Mese: marzo 2014

Da oggi: nuova rubrica – I consigli [improvvisati] di una donna imperfetta

Una mamma, una donna, una lesbica – what else? Una 30enne alle prese con la vita quotidiana tra lavoro, compiti a casa, influenze, spesa, conciliazione sociale – familiare, e ricette da “arrembaggio”. Questo il titolo esteso della rubrica che uscirà da oggi, con cadenza casuale, per ironizzare sulla mia scarsa competenza con l’etichetta di “mamma e donna perfetta”. Se avete domande da porre alla non esperta, non esitate a palesarvi nei commenti o scrivendo una mail. Ne parleremo nella prossima uscita delle rubrica. Per il titolo “Sora Lella” ringrazio mia sorella che mi ha ribattezzata così, come abbreviazione, appunto, di sorella lesbica (la sua, non di Aldo Fabrizi) Come [provare a] curare l’influenza di tuo figlio con mezza cipolla La domanda: La mia bambina di 4 anni è molto cagionevole di salute. Basta che scureggi un alito di vento e si ammala con febbroni da dinosauro ed inondazioni di moccio. Come posso fare? La risposta: Cara ragazza, non disperare. Se i metodi tradizionali ti donano la stessa gioia dello sfracassarti il mignolo sullo stipite della …

La propaganda eterosessista

Appena nati, le femmine si vestono di rosa. I maschi di azzurro. Le femmine poi, hanno lunghi e soffici capelli lunghi. I maschi corti. Alle femmine si regalano pentoline a bambole, affinché imparino ad accudire la casa ed i figli che, SICURAMENTE, avranno non appena si sposeranno. Loro sogno più ambito. Ai maschi, invece, si donano armi, macchinine e costruzioni: dovranno difendere e mantenere la prole e la loro consorte. Ai bambini, sia maschi che femmine, si leggono favole che finiscono sempre con la principessa che tocca l’apice della felicità, sposando il principe che l’ha salvata. Anche se a lui puzzava l’alito. Se nasci in una famiglia cattolica, nemmeno troppo praticante, ti toccano comunque 2 ore di religione a settimana + catechismo che-ci-vanno-tutti e se-non-fai-la-comunione-a-te-niente-regalo. E lì, ti spiegano che le donne devono servire i loro mariti e che la famiglia non si sfascia, nemmeno se “lui” paga due minorenni per fare sesso o ti picchia dalla mattina alla sera. Non c’è scampo. Se non ti omologhi gli altri ti prenderanno in giro, ti derideranno e …

La bellezza è…sempre molto relativa

Ci sono combinazioni di suoni che l’orecchio mammesco non riesce ad ignorare. Onde sonore che scatenano un panico primitivo direttamente nella ghiandola pineale: il rumore di un tonfo sordo – attimo di silenzio – urla di disperazione E nonostante la febbre quasi a 40°, che mi permetteva giusto di navigare, persa nel limbo della semi coscienza, ho fatto un balzo carpiato fuori dal letto e saltato la sedia da ufficio, con la stessa agilità con cui una gazzella ogni mattina in Africa si alza e…vabbè la storia la sapete. La scena che si mi profila è la mia quattrenne che piange disperata, con la bocca piena di sangue. Giocando con Ariele è inciampata ed ha sbattuto la bocca su un baule. Il risultato: una gengiva gonfia e un incisivo arretrato e ciondolante. Ariele, pallido e silente. Io tento – invano –  di dissimulare il panico. Come è noto, non è il mio forte. Brita terrorizzata. In lacrime. Senza parole. Mi guarda per un tempo che a me pare un’eternità e mi dice: – Mamma, ho …

