Nuda veritas
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Per le vacanze – diffida di Peppa Pig

Eccoci di ritorno. Dopo 7 giorni di vacanza, a cui vorremmo ne seguisse un’altra per riprenderci dalla fatica.

Perché andare in settimana bianca con 3 nani + 2 nonni, non è esattamente una passeggiata di salute.

Più che un resoconto delle ferie, potrei scrivere un memoriale dello stress. La sfiga ci si è appiccicata addosso più tenacemente dei calzini ai piedi dopo una giornata dentro gli scarponi.

Perché il problema è il messaggio fuorviante dei cartoni animati. Perché Mamma Pig si rotola per terra dalle risate al primo inconveniente ed io m’incazzo? C’è qualcosa di profondamente sbagliato in me. O nei messaggi subliminali delle famiglie felici in vacanza. I maiali ridono ad ogni cavolata ed io mi faccio spiaccicare dagli inconvenienti.

Memoriale:

La Brita è stata riportata d’urgenza a casa, perché ha manifestato una forte allergia alla moquette con cui era rivestito il pavimento dell’appartamento. Cosa c’è di più divertente dello scoprire che tua figlia a contatto con gli acari inizia a tossire senza sosta? Per giunta a 500 km da casa?!

Mia mamma ha patito così tanto l’altitudine, da non riuscire a respirare ed è dovuta rimanere tutto il tempo chiusa in casa. Praticamente ha visto Cervinia dall’oblò della cucina. Era entusiasta.

Nina e mio papà si sono sciroppati i due nani grandi, lanciati come due siluri sulle piste: tra capitomboli e file all’ovovia. Ecco, loro due [parlo dei nani] effettivamente si sono divertiti. Ma 2 su 7 non mi pare una grande media. O sbaglio?

Io ho un po’ sciato, ma poi ho desistito per un odio fisico per gli scarponi che mi hanno  ridotto gli stinchi come i palmi di Padre Pio. Per quanto io sia lesbica, il mio lato grunge e amante delle sfide è stato battuto da quello nerd e intellectual chic. Non me ne farò un problema, comunque.

E poi Cervinia. Mi pare davvero la Forte dei Marmi degli sport invernali. Troppo casino. Troppa musica. Troppo cool & fashion. Troppo tutto.

Che poi, magari, sono io che invecchio male.

Peppa Pig by Brita

Comunque prossimo anno mi do alle ciaspole. Nel silenzio VERO della montagna. Oppure porto più vino. Perché credo che nella famiglia di Peppa Pig siano alcolizzati. O peggio. Sennò non si spiega che cavolo abbiano da ridere in continuazione.

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  1. lo sostengo da sempre: è OVVIO che in Peppa Pig sono tutti alcolizzati! Solo l’alcool rende divertente ogni cosa 😉

  2. Io, che adoro sciare, ricordo come un incubo il tran-tran di Cervinia, fra metti/togli gli sci e le code chilometriche per le funivie, che se c’è il sole ti sudi l’anima, se fa freddo ci si congela. Le ciaspole potrebbero davvero essere la soluzione.

  3. Luca dice

    Ma dai poteva andare peggio ….. pensa a me che ho pulito sbocco ad andare e tornare …. comunque Peppa è un programma per bambini e i bambini beati loro si svegliano e sono già strafelici , siamo noi che ci svegliamo già incazzati e per essere felici ce le inventiamo tutte.

  4. naaaa…per le tue vacanze sulla neve so io come fare! c’ho il compagno che organizza sia sci che ciaspole, unisce il grunge al radical chic! :)))
    quanto a peppa pig sono felice di avere un figlio già quattordicenne! 😀

  5. Altrimenti la prossima volta aspetti Pasqua e vai al mare: niente problemi di altitudine, di scarponi o di moquette… (forse).

