Nuda veritas
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La mia prima volta. In una discoteca LGBT

Non sono un mostro di mondanità. Diciamo pure, con ragionevole esattezza, che sono un po’ bradipo. Non amo uscire tanto per, non mi va di fare cose e vedere gente. I miei amici mi piace vederli non troppo spesso e in contesti umani, in cui non mi debba far sanguinare le orecchie per sentire cosa mi stia dicendo il mio interlocutore.

Ma la mia amica insiste da un po’:

Si ma anche se odi le discoteche, se ci vai una volta mica muori. Smettila di fare la spocchiosa. Dovrai pur vedere un po’ di gente, no?

Ma anche il mio grillo parlante ha da dire la sua:

Che ce vai affà? Tanto te scojoni. Tempo zero e finisci a fare il camaleonte sui divanetti

[Il mio grillo parlante è di Ostia]

Ok allora è deciso. Cedo alle adorabili pressioni della mia amica, che è convinta io debba socializzare con altre lesbiche. Devo SOLO pensare a cosa mettermi. Dopo una rapida occhiata al mio guardaroba, decido che il connubio – jeans a zampa e giacchina di velluto a coste – è da escludere. Idem per le Campers grigio topo che mi sbirciano sornione dalla scarpiera.

Cazzo mi metto?

Ebbene sì. Anche io vado in crisi, davanti alla desolazione di un armadio che non collabora alla mia entrata nell’empireo del Tunz tunz gayo.

Vengo colta da un lampo di genio e chiamo la mia amica. Quella che balla disco music ed è molto glamour. [Odio, questo gergo gggiovane, NdR]

Ciao, senti. Ti volevo chiedere… Tu che vai in disco e sei gggiovane e cool e tutte ‘ste robe qui…non è che hai nulla di adatto? Non so…una cosa truzza, ma non troppo? Ecco no, i pantaloni di pelle e la canotta coi buchi non ce la posso fa’. Occhei, fa niente, cerco nei cassetti. Magari qualcosa vien fuori.

Eh, niente. Cerca e ricerca, mi rendo conto di vestirmi allo stesso modo dalla fine degli anni ’90. Ergo, mi rassegno ad andare con la mia solita mise radical – intellectual – chic. Pace.

La sera fatidica arriva e io son sempre lì a cercare di mettere a tacere il famoso grillo. Ormai è sempre più sguajato e mi tocca urlargli di fare silenzio.

Daje grillo, è solo per una sera.

Arriviamo in questo posto che da fuori assomiglia moltissimo ad un grande garage di cemento. Di quelli dei sobborghi urbani delle periferie degradate, per intenderci.

Bleah. Ma magari l’interno è meglio.

Arrivo al guardaroba già con l’aria di chi Ma non stavo meglio a letto? Sono le 11 e mezzo e già sogno le coperte. Consegno il mio cappottino old soviet, con malcelata preoccupazione, alla tipa con la faccia incazzosa e mi preparo ad entrare.

Mi ci vogliono 10 minuti solo per cercare di mettere a fuoco qualcosa, mentre vengo trascinata al bancone del bar per ordinare il mio drink. Incluso nel prezzo [E vorrei vede’, con quello che ho pagato]

Il bicchiere in mano dovrebbe darmi un po’ di coraggio, invece mi ostacola e cerco vanamente di tenerlo in equilibrio per non rovesciarmelo sui pantaloni e sulla testa di qualcuno.

La mia compagna di baldorie m’informa che questa è una serata solo per donne e mi fa l’occhiolino.

Anche mia madre, quando va al mercato il giovedì mattina, pensa la stessa cosa e mi fa l’occhiolino. Mah. Sono sempre più dubbiosa che riuscirò a conoscere qualcuno in questo pastraio d’anime. Poi La serata solo donne, mi sa un po’ di ghetto. Ma magari sono solo io che, lesbica di secondo pelo, non sono in grado di apprezzare la finezza della scelta.

Cerco di aprirmi un varco verso un divanetto, ma non ne trovo nemmeno uno libero. Più che una discoteca pare un pomicio-party. O anche una puntata pratica di Esplorando il corpo umano.

Forse è meglio se mi mi butto nella mischia e mi metto a ballare. Il ballo mi rilassa, ma questa musica di m…come si balla?

Intorno a me pare che gli altri siano perfettamente a loro agio, in questa specie di mantra di gruppo, in cui tutti eseguono gli stessi passi.

Daje, sono ggiovane. Ci provo anche io.

Mentre cerco di sfuggire all’ennesima ascella aromatica che mi passa sotto il naso, inciampo e mi verso addosso quello che doveva assomigliare ad un Mojito, ma che del Mojito ha solo l’odore.

Tento di andare in bagno. Ma a pochi passi da quello che dovrebbe essere una toilet per signore, esce un tanfo così acre che penso vi abbiano nascosto il cadavere insepolto di Godzilla.

Torno nella bolgia cercando la mia amica, ma niente. È stata risucchiata dalla folla.

In quel momento realizzo limpidamente che proprio non fa per me. Non che non lo sapessi, ma l’evidenza è questa e il grillo fa scenate isteriche

Tanto io te l’avevo detto!

Mi guadagno il guardaroba prima, e l’uscita subito dopo, con lo stessa foga di Highlander in battaglia.

Arrivata alla macchina mando alla mia amica il seguente messaggio.

Sto andando a casa. Non sono riuscita a trovarti per dirtelo. Grazie per questa bella serata. La prossima volta che vai in discoteca, non mi chiamare. Avrò la febbre gialla e non potrò accompagnarti. Perdonami. In fondo sai che sono profondamente nerd.

Illustrazione by Marianna Marigo

E così è stato. In quattro anni non ho più ricevuto inviti per andare in discoteca.

15 Commenti

  1. Francesca dice

    I locali più simpatici sono quelli friendly ma non ghetto, dove etero e gay si mischiano senza problemi e categorie particolari…magari hanno anche musica dal vivo e spettacoli divertenti. Insomma puoi sempre riprovarci scegliendotelo tu, il posto 🙂

    • Sono una bestiola che non ama la confusione, preferisco un bicchiere di vino in compagnia di poche persone. Però, chissà…magari se becco il locale giusto, mi scateno! 😀

  2. lenny dice

    La mia prima e forse ultima volta..quest’estate ne approfitto che i miei erano in vacanza x una serata al gayvillage x ballare..premesse: avevo una guancia da criceto visto un intervento ai denti due gg prima. Abitando in buho di Dio ci vuole quasi un ora e mezza. Tra caldo di agosto e mal di denti passo una serata da cani dove manco bello.. Risultato? il giorno dopo al prontosoccorso.. Anch’io sono ma pantofolaia peggio di te..

  3. Tiziana dice

    beh…mi sento un po’ meno bestia rara! Io ho lo stesso problema, non essendo mai, dico mai, andata in discoteca, nonostante i miei 44 anni. Non saprei neanche come vestirmi. Eppure son tentata…pare che si possano incontrare altre donne solo andando in discoteca! :-O

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