Nuda veritas
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La mia famiglia è come la tua, ma non ha diritti

Oggi non mi va di ridere. E il mio senso dell’ironia è al minimo storico.

Di fronte al clima omofobico dilagante, non riesco a scherzare.

Penso agli opuscoli dell’UNAR ritirati dalle scuole, materiale informativo che doveva servire a sensibilizzare i giovani contro il bullismo omofobico.

Penso alle proposte deliranti della nuova destra, mascherata da lista civica, che incita a levare i bambini a coppie omogenitoriali [vedi a Trento].

E mi viene il vomito. Un rigurgito di rabbia impotente, frustrazione e anche paura.

Paura perché è facile gridare all’untore, nei momenti in cui un Paese affronta una regressione politica, sociale, culturale ed economica. Perché è cosa storicamente nota, l’abilità di convogliare il malcontento e la frustrazione popolare sulle minoranze – già prive di diritti e di tutela. Perché Sanremo e tutto il panem et circenses con cui c’ingozzano da sempre, non basta più.

Un panorama politico esasperato, nei toni e nei modi, da un populismo che tutto promette, tranne di costruire uno Stato equo e democratico. La tristezza di vivere in un Paese in cui, inesorabilmente, vengono calpestati i diritti fondamentali delle persone.

Anche nella mia famiglia facciamo fatica ad arrivare a fine mese.

Anche nella mia famiglia portiamo i bambini dal dentista, in piscina e ai compleanni degli amichetti.

Anche nella mia famiglia si discute e si fa pace.

Anche nella mia famiglia la mattina è un delirio di – Muoviti, lavati, hai fatto lo zaino? ricordati la merenda, finisci i biscotti.

Anche nella mia famiglia si va al cinema (ogni tanto) per guardare i cartoni animati con le patatine del supermercato nello zaino, perché i pop corn costano un botto.

Anche nella mia famiglia le tovaglie escono dalla lavatrice con le macchie di sugo e i calzini spaiati.

La cosa bella della mia famiglia è che siamo onesti. E coerenti. E non ci nascondiamo dietro un falso moralismo e l’ipocrisia di chi non ha il coraggio di vivere nella verità.

Nella mia famiglia si parla, non si catechizza. Si spiega, non s’impone. E lottiamo ogni giorno, con il nostro esempio, perché speriamo che i nostri figli maturino in loro il valore della libertà, della giustizia e del rispetto.

Sto continuando a scrivere su questo blog perché questo è il mio attivismo. E la mia più grande felicità è leggere le tante mail, i messaggi su facebook che quotidianamente mi arrivano. Perché la mia non è una voce isolata, ma l’amplificatore di tante altre vite e storie come la mia. Di mamme, di papà, di ex mogli, di ex mariti che si ritrovano a vivere una nuova vita e una sfida: quella dell’essere dei genitori omosessuali che si trovano a crescere dei figli in un Paese che non li rispetta e li ostracizza. Scrivo per conto di tutti quelle e quegli eroi che cercano di vivere e di allevare dei bambini in questo pantano di Stato, in cui il fumo vale molto più dell’arrosto che si dividono tra pochi eletti.

E ci metto la faccia ogni giorno, come la mia compagna, come i tanti attivisti delle associazioni, che combattano questa battaglia vivendola quotidianamente.

Nina & Veronica by Brita

Perché la mia vita – e la mia famiglia – hanno la stessa dignità della tua.

E ha diritto ad avere gli stessi diritti. Perché negando i diritti, si nega l’esistenza di altri esseri umani.

E lo sapevano bene i dittatori.

52 Commenti

      • catuz dice

        Grazie,
        grazie da chi non ha ancora il coraggio di vivere apertamente, anche se in quella direzione sta andando.
        Le frasi più belle e commoventi:
        “La cosa bella della mia famiglia è che siamo onesti. E coerenti. E non ci nascondiamo dietro un falso moralismo e l’ipocrisia di chi non ha il coraggio di vivere nella verità.