  6. Qui passiamo da 3,5 minuti di peppa pig a 2,7 minuti di Heidi per poi ritornare alla prima. Questo per mezz’ora di fila e con urletti infastiditi. Odio peppa. Odio Heidi. Odio le vacanze (che non ho ancora fatto). ggi va così (ma forse solo perché è lunedì). 🙂

  7. ElleBi dice

    io ho avuto la bella idea di organizzare un viaggio a New York (una delle mie città preferite), a luglio, incinta di 5 mesi (prima gravidanza), prima vacanza con il mio compagno e i suoi figli (6 e 10 anni), mia mamma e mio fratello (in pratica 2 adulti e 4 bambini)… volevo morire

      • ElleBi dice

        piu che volentieri, se vuoi farti quattro risate 😀
        Piu tardi ti faccio un breve riassunto e te lo mando

      • ElleBi dice

        New York. La prima volta che ci sono stata avevo 26 anni ed ero col mio fidanzato “storico”. E’ stato amore a prima vista (con la città, ovvio). Dopo ben 9 anni si ripresentano finalmente le condizioni, economiche e temporali, per tornarci. Col mio attuale compagno decidiamo di farne meta delle nostre vacanze estive, le prime insieme coi suoi figli di 6 e 10 anni.
        Mia madre subito ne approfitta, dicendo che le piacerebbe tanto venire, bla bla bla, e io alla fine cedo. Cosi la compagnia è composta nel modo seguente:
        – ElleBi
        – CiDi, compagno di ElleBi
        – Nana, 10 anni
        – Nano, 6 anni
        – Mamma di ElleBi
        – Fratello di ElleBi, disabile, anche se molto indipendente.
        Particolari da aggiungere al quadro: io ero incinta di 5 mesi alla prima gravidanza (con tutte le ansie connesse); mia figlia, esagitata ancora prima di nascere, aveva deciso una settimana prima della partenza, che avrebbe iniziato a ballare la rumba nella mia pancia e non avrebbe piu smesso fino alla nascita, ma anche oltre.
        Mia madre, che in passato pare parlasse molto bene almeno tre lingue oltre all’italiano, sembra aver resettato quella parte del suo cervello e quindi è praticamente incapace di comunicare con uno straniero.
        New York, luglio 2012, una delle estate piu torride che si ricordino.
        Il primo ostacolo da superare era il passaggio al controllo immigrazione all’aeroporto. Ci siamo divisi: CiDi coi nani. ElleBi con mamma e fratello. A parte la difficoltà di mio fratello con lo scanner per le impronte non ci sono stati grossi intoppi.
        Prima della partenza, come sempre, abbiamo stilato un piano d’attacco, elencando tutte le cose da vedere, da fare, da gustare, da acquistare.
        Mi sono resa conto già il primo giorno, o meglio la prima mattina, che i miei piani sarebbero andati in fumo. Il mio fisico, abituato da anni a lunghissime camminate e lunghe corse, non era piu lo stesso… dopo solo qualche ora in piedi con il classico zainetto da turista sulle spalle (cibo, macchina fotografica, guida turistica, etc), avevo già talmente male alla pancia da dovermi fermare a riposare. E cosi abbiamo scoperto la frescura di Central Park, luogo perfetto per conciliare la mia necessità di pause e la voglia di gioco dei bambini (ci sono diversi campi-gioco, tutti bellissimi). Abbiamo passato parecchie ore nei musei, sfruttando l’aria condizionata, con buona pace di mia madre e un po’ meno dei bambini, ma bisogna pur sempre fare dei compromessi.
        Si perchè alla fine, quella che si è lamentata piu di tutti è stata mia madre, perchè non facevamo abbastanza cose. Ed era inutile proporle di andare da sola… non se la sentiva.
        Altri dettagli della mia vacanza fantozziana: abbiamo affittato due stanze in una casa a Brooklyn (Manhattan è perfetta se sei single o coppia, improponibile, economicamente parlando, per una famiglia). Gli altri inquilini della casa erano tre ragazzi tedeschi, fratello e sorella e un amico, presumibilmente il fidanzato del fratello. La sera del nostro arrivo sono rientrati a casa verso mezzanotte con degli amici e rimasti fino alle 3 a bere, fumare e chiacchierare nel giardinetto, esattamente fuori dalla finestra della nostra camera. Inutile dire che lo sguardo assassino della donna incinta ha funzionato e non hanno piu fatto casino.
        La sistemazione era molto carina, ma la cucina comune era stata ricavata in uno spazio talmente piccolo da sembrare un corridoio e le stoviglie, a mala pena sufficienti per quattro persone, erano decisamente inadeguate per 9 abitanti!
        La metropolitana di New York è abbastanza efficiente, non fosse per il piccolo particolare che le stazioni non sono climatizzate (anzi, non esiste proprio ricircolo d’aria e d’estate diventano dei veri e propri forni), ma sui vagoni la temperatura è intorno ai 15°C. Per fortuna con un abile gioco di metti e togli maglioni, nessuno di noi ha preso la polmonite.
        L’unico giorno in cui ha piovuto noi eravamo a Central Park. Ma tutto negli USA è piu grande e cosi un semplice temporale si è trasformato in diluvio in pochissimi istanti ed eravamo talmente zuppi che ci siamo dovuti fermare a comprare dei vestiti per non prendere la suddetta metropolitana rischiando l’assideramento.
        Alla faccia della crisi economica la città era piena di turisti. Se nel 2003 l’attesa per i principali monumenti arrivava a malapena alla mezz’ora, nel 2012 tutto era triplicato. Un’ora sotto il sole per salire sul traghetto che porta alla Statua della Libertà. Un’ora abbondante per salire sull’Empire State Building, pur avendo già acquistato i biglietti online.
        I nani sono stati piuttosto bravi e pazienti (la crisi pre-adolescenziale della nana sarebbe arrivata solo l’autunno successivo). A parte un attacco di diarrea fulminante a Central Park e un po’ di insofferenza di tanto in tanto, non ci sono stati episodi salienti da segnalare. Eccetto una mattina in cui abbiamo deciso di fare un brunch, quindi abbiamo saltato la colazione a casa… le procedure di vestizione per uscire si sono protratte un po’ troppo a lungo e il nano ha cominciato a lametarsi per la fame, causando un mio scoppio d’ira in realtà un po’ ingiustificato.
        Si perchè tu non sei la sola ad incazzarsi quando qualcosa va storto, io sono campionessa di questo sport 😛
        Ciao
        .L.