Che fretta c’era? Maledetta primavera

– Mamma, anche tu hai la febbre? – Si Brita, e mi fa tanto male la testa. – Posso stare qui nel letto con te mentre lavori? Sto brava, mi prendo un libro – Va bene, però mi lasci lavorare – Occheiiii Quanto dura il silenzio di un bambino di 4 anni? Questioni di attimi. E la privacy che c’è in una casa con tre nani, è pressoché inesistente. E infatti, dopo 5 minuti arriva anche Ita e s’infila nel lettone con un libro. Una tossisce, l’altra legge. Mentre trovo piedi di varia misura sparsi nel letto e su di me. Per fortuna, almeno Ariele è a scuola. Ma non doveva essere arrivata la primavera, qual magico tripudio di fiorellini, uccellini, passeggiatine, solino – tutto in ino? Siamo passati indenni dall’inverno, proprio ora dovevamo frantumarci? Personalmente non ho mai amato molto la primavera. Se poi mi ritrovo ad avere 39,6 di febbre e a fare colazione con la tachipirina… Che poi, siamo lesbiche, mica abbiamo anche la pazienza di occuparci dei bambini malati e di prenderci …

A.A.A. cercasi Ente Per la Tutela e la Valorizzazione della Vita di Coppia

Ma quanto è bella la famiglia con 3 bambini di età variabile dai 4 ai 10 anni?! Piccoli ed amorosi cucciolotti sempre alla ricerca di affetto ed attenzione, adorabili giocherelloni spesso polemici ed arguti, instancabili oratori e prolissi interlocutori che allietano la nostra vita da genitori. La dolcezza della colazione tutti insieme Il profumo del caffè appena uscito e il tintinnio dei cucchiaini. E la mia voce che tuona per le scale: – MUOVETEVI! – E le domande dei 3 nani a raffica incrociata: – Mamma, dove sono le mutande puliteeeeeee? – Mamma, Ita ha preso la mia pennaaaaaaaa – Mamma, questi pantaloni hanno una macchia di sugooooooooooo – Mamma, mi fai la codaaaaaaaaa? – MAMMAAAAAAAAAAAAAAA!!! La tenerezza del pranzo ad orari diversi – Muoviti che esce tua sorella, prendi la giacca, metti le scarpe, ‘azzo non ho spento il sugo! Porcocane dove sono le chiavi della macchina?! Perché ho un nano che mi nasconde la scarpa sinistra?! DAIIII!!! È TARDIII!!! La gioia della cena e della convivialità – Mamma, ma ancora minestroneeee? – Mamma, le …

Il mio papà è come me. Ma con i baffi

Quando ero alta un metro pensavo che i miei genitori fossero fighissimi. Non so se fosse solo questione di prospettiva, ma li consideravo dei semidei (dove il semi era dovuto al fatto che avessero bisogno di andare in bagno, quando sapevo benissimo dal cartone di Pollon, che non era così per gli dei veri). Alle elementari prendevo atto che, oltre ad andare al gabinetto, facevano anche altre cose umane: discutevano, si arrabbiavano e mettevano in punizione. A 16 anni credevo che i miei genitori fossero terrificanti e quelli dei miei amici decisamente più tolleranti e di mentalità più aperta. Ma passavo talmente tante ore chiusa in camera mia che, devo dire, i miei genitori quarantenni non me li sono proprio goduti. Crescendo ho acquisito un barlume di lucidità in più (giusto poca) e ho iniziato a considerarli persone non perfette, ma perfettibili. E poi, i genitori, come i figli, non si scelgono. E a me loro vanno bene così come sono. A mio padre (visto che oggi è la Festa del Papà) sono grata per …

3 piccoli Supereroi in difesa dei diritti LGBTI

Ariele 10 anni (mio figlio) Era il 2006 e lui frequentava l’asilo. Il giorno della festa di martedì grasso era tutto compiaciuto, mascherato con il costume da Zorro, ereditato dal cuginetto. Era così esaltato che, prima di uscire, si gira e mi dice: Mamma oggi guido io, prendiamo l’Ariele  – mobile! Ho impiegato cinque minuti a disincastrare le mie chiappe dalla macchinina a pedali con la quale sperava di recarsi all’asilo e nella quale mi sono dovuta infilare, per offrire dimostrazione pratica di incomprimibilità di un sedere. Da quel momento, Ariele continua a sentirsi un super eroe in difesa dei più deboli. Ho saputo da un suo compagno di classe che interviene sempre quando qualche “bulletto” prendo in giro gli amici più timidi. La sua arma letale: Fisico da pallanuotista e discreta linguetta, con la quale più di una volta ha messo a tacere chi usava la parola “lesbica” come un insulto. Ita 9 anni (Margherita, figlia di Nina. Per chi ancora fosse confuso dalla nostra confusionaria famiglia, c’è questo post) Instancabile chiacchierona [NdR dote …