        Nella mia famiglia si parla, non si catechizza. Si spiega, non s’impone. E lottiamo ogni giorno, con il nostro esempio, perché speriamo che i nostri figli maturino in loro il valore della libertà, della giustizia e del rispetto”

        Grazie ancora.

        • Il coraggio arriva nel momento in cui decidi di permetterti di essere felice. Ognuno ha i suoi tempi. Grazie, mi hai fatto riflettere su alcuni aspetti…a breve butto giù un post

  1. Pingback: Paolo Cia di Lista Civica Trento chiede alla giunta di togliere i figli ai genitori omosessuali. | Agedo Nazionale

  2. <3
    Non mollare…
    convivo e non ho battezzato Ale lo sai e spesso sono additata come quella diversa, come se la mia famiglia valesse meno…come se convivere e non fare le cose che fanno tutti ti possa portare sulla via del non ritorno, con la differenza che io so perchè non l'ho battezzato…anche se ci provano a metterti in difficoltà tu non mollare. Quando leggo te, leggo the queen father leggo e vedo una famiglia non come le altre ma spesso migliore di tante altre che si appoggiano su ipocrisia e leggi nn scritte! <3

  3. ahhhh che meraviglia questo blog, questo diario di normalità. Sono una vicina di blog, un po’ come una vicina di casa, da cui poter andare a chiedere lo zucchero quando finisce, che leggerà con passione autentica i vostri post, sulla vostra famiglia. Una vera famiglia!!!

  4. siamo in un brutto mondo, ancora.
    e spero che quell’ancora siamo molto breve.
    per il poco che fa, sono con voi

  5. Ciao Veronica, ti leggo oggi per la prima volta, e per quanto possa valere, ti sono vicina! Ho 20 anni e faccio parte per fortuna di una nuova generazione che crede nell’amore e basta, in ogni sua forma. Litigo con i miei genitori su questo argomento spesso e volentieri, cerco di insegnare a mia sorella di 10 anni più piccola (e fresca di catechismo) che due persone si possono amare anche se il loro sesso è il medesimo.
    Un abbraccio!

  6. Sta per uscire, scusa la pubblicità mica troppo occulta, il mio secondo romanzo e parla anche di questo, due mamme per una bambina avuta con l’eterologa. Coraggio, non sei sola!

  7. ingenuetà dice

    Capito su questo blog seguendo il suggerimento di TIASMO e l’ho letto tutto d’un fiato. I tuoi post offrono un sacco di spunti e vorrei inserire qui una mia prima riflessione (non temere, le prossime saranno meno serie!).
    Sui problemi delle “minoranze” (è un termine orribile ma penso renda l’idea… io sono stata e sono per molti versi parte di “minoranze”) secondo me bisognerebbe distinguere fra l’aspetto socio-politico e quello culturale. Da un punto di vista politico, di diritti civili e sociali, è sacrosanto incazzarsi, lottare e sostenere l’attivismo di tutti coloro che non chiedono altro che il riconoscimento di parità razionalmente incontestabili. Da un punto di vista culturale, invece, forse dovremmo essere un po’ tolleranti verso le “maggioranze” che per molti versi sono solo impaurite e ignoranti. L’omofobia è la discriminazione più facile, magari c’è gente che non ha mai avuto contatti con altri tipi di “diversità”, mentre la differenziazione “maschio-femmina” e tutto ciò che ne comporta è parte della vita di chiunque. Purtroppo la maggior parte delle persone (e quindi di noi) non ha ricevuto, nè riceve un “A B C dell’amore”, praticamente non esiste quasi l’educazione sessuale e figuriamoci un’educazione sentimentale. Lo si vede nei fatti di cronaca, ma anche nelle nostre vicende personali. Penso che l’unica cosa da fare, nell’attesa che crescano future generazioni più fortunate ed aperte, sia stare nel mondo a testimoniare la propria straordinaria normalità. Cosa che a te riesce egregiamente!