        P.S.: pur avendo mangiato pochissimo a causa del caldo, sono tornata a casa con quasi 2 chili in piu, tutti sulla pancia…. quale occasione migliore, per un feto, per fare uno scatto di crescita se non durante una vacanza oltreoceano?

  8. Elisa dice

    Ma infatti Cervinia è tremenda, palazzi anni ’70 e musica sparata ad alto volume. Per restare in Valle d’Aosta, consiglio Cogne o Chamois. La prima è un’isola verde (bianca d’inverno) alle porte del Gran Paradiso, completamente risparmiata dai palazzinari, ottima per ciaspole e sci di fondo, la seconda magari l’hai già vista salendo a Valtournenche, è un borgo di 90 abitanti raggiungibile con gli ovetti, non ci passa manco la strada, è bellissima e ha pista da sci non caotiche. Oppure per restare nel filone glamour, Courmayeur, decisamente meno sfigurata di Cervinia, niente trashate. Scusa, ma da valdostana non potevo tacere!! Cervinia fa spavento, purtroppo, anche se ha la montagna più bella del mondo. Un bacio e complimenti per il senso dell’humor che non manca mai!

  9. Peppa Pig è il male ed io la odio! Forse sto invecchiando male anche io. Oppure è opera di satana che vuole farmi ricredere della sua esistenza. E non ho ancora figli. E prima che ne farò passerano altri dieci anni! Sono messa male!

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