Nuda veritas
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Lesbica non è una parolaccia

Sono quasi le 7,30 ed è oggi è il mio turno di accompagnare i bambini a scuola. Dopo il tafferuglio abituale del: svegliati – lavati- vestiti – fai colazione- EmuovitiCheÈtardi riusciamo ad infilarci nella nostra vintage Polo del 1998. A metano.

Siamo appena riusciti ad imboccare la strada principale che siamo costretti a fermarci. Il cantiere per i lavori dell’acquedotto. Ci guardiamo sbuffanti e innervositi. Stamattina proprio non ci va di cantare a squarciagola in macchina tutto il repertorio dei Placebo, inventando le parole in inglese.

Margherita, sul sedile posteriore, giocherella con un guanto e guarda fuori dal finestrino.

– Mamma quell’albero ha il colore dei tuoi capelli.

– È un acero rosso. Bello, eh?

– Si, è pure spettinato come te

E intanto guardo l’orologio. La fila adesso scorre a ritmo di anziano con bastone e il mio cervello passa in rassegna l’infinità di cose che mi aspettano. Fare le liste mi aiuta tenere a bada l’ansia che mi assale per la paura di non riuscire a combinare ed incastrare tutti gli impegni. Poi le perdo le liste, ma vabbè.

Ariele è pensieroso.

– Ari che pensi?

 – A una cosa che è successa l’altra settimana a scuola. Stavamo facendo ginnastica e ad un certo punto un mio compagno di classe si è arrabbiato e ha detto a delle bimbe Lesbiche.

– E? Come ti sei sentito?

Mi ha dato noia. E pure alla maestra che, infatti, ha detto che lesbica non è una parolaccia e nemmeno gay e trans. Anche io l’ho detto ad alta voce.

– Cosa?

– Che pure la mia mamma è lesbica. E che fidanzarsi con un uomo o con una donna non è importante. È importante che sia una brava persona e che loro siano felici insieme. E  anche insieme ai loro bambini, se li hanno. O ai loro cani o gatti.

Mamma, perché le persone usano queste parole come offesa?

– Amore, ci sono molte ragioni. Spesso le persone giudicano invece di cercare di capire ed hanno così paura di ciò che non conoscono, che non vogliono nemmeno sentirne parlare.

Cioè?

Ci sono persone che amano la pizza ma non  il formaggio e pensano che chi lo mangia sia stupido.

Poi ci sono persone che amano la pizza ma non il formaggio. Ma pensano che chi ama il formaggio abbia le sue buone ragioni e non per questo sia da considerare stupido

Oppure persone che amano la pizza ma a cui piace anche il pesce.

E infine le persone che amano il pesce e non sopportano la pizza.

Ok. Ho capito perfettamente il concetto. Senti mamma. Ma possibile che pensi sempre a mangiare?!

E intanto siamo arrivati a scuola.

Ti voglio bene, mà’!

Illustrazione by Marianna Marigo

Ciao, amore. [Grazie, Ariele per essere il bambino che sei.] [[Anche se non abbassi mai la tavoletta del wc]]

26 Commenti

  1. Io sono dalla parte opposta.. il mio tredicenne e vedo tanti segnali del suo essere magnifico unico e propenso ai ragazzi. Verra il tempo in cui trovera il suo equilibrio.. ke sia giunto il mio istinto oppure no intanto non è facile fargli capire ke è meglio essere unici e diversi ke buttati nella mischia x farsi accettare.. nel dubbio glielo scrivo ovunque!^.^ cmq tu mi fai troppo ridere 😀

  2. Essere civile ci vuole il tempo. io sono eterosessuale ma rispetto a tutte altre opinioni. un giorno anche italiani devono capire questo, o almeno lo spero.

  3. ericagazzoldi dice

    “Ma possibile che pensi sempre a mangiare?!” Beh, abbiamo un’altra cosa in comune. 😉

  4. elenaromanello dice

    Grandissima! Mi ricordo ancora quando mi dissero, da adolescente, lesbicaccia schifosa perché già allora non mi interessava l’altro sesso. Con lo stesso tono con cui si potrebbe dire troia o tossica di merda. Distinguiamo, please.

  5. pierangelo dice

    Grandissimo ARIELLEEEEEEEEEE!!!!!!
    continua cosi!!!!!(Vero non ti commuovere dai………)

  6. pierangelo dice

    vedi di risparmiare qualche lacrima e relativo rossore per situazioni(spero solo positive)
    in cui i figli saranno protagonisti:te lo posso consigliare dall’alto della mia veneranda esperienza
    (leggi età)nelle quali ho avuto modo di dire tra me stesso:cazzo ma quella/o e mio figlio/a!

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