Nuda veritas
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L’amore è una staffetta

Quando vai in vacanza con 3 bambini al seguito, è inevitabile che succeda qualcosa. Solo che speri sempre che non accada.E infatti…

Siamo arrivati domenica nel pomeriggio. Durante la notte Margheritina ha iniziato a tossire in maniera disumana e il giorno dopo aveva 39,7 di febbre. Tutto regolare. Col solito culo, avrà beccato un virus all’asilo e le si è scatenato quassù. A quasi 3000 metri sul livello del mare. Dove muore tutto. Tranne la speranza che la bambina, dopo una giornata di febbre, guarisca.

E invece succede che la tosse peggiora e la febbre pure. Allora inizi ad essere un pelino in apprensione e quindi scendi in paese per cercare una farmacia, dove trovi la tachipirina per bambini che costa come una bottiglia di Brunello di Montalcino del 94, invecchiato in botti di rovere. Per fortuna per somministrarla non serve il decanter. Niente. Ogni 4 ore la febbre risale. Così ieri sera contatto il pediatra (santo Luca) che mi consiglia di arrendermi all’antibiotico.

Eh. Ma dove lo trovi un dottore per la ricetta? Alla farmacia ci indirizzano alla – comoda – guardia medica che dista tipo 40 km di tornanti con neve ghiacciata. Oltretutto, l’edificio è nascosto in un dedalo di stradine innevate che solo l’amore materno può sfidare. Vabbè.

Suoniamo alla portineria della USL. Niente.

Risuoniamo. Ci apre un medico che assomiglia a padre Ralph di uccelli di rovo e che, successivamente, scopriamo essere russo. Simpatico ed accogliente come uno shottino di guttalax. Ci intima di sederci, nonostante non ne avessimo alcuna voglia e ci scrive la ricetta con una lentezza tale, che per 10 minuti ho creduto la stesse abbellendo con un codice miniato.

Arriviamo a casa con la preziosa bottiglietta, fiere come Indiana Jones col Santo Graal. Ma la nana peggiora. È allergica alla polvere. Figo scoprirlo a 450 km da casa.

E così dopo varie consultazioni, abbiamo deciso che era meglio farla rientrare a casa. Peccato che non fosse possibile organizzare il rientro coatto di tutta l’allegra combriccola [ Beh oggi, non così allegra. Io, ad esempio, ho esaurito il plafond mensile delle parolacce.]

L’unica soluzione percorribile era la staffetta. Ci siamo dati appuntamento con Giuseppe [ al secolo, il papà di Brita] ad Alessandria per accorciare il viaggio alla piccola. 5 comode ore di viaggio che hanno compreso anche una sosta della disperazione in un fast food, sperso tra le risaie alessandrine. Ovviamente io e Nina in abbigliamento da sci. In mezzo alla pianura alluvionale formata da Tanaro e Bormida. Con clima tipicamente padano. Alle 8 di sera di martedì grasso.

Gli avventori ci hanno guardate come fossimo uscite dalla navicella di Star Trek. Senza esserci rifatte il trucco, però.

Fortunatamente la piccola, privata delle spore della moquette dello chalet [che poi, che schifo fanno le moquettes, ne vogliamo parlare?] si è subito ripresa. Sta già molto meglio e si gode il suo papà, dopo 3 nottate passate insonni a tossire.

Speriamo che vada meglio il prossimo anno.

Per fortuna la nonna ci ha aspettato fino al nostro rientro a Cervinia, accogliendoci alle 11 di sera con un bel piatto di “frappe” fragranti e profumate.

Amore by Brita

Perché, in tutto questo, era pure martedì grasso. Olé.

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  1. Ma come si fa a partire con tre creature senza tachipirina??? 😯

    Un’altra cosa mi ha stupito: io sono allergica alla polvere, che poi sarebbe allergia ai dermatofagoidi, che a sua volta in effetti l’allergia è alle cacchine dei medesimi: ecco, mi hanno sempre assicurato che in montagna i dermatofagoidi non ci sono, ed è per questo che ho sempre pensato che, alla bisogna – per esempio in gravidanza – la montagna mi avrebbe salvato dal cortisone. Ora, la domanda mi sorge spontanea: che razza di schifezza abitava quella moquette?