Sarò la tua Geisha – ma anche no

Donne uccise dai propri compagni perché si rifiutano di essere considerate una mera proprietà. Donne che si ribellano e chiedono aiuto ad una giustizia che non è in grado di difenderle. Donne che nemmeno ci provano, a ribellarsi, per paura delle ripercussioni. Donne lasciate sole ad abortire nei bagni degli ospedali, come fossero un rifiuto della società. Donne che non si uniformano allo stereotipo di: femmina procreatrice + angelo del focolare e vengono demonizzate. Uno Stato che non tutela, che non protegge, che non valorizza, che finge di non vedere. Una Chiesa che demonizza, giudica e benedice delle mostruosità. Questo è il panorama in cui devono crescere i nostri figli?! Io sinceramente non riesco a tacere. Non riesco più nemmeno a ridere delle battute di quegli uomini che: – Ah sei lesbica, che peccato! – Fanculo. Quale sarebbe il peccato? Tanto non te l’avrei data nemmeno se fossi stata etero e tu l’ultimo uomo della galassia. Fai te. Oggi sono arrabbiata, lo so. Perché alle bambine regalano le pentoline e ai bambini le armi? Perché …

10 frasi killer da non dire quando litighi con lei – per lesbiche che hanno deciso di dire NO all’aggressività (ma sì, alla gastrite)

L’altro giorno, mi sono imbattuta in questo articolo  e mi son detta “alla faccia degli stereotipi di genere”, qui mi s’invita a nozze. In questo condensato di saggezza s’induce a non demonizzare la discussione, ma a considerarla – giustamente – come fonte di confronto e di crescita della coppia. E si consiglia di “riformulare” alcune frasi, affinché non diventino dei rasoi affilati, pronti solo a ferire, piuttosto che a trovare un punto d’incontro [cosa che dovrei imparare, dal momento che nei litigi sono velenosa come una Vipera del Gabon] E così, ho deciso di stilare una classifica di frasi da non dire MAI alla fidanzata in caso di litigio. I “Sei peggio della mia ex” Dopo ore ed ore passate a demonizzare, esecrare, distruggere, mortificare la tua precedente fidanzata, dipingendola come il peggiore dei mali dell’umanità, seconda solo all’ebola, questa è una frase assolutamente da evitare. L’esperta consiglia il più conciliante – Con questo tuo atteggiamento, mi fai rivivere degli episodi, per me dolorosi, che ho già dovuto affrontare in passato – II “Non ho nulla” …

Per le vacanze – diffida di Peppa Pig

Eccoci di ritorno. Dopo 7 giorni di vacanza, a cui vorremmo ne seguisse un’altra per riprenderci dalla fatica. Perché andare in settimana bianca con 3 nani + 2 nonni, non è esattamente una passeggiata di salute. Più che un resoconto delle ferie, potrei scrivere un memoriale dello stress. La sfiga ci si è appiccicata addosso più tenacemente dei calzini ai piedi dopo una giornata dentro gli scarponi. Perché il problema è il messaggio fuorviante dei cartoni animati. Perché Mamma Pig si rotola per terra dalle risate al primo inconveniente ed io m’incazzo? C’è qualcosa di profondamente sbagliato in me. O nei messaggi subliminali delle famiglie felici in vacanza. I maiali ridono ad ogni cavolata ed io mi faccio spiaccicare dagli inconvenienti. Memoriale: La Brita è stata riportata d’urgenza a casa, perché ha manifestato una forte allergia alla moquette con cui era rivestito il pavimento dell’appartamento. Cosa c’è di più divertente dello scoprire che tua figlia a contatto con gli acari inizia a tossire senza sosta? Per giunta a 500 km da casa?! Mia mamma ha …