Nuda veritas
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Come capire se sei lesbica – la funzione del gay radar

Moltissime donne mi stanno chiedendo di raccontare della mia epifania, per capire se anche loro sono lesbiche oppure no.

Mi spiace deludervi, ma un “tutorial per la rivelazione” chiaro, netto e definitivo non c’è.

Io, ad esempio, l’ho capito quando si è azionato il gay radar. Ma che cos’è? La scienza non ci ha ancora saputo offrire certezze al riguardo, per cui è necessario procedere in maniera empirica. Alla Cazzenger.

Potrei tediarvi inutilmente con la stretta amicizia intessuta con la mia compagna di banco delle elementari. Ma non è estremamente rilevante e fa un po’ Piccole Donne.

Potrei giurarvi di aver avuto prevalentemente amici maschi e di aver sempre privilegiato sport maschili. Ma mentirei. Amavo il Karate, ma anche la danza classica.

Potrei descrivervi i miei giochi da bimba. Ma sarei poco incisiva, perché amavo sia le Barbie e le pentoline che il Meccano e i Lego.

Queste non sono “prove”. Nemmeno per chi mi conosce da quando ero alta come uno sgabello.

Potrei aver preso nota di tutte quelle volte in cui mi sono girata per strada ad ammirare una bella donna. Ma chi non lo fa?

E allora?

E allora potrei descrivere quel nodo alla gola che mi attanagliava al primo appuntamento con la mia prima ragazza, quei battiti impazziti e sregolati che scoppiettavano dentro di me al primo bacio.

E da lì, è stato un crescendo di sensazioni. Lentamente mi davano la conferma di essere finalmente me stessa. Un continuo placet alla mia condizione di neo lesbica.

Il mio gay radar dormiente da quel momento in poi si è raffinato. Un alert sempre vigile che mi fa riconoscere altre lesbiche, a volte inconsapevoli di esserlo. È regolato dalla “legge di attrazione degli uguali” e si desta ogni volta che m’imbatto in una donna omosessuale.

Se prima era latente ora sono afflitta semmai dal problema opposto: vedo lesbiche ovunque. A scuola, in piscina, al supermercato, per la strada. Forse esagero. Ma è davvero così.

Spesso mi capita di essere guardata con diffidenza dagli omosessuali “duri e puri” – Come puoi definirti lesbica se hai figli e un ex marito? E che bisogno c’è di definirsi?

Perché io SONO lesbica e so che mi piacciono le donne. Punto. Tuttavia credo che la sessualità – e l’affettività – siano molto più complesse e di difficile categorizzazione, ma io mi sento così. Se a qualcuno non va di definirsi, è giusto che non lo faccia.

Non c’è uno schema, non c’è una regola. Ci sarebbe solo da riuscire a vivere la propria vita con onestà e coerenza. In primis verso sé stessi.

Sarebbe bello poterlo fare in un mondo libero da sovrastrutture di pensiero e costrizioni sociali. Ma la Realtà è questa. E se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo essere noi i primi a vivere il cambiamento con serenità.

Illustrazione by Marianna Marigo

Per inciso: se trovate che la donna raffigurata nell’illustrazione sia attraente siete lesbiche.

Scherzo.

Forse.

24 Commenti

  1. Sì, ma noi siamo morbosi; vogliamo sapere come te ne sei accorta! Come ti è venuto in mente? Da cosa è scaturita la consapevolezza?

  2. Irene dice

    E come sempre quando ti leggo, sottoscrivo, prova del nove finale con l’illustrazione, compresa!
    Fenomenale il passaggio sulle lesbiche inconsapevoli!…che sono di più di quante si possa pensare…e posso dirlo perchè lo sono stata!…and you too!!!

  3. ElleBi dice

    Ho appena scoperto il tuo blog, tramite il post di oggi di Enrica Tesio. Quando ho letto gay radar nel titolo di questo post sono scoppiata a ridere. Un carissimo amico, gay, mi ha spiegato la storia del gay radar. Da allora sono convinta di averlo anche io… ma con gli uomini. Forse perchè faccio un lavoro in cui la maggior parte degli uomini sono gay…

  4. Che bel post. È vero: perché bisogna definirsi? La cosa più importante è essere sereni con se stessi. Complimenti complimenti e ancora complimenti!

