persino nella edulcorata versione disney sono un po’ più complesse dello stereotipo di cui si parla nell’articolo), io non demonizzo: vanno conosciute assieme ad altre

    • Certo. L’importante è presentate una varietà di scelta. Va bene la principessa figa di pongo – esiste anche quella. Ma che non sia l’unico modello proposto

  8. Il principe azzurro va apposta a salvare la principessa dal drago per nascondere la sua omosessualità, a mio avviso. Lo per avere la “donna dello schermo”. Quanto alla principessa, io propongo da anni di smettere di aspettare il principe azzurro e iniziare a uscire col drago, tenendo il kimono nell’armadio per le grandi occasioni.

  9. lenny dice

    Da piccola il mio compagno di giochi era un cugino coetaneo.. lui giocava con le mie barbie ( odiate ma erano un regalo) e gli faceva le acconciature..io amavo le sue scatole dei LEGO.. siamo cresciuti belli e sani tutti e due. E per evitare le gonne da bimba, me le alza o o rompe o le calze facendo i scivoloni sulle ginocchia.. così mia madre si arrese ai pantaloni. Ma che battagle!!

      • lenny dice

        e pensa che l’altro giorno ho visto il guardaroba di mia nipote di due mesi e mezzo. parenti e amici le hanno regalato solo cose rosa! qualche sprazzo di rosso ma poca cosa.. l’unico pugno nell’occhio del guardaroba glil’ho regalato io.. scamiciato tortora con leggins tortora e la gonna dello scamiciato a fiori arancioni..ma che fatica per quell’età trovare in un negozio cose che non siano rosa!

  10. Babi dice

    Perché se tuo figlio dueenne ha i capelli boccolosi (che tu madre degenere non hai voglia di tagliare) e gioca con pentole e cucina devi dirgli che sembra proprio una femmina e no, questo non va bene?
    Ha due anni, porca miseria!!! Lascialo vivere e giocare come vuole! Uff, che nervi.

  11. Marta dice

    Applausi e ancora applausi.

    Ho sentito uomini e donne che si fregiano di essere sessantottini e tanto di sinistra ammiccare su come un maschietto che desidera una cucina giocattolo possa essere… (nemmeno dirlo, solo il pensiero fa paura)… ma che aperti di mente i genitori che gliel’hanno comprata… (amare il figlio anche se finocchio, complimenti)… speriamo che non… (che sciagura sarebbe). Al che il mio splendido marito ha detto qualcosa del tipo “paura che diventi come Gordon Ramsey e vi tiri giù la casa ad accidenti, e con quell’aria da galeotto?” (gelo, ma no, non abbiamo nulla contro, è che, no)

    E ora, per compensare, un racconto dalla mia folle famiglia.

    Erano gli anni ’50, non esattamente il periodo più emancipato della Storia delle donne. Una mia lontana zia, donna molto altoborghese e perbene (ma non abbastanza perbenista da non essere molto decisa) desiderava una bambina. Nacque un maschio. Mia zia vestì il figlio “da bambina” (gonne, volant, cuffiette rosa e lunghi boccoli biondi) fino ai cinque anni. Per inciso: il figlio è etero. Non penso che la zia avrebbe fatto una piega in caso contrario, peraltro, purché avesse portato a casa un marito a modo (ossia: scarpe inglesi, completo di sartoria, buon lavoro meglio se come avvocato o dottore. Non credere di cavartela con lei solo perché sei gay).

    (Ho appena realizzato che la zia in questione era la copia – moralmente parlando – di Olenna Tyrell di “Game of Thrones.” Viva la zia.)

  12. “Il Kimono è mio e lo gestisco io” esatto! Il Kimono è nostro… E anche quando siamo single non è che allora giriamo con un cartello con scritto “disponibile per tutti”.. eppure molti uomini neanche questo piccolo concetto lo capiscono. Non riescono a concepire che una donna possa essere indipendente senza essere una donna dai facili costumi…Con le lesbiche poi hanno un rapporto di amore ed odio. Ho tante amiche lesbiche ma guai a dirglielo altrimenti mi devono subito chiedere se ho provato…E cmq io giocavo con i maschi e con le femmine indifferentemente e mia cugina quando eravamo piccole giocava ad essere Sandokan, eppure è etero, quindi…
    Che poi almeno, se di costumi vogliamo parlare, quelli da principessa son molto più belli di quelli da principe!
    Complimenti sinceri per il blog e per aver scritto in parte il mio stesso pensiero di oggi, è piacevole sentirsi capite anche da una sconociuta.
    by ErgoGuru

  13. Mio figlio ha sempre giocato con la nouvelle cuisine di sua sorella, era appassionato di apparecchi aspirapolvere, addirittura glielo abbiamo regalato in versione giocattolo. Giocava spesso con l’asse da stiro di mia figlia e aveva la passione dei foulard. Finché non ha scoperto il calcio….. Gli omofobi sono tali per aver subito delle restrizioni da bambini, e odiano quella parte di loro forzatamente oppressa.

  14. alessiox1 dice

    Be trovo che sia sbagliato il concetto di giocattoli per maschietti e per femminucce, posso capire semmai che i maschietti vogliano giocare con personaggi maschili e le donne con personaggi femminili questo si,ma faccio un esempio prendete le barbie il classico giocattolo per bambine nella sua lunga storia ha fatto ogni lavoro possibile immaginabile, chirurgo,marine,astronauta,pilota di aerei,comandante militare,presidentessa,medico ,archietetto,pediatra,veterinaria,infermiera ecc… nonostante questo le madri prendono sempre le versioni classiche, e poi perché non si potrebbe comprare una cucina giocattolo per dei maschietti alla fine molti uomini cucinano senza considerare poi i grandi chief.

  15. alessiox1 dice

    comunque un uomo può provarci con una lesbica senza saperlo che lo è , mi riferisco alla frase che riporti nel articolo.

Rispondi