Nuda veritas
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Figure di M… che ti segnano per sempre

Era un caldo pomeriggio d’estate ed io ero una vispa 15 enne dal fisico esile e lunghi boccoli. Bei ricordi. Comunque, andiamo avanti.

Una di quelle giornate così calde che persino pensare ti fa sudare come un calippo sotto l’ombrellone. Fatto è, che penso di farmi una doccia per rinfrescarmi un po’. Detto fatto m’infilo a grandi falcate nel bagno dei miei. La stanza si trova al piano terra ed affaccia su un corridoio che collega il salotto alla zona notte.

Mi accendo la radio [tutt’oggi ne ho una quasi in ogni stanza] e mi sollazzo con l’acquetta e la schiumetta per un po’. Il tutto con la calma che ti puoi permettere solo a quell’età e che poi diventa un vago ricordo. [Al momento sto cercando di vincere l’oro alle olimpiadi di “doccia veloce” e il mio record è 2,7 ”]

Esco dalla doccia, mi asciugo alla “porca miseria” mi avvolgo l’asciugamano a mo’ di turbante sui capelli. In quel momento realizzo di aver lasciato tutti i vestiti in camera mia. Al primo piano.

Non ho mai avuto un gran senso del pudore. Del tipo che se qualcuno di famiglia è in bagno a far pipì, io entro e mi lavo le mani.

Quindi, senza pensarci granché, esco ignuda come un lombrico dalla porta del bagno, prima. E da quella che va in salotto, dopo.

Con un unico asciugamano in testa.

Apro la porta incurante del pericolo.

Mi trovo davanti una manciata di sconosciuti che mi fissano allibiti.

Io ho appena il tempo di diventare rossa come una fragola matura e richiudere la porta di scatto.

Giuro. Non sapevo se piangere – ridere o urlare. O combinare le tre cose in un verso indistinto di dolore e vergogna.

Mi raggiunge mia madre in bagno che nemmeno riusciva a respirare, presa com’era dalle convulsioni delle risate.

Scusa, ma non hai sentito che c’era gente di là?

Una figura di merda così, non te la scordi più.

Illustrazione by Marianna Marigo

E allora mi chiedo: perché non imparo mai dai miei errori? Tipo oggi che ero in visita dai miei, potevo chiudere la porta del bagno invece che lasciarla aperta e salutare un amico di mio fratello mentre ero seduta sulla tazza?!

9 Commenti

  1. mi ricordo quella volta in appartamento a fe, il mio era al terzo piano, tre rampe di scale, salgo con la spesa, cerco di aprire la porta ma nn si apre smadonno incurante di due fatti, uno che ci fossero ancora scale dietro di me due che da dentro arrivasse una voce…che chiedeva “chi è”? Alla fine quella voce ha aperto la porta e io ho proseguito il mio cammino!

  2. se vuoi ti racconto anche di quella volta al lavoro in zuccherificio, ero al pc , nell’ufficio del capo che nn c’era continuava a suonare il telefono e io di spalle “oh ma qualcuno risponde al quel casso di telefono???? ” e dietro avevo il capo che si lavava le mani in un lavandino del laboratorio 😛

  3. lenny dice

    Beh..io mi ricordo qualche anno fa.. avevo poco piùdi 20 anni.. in oospedale x trovare un amico vado in bagno. Rivestendomi non mi sono acvprta di aver infilato il bordo del retro del vestitino estivo nelle mutande.. mi sono fatta mezzo ospedale mostrando il mio deretano!!

  4. doncaco dice

    Che dire della zia dei miei figli che ha detto ad un vicino: ohh come sta bene simè rasato,barba e testa……peccato che la risposta è stata sto facendo la chemio….e la zia? Bèè timringiovanisce di brutto….poi è scappata…..sono 2 anni che non si ttrova più :-))))

    • Povera donna!!! Grazie, mi consolo questa mi batte! Invece a me, incinta di Brita, mi hanno chiesto se aspettassi due gemelli… In realtà avevo dei problemi di gestazione piuttosto seri.. Per fortuna la gente parla a vanvera, almeno abbiamo di che ridere 😀

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