  5. Bello bello bello.
    credo che al giorno d’oggi malgrado la maggiore esternazione e il maggior parlare che si fa di certe tematiche (come l’identità sessuale) in giro persista una generale confusione. Sentirsi più o meno maschi e sentirsi più o meno femmine non vuol dire necessariamente sentirsi attratti da altri maschi o da altre femmine o viceversa. Così sentirsi maschi o sentirsi femmine non è certo determinato da aspetti riconducibili al comune sentito di “cose che fa un maschio” o “cose che fa una femmina”.
    Io posso dire di esser stata una bambina molto maschiaccio. Giochi da maschi e coi maschi, un generale disprezzo per tutto ciò che vedevo come troppo pertinente l’universo femminile, o forse dovrei dire “femmineo” (Barbie et sim.) Ho sempre avuto molte amiche femmine e pochi veri amici maschi, perchè in generale li trovo un pochino più superficiali.
    Sono stata mai attratta da una donna? per la verità sì, eppure non credo che questo pregiudichi o determini in un qualche modo la mia identità sessuale che sento come fortemente femminile.
    In cosa, nemmeno io lo so dire. Ma sento il mio corpo come mio e ho imparato a riconoscermici.
    Tante volte mi sono chiesta se mai mi fossi concessa l’occasione di “passare dall’altra sponda” se ciò sarebbe mai potuto accadere.
    Il fatto è che l’individuo è fatto anche dalle esperienze che vive, dal come le vive, dalla sua storia, dalle sue esperienze,e dalle emozioni che hanno accompagnato certi suoi vissuti.
    Forse l’occasione non c’è mai stata perchè in fondo sento appartenermi l’eterosessualità come tendenza sessuale.
    o forse sono anche io una lesbica latente e ancora non los o, o mai lo saprò?
    Me lo sono chiesto tante volte. Ma quella scintilla di cui parli qui, per la verità non l’ho mai sentita, e l’attrazione che ho provato in passato per altre donne è sempre stata corroborata o sospinta da una forte intesa cerebrale o spirituale o da un momento di grande vicinanza affettiva.
    perchè in fondo penso che ciò che conta di più sia il nostro essere prima di tutto persone, e uno non si innamora di maschi o di femmine, ma in primo luogo di persone.

  6. Racconti Fotografici Libera Photografia dice

    Il mio gay radar è obsoleto… Dovrei fare un reset e reistallarlo di nuovo.. Sarà l’età?! O forse ne avevo una versione pirata? Nel dubbio ti leggo e mi attengo 🙂 Sempre grande Vera..

  7. Ieri ne parlavo con alcune delle ragazze del Gruppo donna di Arcigay di Milano.
    Prima di scoprirmi lesbica il mondo lesbico era solo un universo sconosciuto e parallelo di cui avevo sentito parlare ma sempre lontano da me, avevo qualche conoscente lesbica ma non mi apparteneva. Da quando mi sono dichiarata e accettata in toto, mi chiedo dove sia finito il mondo eterosessuale nel senso che ora il mio gay radar fortemente spento ora è sin troppo acceso da vedere lesbiche ovunque che la maggior parte le azzecco. Per cui la domanda che mi faccio è, come si può passare da uno stato di coma totale a uno stato di forte visibilità 24/24?!!

  8. Racconti Fotografici Libera Photografia dice

    Seriamente.. (Ma non troppo)
    Si può, perché il tuo punto di vista cambia totalmente.
    Quando una persona si scopre e abbraccia il suo vero modo di essere tutto si allinea in un armonia naturale ed anche la sensibilità e quindi il gay radar funziona a meraviglia..
    Per esempio: se scopri di essere un sottomarino invece di un carro armato lo scandaglio funzionerà benissimo! 😀

  9. Sveva dice

    Ma basta ribadire gli attacchi di noi poveri omosessuali ‘duri e puri’! Siamo anime semplici e non capiamo: abbi solo umana comprensione verso chi non ha mai avuto il glorioso momento dell’eterosessualità. Comunque tu il radar secondo me lo hai falsato: ogni volta che vedi un bel fondoschiena ti va in tilt…

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