    • Figurati! Solitamente anche io sono decisamente più ironica :). Foss’altro perché mi fa rima col nome.
      Condivido ogni tua parola. Conoscere le differenze e saperle apprezzare, senza volerle ricondurre a modelli noti, è davvero una sfida importante. È fondamentale testimoniare direttamente, e in prima persona, la “normalità” delle nostre vite. Grazie per il tuo commento così profondo, spero di rileggerti presto.

  8. Angela dice

    Io parlo molto di amore con i miei figli e molto tranquillamente parlo dell’Amore che ci può essere tra un uomo e una donna, tra una donna e una donna, tra un uomo e un uomo. E mi accorgo che se sono io a parlarne come di una cosa ovvia, scontata, normale, anche per i miei bambini la cosa è scontata, normale, bella così.
    Poi viene fuori dalla scuola quello che Pietro ritiene essere un insulto: sei lesbica. L’ho guardato, sono rimasta molto neutra e gli ho detto che no, io non sono lesbica, ma che non capivo perché mi avesse detto la frase con quel tono. Stavamo litigando e il litigio si è perso, sfrantumato di fronte a una cosa che non ritengo essere un insulto.
    Cedo sia stata una lezione importante. Le parole gay e lesbica sono aggettivi qualificativi, come eterosessuale, bello o brutto, bionda o mora, noioso o divertente. Qualificano una caratteristica, una tra le tante, delle persone. E per me, almeno, una caratteristica nemmeno così importante! A me di una persona interessano i suoi pensieri, come li declina, cosa legge, cosa ascolta e cosa guarda, come vive la vita, come arriva in fondo alla giornata senza essere sopraffatti dalla vita e dai figli, non con chi va a letto alla sera!

  9. Ciao. Ti ho scoperto oggi e ne sono molto felice. Io sono Stella ho 26 anzi quasi 27 anni e la maggior parte delle persone che conosco sono “contrarie” ai gay. A mio avviso non servirebbe neanche puntualizzare l’essere favorevole o contraria ad una cosa così intima e personale come questa. A mio personale parere, ognuno è libero di vivere l’unica vita che ha come meglio crede, con chi vuole ed essere felice. La tua storia mi incuriosisce molto. Ti faccio i miei complimenti per aver avuto il coraggio di vivere come realmente sei. Comunque piacere, io sono Stell e sono una tua nuova followers!

      • Ciao! Purtroppo molte persone credono sia una malattia essere omosessuali. Credono sia contro natura non essere accompagnati nella vita da una persona dell altro sesso. Non serve dirti le litigate che ci faccio. Non sapevo che essere gay è come avere la varicella o la febbre. A volte resto senza parole. Bisognerebbe davvero, grazie a te che scrivi questi meravigliosi post, far capire che le persone sono tutte uguali. Che differenza fa se dormono con una donna o con un uomo. O forse sei un extraterrestre?!

        • Sarà che a volte divento verde :), ma per rabbia, più che per appartenenza ad un altro pianeta. Scherzi a parte, io non mi capacito di come anche tra giovani siano diffuse simili credenze medievali. È davvero allucinante! Per questo sono convinta sia importante far capire l’omosessualità è una delle varianti della sessualità e non una “malattia”. Che poi, trovo molto più contra natura usare gli occhiali perché sono miope, o guidare la macchina..insomma..questa cosa del “contro natura” è agghiacciante! Come se loro vivessero in grotte, nudi e cibandosi di bacche. Mah! 🙂 Scusa, ti chiedo ancora: ma loro come argomentano questa teoria del gay malato e del contro natura?

