Nuda veritas
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C’era una volta un piccolo Naviglio…

…che non voleva, non voleva navigar…

La mia nonna “adottiva” era milanese e per me Milano era racchiusa dentro questa filastrocca che ancora mi trovo a cantare ai miei figli, quando rognano per addormentarsi.

Milano per me era il profumo del risotto alla zafferano della domenica a pranzo, delle cotolette impanate e fritte nel burro. Per me era l’odore degli abbracci di una donna che mi amato pur non avendo alcun legame di sangue con me.

Milano è molto di più, adesso. Perché è il sangue che sceglie chi è famiglia e non viceversa.

Milano è la tisana di benvenuto ai frutti di bosco. Bevuta a scottalingua inglobate nel divano di un’amica che ti ospita senza mai averti conosciuto di persona.

Milano è un’amica che ti ospita senza mai averti conosciuto di persona e che, per di più, su quel divano ci dorme per lasciare il letto a te e alla tua compagna. Inclusi i gatti che ti fanno gli agguati mentre dormi e ti svegliano solleticandoti le guance con i baffi.

20140125_183322Milano è un tram talmente pieno, che le persone si respirano i pensieri l’una con  l’altra. E ti chiedi come sia possibile pensare in così poco spazio.

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Milano è una corsa. Nessuno conta i propri passi per poterli diluire, quei pensieri. Tutto scorre e  gli sguardi si perdono in una prospettiva non semplice da intuire.

20140125_200633Milano sono i Navigli. Che nel tempo avranno anche imparato a navigar, ma non hanno perso  il romanticismo onirico che fantasticavo da bambina.

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Milano è un posticino intimo e buffo dove bere un Mojito speciale…e fare tre volte il giro al  buffet. [che tanto avrei parlato di cibo era sottinteso, ormai]

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Milano è un’apertura improvvisa su un cortile da cui ti aspetti di veder uscire la Signora Minù.  Con tanto di cucchiaino magico e faccina svampita.

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Milano siamo io e Marianna a provare stati d’equilibrio precario sulle rotaie del tram.

Per capire che spesso, nella vita, si procede in parallelo ma a volte ci si incontra.

Che  l’importante non è essere rette, ma corrette.

Che l’amicizia non si misura a palmi ma ad intenzioni e presenza. Anche in lontananza.

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