Nuda veritas
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Le gioie di una coppia di lesbiche in viaggio

Non è il caso che mi dilunghi troppo su quanto per me sia figo andare in viaggio. Ho lo zaino sempre pronto sotto il letto ed ogni occasione è buona per gironzolare. Sono randagia inside. E questo, ormai, è appurato.

Si sceglie la destinazione e ci si mette sul web alla ricerca di un posto per dormire.

Spulci booking, tripadvisor e trovi finalmente la struttura adatta.

Perfetto. Chiami e prenoti una camera matrimoniale. [ Io mi assicuro anche che sia inclusa LAUTA colazione e bagno in camera 😉 ]

E poi arriva il giorno fatidico e ti presenti alla reception.

– Buongiorno, avevo prenotato una camera a nome Barsotti.

La tipa passa lo sguardo da me alla mia compagna.

– Oddio, mi scusi. Qui c’è scritto matrimoniale. Ora correggo e vi faccio accomodare in una camera doppia.

– No, signora. La prenotazione è corretta. Desideravo proprio una camera con il letto matrimoniale.

La tipa spalanca gli occhi e viola in viso fa:

– Ah, certo, certo. Perfetto.

E vabbè, sorvoliamo. Che mica ho voglia di spiegare alla tipa che è una troglodita, no?

Ma poi devi anche mangiare. Stessa tiritera per fissare un tavolo al ristorante. Ne trovi uno carino, con tante belle recensioni e prenoti.

Arriviamo al ristorante. Ci viene incontro il proprietario tutto arzillo e rubicondo.

– Ma che belle ragazze, prego accomodatevi. Vi va bene questo tavolo? Ecco, qui è molto tranquillo, ma centrale. Tra i nostri clienti ci sono molte bei ragazzi, eh?

E ci strizza pure l’occhiolino ammiccante. Possino cecatte.

E vabbè, sorvoliamo. Che mica ho voglia di spiegare al tipo che è un troglodita, no?

Ordiniamo da bere una birra e una coca.

Arriva il simpaticone brandendo il vassoio. Manco fosse Don Chisciotte e noi due mulini a vento.

– Ecco, qui le cosine da bere per queste due belle ragazze. Ora vi lascio tranquille a farvi una bella chiacchierata tra amiche.

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NO comment

Ecco, a me ‘sto punto era venuta voglia di fargli un discorsetto.

Ma vabbè, ho sorvolato. E il motivo lo sapete già.

19 Commenti

  1. sono stata in montagna in montagna ad ottobre e vicino al nostro tavolo ce ne era uno con due ragazze che si vedeva che nn erano amiche, dal fatto che dai loro silenzi era chiaro che avessero litigato come qualsiasi coppia 😛 i

  2. Irene dice

    A voi la coca da bere con l’amica…a noi è andata più ironica; per natale a Monaco hanno portato la coca da bere con ‘your boyfriend’!!!!…logicamente immortalata con foto!

  3. Marta dice

    Serata fuori in pizzeria. Pizzeria a cinquanta metri da un noto locale gay, peraltro.

    Serata a quattro: la mia (allora) ragazza, io, l’ex ragazzo della mia ragazza, il ragazzo dell’ex ragazzo della mia ragazza. (Una coppia lesbica e una gay, insomma; una metà della coppia lesbica e una metà della coppia gay sono ex.)

    Arriva il momento del caffè. Decido di prenderlo con mezzo minuto di ritardo.

    Il cameriere: “Sì, prendi il caffè, che serve sempre. Così acchiappi i ragazzi, prima che siano rimasti solo quelli gay.”

    Siamo finiti sotto il tavolo dal ridere in quattro.

    (C’è anche il sospetto che il cameriere avesse capito la situazione e volesse fare una battuta “complice”. E’ stata talmente esagerata…)

      • Marta dice

        Tutto vero.

        E’ successo a Milano, da Pizza OK, vicino al Lelephant. Vivo altrove da quasi otto anni, quindi non so se anche solo uno dei due locali sia ancora lì. Lelephant era un gran bel club, e il buffet era spettacolare. Pizza OK faceva delle pizze enormi (sottili) e ottime.

    • ElleBi dice

      noooo, lelephant… io andavo sempre dal parrucchiere li di fronte. Inutile dire che la shampista era un trans

  4. e dai un po’ di elasticità? ed allora io che ho sempre e solo avuto amici maschi dovevo rispondere ogni volta che ci scambiavano per una coppia? sono solo frasi di circostanza: a camerieri ristoratori ed albergatori per lo più non gli può importare di meno dei casi di facce che resettano subito dopo averle viste! se uno è solito avere a che fare solo con mele rosse o gialle dà per scontato che se ne chiede una sarà o rossa o gialla. se invece gliene offri una verde, per lo più dirà: “toh, non ne avevo mai viste l’assaggio e mi faccio una idea e ti dico se mi piace o no”, raramente salterà in piedi accusandoti di essere una strega mandata dal diavolo a ridipingere le mele ( anche se qualcuno, in effetti, lo si può incontrare!) 😉

    • Ma io scherzo molto su fatti di vita che, però, sono avvero accaduti 🙂 Però chi lavora nell’ortofrutta, stai pure certa, conosce tutte le varietà di mele e pure quelle ibride ed innestate. Figurati se salta su per una verde! Ecco, lo stesso dovrebbe fare chi lavora al pubblico 😉 ^_^

  5. ElleBi dice

    Vacanza con il mio ex e una coppia di amici (miei) gay in una città che non conosciamo. Chiediamo ad un amico (del mio ex), autoctono, di farci da guida. Ceniamo e poi ci spostiamo in un locale per bere qualcosa. Accanto a noi una comitiva di spagnoli, piu ragazze che ragazzi. L’amico autoctono inizia a stuzzicare i miei amici: dai dai, che stasera ci divertiamo con una bella spagnola. Insiste parecchio, puntando sul fatto che è la nostra ultima sera di vacanza e che non si puo tornare a casa senza aver concluso qualcosa. I miei amici lo lasciano fare, abbozzano sorrisi, sono dei signori. E poi l’amico autoctono è talmente simpatico che gli si perdona tutto.
    Il giorno dopo, salutandoci, gli spieghiamo la situazione… non voleva crederci, pensava lo stessimo prendendo in giro.

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