          • Non pensare che le persone che conosco io si buttino per strada urlando che i gay sono malati! Però mi è capitato di sentire frasi anche piuttosto pesanti. Loro pensano che per gay significhi saltate sui carri stile gay pride. In compenso ho tre amici di famiglia gay, due dei quali fanno coppia ormai da una decina di anni. Uno di questi prima stava per sposarsi con una donna, poi verso i 30 anni ha scoperto di essere gay. Forse ti sembrerà una domanda stupida la mia, ma ho sempre pensato che uno non possa capire di essere gay dopo anni e anni e invece è possibile. Dici che qualche accenno c era anche prima?

          • Non saprei :), io qualche segno l’ho manifestato anche prima, solo che mi mancava la consapevolezza per “leggerlo”. Poi magari affronto meglio la cosa con un post 😉

          • Arianna dice

            “trovo molto più contra natura usare gli occhiali perché sono miope, o guidare la macchina”… è quello che dico sempre anch’io: mi vieni a dire che essere gay è contro-natura, ma ti lavi i denti con lo spazzolino di plastica, prendi l’aereo per andare in vacanza e ascolti musica con l’mp3…tutte cose molto naturali. Intanto però l’omosessualità esiste anche fra gli animali…tipo una delle mie tartarughe, che in primavera passa il tempo a rincorrere l’altra anche se è detto stesso sesso 😛 In compenso non ho mai visto una tartaruga truccarsi, un gatto depilarsi, un rinoceronte andare in deltaplano (anche se mi piacerebbe).

  10. questo paese ha bisogno di un cambiamento culturale profondo!
    credo che non ci sia più tempo da perdere se non vogliamo che marcisca definitivamente.
    in molti ambiti tutti dobbiamo impegnarci x la “lotta al non rispetto”!
    forza, siamo con te! 🙂

  11. Stefano dice

    Continua ad essere il megafono di tanti/e che vivono problemi simili ai tuoi.
    Non sei sola
    Stefano Boatti, gay senza figli ma con un amore di compagno da oltre 10 anni, una famiglia che per lo stato italiano non esiste.

  12. Sono contenta che ci siano persone come te che fanno attivismo. A volte mi chiedo se gli italiani non siano un po’ addormentati…questo post e altri mi fanno pensare…per fortuna non tutti! In un paese in cui neanche la convivenza eterosessuale è riconosciuta di strada da fare ce n’è!

    • Ce n’è, e tanta! E per fortuna siamo parecchi ad aver voglia di farci sentire. Speriamo sia di esempio per gli altri. Anche perché a dormir troppo…viene l’alito cattivo ! 😀

    • FRANZ dice

      Sì, secondo me c’è bisogno di una revisione totale del concetto di famiglia, anche da parte delle istituzioni: convivo con il mio compagno e mia figlia (che ha un padre dal quale sono separata). Abbiamo lo stato di famiglia noi tre insieme poiché viviamo nella stessa casa, ma nessun altro diritto siccome non abbiamo voglia di sposarci. E quando vado a fare mediazione familiare con il mio ex e una psicoterapeuta, il termine “famiglia” la mediatrice lo dice sempre rivolto a noi due genitori: il mio compagno non conta nulla (cioè mia figlia vive anche con lui! Da due anni… come si può pensare che la sua presenza sia ininfluente?) e il messaggio che passa è che la famiglia resta sempre quella “ufficiale”…sono molto confusa anch’io.

      • Quello che è da rivedere è tutto il concetto di “famiglia”, che andrebbe reso flessibile e al passo con la società odierna. Considera “famiglia” ciò che tu percepisci tale. Il resto è burocrazia (purtroppo arretrata).

  13. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 28.02.14 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  14. Sto tentando di educare mia figlia al rispetto, rispetto per ogni essere umano indipendentemente da colore, razza e orientamento sessuale. Spero di riuscire a farle capire che ci sono tanti tipi di famiglia ma un solo tipo di amore, che le accomuna tutte. Grazie, perchè solo parlandone, esponendosi, si potrà cambiare qualcosa. E magari, per i nostri figli, tra qualche anno questo mondo sarà un mondo migliore.

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