Nuda veritas
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Le reazioni delle amiche di vecchia data al coming out

A volte ho come la netta sensazione di aver vissuto due vite, o anche di più. E spiegarlo a chi mi conosceva nella mia “vita precedente” mi riesce sempre un po’ difficile. Mi sento un po’ Samuel Becket nella serie tv In viaggio nel tempo. I nostalgici degli anni ’80 se la ricorderanno. Un senso di sfasamento spazio – temporale tipico del jet lag e di una sbronza colossale. Insieme, ovviamente.

– Ciao, quanto tempo! Che mi racconti?

– Tutto bene, grazie. Sai…sono successe un po’ di cose dall’ultima volta che ci siamo viste…

– Dai, dai. Racconta!

– Mah, vediamo…mi sono separata.

– Oh nooo! Che mi dici?! Mi dispiace tantissimo. O mioddio, che tragedia. E tu come stai?

– Ma, io bene. Beh, sai le separazioni sono sempre dolorose. Ma poi si metabolizza tutto.

– Eh, immagino. Ma senti, se posso chiederti…Lui ha un’altra, vero? Io me lo sentivo. Sembrava tanto un bravo ragazzo, con quegli occhioni…ma a me non inganna. Che bastardo! Lasciarti con due bambini piccoli. Che schifo gli uomini!

– Ehm, no. In realtà l’ho lasciato io.

– Ah. E scusa, perché? Scusa, che domande faccio…Hai un altro tu!

– Ehm, no. In realtà non sono sola. Ma non l’ho mollato per questo.

– Scusa, non ti seguo…

A quel punto non ho scelta:

O fingo di essere morta, come fanno gli opossum, e sperare di troncare la discussione per mancanza di tempo o spiego tutta la storia dall’inizio, cercando di essere concisa. Solitamente, scelgo la seconda opzione.

  •  allora, la persona con cui sto è una donna [ Segue occhio spalancato e bocca semi – aperta dell’interlocutore]
  • mi sono resa conto / ho accettato di essere lesbica qualche anno fa e mi sono separata [ Aumento della divaricazione oculare e buccale dell’interlocutore]

A questo punto porgo i sali per rianimare chi mi sta di fronte. Le reazione successive sono diversificate ma riassumibili in:

La finta – sportiva

Prende una cospicua boccata d’aria e ancora animata da spettrale pallore, emette un sonoro sospiro.

Mah, si dai! Non è la fine del mondo. Ormai il mondo è pieno di casi strani, di famiglie bizzarre e gente separata. Che vuoi che sia?! Anche mia cognata, per dire. Si è separata perché il marito beveva. Però ora è seguita da uno psicologo e pure i bambini. Però, insomma, ti poteva capitare di peggio.

Trancia il discorso rapidamente, pensando che peggio di così, sarebbe solo potuto spuntarmi una coda. Se la osservi, la vedrai sgambettare velocemente per entrare nella prima chiesa aperta ed accendere un cero ai santi, per averle risparmiato un ‘si triste destino. 

L’entusiasta idealizzatrice

Non ho ancora finito la frase che già si scioglie in un sorriso da orecchio ad orecchio.

Oh ma che figata pazzesca! In effetti te, nei panni della mogliettina perfetta, ti ci vedevo bene come me a farmi suora. Nooo, troppo bello stare con una donna. Potete fare shopping e andare a farvi i capelli insieme! E poi organizzare delle gare di Master Chef in cucina sfidandovi ai fornelli. E poi consigliarvi reciprocamente sul vestiario! Scambiarvi le borse e gli accessori. Oddio che bello!

E fugge via a comprare l’ultimo numero di Io Donna, immaginando di poterlo commentare con una fidanzata virtuale. Mentre non vede l’ora di raccontare tutta la storia al marito.

La lesbica confusa in incognito

Mentre parlo mi guarda con crescente interesse, ma a metà discorso già non mi ascolta più. Medita il contrattacco.

Beh, anche io mi giro per strada a guardare le donne. Solo quelle belle, eh?! Cioè, se passa una bella gnoccona, chi è che non la guarda?! Secondo me è normale. Io non sono lesbica. Semmai era lesbica quella con cui sono andata a 20 anni. E pure quella con cui sono andata a 23. Ma io no. Io non credo che avrei sfasciato la famiglia per un paio di belle gambe.

E si allontana. Sbirciando, con occhio storto come un camaleonte, il lato B della tizia che le passa accanto.