    E ancora sì, le moquette fanno schifo, tutte.

    • Semplice: prepari il sacchetto con le medicine e lo lasci all’ingresso convinta di averlo caricato 😉 ma la moquette in montagna è assurda

      • La moquette è assurda sempre, è un covo di sporcizia ovunque tu la metta.

        Beh, fortunata ad aver dimenticato solo le medicine, l’ultima volta che il mio ex ha dichiarato di aver caricato TUTTI i bagagli ha omesso di specificare che aveva caricato tutti I SUOI bagagli, e sono arrivata a destinazione senza neanche le mutande di ricambio!!! 😯

          • Ebbene sì, mi salvarono i “vu cumprà” sulla spiaggia, che alle sette di sera erano ancora là con le loro bancarelle, e mi rifeci il guardaroba… biancheria comprata al supermercato, lavata la sera e per pronta per il mattino seguente, più di così non potetti.

            Naturalmente, lui riversò la colpa su di me per non avergli detto che esistevano anche dei MIEI bagagli!

          • Insomma, un pover uomo mica può leggere il pensiero, glielo avrei dovuto comunicare che anch’io avevo intenzione di portare dei bagagli!!! 👿

  2. Mia madre sarebbe molto solidale, partiva con me e mio fratello per andare da mia nonna a Rimini (per fortuna una città) e alla prima domenica io scatenavo una tonsillite con febbre a 40. Ricordo di averci fatto anche gli orecchioni, dalla nonna.

  3. No vabbè, ma un concentrato di sfiga mica indifferente!!! Che uno non vede l’ora di partire, per rilassarsi un po’… e zac,ci si mette pure l’orripilante moquette!

  4. CERTE VOLTE LA REALTA’ SUPERA LA FANTASIA,LA FICTION,O MI SBAGLIO?E QUESTO NON SOLO A CARNEVALE, MA UN PO’ TUTTI I GIORNI:CHE VUOI FARCI,GIU’ LA MASCHERA E W LA MAMMA!E W MARGHERITA!

  5. vedi!!
    secondo me è il demone delle vacanze…
    dopodomani dovrei partire e.. ovviamente ho tosse e febbriciattola, è così!
    uno le pensa, le pianifica, le attende, e poi.. arrivano le SFIGHE del mondo!!
    ma il dott. russo ha fatto il test delle allergie a Brita?? ;0))

  6. Babi dice

    Mannaggia, che sfortuna!!!
    Però Cervinia….siamo vicine!!! Dà una certa emozione

  7. Io l’ultima volta che dovevo partire per la Toscana (per lavoro, ma lavorando con il mio migliore amico vale come vacanza) ho dovuto ritardare di un giorno, perché due dei cani, in genere tranquillissimi, hanno pensato bene di azzannarsi facendomi fare spole tra pronto soccorso veterinario e farmacie (se andavo via lasciavo mio marito solo con la moto… complicato portarci un cane di 30kg…), con punti sparsi, ematomi da controllare che non creassero versamenti interni e quant’altro…
    adesso tremo per il prossimo viaggio..
    ma a parte tutto, le ricette non puoi fartele mandare via mail? Io non vado mai dai medici, mai mai mai, ma quando ho bisogno di qualcosa che vada oltre il farmaco libero, chiedo al solo medico di cui mi fido di farmi la ricetta e mandarla in mail (è, appunto, in Toscana). Poi la stampo e la farmacia la accetta senza problemi ^^

  8. luca dice

    Mi ricorda qualcosa.
    Tipo che sto week vado al mare e ho appena scoperto che mia figlia di 22 mesi soffre la macchina.
    Gli voglio un gran bene ma alcune volte che palle sti figli.

  9. Giusi dice

    I bambini sono SPECIALIZZATI ad ammalarsi sempre durante le feste, le vacanze, i viaggi e i fine settimana. E a vomitare esclusivamente nelle case di coppie che non hanno figli e non sopportano i bambini… sapevatelo! 😉

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