Illustrazione by Marianna Marigo

Poi, vabbè. C’è anche le reazione semplice. Quella che va bene su tutto e non stona mai. Quella dell’Amica Vera. Che magari non ti vede da 6 anni e che è solo felice di vederti. Quella che ti abbraccia. Ti guarda negli occhi e ti dice:

 La serenità che dimostri adesso, te la meriti in ogni sua più piccola manifestazione. E io ti voglio ancora più bene perché sei la dimostrazione vivente che volere è potere.

20 Commenti

  1. Irene dice

    L’ultima, la migliore. Quando lo confidi a quelle amiche lì hai sempre un pò di palpitazioni, anche se in fondo in fondo sai bene che focalizzeranno la luce che adesso hai negli occhi! E non ti fanno domande morbose, ma stanno solo ad ascoltarti mentre tu le inondi di confidenze!

  2. Quando quel paio di amici si sono confidati la mia reazione è sempre stata quella di una persona che se lo sentiva, poi tendenzialmente quando un’amico/a viene investito nel vero senso della parola da un un cambiamento radicale o importante ,la prima cosa che conta è sapere come sta ed ascoltare!Un pò come è successo quella volta nel forum ricordi??? Cercare di stare vicino senza giudicare o dire cavolate, che poi non è nelle mie corde, è sempre la cosa migliore! Adoro questa ultima illustrazione

  3. Questo post mi ha ricordato una telefonata di tanti anni fa: volevamo fare una rimpatriata con quelli che avevano preso la patente nautica. Chiamo S. per avvisarlo e lui mi dice che son successe tante cose nell’ultimo anno e che prima di vedere tutti vorrebbe incontrarsi con me e Pat…
    “perchè sai, nel frattempo sono diventata donna”…
    e io “mhmm, ok, va bene , se ti fa sentire meglio, vediamoci prima noi 3″
    e lei “scusa, ma non sei sorpresa, stupita, sconvolta???”
    e io “eh, sì sono stupita, io credevo fossi gay e che avessi una storia con A. che veniva al corso con te.”
    e lei “Sì, all’epoca avevo una storia con lui, ma poi la cosa è naufragata. Ma non sei stupita del resto?”
    e io “No, sono cose che capitano … almeno credo. Forse un po’ mi spiace che tu sia diventata donna perchè eri davvero un gran gnocco … però tanto eri gay, quindi mi son messa subito l’anima in pace!”
    Una bella serata poi, noi tre, ma non ha mai voluto incontrare gli altri… forse perchè gli sguardi fanno più male delle parole.

  4. Francyfilippelli dice

    Il guaio è che siamo noi esseri umani abituati a proiettare sugli altri le nostre ”deficienze”; qualsiasi reazione abbiamo verso gli altri, il difetto è dentro di noi, omofobia in primis… Siamo scorretti già nei ”piccoli e banali” rapporti. Abbiamo la pretesa di essere compresi ma in realtà non comprendiamo già noi noi stessi… e poi dobbiamo avere il coraggio di ”metterci la faccia”! Non c’è piu posto per i vigliacchi…loro non andranno oltre il loro limite e sono solo di intralcio a chi ha le maniche rimboccate! un bacio grande donna

  5. Diego dice

    Trovo il pezzo finale il migliore in assoluto 😛 oltre alla lesbica confusa in incognita 😀 😛
    🙂

  6. Marianna dice

    Poi c’è quella che ti dice “io l’ho sempre saputo”… Ed allora le rispondo “non me lo potevi dire prima che risparmiavo 20 anni di analisi???”

  7. Hai proprio ragione sull'”amica vera”.
    Ricorderò sempre la reazione di una mia amica, Fra, al mio coming out. Tra l’altro era il primo, ero in super-imbarazzo, e glielo scrissi per sms.
    Io: “Senti devo dirti una cosa e bla bla bla… Mi piace una ragazza.”.
    Fra: “Non ti preoccupare. Mi fa piacere che tu ti sia confidata con me.” e poi ha concluso con un superlativo “E’ sempre bello quando ti piace qualcuno.” dopodiché è partita in quarta con i consigli per conquistare la ragazza in questione. 😀 😀
    Se ci penso mi fa ancora piacere! 😀

  8. Fra le varie reazioni al mio coming out ce n’è stata una che, giuro, non avevo messo in conto:

    “Ah. E lo dici così, tranquilla.” “E come dovrei dirlo?” “No, sai…” silenzio.

    Quando rimpiangi di non aver fatto l’opossum.

  9. Chiara dice

    La prima persona con cui ho fatto coming out è la mia attuale migliore amica, cotta interiorizzata dell’adolescenza. La sua risposta è stata: “michia l’avessi scoperto prima…io ero super innamorata di te a 16 anni” e io tipo basita.

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